L’itinerario arabo-normanno comprende il duomo di Cefalu’ e di Monreale, Palazzo dei Normanni di Palermo, la Cappella Palatina, la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, di Santa Maria dell’Ammiraglio, di San Cataldo, la Cattedrale di Palermo, la Zisa e la Cuba.
“L’Italia con 41 siti – continua Missineo – e’ la nazione che vanta il piu’ alto numero di beni culturali iscritti nel patrimonio dell’Unesco. In Sicilia ne sono stati inclusi ben 5 e ci auguriamo che anche l’itinerario arabo-normanno della provincia di Palermo possa ricevere la giusta valorizzazione sia nel contesto nazionale che in quello internazionale. Da questo punto di vista il riconoscimento dell’Unesco rappresenterebbe un’altra eccellenza per una terra unica nel suo genere che puo’ lanciare un ponte virtuale tra l’Europa e i paesi del bacino
del Mediterraneo. Ma oltre al dialogo interculturale e religioso – ha concluso l’assessore – che verrebbe rilanciato attraverso questa scelta, e’ anche importante sottolineare che aumenterebbero i flussi turistici e la ricaduta economica, cosi’ come e’ accaduto nelle altre aree del mondo tutelate dall’Unesco”.
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