{"id":112399,"date":"2016-08-08T15:23:47","date_gmt":"2016-08-08T13:23:47","guid":{"rendered":"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/?p=112399"},"modified":"2016-08-08T15:28:35","modified_gmt":"2016-08-08T13:28:35","slug":"storie-uomini-legioni-quelle-romane-ultimo-limes-dellidentita-culturale-religiosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/storie-uomini-legioni-quelle-romane-ultimo-limes-dellidentita-culturale-religiosa\/","title":{"rendered":"STORIE, UOMINI E LEGIONI &#8211; Quelle Romane,  ultimo limes dell\u2019identit\u00e0 culturale e religiosa"},"content":{"rendered":"<div id=\"&quot;root_template_div&quot;style=&quot;position:absolute;overflow:hidden;&quot;\"><\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legioni-romane-6.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-112406 alignnone\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legioni-romane-6-300x168.jpg\" alt=\"legioni romane 6\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a><\/p>\n<p>Interessante articolo, pubblicato in due parti, su \u00a0www.ilprimatonazionale.it, solo alcuni giorni fa da Stefano Bianchi.<!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legoini-romane-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-112408 alignnone\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legoini-romane-2-300x158.jpg\" alt=\"legoini romane 2\" width=\"300\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legoini-romane-2-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legoini-romane-2.jpg 310w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Quale riuscito esempio di mescolanza tra etnie e modelli culturali, quello offerto dall\u2019esercito romano dell\u2019et\u00e0 del principato (e, ancor pi\u00f9, del tardo-antico), costituisce spesso un feticcio sbandierato da certi ambienti per rammentare in ogni occasione utile, l\u2019ineluttabilit\u00e0 dell\u2019umano destino (e la sottesa grandezza legata ai principi che ne discendano): una gioiosa confusione di idee, tradizioni e lingue. Beninteso, tutto ci\u00f2 non \u00e8 rinvenibile nel pensiero degli specialisti della materia, i quali ben consci di come stiano le cose nella realt\u00e0, si guardano bene dal propugnare simili sciocchezze. Ma tant\u2019\u00e8. L\u2019idea \u00e8 dunque quella che le armate romane, abbiano rappresentato un sorta di microcosmo e che testimonino e provino quel processo di confusione di culti che sarebbe divenuto tratto caratteristico dell\u2019epoca imperiale, s\u00ec che proprio all\u2019interno delle forze legionarie si sarebbe prodotto uno sfaldamento dell\u2019originaria identit\u00e0 religiosa italico-romana a tutto vantaggio dell\u2019orientaleggiante mondo dei misteri.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legioni-romane.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-112407\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legioni-romane-300x200.jpg\" alt=\"legioni romane\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legioni-romane-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legioni-romane.jpg 768w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legioni-romane-150x100.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019esempio che viene alla mente \u00e8 quello del culto di Mitra. Le pi\u00f9 recenti ricerche (specie di carattere epigrafico e prosopografico) hanno dimostrato, in realt\u00e0, che la sua diffusione si limit\u00f2 al ceto medio-basso (soldati di rango inferiore, funzionari della burocrazia imperiale di livello piuttosto modesto, oltre a una gran mole di liberti e schiavi) ed ebbe ben poco dei tratti del virile tradizionalismo propriamente romano che si son voluti vedere in esso da parte di certi ambienti ancor oggi legati a giudizi risalenti ad un\u2019epoca dominata da scarse conoscenze, come fu quella degli anni 30\u2019 \u2013 scadendo, piuttosto, la religione mitraica, in un confuso insieme di liturgie esotiche (in cui, forse, neppure l\u2019influenza del primo cristianesimo fu assente) mescolate tra loro, funzionali al carattere astronomico della sottesa ideologia, accompagnate da un attraente sfondo esoterico-soteriologico che poco o nulla aveva a vedere con l\u2019originario culto iranico, s\u00ec che la nascita dello stesso rituale rimane sospetto; e, incidentalmente, assai poco \u201ciniziatico\u201d, di fatto: giacch\u00e9, forse non del tutto a caso, manca ad esempio qualsiasi prova epigrafica (come cippi funerari e votivi, in gran uso all\u2019epoca) che un adepto ai misteri mitriaci, sia mai appartenuto ad un grado inferiore al quarto \u2013 come noto, i gradi \u201ciniziatici\u201d sarebbero stati sette \u2013 e quindi sorge il sospetto che l\u2019avanzamento fosse garantito un po\u2019 a tutti quanti; con una certa speditezza e senza troppi problemi, insomma. Nonostante qualche moderna fisima, siamo ben distanti da ci\u00f2 che fu il mos maiorum: giammai, d\u2019altro canto, la religione mitraica ottenne un riconoscimento ufficiale dallo stato romano. Tuttavia, resta il fatto che la sua estensione (cos\u00ec come quella di altri culti orientali, che non va per\u00f2 esagerata, come vedremo) proverebbe la nascita di un nuovo modello culturale e religioso che si sarebbe progressivamente sostituito a quello romano tradizionale, specie in ambito militare.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legioni-romane-5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-112405\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legioni-romane-5.jpg\" alt=\"legioni romane 5\" width=\"280\" height=\"180\" \/><\/a><\/p>\n<p>Senza dubbio, il contatto nelle province pi\u00f9 lontane, tra legionari, locali comunit\u00e0 e truppa ausiliaria, favor\u00ec la trasmissione (o meglio, contaminazione) tra differenti costumi e ritualit\u00e0; parimenti, il trasferimento degli uomini da una guarnigione all\u2019altra, costitu\u00ec un veicolo per la penetrazione anche in Occidente dei culti orientali. Conosciamo ad esempio il caso di un centurione, tal Petronius Fortunatus, che nel corso della propria carriera militare, durata oltre 50 anni, fu trasferito in ogni angolo dell\u2019impero: dall\u2019Africa e Arabia, all\u2019Italia, dalla Siria, alla Bretagna e Germania. Per tal via, un Juppiter Dolichenus, pot\u00e9 stabilirsi in Mesia proveniente dalla Siria e cos\u00ec Osiride trov\u00f2 un qualche seguace sul limes germanico(seppure, assai pi\u00f9 limitatamente). Ma \u00e8 anche facile osservare, prima facie, come in realt\u00e0, proprio la rigida distinzione tra unit\u00e0 legionarie (cui potevano accedere solo coloro che possedessero la cittadinanza romana) e le unit\u00e0 ausiliare, costituisse una barriera alla penetrazione di identit\u00e0 estranee a quelle pi\u00f9 strettamente cittadine ed identitarie italiche.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legioni-romane-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-112404\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legioni-romane-4-300x159.jpg\" alt=\"legioni romane 4\" width=\"300\" height=\"159\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legioni-romane-4-300x159.jpg 300w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legioni-romane-4.jpg 308w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Si tenga conto che fino all\u2019approvazione della cd. Constitutio Antoniniana (212. a.C., ossia l\u2019editto emesso dall\u2019imperatore Caracalla, che garant\u00ec la cittadinanza a gran parte degli abitanti dell\u2019Impero: si calcola che sino ad allora, solo 1\/3 della popolazione fosse un civis romanus) proprio attraverso il sistema dei diplomi militari (cio\u00e8 documenti che venivano rilasciati agli ausiliari, al termine del servizio) veniva riconosciuta allo straniero, la civitas romana piena, ch\u2019egli poteva trasmettere alla propria famiglia e ai discendenti. Ma solo a condizione che avesse onorato il proprio giuramento di fedelt\u00e0 a Roma, al pari del legionario, prestato al momento dell\u2019arruolamento (con una cerimonia religiosa detta anche honesta missio). Un esempio che dovrebbe essere preso a modello ancor oggi, sul significato pi\u00f9 profondo dei doveri e degli oneri in capo a chi pretenda di accostarsi ad un\u2019altra civilt\u00e0 o nazione per cercare di entrarvi a pieno titolo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legioni-romane-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-112403\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legioni-romane-3.jpg\" alt=\"legioni romane 3\" width=\"175\" height=\"287\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ancora, la reale diffusione dei peregrina sacra (cio\u00e8 i culti stranieri) tra i militari, deve essere ridimensionata alla luce delle evidenze archeologiche: essa non incise mai concretamente, quanto a dimensioni, sul sistema religioso romano tradizionale. Ad esempio, l\u2019insieme della documentazione conservata riguardante la provincia della Mesia e risalente agli stanziamenti militari delle legioni romane, attesta che circa l\u201980% delle dediche epigrafiche della met\u00e0 del III\u00b0 sec. d.C, erano rivolte a divinit\u00e0 facenti parte del pantheon romano. Emerge un altro dato: ossia che gli uomini appartenenti alle unit\u00e0 ausiliarie \u201cregionali\u201d (cio\u00e8 provenienti dallo stesso luogo di reclutamento) e che andavano a formare reparti autonomi dal caratteristico nome, conservavano i propri culti privati, senza per\u00f2 influenzare le truppe legionarie \u201cregolari\u201d. Lo stesso mitraismo, nonostante certi falsi sensazionalismi \u00e0 la Voyager, conobbe una penetrazione piuttosto modesta nei centri urbani e nelle stesse guarnigioni romane, e cio\u00e8 pari a circa il 2% dell\u2019intera popolazione dell\u2019impero, quantomeno agli inizi del III\u00b0 sec. d.C.; anche applicando modelli di sviluppo geometrico alla diffusione di un culto di natura misterica e da cui erano escluse le donne, siamo ben lontani dalla leggenda, secondo cui la religione mitraica contese al cristiananesimo le sorti della nostra civilt\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legione-romane-34.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-112402\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legione-romane-34.jpg\" alt=\"legione romane 34\" width=\"188\" height=\"89\" \/><\/a><br \/>\nE\u2019 semmai vero, in un certo senso, il contrario: ossia che furono le popolazioni e i soldati provinciali ad essere influenzati dal pensiero religioso romano. A tal proposito, possediamo uno straordinario documento coevo, spesso misconosciuto o volutamente dimenticato, che conferma quest\u2019ipotesi. Tra il 1931 e il 1932, nel corso di scavi effettuati nei pressi del fiume Eufrate, a Dura-Europos, un piccolo papiro con testo in lingua latina (detto Feriale Durianum), fu rinvenuto tra gli archivi della Cohors XX Palmyrenorum (cio\u00e8, un\u2019unit\u00e0 ausiliaria dell\u2019esercito romano, di stanza nell\u2019antica provincia della Siria) conservati all\u2019interno delle rovine di un tempio apparentemente dedicato alla divinit\u00e0 siriana di Azzanathkona (ossia Attagartis). Per quanto corrotto in alcune sue parti, il documento resta sufficientemente chiaro nel contenuto: il papiro contiene infatti un calendario risalente all\u2019et\u00e0 severiana (pi\u00f9 esattamente, databile tra il 223 e il 227 d.C., regnante l\u2019ottimo e pio Severo Alessandro) con le ricorrenze religiose da osservarsi nel corso dell\u2019anno da parte dei militari della locale guarnigione.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legione-romana-8.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-112401\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legione-romana-8-300x168.jpg\" alt=\"legione romana 8\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a>Le successive ricerche e lo studio del Feriale Duranum hanno accertato come esso rappresenti una copia del testo che veniva inviato ad ogni legione o anche unit\u00e0 militare romana formalmente indipendente, purch\u00e9 a livello di cohors (fanteria) o ala (cavalleria), composta da ausiliari, cittadini o meno che fossero, perch\u00e9 fosse osservato e seguito. Il testo (mancante per gran parte il periodo ottobre-dicembre, ma pressoch\u00e9 integro per i precedenti mesi) riporta giorno per giorno, le divinit\u00e0 da onorare e i sacrifici da compiersi, divisi tra supplicationes (cio\u00e8 preghiere accompagnate dall\u2019offerta di incenso e vino) e immolationes (cio\u00e8 sacrifici animali). L\u2019insieme, molto articolato, pu\u00f2 essere suddiviso, grosso modo, in quattro gruppi di festivit\u00e0: quelle riservate per onorare il genio dell\u2019imperatore regnante nel giorno della sua nascita e il genetliaco dei grandi condottieri del passato (Germanico, Cesare, Augusto etc), quelle dedicate alle principali feriae publicae romane (Vestalia, Neptunalia, Saturnalia etc) quelle dedicate alle singole divinit\u00e0 (Mars, Juppiter, Hercules etc) e alle ricorrenze per i riti strettamente militari (come quello del giuramento di fedelt\u00e0 da rinnovarsi ogni 3 gennaio, i rosalia signorum etc).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/download-1.jpg\"><br \/>\n<\/a>La circostanza dell\u2019inserzione nel Feriale Duranum di alcune cerimonie di carattere civico (come i gi\u00e0 annotati Vestalia, ad esempio), smentisce, dunque, l\u2019esistenza di una netta distinzione tra culti militari e quelli cittadini pubblici; n\u00e9 poteva essere altrimenti perch\u00e9, in linea con la tradizione di epoca arcaica e repubblicana, l\u2019intero ciclo del bellum romano, dalla partenza dell\u2019esercito per la campagna sino al suo ritorno con la celebrazione del trionfo, dall\u2019indizione stessa della guerra, attraverso il complesso rito della sua dichiarazione curata dal vetusto sodalizio religioso dei Feziali, al suo quotidiano esercizio faccia al nemico, per mezzo della ciclica lustratio (pulizia e purificazione) delle armi e della presa di auspici per scrutare la volont\u00e0 di Giove Ottimo Massimo prima di ingaggiar battaglia, appaiono dominati dalla sfera del sacro (rimandiamo al bello studio di J\u00f6rg R\u00fcpke, \u201cDomi militiae. Die religi\u00f6se Konstruktion des Krieges in Rom\u201d Stuttgart, 1990, purtroppo non ancora tradotto e pubblicato in Italia) .<\/p>\n<p>Qui, per\u00f2, le prescrizioni rituali e i ferrei precetti dello ius divinum propri della latinit\u00e0, sembrano davvero trasformare l\u2019esperienza della belligeranza in un continuo, interrotto ciclo in una lotta illuminata, circondata e protetta dai numina romani, sin dal momento del giuramento prestato dal nuovo legionario (sacramentum, atto sacro esso stesso, come riconosceva obtorto collo persino un Tertulliano, autore cristiano arci-nemico della religione militare romana e la cui formula recitata \u2013 restituita nella sua probabile forma da Serv. Ad Aen VIII 614 \u2013 da un legionario appositamente selezionato, veniva seguita, con ferrea forza, dall\u2019idem in me, \u201clo stesso valga per me\u201d, di ogni altro soldato) per poi proseguire sino al suo congedo (l\u2019honesta missio: che si svolgeva di fronte all\u2019intera legione schierata, previa esecuzione dei rituali e sacrifici prescritti) terminando sovente con la richiesta di assistenza e protezione a Fortuna Redux (ossia la Fortuna di colui che era reduce di guerra, in senso di spirito protettore geniale: sebbene introdotta sotto Augusto per celebrarne il ritorno vittorioso, nondimeno essa pot\u00e9 anche essere onorata dal semplice veterano,come pare dimostrarne la popolarit\u00e0) che accompagnava il ritiro alla vita privata del buon milite.<\/p>\n<p>Chiaro l\u2019adattamento di epoca imperiale, dovuto alle nuove esigenze date dall\u2019estensione territoriale: secondo una prassi assai consueta, il conservatorismo religioso romano trovava, recte, nuove forme espressive. In questo senso, dato estremamente significativo, secondo la communis opinio degli interpreti, la copia detta Feriale Duranum, per vero, altro non rappresenterebbe che un adattamento di epoca severiana (o meglio, un aggiornamento) di una prassi assai pi\u00f9 risalente, introdotta da Ottaviano Augusto per armonizzare e dare omogeneit\u00e0 ai culti romani militari o provinciali e, soprattutto, garantire, quanto pi\u00f9 possibile, l\u2019occasione di rispettare maggiori festivit\u00e0, agli uomini che si trovassero lontano dall\u2019Urbe. L\u2019inserimento successivo di personaggi di cui onorare il genius \u2013 come lo stesso Augusto, Vespasiano e altri eminenti Imperatori, per complessive 41 ricorrenze calendariali \u2013 prova al di l\u00e0 di ogni dubbio, che l\u2019originale testo di epoca augustea sub\u00ec successive addizioni e cambiamenti, pur nel rispetto del generale quadro di rispetto e trasmissione del culto tradizionale romano, con le sue principali festivit\u00e0 e divinit\u00e0 da celebrare. La circostanza che in epoca severiana \u2013 spesso del tutto erroneamente identificata come periodo di estrema decadenza della religio italico-romana \u2013ancora si conservasse tale uso (anzi, dando ad esso rinnovato vigore) prova che dopo decenni di frottole e bizzarre teorie, al centro del sistema del sacro si poneva l\u2019attivit\u00e0 religiosa veteroantica, la quale mantenne sempre un immutato vigore ed una supremazia incontrastata sui nuovi culti, come peraltro ormai pare generalmente ammesso.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legione-romanaccia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-112410\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legione-romanaccia.jpg\" alt=\"legione romanaccia\" width=\"240\" height=\"138\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legione-romana-1.jpg\"><br \/>\n<\/a> <a href=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legione-romana-23.jpg\"><br \/>\n<\/a>Che in questo disegno, vi fosse anche la volont\u00e0 di \u201cromanizzare\u201d la vita liturgica delle peregrinae popolazioni, persino giungendo a vietare implicitamente (certamente a scoraggiare) rituali o forme religiose non romane, pu\u00f2 essere vero, come no: ma non pare essere la questione centrale. Al pari, v\u2019\u00e8 ben poco dubbio come, attraverso il rispetto delle regole del mos maiorum per mezzo di un preciso percorso da seguire da parte di ogni unit\u00e0 militare (ripetiamo: fosse essa composta da cives romani o meno), un po\u2019 come avveniva per le festivit\u00e0 civiche, si creasse anche un eccezionale esprit de corps e una coesione sociale nella vita del singolo soldato che lo avrebbe legato ai sacri destini stessi di Roma, anche attraverso la sua massima espressione imperiale, cio\u00e8 il culto del genius (e del numen) del princeps oltrech\u00e9 del dies natalis Urbis Romae. Ci\u00f2 che resta essenziale, \u00e8 la questione della preservazione e trasmissione del sistema cultuale tradizionale: questione chiara, precisa, netta.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legione-romana-23.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-112412\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legione-romana-23.jpg\" alt=\"legione romana 23\" width=\"287\" height=\"176\" \/><\/a><\/p>\n<p>Gli scavi condotti sui resti delle guarnigioni fisse, poi, hanno dimostrato un altro punto assai importante. E cio\u00e8 che mentre intorno ai castra (ossia gli acquartieramenti destinati alla truppa) potevano sorgere anche realt\u00e0 religiose della pi\u00f9 diversa natura e funzione (son stati scoperti persino luoghi di culto cristiano) destinati al culto privato, v\u2019era un limite, un confine, invalicabile e fisico che i peregrina sacra non potevano varcare: ossia il perimetro dell\u2019accampamento militare. Peraltro, all\u2019interno dello stesso v\u2019era uno spazio cultuale adattato, ossia l\u2018aediculum che doveva contenere un importante oggetto sacro, come vedremo a breve, e cio\u00e8 le insegne della legione. Peraltro anche il praetorium (un\u2019imponente costruzione posta al centro dell\u2019accampamento) poteva servire a questo scopo, cos\u00ec come nel cortile di fronte ad esso, di norma, si svolgevano le pi\u00f9 importanti funzioni religiose. Orbene, i risultati degli studi archeologici condotti in ogni luogo del mondo ove furono stanziate le legioni, ha dimostrato senza ombra di dubbio che giammai alcuna statua o immagine, rilievo votivo o dedica di una divinit\u00e0 orientale e comunque estranea al pantheon romano, all\u2019interno dello stesso cos\u00ec come al di l\u00e0 dei fines del campo militare. Anche l\u2019esame dei numerosi sacella (altari votivi o destinati ai sacrifici) disseminati e rinvenuti negli stanziamenti militari porta alla medesima conclusione: qualche rarissima dedica di protezione per la salute del locale comandante militare o per la buona sorte delle insegne militari, attraverso l\u2019invocazione a divinit\u00e0 straniere poteva essere talvolta tollerata e ammessa. Ma nulla di pi\u00f9.<\/p>\n<p>La religione ufficiale delle armi romane era ancora una volta inflessibile e non ammetteva eccezioni: neppure all\u2019interno delle fortificazioni o fortini presidiati da unit\u00e0 ausiliare. Beninteso, all\u2019esterno di essi e nello spazio immediatamente circostante (detto territorium legionis) anche per effetto della riforma introdotta da Settimio Severo che consent\u00ec ai soldati di vivere fuori dall\u2019accampamento con la propria famiglia, ogni culto che non fosse stato dichiarato in contrasto con i principi religiosi romani era tollerato, ammesso e senza dubbio largamente praticato. Ma un vero e proprio processo di osmosi e inglobamento, a tutto favore delle externae religioni orientali, manc\u00f2 sempre in ambito militare: e questo \u00e8 ancor pi\u00f9 riscontrabile in alcune province dell\u2019Occidente, particolarmente \u201ctradizionaliste\u201d come la Britannia o la Gallia e pure l\u2019Iberia.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legione-romana-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-112411\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/legione-romana-1.jpg\" alt=\"legione romana 1\" width=\"290\" height=\"174\" \/><\/a><\/p>\n<p>Infine, per quanto lo spazio ci consenta (occorrerebbe svolgere uno studio a parte) vi fu un altro spazio fisico inaccessibile. O, meglio, un oggetto centrale ed essenziale per la vita sacrale delle armate romane, cui nessun culto non-romano ebbe mai accesso sino all\u2019avvento del Cristianesimo: l\u2019insegna ufficiale della legione (detta signum, la Iovis satelles cantata da Virgilio), ossia l\u2019aquila. Come noto, solo nel 103 a.C. nel corso del suo secondo consolato, Gaio Mario adott\u00f2 ufficialmente l\u2019aquila come simbolo del signum della legione; prima di allora come riferisce Plinio il vecchio (N.H. 10,16) la prima cohors della legione (al cui signifer era affidata l\u2019insegna, dopo una severissima selezione) era uso impiegare cavalli, minotauri, lupi o cinghiali a seconda dei casi. Ma da allora solo l\u2019aquila fu adottata e amai alcuna immagine, se non quella dell\u2019Imperatore fu accoppiata alla stessa. La funzione sacrale del signum (vocabolo polisemico, non a caso, che poteva designare tanto un presagio, quanto l\u2019insegna, mentre nella letteratura spiccia e popolare anche una sorta di confetto) pure \u00e8 nota. La perdita dello stesso comportava il pi\u00f9 delle volte lo scioglimento della legione con disonore o, in altre, una severa punizione. Le stesse aquile in tempo di pace venivano conservate nel Tempio di Saturno, mentre una volta esaurita (per altri motivi) la propria funzione erano depositate in un apposito spazio all\u2019interno del Tempio di Mars Ultor.<\/p>\n<p>Ma anche in quelle rare occasioni in cui le aquile romane furono vinte o prese, subito altre furono forgiate e sorsero, nuove braccia si accalcarono per levare al cielo il simbolo stesso di Jupiter Optimus Maximus Stator Depulsor Triumphator Invictus Victor Defensor et Tutator: si ch\u00e9 intorno ad esse, si potessero radunare, fiduciosi nella vittoria, gli uomini che giurarono fedelt\u00e0 a Roma, rinnovando di anno in anno quel patto sacro, quel giuramento d\u2019onore. Non in oscure caverne o in buie catacombe, non dentro piramidi o bizzarri templi orientali, non contorniate da immagini mostruose o dementi : ma sui campi di battaglia, al sole radiante. Sul limes, sui confini dell\u2019Impero a difendere un\u2019idea di civilt\u00e0 e spirito. Non furono mai vinte, quelle aquile: se ne dovette decretare la morte loro per editto, pian piano sostituendole con croci e o dragoni, regnante il cristiano Teodosio e i suoi successori.<\/p>\n<p>Eppure, ne siam certi, in cuor suo ogni vero legionario non le abbandon\u00f2 mai: e noi, idealmente, con loro.<\/p>\n<p>Stefano Bianchi<\/p>\n<div class=\"wp-menu-arrow\"><\/div>\n<p><script>\/\/ <![CDATA[\nif (window.top &amp;&amp; window.top.postMessage) {window.top.postMessage('{&quot;googMsgType&quot;:&quot;adpnt&quot;}','*');}\n\/\/ ]]><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Interessante articolo, pubblicato in due parti, su \u00a0www.ilprimatonazionale.it, solo alcuni giorni fa da Stefano Bianchi.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":112407,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7,24],"tags":[67185],"class_list":["post-112399","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-s5-cronaca","category-c34-cronaca-regionale","tag-legioni-romane"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - 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