{"id":145518,"date":"2017-06-20T18:20:54","date_gmt":"2017-06-20T16:20:54","guid":{"rendered":"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/?p=145518"},"modified":"2017-06-20T18:20:54","modified_gmt":"2017-06-20T16:20:54","slug":"solstizio-la-magia-dellargimusco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/solstizio-la-magia-dellargimusco\/","title":{"rendered":"SOLSTIZIO &#8211; La Magia dell&#8217;Argimusco"},"content":{"rendered":"<header><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1188\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/dscf2527-1.jpg\" alt=\"dscf2527-1\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/header>\n<div class=\"post-single-content box mark-links\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il solstizio d\u2019estate e l\u2019Argimusco \u00e8 un rito magico, millenario che avvicina cultori di astronomia, ma anche il mondo mistico di shamani ed estoterici stregoni, di gente che cerca pace e punti di meditazione, di ritrovari e \u201ccentrarsi\u201d, ma che parla di iniziazioni, quelle dei giovani dei popoli siculi. Qui ritrova la cultura del territorio. Domani sar\u00e0 la mattinata<\/strong><strong>\u00a0del solstizio.. sperando che sia di <em>buona luce!<\/em><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/argimusco1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1184\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/argimusco1-300x212.jpg\" alt=\"argimusco1\" width=\"300\" height=\"212\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019Argimusco, un altipiano che presenta formazioni di arenaria dalle suggestive forme antropomorfe e zoomorfe, modellate dall\u2019acqua e del vento nel corso dei millenni.Un altopiano da sempre impervio ma dove \u00e8 visibile chiaramente l\u2019attivit\u00e0 antropica \u2013 tombe, un palmento rupestre, la pietra dei 7 scalini, il camminamento scavato nella roccia, la vasca sulla Rupe dell\u2019Acqua, l\u2019edicola votiva ed alcuni petroglifi \u2013 d\u2019epoche arcaiche.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Qui, al solstizio d\u2019estate accade qualcosa di speciale.<\/strong><span id=\"more-73129\"><\/span><\/p>\n<p>Il sole nella sua danza, intreccia i suoi raggi con la Terra, si unisce al Cielo, e si compiente l\u2019Evento, silenzioso, da leggere, ricco di auspici, proprio attraverso le pietre dell\u2019altopiano, che si trasformano in veri e propri indicatori celesti.<\/p>\n<p>Il termine solstizio deriva dal latino solstitium, \u201csol stat\u201d \u2013 il sole si ferma \u2013 quando l\u2019astro raggiunge la sua massima declinazione positiva rispetto all\u2019equatore celeste, per poi riprendere il cammino inverso, in tutto il mondo, a nord dell\u2019equatore, si guardato all\u2019inizio dell\u2019estate astronomica.<\/p>\n<p>In questo particolare giorno dell\u2019anno il Sole cessa dunque di alzarsi sopra l\u2019equatore celeste e pare si fermi per poi riabbassarsi.<\/p>\n<p>Nel giorno pi\u00f9 lungo dell\u2019anno, in cui i nostri antenati svolgevano culti e riti atavici per venerare le divinit\u00e0 celesti e terrestri.<\/p>\n<p><strong>Osservare il sorgere del Sole in un punto speciale dell\u2019Argimusco: sul megalite dell\u2019Aquila da suggestioni incredibili.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il Sole sorge proprio in prossimit\u00e0 di questa pietra che rappresenta l\u2019emblema dell\u2019intera area rocciosa. E per osservare questa manifestazione del sacro attraverso la luce (ierofania) vi sono doveri punti privilegiati, per esempio dai menhir naturali o dalla collina dei guardiani.<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma poi volgendo lo sguardo verso il Bosco di Malabotta si osserva il rito d\u2019iniziazione quando l\u2019ombra proiettata dalla roccia fallica si incunea in quella vulvare\u2026.\u00a0 una straordinaria performance naturale, propriziatoria, in un luogo al confine tra Cielo e Terra.<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/argimusco_def.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1183\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/argimusco_def-300x212.jpg\" alt=\"argimusco_def\" width=\"300\" height=\"212\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo spettacolo, solstizio o meno, da quest&#8217;altipiano \u00e8 sempre splendido<\/p>\n<p>Qui lo sguardo si perde, alle prime luci dell\u2019alba.<\/p>\n<p>Dopo la rocca della Novara si estende in basso verso oriente il magico bosco di Malabotta e poi il grande cono dell\u2019Etna fumante.<\/p>\n<p>Gi\u00f9, a Nord,\u00a0 ci sono le Eolie, altri vulcani, tra attivi e dormienti. Uno \u00e8 anche inabissato mentre lo Stromboli spesso erutta chiaramente la sua forza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-63733\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/10409434_646032518823917_6774672134305554952_n.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" srcset=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/10409434_646032518823917_6774672134305554952_n.jpg 960w, http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/10409434_646032518823917_6774672134305554952_n-300x199.jpg 300w\" alt=\"10409434_646032518823917_6774672134305554952_n\" width=\"400\" height=\"265\" \/><\/p>\n<p>Le grandi rocce, che sorgono sopra un tappeto di verde intenso, sembrano strane figure che richiamano mostri e figure orride, sogni\u00a0 inquietanti, profili possenti, mai bizzari.<\/p>\n<p>Durante il solstizio d\u2019estate la luna piena affonda, nel cielo che si tinge d\u2019azzzurro, in attesa dell\u2019alba. La luna \u00e8 l\u00ec sulla destra del vulcano, e dopo appena un\u2019ora si alza il sole sulla parte opposta in direzione dell\u2019aquila, la pietra che come un maestoso rapace sembra pronto a spiccare il volo dal suo nido, posto a protezione della necropoli.<\/p>\n<p>Altro segnale, \u00e8 posta al \u201clevante\u201d.<\/p>\n<p>Da qui, superando il crinale si scende verso la valle dell\u2019Alcantara.<\/p>\n<p>Verso il mar Jonio lungo il tratturo dei pastori.<\/p>\n<p>Altra contaminazione: le pale eoliche.<\/p>\n<p>Un oltraggio al paesaggio. Uno scempio inutile, tanto ancora nonostate siano passati anni, la foresta d\u2019acciaio non genera nulla.<\/p>\n<p>Che scempio.<\/p>\n<p>Oggi probabilmente non \u00e8 stata riconosciuta la sacralit\u00e0 al luogo, non si pu\u00f2 riconoscere un atto volontario di blasfemia, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 la minima traccia di segnali in questo senso.<\/p>\n<p>Sconoscenze volontarie?<\/p>\n<p>Altri \u201canimali\u201d prendono \u00a0possesso materiale dello spazio che non usano come ricovero, n\u00e9 per riflette, ma per asoltare brani scelti, letti da altri, sentir parlare registi e cineasti.<\/p>\n<p>Tutto lontanto dal quel sole che sorge.<\/p>\n<p>Le Rocche dell\u2019Argimusco, sono un complesso di luoghi, fuso in un unicum, che mantengono una sacralit\u00e0 tutta insita in quel\u2019altopiano pietrificato.<\/p>\n<p>Nulla \u00e8 qui al caso.<\/p>\n<p>Una grande roccia, quella dell\u2019orante, in grado di dar anche ricovero sotto i suoi anfratti ad un gregge di pecore, ai cavalli lasciati liberi, non lascia minimanente spazio al pensare che il luogo, i suoi usi, i pastori, la gente dei nebrodi che ci vive e che lo vive \u00a0possa far diminuire la sua sacralit\u00e0.<\/p>\n<p>E\u2019 tutto naturale.<\/p>\n<p>St\u00e0 nel tempo.<\/p>\n<p>Ma altri flussi, altra gente, altri riflettori accesi ci pongono la domanda se quei deserti inospitali, dove il filo spinato segna le aree dei pascoli, non sia il primo passo vero una desertificazione preoccupante dell\u2019anima, che in qualche modo riflette uno stato interiore dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Ma se queste sono solo considerazioni, forse da condividere con chi recentemente al solstizio ha portato malati terminali, scolasche con qualche cromosoma in pi\u00f9, \u201cangeli\u201d che cercavano speranze nell nuovo giorno.<\/p>\n<p>Anche questo \u00e8 stato e sar\u00e0 l\u2019Argimusco.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-63737\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/10409561_660556187371550_7338428583382554502_n.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" srcset=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/10409561_660556187371550_7338428583382554502_n.jpg 502w, http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/10409561_660556187371550_7338428583382554502_n-300x188.jpg 300w\" alt=\"10409561_660556187371550_7338428583382554502_n\" width=\"400\" height=\"251\" \/><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma torniamo al \u201cnostro\u201d Argimusco.<\/strong><\/p>\n<p>Nel momento che i latini denominavano\u00a0 \u201csol stat\u201d \u2013 il sole si ferma \u2013 quando l\u2019astro raggiunge la sua massima declinazione positiva rispetto all\u2019equatore celeste, per poi riprendere il cammino inverso, in tutto il mondo, a nord dell\u2019equatore, si guardato all\u2019inizio dell\u2019estate astronomica. Una festa ricordata da 10 mila anni e che anche avr\u00e0 i suoi riti.<\/p>\n<p>Tra le localit\u00e0 sacre agli amanti di questo culto, dove fede nel trascendente, esoterismo, culto della vita e della morte, trovano pi\u00f9 punti di unione, da annoverare anche l\u2019altopiano dell\u2019Argimusco, a ridosso del grande bosco di Malabotta, sopra Montalbano Elicona.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A darsi appuntamento per vedere l\u2019alba e l\u2019inseguirsi delle lunghe ombre che da un menhir all\u2019atro simboleggiano la morte, la vita e l\u2019iniziazione, saranno ancora davvero in tanti.<\/p>\n<p>Estrazione sociali e culturali diverse, generazioni trasversali, ideologie politiche e non, accomunati dalla voglia di sapere ma soprattutto da quella di esserci, senza apparire, in quel momento ed in quel luogo che richiamava, gi\u00e0\u00a0 alla fine del paleolitico, in una zona per nulla urbanizzata, per nulla accogliente, ad oltre 1250 metri di quota, genti, sacerdoti e vestali che provenivano dalle tre grandi aree geografiche della Sicilia del tempo ed anche dalle Eolie (vedi le tracce di ossidiana trovate in questo area anche dal professore Giovanni Pantano, il primo scopritore ufficiale di questo importante complesso).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/argimusco.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-102959\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/argimusco-300x201.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/argimusco-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/argimusco-768x514.jpg 768w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/argimusco-1024x685.jpg 1024w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/argimusco-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/argimusco.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>I primi chiarori del sole nascente vedranno, come nei secoli passati, il popolo del solstizio, arrivato alla spicciolata gi\u00e0\u00a0 dalle 4 del mattino, disporsi sopra le rocce, con la fronte al sole, a meditare, aspettare, \u201cascoltare\u201d e \u201c\u201dguardare\u201d o \u201cosare\u201d .<\/p>\n<p>Cos\u00ec \u00e8 stato facile, negli anni ritrovare\u00a0 coppie di genitori finniche che hanno offerto i propri figli ai raggi energetici del sole, oppure gli \u201caltri\u201d, tra meditazioni yoga e ritmi scanditi dal tamburo \u2013 quelli del\u00a0 popolo degli sciamani \u2013 che anche qui celebravano, immersi nel bianco dei caffetani, i riti iniziatori guardando l\u2019Aquila e l\u2019Osservatorio Luni-Solare, o ascltare il suono della \u201cbrogna\u201dche si incunea tra le rocce o i sonagli dei tamburelli mentre la Grande Rupe, il maestoso megalite con un gigantesco volto, allineato all\u2019Orante, cercando di sincronizzarsi con il ritmo dell\u2019avanzata delle ombre che partendo dalle proiezioni dei due Menhir \u2013 maschile e femminile \u2013 simboli di fertilit\u00e0\u00a0 e di nascita, si uniscono, ricchi di simbolismi: la vita e la morte, celebrando il dualismo del femmineo con il maschile e la voglia di avvicinare la necropoli, ad ovest sotto l\u2019Aquila, con la vita ad est rappresentata proprio dai simboli vulvarici e fallici.<\/p>\n<p>Un momento certamente magico, che va vissuto in silenzio, in osservazione, in sintonia con i ritmi della natura e le nenia ancestrali che si alzavano da questo luogo simile a Pantalica, a Stonehenge, alle citt\u00e0 del sole degli Incas, o ai grandi tempi druidici del nord dell\u2019Europa.<br \/>\nl\u2019Argimusco di Sicilia dove da diecimila anni gi\u00e0 si celebrano culti, era la terra dell\u2019iniziazione dei giovani nebroidei, e si respira, ora come allora, energia e magia fatti di gesti e riti come quello di raccogliere le erbe del solstizio e conservarle come portafortuna, ancora una volta lascia tutti attoniti, aspettando un nuovo ciclo lunare ed l\u2019avvicendarsi di un altro solstizio, per rinnovare la malia di questa terra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>ASPETTI CULTURALI<\/strong><\/p>\n<p>Il solstizio d\u2019estate rappresentando l\u2019inizio dell\u2019estate \u00e8 sempre stato nella storia occasione di feste, come i Litha nel Neopaganesimo. Anche il solstizio d\u2019inverno ha rappresentato nei secoli occasione di festivit\u00e0\u00a0 di vario genere: i Saturnalia nell\u2019antica Roma, Kwanzaa per alcuni afroamericani o lo stesso Natale, Yule nel Neopaganesimo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>MEGALITI DELL\u2019ARGIMUSCO<em> tratto da \u201cNebrodi Eolie\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Un misterioso viaggio nel tempo\u2026 L\u2019Argimusco \u00e8 un altopiano situato poco a nord dell\u2019Etna, al confine tra i Nebrodi e i Peloritani. In questa zona sorgono numerosi megaliti, antichi menhir, dolmen e maestose formazioni rocciose frutto dell\u2019opera di popolazioni preistoriche e dell\u2019azione del vento. Tra i megaliti pi\u00f9 affascinanti si riconoscono l\u2019aquila, la Dea, i simboli della fertilit\u00e0\u2026<br \/>\nIl sito megalitico dell\u2019 Argimusco \u2013 dal greco \u201cargimoschion\u201d \u201caltopiano delle grandi propaggini\u201d \u2013 si estende su un vasto pianoro posto a 1200 metri sul mare in un\u2019area a nord dell\u2019Etna, al confine tra i monti Nebrodi e i Peloritani, a poche centinaia di metri dal Bosco di Malabotta, oggi Riserva Naturale Orientata. Il panorama che si gode una volta raggiunta l\u2019area \u00e8 stupefacente: a Nord lo sguardo, dopo essere planato su verdi distese di campi degradanti verso il mar Tirreno, raggiunge le Isole Eolie. A Sud, oltre la valle dell\u2019Alcantara, \u00e8 la maestosa mole del vulcano Etna a fare da scena ai menhir, alle sagome e ai volti di pietra che si ergono su questo pianoro inconsuetamente verdeggiante di felci anche in piena estate. Ad Ovest \u00e8 possibile scorgere distintamente Capo Calav\u00e0 sulla costa nei pressi di Gioiosa Marea, pi\u00f9 in fondo Cefal\u00f9. Ad Est il Capo di Milazzo, che precede l\u2019approssimarsi dello Stretto di Messina e pi\u00f9 a Sud-Est l\u2019inconfondibile Rocca di Novara di Sicilia.<\/p>\n<p>Questo dell\u2019Argimusco \u00e8 probabilmente l\u2019unico esempio di sito megalitico in Sicilia (in altre aree si rinvengono costruzioni analoghe ai cubburi, necropoli, ma mai realt\u00e0 paragonabili a queste). Qui in epoche remote sarebbe stata localizzata una di quelle rare aree adibite alla celebrazione di riti primordiali o all\u2019osservazione degli astri e dei cicli delle stagioni.<\/p>\n<p>Sembra che gi\u00e0 nel periodo preistorico ci fosse la presenza umana all\u2019Argimusco; probabilmente fu abitato dai \u201cGiganti\u201d, prima popolazione della Sicilia, uomini robusti ed altissimi che praticavano la pastorizia e che preferivano abitare su delle alture per paura del diluvio vissuto anni prima dai loro avi.<\/p>\n<p><strong>I MEGALITI<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019ordine che segue \u00e8 quello che corrisponde all\u2019itinerario tracciato nell\u2019altipiano, ma la loro posizione assume un significato particolare a seconda se la si consideri rispetto ai punti cardinali (con un\u2019origine posta al centro ideale del complesso megalitico) o rispetto al massiccio considerato principale e cio\u00e8 quello dell\u2019Orante\/Osservatorio Luni-solare. Le rocche dell\u2019Argimusco sono frutto dell\u2019opera umana o dell\u2019azione dell\u2019erosione eolica? Probabilmente di entrambe. Purtroppo gli studi condotti finora sull\u2019area forniscono solo risposte approssimative, ma certamente affascinanti e nuove e approfondite indagini sarebbero davvero decisive per assegnare a questo luogo magico la sua giusta collocazione storico-sociale e ambientale.<br \/>\nDi seguito un elenco indicativo (non esaustivo), secondo l\u2019ordine di disposizione lungo il sentiero che rende attualmente fruibile l\u2019area.<br \/>\n<strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-835\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/01_-_menhir_m_e_f_al_tramonto.jpg\" alt=\"01_-_menhir_m_e_f_al_tramonto\" width=\"384\" height=\"288\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>I Menhir Maschile e Femminile <\/strong>(dal bretone Men = Pietra e Hir = Lungo) ben visibili da due diverse prospettive (quello femminile va osservato preferibilmente da valle), simboli di fertilit\u00e0 e di nascita. il varco creato fra i due monoliti consente di osservare il sorgere del sole.<\/p>\n<p><strong>Il Mammut <\/strong>(caratteristica anche per la crescita di bellissimi esemplari di Agrifoglio tra i suoi anfratti).<\/p>\n<p><strong>Il volto.<\/strong> Ci sono molte rocce che possono ricondurre a profili umani, ma alcuni sono pi\u00f9 espressivi di altri.<\/p>\n<p><strong>l\u2019Aquila,<\/strong> inequivocabile figura che nelle antiche tradizioni scorta le anime dei defunti alla loro dimora eterna. Non a caso il becco punta in direzione di un necropoli.<\/p>\n<p><strong>il Santuario \u2013 Pluviometro, <\/strong>una rocca caratterizzata da incisioni parallele utilizzate per la raccolta dell\u2019acqua che veniva convogliata in delle vaschette, a scopo di misurazione ma anche per le cerimonie legate alla pioggia.<br \/>\n<strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-836\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/16_-_dea_neolitica_con_luce_mattutina_384_x_512.jpg\" alt=\"16_-_dea_neolitica_con_luce_mattutina_384_x_512\" width=\"384\" height=\"512\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>l\u2019Orante, <\/strong>detta anche la Dea Neolitica (oggi, in linea con la nostra cultura cristiana: la Madonna), uno splendido profilo di donna in atteggiamento di preghiera, perfettamente delineata nei dettagli. L\u2019aureola, il velo, il volto, le mani giunte, l\u2019abito lungo. Questa figura mistica attira l\u2019osservatore, ma pi\u00f9 quest\u2019ultimo si avvicina a lei pi\u00f9 le sue sembianze svaniscono.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Osservatorio luni-solare<\/strong> (posto sullo stesso megalite dell\u2019orante), un vero e proprio sestante perfettamente riconoscibile e funzionante, affiancato a una vasca per la raccolta dell\u2019acqua.<\/p>\n<p><strong>la Grande Rup<\/strong>e, un maestoso megalite con un gigantesco volto, allineato all\u2019orante con cui crea un varco da cui \u00e8 possibile osservare il tramonto (che esalta il profilo della dea).<\/p>\n<p><strong>il Tetraedro<\/strong> (posto materialmente prima dei complessi Orante-Osservatorio-Grande Rupe, ma visibile solo dopo essere giunti al centro del pianoro), una sorta di freccia o ago della bussola che punta a nord e chiaramente posizionato dall\u2019uomo.<\/p>\n<p><strong>Le rocche incavalcate<\/strong> (Dolmen crollati di portella Calvagna. Dolmen = parola di origine mista, in parte bretone = Tre pietre \u2013 detta, infatti, anche Trilite).<\/p>\n<p>Senza uno specifico significato mistico\/religioso, sono i <strong>\u201cParti della Roccia\u201d<\/strong>, considerati semplicemente delle forme di erosione che, lasciando intatti i nuclei interni della roccia, hanno dato risultati insoliti. Si presentano come sfere quasi perfette (o porzioni di sfere) che sbucano dalla roccia. Ce ne sono diversi sparsi nel sito.<\/p>\n<p><strong><em>Per saperne di pi\u00f9 riproponiamo il testo<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n<p><strong>LE PIETRE DEI GIGANTI: GLI ORIENTAMENTI ASTRONOMICI DEI MEGALITI DI MONTALBANO ELICONA<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>di Ignazio Burgio.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Le misteriose formazioni rocciose che si presentano in tutta la loro imponenza nei pressi del paese di Montalbano Elicona, in provincia di Messina, sono state interpretate da alcuni come semplice opera della natura, da altri come opera degli uomini neolitici di Sicilia in tempi molto antichi. Cos\u00ec le suggestive sagome della Vergine in preghiera, del volto maschile e dell\u2019Aquila vengono considerate ora come bizzarri scherzi della natura, ora come l\u2019opera di una misteriosa civilt\u00e0 che lasci\u00f2 altri esempi simili non solo in Italia ma in tutto il mondo. Curiosamente per\u00f2 i megaliti pi\u00f9 notevoli di questa \u201cStonehenge italiana\u201d, come definita da qualcuno, presentano precisi orientamenti agli equinozi ed ai solstizi\u2026<\/p>\n<p>Quando alcuni anni fa vennero scoperti i megaliti dell\u2019Argimusco, una localit\u00e0 poco distante da Montalbano Elicona, in provincia di Messina, il mondo degli studiosi si divise tra coloro che assegnavano un\u2019origine assolutamente naturale e casuale alla forma e alla disposizione delle formazioni rocciose, e coloro che invece li riconducevano, in tutto o in parte, all\u2019azione dell\u2019uomo del neolitico. Il luogo venne equiparato alle grandi strutture megalitiche dell\u2019Europa settentrionale, come Stonehenge, Carnac, Skara Brae, ecc. mentre vi fu anche chi ne attribu\u00ec l\u2019origine al mitico popolo dei Giganti, uomini di alta statura menzionati in molte fonti antiche. Vedendoli tuttavia sotto il punto di vista semplicemente della struttura e dei fenomeni astronomici, non si pu\u00f2 fare a meno di riconoscere che i megaliti dell\u2019Argimusco celino funzioni analoghe a quelle dei grandi calendari di pietra del nord Europa, e dunque una storia antichissima e sconosciuta.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-834\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/23_-_grande_rupe_vista_dalla_cima_della_dea_-_rocca_di_novara.jpg\" alt=\"23_-_grande_rupe_vista_dalla_cima_della_dea_-_rocca_di_novara\" width=\"384\" height=\"288\" \/><\/p>\n<p>Il luogo innanzitutto \u00e8 inserito in un vero e proprio \u201cspazio sacro\u201d che va ben al di l\u00e0 del principale raggruppamento di pietre. Sorge su di un altopiano a 1200 m. sul livello del mare, le cui coordinate esatte sono 37\u00b0 59\u2032 N, 15\u00b0 2\u2032 E. Esattamente a sud \u2013 al centro di due basse colline \u2013 si staglia la parte sommitale del cratere dell\u2019Etna. In direzione degli altri tre punti cardinali, altrettante cime montuose o collinari sembrano \u201cinquadrare\u201d a bella posta l\u2019orientamento del sito.<br \/>\nSotto il punto di vista strettamente geologico, i massi si dimostrano essere dei conglomerati calcarei, facilmente sottoposti quindi, per la poca durezza della pietra, sia all\u2019erosione degli agenti atmosferici (di cui \u00e8 certamente innegabile l\u2019azione nel corso dei millenni passati), come anche in teoria al lavoro dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Alcune hanno forme caratteristiche ed estremamente suggestive. Nel gruppo megalitico principale, dalla pianta circolare, si notano in primo luogo due menhir, uno pi\u00f9 slanciato e snello, alto una ventina di metri, ed uno pi\u00f9 basso e massiccio, di poco pi\u00f9 di dieci metri. Comunemente essi vengono designati come \u201csimboli sessuali maschile e femminile\u201d. Poco pi\u00f9 avanti spostati sulla destra (in direzione di nord-est) si innalzano tre grandi massicci di pietra, alti una trentina di metri e anche pi\u00f9. Le pareti di due di questi, uno di fronte all\u2019altro, presentano un profilo di tipo antropomorfo, uno maschile, e l\u2019altro, nettamente pi\u00f9 distinguibile, femminile, con le mani giunte in atto di preghiera (e perci\u00f2 comunemente denominata l\u2019Orante). Un altro megalite dalla forma ben distinta e caratteristica \u00e8 infine costituito da un gruppo di pietre sovrapposte (dalla natura o dall\u2019azione dell\u2019uomo antico?) dalla sagoma di aquila o comunque di un rapace, con le ali semi-spiegate e il capo rivolto verso sud.<\/p>\n<p>In tutte le parti del mondo si ritrovano volti antropomorfi di grandi dimensioni che hanno tutta l\u2019aria di non essere stati creati dalla natura, bens\u00ec dall\u2019opera di popoli sconosciuti in tempi molto antichi, con metodi e scopi ancora a noi oscuri. In Sicilia stessa nei pressi di Petral\u00eca, in provincia di Palermo, si possono vedere altre figure, antropomorfe e zoomorfe, presenti sulle pareti di un canalone e studiate dalla ricercatrice di origine russa Emilia Sakharova. Lo stato di forte erosione ad opera degli agenti atmosferici nel corso del tempo se testimoniano da un lato la lontana antichit\u00e0 di queste sculture \u2013 risalenti forse a diecimila anni fa \u2013 ne rendono problematica l\u2019inequivocabile identificazione come opera dell\u2019uomo e non della natura.<br \/>\nA Montalbano Elicona se non pu\u00f2 esservi dubbio che i gruppi di pietre pi\u00f9 grandi, a giudicare dalla loro mole, siano certamente opera della natura, molti indizi fanno pensare che i menhir, la disposizione di alcune pietre pi\u00f9 piccole, e le curiose sagome dell\u2019Orante e dell\u2019Aquila siano al contrario di origine umana.<\/p>\n<p>Se ci si dota di bussola si scopre che tanto il megalite a forma di rapace quanto il menhir pi\u00f9 alto sono allineati esattamente lungo l\u2019asse est-ovest. Ci\u00f2 significa che ponendosi con le spalle rivolte al megalite cosiddetto \u201cfallico\u201d e guardando l\u2019Aquila si pu\u00f2 vedere sorgere il sole esattamente dietro quest\u2019ultima nei giorni degli equinozi (di Primavera e di Autunno). Analogamente ponendosi con le spalle di fronte al rapace e guardando il menhir si pu\u00f2 vedere tramontare il sole esattamente ad ovest sempre nei medesimi giorni. Tra i due elementi si trova inoltre una curiosa pietra bassa a forma di sella, pi\u00f9 vicina al menhir che all\u2019Aquila, anch\u2019essa perfettamente in linea, che \u201cdovrebbe\u201d (si usa il condizionale poich\u00e9 per il momento \u00e8 solo frutto di calcoli, e non di osservazioni dirette) rappresentare il punto di arrivo dell\u2019ombra del menhir al tramonto sempre nelle medesime date equinoziali.<\/p>\n<p>Questa sorta di \u201cpietra-testimone\u201d, al centro del gruppo circolare di menhir e megaliti con \u201ci volti\u201d, potrebbe rappresentare un punto di osservazione privilegiato dal quale rilevare altri fenomeni astronomici significativi. In direzione sud-ovest ad esempio un masso nei pressi della coppia di menhir potrebbe trovarsi l\u00ec in maniera non casuale per segnalare il tramonto nel solstizio invernale, mentre dalla parte opposta il sole sorge nel solstizio d\u2019estate tra i due profili della dea in preghiera e quello maschile, forse un\u2019antichissima testimonianza di un culto celeste legato alla fertilit\u00e0. E\u2019 necessario comunque effettuare altri rilevamenti ed osservazioni, anche allo scopo di capire se vi siano altre pietre orientate ad altri fenomeni astronomici significativi, come le fasi lunari, o le posizioni di alcune stelle particolari nella volta celeste.\u00a0 A questo proposito si pu\u00f2 riportare una curiosa osservazione che potrebbe aprire la via ad altre ricerche. Nella carta celeste delle nostre costellazioni tradizionali la raffigurazione femminile della Vergine ha immediatamente alla sua sinistra il gruppo maschile di Boote (il mitologico custode dei buoi Arcade, figlio di Zeus e della ninfa Callisto) mentre alla sua destra c\u2019\u00e8 un volatile. Quest\u2019ultimo tuttavia non \u00e8 l\u2019Aquila bens\u00ec il Corvo. Alla sinistra di Boote vi \u00e8 inoltre la costellazione filiforme del Serpente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-63544\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/DSCF0062-1_thumb307_.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 307px) 100vw, 307px\" srcset=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/DSCF0062-1_thumb307_.jpg 307w, http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/DSCF0062-1_thumb307_-300x225.jpg 300w\" alt=\"DSCF0062-1_thumb307_\" width=\"307\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>Riportando tutto ci\u00f2 ai megaliti di Montalbano, potremmo trovarci insomma di fronte ad una classica situazione presente nelle tradizioni archeo astronomiche dei popoli antichi, ovvero la rappresentazione sulla terra di costellazioni o gruppi di stelle di significativa importanza per quelle genti. L\u2019esempio pi\u00f9 noto \u00e8 ovviamente rappresentato dal sito egizio di Giza, ove secondo le ricerche di Robert Bauval le tre piramidi principali rappresentano le tre stelle della cintura di Orione e la statua felina della Sfinge la corrispondente costellazione del Leone. Ma meno nota \u00e8 anche l\u2019interpretazione che lo studioso tedesco Michael Rappenglueck ha dato una decina di anni fa di una delle pi\u00f9 enigmatiche raffigurazioni dell\u2019uomo preistorico nella Grotta di Lascaux in Francia. \u201cUn essere maschile con testa di uccello e fallo eretto \u00e8 visto di profilo. La sua mano destra sembra appoggiarsi su un bastone, che per\u00f2 non \u00e8 connesso con la mano. Il pomo del bastone \u00e8 intagliato a sua volta in forma di un uccello, forse una colomba. Sulla sinistra dell\u2019uomo-uccello un grosso bisonte moribondo \u00e8 trafitto da frecce, mentre un rinoceronte lanoso (oggi estinto) e un cavallo completano la scena\u2026\u201d (G. Magli, 2006). Riportando indietro il cielo tramite il computer all\u2019epoca di origine delle raffigurazioni (15.000 a. C.), Rappenglueck si rese conto che le singole immagini erano delle vere e proprie costellazioni di una remota et\u00e0 nella quale la stella polare non era la nostra Polaris dell\u2019Orsa Minore, ma \u2013 per effetto della precessione degli equinozi \u2013 la stella Delta della costellazione del Cigno. Attorno ad essa, la figura umana, il bisonte, il rinoceronte ed il cavallo si sovrapponevano a gruppi di stelle che identificavano le diverse stagioni dell\u2019anno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-9417\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/DSCF0042-1.jpg\" alt=\"DSCF0042-1\" width=\"395\" height=\"296\" \/><\/p>\n<p>Nel caso dei megaliti dell\u2019Argimusco, l\u2019Aquila, la donna in preghiera, il profilo maschile di fronte ad essa ed il menhir pi\u00f9 alto potrebbero raffigurare analoghe costellazioni del cielo di quella remota antichit\u00e0, presumibilmente all\u2019alba di un solstizio d\u2019estate, l\u2019unico evento astronomico significativo in occasione del quale si presentano sopra l\u2019orizzonte tutte e quattro le costellazioni del Corvo-Aquila, della Vergine-Orante, dell\u2019uomo-Boote e del Serpente-menhir (il tramonto infatti coinvolgerebbe altri gruppi di stelle dalla parte opposta del cielo, mentre l\u2019alba all\u2019equinozio ne nasconderebbe qualcuna come il Corvo). Sulla base del programma astronomico \u201cStellarium\u201d questa configurazione si presenterebbe solo intorno al 10.000 a. C. , epoca nella quale appunto il sole sorgeva al solstizio d\u2019estate, in direzione nord-est in corrispondenza della costellazione della Vergine. In tale occasione la costellazione del Corvo era esattamente ad Est, per met\u00e0 al disopra dell\u2019orizzonte, proprio dietro al megalite dell\u2019Aquila, mentre a sinistra-ovest della Vergine-Orante apparivano le costellazioni di Boote e del Serpente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 una interpretazione questa che tuttavia \u2013 ad essere sinceri \u2013 pone pi\u00f9 di un problema. Se pu\u00f2 essere anche vero che in et\u00e0 molto antica gli uomini raggruppavano gi\u00e0 le stelle in costellazioni, come parrebbe dimostrare l\u2019interpretazione della Grotta di Lascaux, \u00e8 tuttavia poco probabile che le genti del neolitico vedessero in cielo le medesime nostre costellazioni, che risalgono per quel che ne sappiamo al periodo delle grandi civilt\u00e0 mediorientali (III millennio a. C.). In secondo luogo la data proposta \u00e8 molto pi\u00f9 antica rispetto all\u2019inizio delle prime costruzioni megalitiche che allo stato attuale dell\u2019archeologia risalgono a non prima del VII millennio a. C. (megaliti sommersi di Atlit-Yam e cerchi di pietre di Nabta-Playa nel deserto egiziano). Ci\u00f2 anche se recentemente l\u2019archeologia ufficiale ha ancor pi\u00f9 retrodatato l\u2019inizio delle costruzioni di siti e monumenti religiosi, dopo la scoperta a Gobekli Tepe, in Turchia, di resti di edifici in pietra risalenti proprio al 10.000-9.500 a. C.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La datazione dei megaliti di Montalbano Elicona si presenta d\u2019altra parte non poco difficoltosa:<\/p>\n<p>nessuna fonte antica ne fa cenno, ed allo stato attuale non \u00e8 stato riportato alla luce dal sottosuolo del sito alcun reperto (anche perch\u00e8, ad essere sinceri, non \u00e8 stato fatto ancora alcuno scavo ufficiale, n\u00e9 alcun serio studio). Nelle vicinanze esistono i resti di \u201cdolmen\u201d di pietra appartenenti ad una necropoli (che di per s\u00e9 potrebbe essere anche molto successiva ai megaliti) purtroppo quasi completamente smantellata dai pastori nei secoli scorsi allo scopo di trarne materiale da costruzione. I \u201ccubburi\u201d, infine, caratteristiche costruzioni in pietra del luogo, affini per stile all\u2019architettura nuragica ed ai \u201cSesi\u201d di Pantelleria, appartengono ad un\u2019epoca sicuramente molto pi\u00f9 recente, anche se ancora non ben definita per la solita mancanza di seri studi archeologici.<br \/>\nAmmesso tuttavia che i megaliti di Montalbano Elicona abbiano un\u2019et\u00e0 tanto antica, sembra ancora pi\u00f9 probabile che la funzione di questa \u201cStonehenge di Sicilia\u201d com\u2019\u00e8 stata definita da qualcuno, fosse esclusivamente religiosa, legata ai culti astronomici solari e stagionali di morte e rinascita della natura e della vita stessa, come poi perduranti anche in et\u00e0 storica e nella successiva religione cristiana, fino ai nostri giorni<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Il solstizio d\u2019estate e l\u2019Argimusco \u00e8 un rito magico, millenario che avvicina cultori di astronomia, ma anche il mondo mistico di shamani ed estoterici stregoni, di gente che cerca pace e punti di meditazione, di ritrovari e \u201ccentrarsi\u201d, ma che parla di iniziazioni, quelle dei giovani dei popoli siculi. 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