{"id":16010,"date":"2010-11-03T15:07:19","date_gmt":"2010-11-03T14:07:19","guid":{"rendered":"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/guerra-a-pace-in-sicilia-tutti-in-movimento\/"},"modified":"2010-11-03T15:07:19","modified_gmt":"2010-11-03T14:07:19","slug":"guerra-a-pace-in-sicilia-tutti-in-movimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/guerra-a-pace-in-sicilia-tutti-in-movimento\/","title":{"rendered":"GUERRA &#038; PACE IN SICILIA &#8211; Tutti in Movimento"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-16006\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"bandiera_della_pace\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/bandiera_della_pace.jpg\" width=\"400\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/bandiera_della_pace.jpg 800w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/bandiera_della_pace-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>di Antonio Mazzeo.<\/p>\n<p \/>Il movimento per la pace, contro le guerre e il nucleare in Sicilia.  <!--more-->  <\/p>\n<p><strong>Comiso e Sigonella, <\/strong>due basi militari assegnate alle forze armate degli Stati Uniti d\u2019America attorno alle quali \u00e8 nato e si \u00e8 sviluppato il movimento no nuke e no war in Sicilia.<\/p>\n<p><strong>Comiso, comune della provincia di Ragusa, <\/strong>a sud-est dell\u2019isola, fu prescelto all\u2019inizio degli anni \u201880 per divenire la sede d\u2019installazione dei missili nucleari Cruise previsti dal piano di sviluppo dei sistemi d\u2019arma nucleari a medio raggio dell\u2019Alleanza atlantica.<\/p>\n<p>La posizione strategica della Sicilia nel cuore del Mediterraneo esaltava la proiezione \u201caggressiva-dissuasiva\u201d dei missili Cruise in un\u2019area geografica che dall\u2019Africa si estendeva sino al Medio oriente.<\/p>\n<p>Le scelte di militarizzazione e nuclearizzione dell\u2019isola generarono le immediate proteste di buona parte della popolazione, delle forze politiche della sinistra e del mondo associativo-culturale.<\/p>\n<p>A Comiso giunsero donne e uomini da tutta Europa e dal nord America per unirsi alla lotta popolare per la pace e il disarmo e la cittadina divenne uno degli epicentri della protesta internazionale contro la follia dell\u2019olocausto nucleare.<\/p>\n<p>Furono organizzate storiche manifestazioni di massa \u201cNo Cruise\u201d in tutta la Sicilia, nel resto del territorio nazionale, in Giappone, negli Stati Uniti e in alcuni Paesi dell\u2019Est europeo.<\/p>\n<p>Non mancarono le azioni dirette non-violente di blocco dei lavori di costruzione della nuova base Nato, alcune delle quali represse con inaudita violenza dalle forze dell\u2019ordine (l\u20198 agosto 1983, ad esempio, con centinaia di feriti e decine di arresti di manifestanti).<\/p>\n<p>Le straordinarie mobilitazioni non impedirono l\u2019arrivo e l\u2019installazione dei missili nucleari. Dal 1984 sino al 1990 le rampe mobili dei Cruise si spostarono nelle strade e nelle campagne della Sicilia sud-orientale, ma \u00e8 da pi\u00f9 parti riconosciuto che fu proprio la pressione esercitata dalle campagne antinucleari in Europa, all\u2019Est come all\u2019Ovest, e negli Stati Uniti d\u2019America, a costringere le due superpotenze a trattare in vista dello smantellamento delle armi nucleari a medio raggio nel continente europeo. <\/p>\n<p>Il grande movimento pacifista dei primi anni \u201880 era composto da una pluralit\u00e0 di soggetti politici e sociali, comitati di base, militanti dei partiti della sinistra storica e della nuova sinistra, comunit\u00e0 cristiane, antimilitaristi, nonviolenti, femministe, anarchici, ambientalisti, ecc..<\/p>\n<p>La stagione di lotta contro i missili nucleari assunse caratteristiche specifiche ed originali.<\/p>\n<p>Da una parte permise la conoscenza a livello internazionale delle stridenti contraddizioni sociali esistenti in Sicilia ma contestualmente della ricchezza di fermenti culturali, idealit\u00e0 e vitalit\u00e0 che le classi dominanti avevano tentato di rendere invisibili e di contrarrestare attraverso la militarizzazione del territorio. Dall\u2019altra, il movimento pacifista ed antinucleare del tempo si caratterizz\u00f2 come il primo dei grandi soggetti realmente autonomi e di valenza globale che si sarebbero successivamente affermati sulla scena politica tra la fine del XX secolo e l\u2019inizio del terzo millennio.<\/p>\n<p>L\u2019interscambio di esperienze, l\u2019accettazione delle differenze, il superamento di divisioni e frammentazioni dell\u2019arcipelago no-nuke e no-war, il confronto e la dialettica tra realt\u00e0 sociali, ideologiche e culturali sino ad allora divise e\/o contrapposte, le analisi e l\u2019impegno etico-politico maturato in quegli anni, contribuirono enormemente allo sviluppo dei movimenti sociali e culturali italiani e internazionali protagonisti delle future lotte per la difesa della pace e per il disarmo, contro la criminalit\u00e0 organizzata, per la salvaguardia dell\u2019ambiente e delle risorse del territorio, in solidariet\u00e0 con i popoli oppressi dalle ingiustizie, dal sottosviluppo, dalla fame. L\u2019eredit\u00e0 di quella stagione \u00e8 stata indubbiamente importantissima.<\/p>\n<p>I contenuti, le forme di comunicazione e le pratiche di lotta di allora sarebbero poi divenuti patrimonio dei successivi movimenti contro la globalizzazione dell\u2019economia e\/o altermondisti ed il nuovo ordine internazionale di matrice neoliberista.[1]<\/p>\n<p><strong>La seconda base siciliana, anch\u2019essa nota al grande pubblico, \u00e8 quella di Sigonella, <\/strong>una delle maggiori installazioni a livello internazionale della marina militare USA, oggi al centro di un vasto programma di ampliamento delle funzioni, delle infrastrutture e dei sistemi d\u2019arma ospitati.[2]<\/p>\n<p>Le prime campagne e mobilitazioni contro la base situata nella piana di Catania risalgono, come per Comiso, ai primi anni \u201980, con l\u2019arrivo delle prime batterie dei missili nucleari Cruise in Sicilia (dicembre 1983), installati inizialmente proprio a Sigonella nell\u2019attesa del completamento dei lavori nell\u2019aeroporto della cittadina ragusana. In quell\u2019occasione una catena umana di 23 km colleg\u00f2 Sigonella alla citt\u00e0 di Catania, secondo capoluogo di provincia dell\u2019isola come numero di abitanti.<\/p>\n<p>L\u2019importanza strategica di Sigonella per le operazioni statunitensi nel Mediterraneo e in Medio oriente divenne ancora pi\u00f9 evidente a met\u00e0 anni \u201980 in occasione del conflitto USA\u2013Libia e del sequestro della nave Achille Lauro\u201d da parte di un commando palestinese, i cui componenti, arrestati, furono condotti in violazione del diritto internazionale proprio a Sigonella.<\/p>\n<p>Da allora in poi, in tutte le occasioni in cui si sono riproposti eventi bellici che hanno visto protagonisti le forze militari USA e Nato, il movimento no war siciliano \u00e8 stato in grado di indire manifestazioni, sit-in, cortei e presidi di fronte i cancelli principali della base. Tra le iniziative di pi\u00f9 ampio successo quelle tenutesi in occasione dello scoppio della prima guerra del Golfo (1991), dei bombardamenti alleati in Serbia e Montenegro con il conflitto in Kosovo (1998), alla vigilia dell\u2019attacco USA in Afghanistan (2001) e, il 23 marzo 2003, con la seconda guerra in Iraq.<\/p>\n<p>Come ha sottolineato il professore Gianni Piazza, docente di Scienze Politiche dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Catania, quella del 23 marzo \u00e8 stata indubbiamente \u201cla pi\u00f9 grande manifestazione a Sigonella con circa 20.000 partecipanti, il primo ed unico caso in cui la partecipazione alle proteste davanti alla base va oltre quella degli attivisti di partiti di sinistra, sindacati, centri sociali, associazioni e gruppi pacifisti e antimilitaristi, coinvolgendo la popolazione siciliana\u201d.[3] In occasione della manifestazione contro la guerra in Iraq, alcuni studiosi e intellettuali siciliani lanciarono la proposta di smilitarizzazione e riconversione ad uso civile della base militare per costituire al centro del Mediterraneo un complesso aereo-portuale da integrare allo scalo di Catania Fontanarossa. Nacque il Comitato per la smilitarizzazione di Sigonella, poi trasformatosi in Campagna per la smilitarizzazione, per privilegiare l\u2019adesione individuale e un assetto organizzativo meno rigido e pi\u00f9 reticolare.<\/p>\n<p>Nonostante la puntuale denuncia dei piani di riarmo della base e del processo di militarizzazione dell\u2019isola e le numerose iniziative di controinformazione anche in ambito universitario (grazie ai contributi dello stesso professore Piazza e della sociologa Nella Ginatempo, docente dell\u2019Universit\u00e0 di Messina), le iniziative prodotte negli ultimi 5-6 anni hanno visto la partecipazione dei soli attivisti \u201cstorici\u201d, dei centri sociali e dei militanti della sinistra radicale, con uno scarso coinvolgimento delle popolazioni locali.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto anche quando al centro delle mobilitazioni ci sono stati temi con un impatto pi\u00f9 diretto ed evidente sul territorio e sull\u2019ambiente, come \u00e8 accaduto ad esempio durante la campagna lanciata congiuntamente ad alcune associazioni di Lentini (Siracusa) contro il ventilato progetto di costruzione di un residence per i militari USA di Sigonella in una vasta area agricola sottoposta a vincolo paesaggistico e archeologico.<\/p>\n<p>Gianni Piazza ritiene che le difficolt\u00e0 di coinvolgimento e mobilitazione della popolazione locale possono essere spiegate, sulla debole \u201cdensit\u00e0 di capitale sociale\u201d in regioni come la Sicilia e il Meridione d\u2019Italia \u201cnonch\u00e9 ad una maggiore propensione all\u2019individualismo (familiare)\u201d.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunge l\u2019\u201cinvisibilit\u00e0\u201d di cui gode, per alcuni versi, la grande base militare siciliana, in parte per una sua localizzazione periferica dai grandi e medi centri urbani, in parte per la volontaria opera di occultamento delle sue funzioni belliche e degli ordigni di morte ospitati, da parte dei media e degli opinion leader locali e nazionali. Infine, sempre il professore Piazza segnala l\u2019inesistenza nell\u2019isola di potenziali alleati dei no war \u201cdotati di legittimit\u00e0 istituzionale e di canali di accesso al sistema politico decisionali\u201d.<\/p>\n<p>\u201cA Sigonella queste condizioni causali non si sono mai verificate \u2013 spiega Gianni Piazza &#8211; soprattutto perch\u00e9, nonostante la partecipazione degli attivisti e il loro lavoro di controinformazione, la popolazione residente nell\u2019area non ha mai percepito il pericolo \u2013 e tuttora sembra non percepire \u2013\u00a0 del danno eventuale che la base potrebbe arrecare alla propria salute, alla propria sicurezza, alla propria qualit\u00e0 della vita\u201d.<\/p>\n<p>Un maggiore attivismo da parte della popolazione locale, perlomeno nella fase iniziale della mobilitazione, si \u00e8 invece registrato durante le proteste contro l\u2019installazione di uno dei quattro terminal terrestri del nuovo sistema di telecomunicazione satellitare MUOS delle forze armate statunitensi a Niscemi (Caltanissetta), all\u2019interno di una riserva naturale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-16007\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"guerra_e_pace\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/guerra_e_pace.jpg\" width=\"400\" height=\"365\" \/>L\u2019infrastruttura funzioner\u00e0 emettendo microonde dal devastante impatto ambientale, e i giustificati timori dei cittadini hanno costretto gli amministratori dei comuni di tre province siciliane a schierarsi apertamente contro il MUOS. L\u2019\u201cistituzionalizzazione\u201d della lotta ha per\u00f2 paradossalmente indebolito la tenuta del fronte del \u201cno\u201d. Adesso che sono stati avviati i lavori della nuova base, il movimento avverte grosse difficolt\u00e0 per riprendere le iniziative di opposizione.<\/p>\n<p><strong>Pur condividendo pienamente le conclusioni a cui \u00e8 giunto il professore Piazza, nel caso pi\u00f9 specificatamente siciliano credo per\u00f2 che vada aggiunta un\u2019analisi sul ruolo di \u201caperta\u201d collaborazione che le \u00e9lite politiche-economiche e sociali dell\u2019isola hanno assicurato in tutti questi anni ai piani di riarmo e di ampliamento di Sigonella e delle altre basi USA e Nato in Sicilia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La militarizzazione ha avuto una duplice funzione: il rafforzamento del controllo sociale, anti-democratico ed anti-popolare; un flusso-distribuzione di risorse finanziarie a favore del blocco politico-economico-istituzionale che governa l\u2019isola ed esercita contemporaneamente il monopolio nel controllo delle testate della carta stampata e radiotelevisive. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Si pu\u00f2 allora comprendere le ragioni della fitta nebbia creata per rendere \u201cinvisibili\u201d i pericoli di Sigonella, quelli vecchi come la presenza e il transito di ordigni nucleari, chimici e batteriologici, quelli nuovi per la sicurezza del traffico aereo nei cieli siciliani e nello scalo di Catania-Fontanarossa che saranno creati dai 20 velivoli senza pilota Global Hawk dell\u2019US Air Force e del nuovo programma di sorveglianza terrestre AGS della Nato.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Vicenda emblematica del torbido intreccio d\u2019interessi che si muovono dietro l\u2019affaire Sigonella \u00e8 quella relativa al costruendo residence per i militari USA di Lentini. Il progetto \u00e8 stato presentato dalla societ\u00e0 Scirumi che vede tra i suoi soci la Cappellina Srl, nella titolarit\u00e0 della famiglia di Mario Ciancio Sanfilippo, l\u2019onnipotente editore-imprenditore di Catania, gi\u00e0 alla guida della Fieg (la Federazione degli editori di testate giornalistiche), proprietario del quotidiano La Sicilia ed azionista degli altri quotidiani e di buona parte delle emittenti radiotelevisive che operano nell\u2019isola. A lui erano intestati una parte dei terreni venduti alla Scirumi per complessivi 10 miliardi e 800 milioni di vecchie lire. Una parte, perch\u00e9 gli altri fondi appartenevano alla Sater Societ\u00e0 Agricola Turistica Etna Riviera, anch\u2019essa nella disponibilit\u00e0 di Mario Ciancio, della moglie e dei figli.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, le finalit\u00e0 di controllo interno ed opposizione di classe della presenza militare USA hanno radici molto pi\u00f9 antiche. La desecretazione di molti documenti conservati negli archivi di Roma e Washington hanno permesso di fare luce sul \u201cpeccato originale\u201d da cui si \u00e8 sviluppata la rete di alleanze tra gerarchie militari statunitensi, servizi segreti nazionali e stranieri, estremismo neofascista, ambienti massonici, gruppi economici dominanti e criminalit\u00e0 mafiosa.<\/p>\n<p>Innanzitutto quelli relativi alla strage di Portella delle Ginestre, il primo maggio di 63 anni fa, primo eccidio di Stato proprio dopo la vittoria del Blocco del popolo alle elezioni regionali siciliane, l\u2019unica nella storia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-16008\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"guerra-e-pace1-324\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/guerra-e-pace1-324.jpg\" width=\"324\" height=\"230\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/guerra-e-pace1-324.jpg 324w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/guerra-e-pace1-324-300x213.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 324px) 100vw, 324px\" \/>Quel successo, quel timido Vento del Sud (lo ricorda Umberto Santino, presidente del Centro antimafia \u201cGiuseppe Impastato\u201d di Palermo), andava bloccato anche a costo di versare sangue innocente, perch\u00e9 poteva sconvolgere gli equilibri che Yalta e l\u2019occupazione alleata avevano imposto all\u2019Italia. Da quel maledetto 1947 il condizionamento sulla storia della Sicilia e della Repubblica italiana da parte dell\u2019alleanza tra poteri militari e paramilitari e soggetti politico-economici \u00e8 stato determinante.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-16009\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"coccinella_filo_spinato\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/coccinella_filo_spinato.jpg\" width=\"400\" height=\"230\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/coccinella_filo_spinato.jpg 500w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/coccinella_filo_spinato-300x173.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>E le basi militari originate da accordi bilaterali o sorte in ambito alleato sono stati funzionali a cementare questi relazioni strategiche.<\/p>\n<p>Con la mafia questa partnership \u00e8 proseguita sino ai giorni nostri.<\/p>\n<p>L\u2019omicidio nel 1982 di Pio La Torre, segretario del PCI siciliano, che aveva denunciato con coraggio l\u2019equazione mafia-militarizzazione opponendosi all\u2019installazione dei missili nucleari Cruise a Comiso; le inchieste a fine anni \u201990 e primi anni del XXI secolo che hanno provato gli interessi delle pi\u00f9 efferate cosche mafiose siciliane per i numerosi appalti per l\u2019ampliamento e la gestione dei servizi della base di Sigonella, sono una conferma inequivocabile.<\/p>\n<p>Per spedire ingenti quantitativi di eroina dalla Sicilia negli Stati Uniti, tra il 1979 ed il 1980, Cosa Nostra ha utilizzato proprio Sigonella. Una \u201cvia\u201d sicura, \u201cinsospettabile\u201d che avrebbe consentito a diverse famiglie palermitane di fare affari di miliardi con la mafia americana.<\/p>\n<p>\u00c8 stato il collaboratore di giustizia\u00a0 Francesco Marino Mannoia a fare questa rivelazione ai giudici statunitensi, durante il processo che si \u00e8 celebrato a New York contro uno dei principali esponenti di Cosa Nostra americana. Dalla grande stazione aeronavale siciliana, secondo il pentito, furono spedite diverse \u201cpartite\u201d di eroina, raffinata dallo stesso Marino Mannoia per conto della famiglia di Santa Maria di Ges\u00f9, che faceva capo ai fratelli Stefano e Giovanni Bontade, e di altri boss, come Antonino Grado e Francesco Mafara. Rispondendo alle domande del giudice Fitzgerald, nel dicembre 1993, Mannoia ha fatto esplicito riferimento a \u201cpersone della base Nato di Sigonella che erano coinvolte nel traffico\u201d. Tenere in debita considerazione le peculiarit\u00e0 criminali e criminogene delle basi USA in Sicilia \u00e8 doveroso per comprendere l\u2019asimmetria tra le forze e i poteri in campo, i Davide no war, da una parte, i Golia della guerra e del controllo mafioso dall\u2019altra.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Relazione all\u2019Incontro su &#8220;La pace in movimento. Proteste, politiche, impatto. Le esperienze in Italia e in Spagna&#8221;, tenutosi a Barcelona il 28-30 ottobre 2010, organizzato dall\u2019 ICIP Institut Catal\u00e0 Internacional per la Pau.<\/p>\n<p>Nota biografica<\/p>\n<p> <em>Antonio Mazzeo, giornalista e saggista, impegnato in programmi di cooperazione allo sviluppo, \u00e8 ricercatore della Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella. Ha coordinato il progetto di ricerca \u201cMemoria Comiso. La Sicilia contro la guerra\u201d (Comiso-Vittoria, 2006). Ha inoltre pubblicato i volumi Non solo Ustica. Il rischio militare in Sicilia (1990); La Sicilia va alla guerra. Il coinvolgimento dell\u2019isola nucleare nella Guerra del Golfo (1991); Sicilia armata. Basi, missili, strategie nell\u2019isola portaerei della Nato (1991) \u2013 tutti editi da Armando Siciliano, Messina -; La trasformazione militare del Fianco Sud della Nato (Editori del Grifo, Perugia, 1992); Colombia l\u2019ultimo inganno. Lotta al narcotraffico, paramilitarismo, violazione dei diritti umani (Palombi Editore, Roma, 2001), La Mega Sigonella (paper, Catania, 2006).<\/p>\n<p>[1] Terrelibere.org e l\u2019Associazione per i Diritti Umani di Vittoria (Ragusa) hanno realizzato nel biennio 2002-04 il progetto di ricerca e documentazione Memoria Comiso. La Sicilia contro la guerra con la creazione di un archivio digitale multimediale sulle iniziative internazionali che si svilupparono a Comiso e per Comiso dal 1981 al 1985. L\u2019archivio, diviso in sezioni-moduli che contengono testi originali, documenti, reportage tratti dai giornali dell\u2019epoca, fotografie, oggetti audio, \u00e8 consultabile su Internet al sito web http:\/\/www.terrelibere.it\/memoriacomiso. \u00c8 stato pure pubblicato un Cd-rom con il contributo finanziario dell\u2019Assessorato Beni Culturali, Ambientali e Pubblica Istruzione della Regione Siciliana e dei Comuni di Comiso e Vittoria (Rg).<\/p>\n<p>[2] Per approfondire gli odierni programmi militari di espansione di Sigonella e delle altre basi militari USA e Nato in Sicilia si consulti Antonio Mazzeo Blog, http:\/\/antoniomazzeoblog.blogspot.com\/.<\/p>\n<p>[3] G. Piazza, \u201cDal locale al globale: le campagne di protesta contro le basi militari in Italia\u201d, in AA.VV., Come i problemi globali diventano locali. Proteste, guerre, migrazioni e deriva securitaria, Terreliber.org edizioni, Catania, 2009.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Antonio Mazzeo. 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