{"id":23106,"date":"2011-03-30T11:43:48","date_gmt":"2011-03-30T09:43:48","guid":{"rendered":"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/inchiesta-il-mercato-criminale-dellindustria-italiana-delle-armi-2\/"},"modified":"2011-03-30T11:43:48","modified_gmt":"2011-03-30T09:43:48","slug":"inchiesta-il-mercato-criminale-dellindustria-italiana-delle-armi-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/inchiesta-il-mercato-criminale-dellindustria-italiana-delle-armi-2\/","title":{"rendered":"INCHIESTA &#8211; Il mercato criminale dell\u2019industria italiana delle armi"},"content":{"rendered":"<p \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-21813\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"mazzeo__0025\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/mazzeo__0025.jpg\" width=\"400\" height=\"201\" \/>di <em \/>Antonio Mazzeo  <!--more-->  <\/em>Cannoni,  missili, carri armati, fucili, pistole, caccia e bombardieri.<\/p>\n<p>Produciamo strumenti di guerra di ogni tipologia per il mercato globale,  finanche braccialetti e manette che produco scariche elettriche da  50.000 volt, veri e propri sistemi di tortura per detenuti e migranti.<\/p>\n<p>Un business che non conosce crisi e che consente all\u2019industria militare  di affermarsi tra le prime cinque produttrici al mondo.<\/p>\n<p>Tra il 2008 e il  2009, quando tutti i settori produttivi del <em>made in Italy<\/em> registravano tassi di crescita negativi, l\u2019export di armamenti \u00e8  cresciuto del 74%. Un mercato che si caratterizza per essere tre volte  criminale e criminogeno.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 genera morti in ogni angolo della terra,  orami quasi sempre e solo vittime civili ed innocenti, donne, bambini.  Perch\u00e9 divora enormi risorse  economiche-finanziarie e naturali, depauperando il pianeta e  condannando inesorabilmente miliardi di persone alla fame e al  sottosviluppo.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 gli immensi profitti si dividono tra una ristretta  minoranza di attori, manager, industriali, generali, politici,  trafficanti (o pi\u00f9 prosaicamente \u201cmediatori\u201d) e l\u2019immancabile corte di  faccendieri in odor di mafia.<\/p>\n<p>Una  zona grigia di illegalit\u00e0 in cui le potenti lobby dei mercanti  prosperano aggirando la legge 185 del 1990 che disciplina il commercio  delle armi e che vieta in particolare, le vendite ai paesi belligeranti,  a quelli sottoposti ad embargo Onu e dell\u2019Unione Europea e a quelli i  cui governi sono responsabili di gravi violazioni dei diritti umani.<\/p>\n<p>La  lista dei destinatari dei gioielli di morte del complesso militare  industriale italiano \u00e8 proprio \u201cnera\u201d: al primo posto c\u2019\u00e8 la  petromonarchia dell\u2019Arabia Saudita (commesse per 1.100 milioni di euro),  poi il Qatar (317), l\u2019India (242), gli Emirati Arabi Uniti (176), il  Marocco (112), la Libia (59), la Nigeria (50), la Colombia  (44), l\u2019Oman (37).<\/p>\n<p>Sembra pi\u00f9 un elenco della geopolitica della guerra  totale e permanente, dei diritti violati e negati e delle  discriminazioni di genere e minoranze nazionali.<\/p>\n<p>Ma nel bel paese vige  l\u2019indifferenza e il cinismo. Cos\u00ec i parlamentari e i politici che si  stracciano le vesti per le sorti di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna  iraniana condannata a morte per lapidazione, restano in perfetto  silenzio di fronte al fatto che tra gli stati lapidatori compaiono  proprio quattro dei principali partner dell\u2019industria di morte italiana.  \u00c8 a loro che sono state esportate nel 2009 pi\u00f9 del 50% delle armi  prodotte da Finmeccanica, la holding del settore a capitale in parte  pubblico.<\/p>\n<p>Con gli emiri in particolare, si profilano all\u2019orizzonte affari a nove zeri. Dopo il voto unanime del Parlamento italiano &#8211; il 28 ottobre 2009 &#8211; che ha ratificato  l\u2019accordo di \u201ccooperazione nel settore della sicurezza\u201d firmato sei  anni prima dall\u2019allora ministro della difesa Martino e dal  principe ereditario di Dubai e ministro della difesa degli EAU, sceicco  Mohamed Bin Rashid Al Maktoum, sono state esemplificate le procedure di  trasferimento di armamenti, munizionamenti, mine, propellenti,  satelliti, sistemi tecnologici di comunicazione e per la guerra  elettronica. Scambi che potranno avvenire anche in deroga alla legge 185  e che consentiranno la triangolazione di armi \u00aba Paesi terzi senza il  preventivo benestare del Paese  cedente\u00bb. E l\u2019accordo di mutua cooperazione \u00e8 stato prontamente  festeggiato da Finmeccanica con una maxi-commessa da due miliardi di  dollari: gli Emirati hanno affidato alla controllata Alenia Aermacchi la  fornitura di 48 bimotori M-346 \u201cMaster\u201d che saranno utilizzati per  l\u2019\u201cattacco leggero\u201d (sganciamento di bombe sino a 3.000 kg)  e l\u2019addestramento avanzato dei piloti destinati ai cacciabombardieri  Eurofighter, Rafale, F-16, F-22 ed F-35 \u201cJoint Strike Fighter\u201d,  acquistati di recente dall\u2019aeronautica militare EAU.<\/p>\n<p>Quando  non \u00e8 possibile mettere nero su bianco su triangolazioni e  trasferimenti a paesi in guerra c\u2019\u00e8 sempre pronto a dare una mano  l\u2019alleato d\u2019oltreoceano.<\/p>\n<p>Qualche mese fa il comandante della coalizione  Usa-Nato in Afghanistan, generale Stanley McChrystal, ha rivelato  all\u2019agenzia <em>Reuters<\/em> la  consegna alle forze armate afgane di due aerei da trasporto C-27A  \u201cSpartan\u201d in dotazione dell\u2019US Air Force, mentre altri 18 velivoli dello  stesso modello saranno consegnati entro il 2011.<\/p>\n<p>Come dichiarato  dall\u2019alto ufficiale statunitense, \u00abquesto programma consentir\u00e0  all\u2019aviazione militare afgana di raddoppiare le proprie dimensioni per  operare con efficacia dopo essere rapidamente caduta in disgrazia con  l\u2019avvento dei talebani\u00bb. Velivoli prodotti nelle corporation a stelle e a  strisce? Assolutamente no. I due biturboelica C-27A erano stati  acquistati nel 1990 in  Italia all\u2019allora Aeritalia, oggi Alenia Aeronautica (Finmeccanica).<\/p>\n<p>Si  tratta di una versione leggermente modificata degli aerei da trasporto  G.222, in dotazione sino al 2005 alla 46^ Aerobrigata dell\u2019Aeronautica  militare di Pisa. Si d\u00e0 poi il caso che il 19 settembre del 2008,  proprio 18 G.222  ex AMI erano stati ceduti dal ministero della difesa italiano agli  Stati Uniti in cambio di 287 milioni di dollari. Inutile aggiungere che  si tratta proprio degli \u201cSpartan\u201d che il Pentagono consegner\u00e0 all\u2019<em>Afghan National Army Corps<\/em> dopo che saranno conclusi i lavori di<em> <\/em>ricondizionamento  delle apparecchiature di bordo, probabilmente proprio  negli stabilimenti di Alenia.<\/p>\n<p>Anche stavolta da registrare  l\u2019imbarazzato no-comment del ministero della difesa e dei parlamentari  di destra, centrodestra e centrosinistra.<\/p>\n<p>Con  un altro accordo di \u201ccooperazione\u201d sottoscritto da Silvio Berlusconi e  dal colonnello Gheddafi, Italia e Libia hanno chiuso la lunga contesa  post-coloniale.<\/p>\n<p>In nome della comune lotta all\u2019immigrazione  \u201cirregolare\u201d, si \u00e8 dato il via ai pattugliamenti navali congiunti e alla  realizzazione in pieno deserto di carceri-lager per richiedenti asilo  in fuga dagli inferni del Corno d\u2019Africa, Iraq e Afghanistan. Ma il vero  cuore dell\u2019intesa sta negli affari e nelle commesse per le fabbriche di  armi. Con il disgelo italo-libico l\u2019AgustaWestland ha trasferito alle  forze armate locali 10 elicotteri A109 Power, valore 80 milioni di euro,  che saranno utilizzati per il \u00abcontrollo delle frontiere\u00bb. La stessa  societ\u00e0 italiana, da tempo immemorabile al centro di inchieste  giudiziarie, scandali e mazzette, ha pure sottoscritto un  accordo con la <em>Libyan Company<\/em><em> for Aviation Industry<\/em> per costituire una joint venture per lo sviluppo di attivit\u00e0 nel  settore aeronautico e dei sistemi di sicurezza. Finmeccanica, la holding  che detiene il controllo di AgustaWestland, ha invece firmato un  accordo con Tripoli per la creazione di una joint venture nel campo  dell\u2019elettronica e dei sistemi militari di telecomunicazione. Nel  gennaio 2008, \u00e8 stata la volta di Alenia Aeronautica a siglare con il  ministero dell\u2019Interno libico un contratto del valore di oltre 31  milioni di euro per la fornitura del velivolo da pattugliamento  marittimo ATR-42MP \u201cSurveyor\u201d. Sempre nel campo della \u201chomeland  security\u201d (o della militarizzazione in funzione anti-migranti), Selex  Sistemi Integrati realizzer\u00e0 un grande sistema di protezione e  sicurezza dei confini della Libia e fornir\u00e0 direttamente sul campo  l\u2019addestramento degli operatori e dei manutentori.<\/p>\n<p>Altro  pozzo di San Patrizio dell\u2019export di guerra italiano \u00e8 un altro paese  leader della lotta ai migranti, il Marocco. Dal 1973 occupa militarmente  l\u2019ex Sahara spagnolo, massacrando attivisti indipendentisti, deportando  intere comunit\u00e0, disseminando di mine anti-uomo il muro-frontiera di  oltre 3.000 chilometri realizzato per isolare i territori occupati. Per  numerose organizzazioni non governative internazionali, il Marocco ha  collaborato attivamente con gli Stati Uniti d\u2019America nelle <em>extraordinary rendition<\/em>,  i sequestri di presunti terroristi islamici, poi deportati nelle  supercarceri di Medio oriente e Guantanamo, ed ospiterebbe ancora un  centro di detenzione segreto per vecchi e nuovi <em>desaparecidos<\/em>.  Amnesty International denuncia che in  Marocco \u00absono aumentati nel 2009 gli attacchi alla libert\u00e0 di  espressione, di associazione e di riunione\u00bb e che \u00abdifensori dei diritti  umani e giornalisti fautori dell\u2019autodeterminazione del Sahara  Occidentale sono incorsi in vessazioni, arresti e perseguimenti  giudiziari\u00bb. \u00abLe autorit\u00e0 hanno continuato ad arrestare ed espellere  cittadini stranieri sospettati di essere migranti irregolari senza  prendere in considerazione le loro singole necessit\u00e0 di protezione o  permettere loro di contestare l\u2019espulsione\u00bb, aggiunge Amnesty  International. \u00abAlcuni sarebbero stati scaricati al con\ufb01ne con l\u2019Algeria  o la Mauritania,  senza adeguate quantit\u00e0 di cibo e acqua\u00bb. Per rendersi conto che aria  si respira in uno dei principali partner dell\u2019establishment  politico-militare industriale italiano, si pensi a quanto accaduto lo  scorso 8 novembre, quando le forze armate marocchine  attaccarono e distrussero il campo rifugiati di Gdeim Izik, nella  capitale sahrawi di Al Aaiun. Per il Fronte Polisario si \u00e8 trattato di  un massacro senza precedenti: 21 i morti civili, 723 i feriti e 159 i  \u201cdispersi\u201d.<\/p>\n<p>Le  pi\u00f9 importanti commesse al Marocco? A fine 2008 l\u2019immancabile Alenia  Aeronautica ha siglato un contratto del valore di circa 130 milioni di  euro per la fornitura di quattro velivoli C-27J, lo stesso aereo da  trasporto e per il lancio di paracadutisti girato all\u2019Afghanistan via  Washington. In  joint venture con Eads, Alenia Aeronautica consegner\u00e0 pure due Atr  42-600 e quattro Atr 72-600 alla compagnia di bandiera Royal Air Maroc. Apparecchiature integrate per comunicazioni e controllo terrestri prodotte da Selex Communications finiranno al <em>FAR du Maroc<\/em>,<em> <\/em>le  forze armate marocchine che non mancheranno di utilizzarle in funzione  anti-Polisario e anti-migranti. La marina militare marocchina si doter\u00e0  invece delle nuove fregate multimissione FREMM co-prodotte da Francia  (Thales e DCNS) e Italia (Fincantieri e Finmeccanica). Le fregate  saranno superarmate: siluri MU90, missili Exocet MM40 e Aster 15 ed i  cannoni 76\/62 SR <em>stealth<\/em> della OTO Melara, altra societ\u00e0 Finmeccanica. Con le autorit\u00e0  marocchine starebbe per essere avviato pure un programma per insediare a  Casablanca un polo aeronautico per la fabbricazione di componenti  meccaniche destinate a velivoli civili e militari che vedrebbe la  compartecipazione (o forse meglio la terziarizzazione e  delocalizzazione) di alcune delle maggiori imprese aeronautiche  italiane.<\/p>\n<p>La  lobby filo-marocchina \u00e8 assai potente tra parlamentari, ministri e  industriali nostrani e non c\u2019\u00e8 stata inchiesta giudiziaria negli ultimi  decenni che non abbia individuato transazioni pi\u00f9 che sospette sulla  rotta Roma-Rabat. Nel 1992 erano state le Procure della Repubblica di  Messina a Catania a indagare su un gruppo di faccendieri in stretto  contatto con una delle pi\u00f9 potenti cosche mafiose siciliane (quella  etnea capeggiata da Benedetto \u201cNitto\u201d Santapaola), che stava mediando la  fornitura di armamenti prodotti dalla Breda Meccaniche Bresciane alla  marina, all\u2019esercito e all\u2019aviazione del Marocco. L\u2019inchiesta, come  buona parte di quelle che tentano di colpire i santuari dei mercanti di  morte, si concluse nel nulla. Quattro anni dopo per\u00f2 la Guardia  di  finanza di Firenze recuper\u00f2 le montagne di intercettazioni telefoniche  ed ambientali prodotte e invi\u00f2 un\u2019informativa alla Procura di La Spezia  che indagava su quella che era stata definita la \u201cnuova P-2\u201d,  l\u2019ennesima organizzazione paramassonica in grado di \u201cdeviare\u201d il  funzionamento di istituzioni, istituti bancari ed holding industriali  dell\u2019Italia a sovranit\u00e0 assai limitata. Utilissimo rileggere alcuni dei  passi dedicati al funzionamento del sistema criminale tessuto dai  mercanti di morte, basati sulle risultanze delle indagini su mafie,  droga ed armi condotte nei primi anni \u201980 dall\u2019allora giudice istruttore  di Trento, Carlo Palermo. \u00abLa fusione tra interessi pubblici e  interessi commerciali e la compenetrazione di uomini, istituzioni e  risorse appartenenti alla sfera statale e al mercato rende difficile  distinguere confini e responsabilit\u00e0\u00bb, scrivono i militari  della\u00a0 GdF. \u00abLa visibilit\u00e0  di tali gruppi di potere emerge solo in circostanze eccezionali, come le  inchieste parlamentari e della magistratura, oppure in occasione di  fatti di cronaca particolarmente eclatanti come lo \u201cscandalo Lockeed\u201d in  Europa all\u2019inizio degli anni \u201970, o l\u2019emergere della loggia P2 in  Italia all\u2019inizio degli anni \u201980\u00bb.<\/p>\n<p>In  particolare, il giudice Palermo era giunto a definire tre \u00abdiverse  costellazioni\u00bb di poteri collegate alla produzione e al commercio delle  armi. La prima comprende gli apparati imprenditoriali e finanziari delle  industrie produttrici di armamenti, operanti in strettissimo  collegamento con l\u2019establishment militare ed i vertici dei servizi di  sicurezza di quasi tutti i paesi. \u00abI circoli in questione costituiscono  l\u2019elemento di continuit\u00e0 nel business dell\u2019esportazione di armi, e la  loro particolare collocazione li rende nello stesso tempo \u201cfedeli al  sistema\u201d ed autonomi dal potere politico del momento, specie nei paesi  caratterizzati da un tasso elevato di instabilit\u00e0 governativa. La  tendenza di tali gruppi \u00e8 quella di accrescere la propria coesione ed  impermeabilit\u00e0 tramite la costituzione di associazioni segrete o  semiclandestine, e di collegarsi a singoli esponenti politici di  rilievo piuttosto che a partiti o correnti politiche\u00bb.<\/p>\n<p>Il  secondo gruppo di potere comprende i mediatori e i commercianti  all\u2019ingrosso e al minuto, quasi sempre alle dipendenze dirette o in  stretto collegamento con le industrie produttrici. \u00ab\u00c8 presso tale  categoria che troviamo gli \u201cincroci\u201d, molto frequenti con il mondo della  droga e della finanza clandestina\u00bb, prosegue l\u2019informativa. \u00abSi tratta  della naturale tendenza ad usare circuiti di scambio semisegreti  attivati per la circolazione di una data merce e per il commercio di  altre merci: oggi le armi, domani gli stupefacenti, poi le informazioni  politico-militari, l\u2019alta tecnologia ecc. I motori del tutto sono quelli  di sempre. Profitto economico ed ambizioni di potenza. Con l\u2019aggiunta  di una componente sempre pi\u00f9 rilevante di \u201cprofessionismo illegale\u201d,  causato dalla moltiplicazione dei soggetti e dei canali del  mercato illecito\u00bb. Infine il terzo tipo di coalizione di potere  interessata all\u2019esportazione di armi, composta da personalit\u00e0 politiche  ai vertici istituzionali, in grado di percepire tangenti sulle vendite o  sugli acquisti.<\/p>\n<p>Un  vero e proprio di blocco di potere i cui contorni sono stati ben  delineati dalle indagini sui traffici gestiti dal pool di operatori  vicini alle cosche siciliane e ai grandi manager militar-industriali.  Oltre alla fornitura di materiali di armamento al Marocco,  l\u2019organizzazione stava seguendo freneticamente l\u2019affare relativo alla  vendita alla Guardia nazionale dell\u2019Arabia Saudita di dodici elicotteri  CH47 per il trasporto truppe ed armamenti, di produzione \u201cAgusta SpA\u201d.  Il trasferimento dei mezzi da guerra vide scendere in campo le massime  autorit\u00e0 saudite. Nel corso di una telefonata del 15 giugno 1992 tra un  faccendiere siciliano e l\u2019allora direttore generale dell\u2019industria  bellica, il primo forniva l\u2019identit\u00e0 del suo diretto interlocutore: \u00ab\u00c8  lo sceicco Hassan Hennany a tenere le fila con re Fahd. Hennany \u00e8 il  segretario del principe Feisal ben Fahd, il figlio del sovrano  d\u2019Arabia, e pu\u00f2 darci una mano a vendere elicotteri anche al Marocco\u00bb.  Il mese precedente, lo stesso faccendiere e alcuni personaggi in  contatto con i clan mafiosi erano stati ospiti del saudita a bordo del  suo yacht ormeggiato a Cannes. I particolari di quell\u2019incontro erano  stati raccontati dal responsabile per le relazioni estere di Forza  Italia al direttore commerciale di Pubblitalia-Fininvest, Alberto  Dell\u2019Utri. \u00abIn questi giorni sapremo le date, te le comunico e ci  incontriamo. Ok?\u00bb, dichiarava l\u2019alto dirigente di Forza Italia. Poi  aggiungeva: \u00abSe per caso il tuo presidente, se potesse venire per  dire&#8230; un incontro. Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 pure in grande pompa magna  quell\u2019Hennany. Alberto, io non ci sto dormendo la notte!\u00bb.<\/p>\n<p> L\u2019identit\u00e0  del \u201cpresidente\u201d prendeva forma nel corso di una telefonata intercorsa  il 3 giugno 1992 tra due delle persone sottoposte ad indagine. \u00abScusami  Aldo, noi luned\u00ec c\u2019incontriamo. Possiamo parlare con questo Berlusconi o  no?\u00bb, domandava uno di essi. \u00abGioia mia, mi auguro di s\u00ec. Io non te lo  posso dire in questo momento e neanche lui me lo sa dire\u00bb, la risposta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Antonio Mazzeo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":21813,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[24],"tags":[4621,16734,2444],"class_list":["post-23106","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-c34-cronaca-regionale","tag-antonio-mazzeo","tag-armi","tag-scomunicando"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>INCHIESTA - Il mercato criminale dell\u2019industria italiana delle armi - Scomunicando<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/inchiesta-il-mercato-criminale-dellindustria-italiana-delle-armi-2\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"INCHIESTA - 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