{"id":254363,"date":"2020-10-22T10:36:12","date_gmt":"2020-10-22T08:36:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/?p=254363"},"modified":"2020-10-22T20:19:47","modified_gmt":"2020-10-22T18:19:47","slug":"considerazioni-tattiche-ma-cose-una-pistola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/considerazioni-tattiche-ma-cose-una-pistola\/","title":{"rendered":"CONSIDERAZIONI &#8220;TATTICHE &#8211; Ma cos&#8217;\u00e8 una pistola?"},"content":{"rendered":"<div class=\"titleHome\">\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/pistola-beretta-da-guerra.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-254366\" src=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/pistola-beretta-da-guerra-300x222.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"222\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/pistola-beretta-da-guerra-300x222.jpg 300w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/pistola-beretta-da-guerra.jpg 466w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p><strong><em>\u00abSe c\u2019\u00e8 un\u2019arma che ha provocato pi\u00f9 disastri che \u201cbenefici\u201d in paragone all\u2019uso cui ufficialmente \u00e8 destinata, \u00e8 la pistola&#8230;&#8221;<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n<div class=\"contentHomeBox\">\n<blockquote><p><em>&#8220;La pistola per\u00f2 non ha nessun valore bellico, ne ha ben poco, mentre per il clandestino la pistola \u00e8 importantissima&#8221;.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/pistola-luger.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-254365\" src=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/pistola-luger.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/pistola-luger.jpg 275w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/pistola-luger-150x100.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 275px) 100vw, 275px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>\u00abSe c\u2019\u00e8 un\u2019arma che ha provocato pi\u00f9 disastri che \u201cbenefici\u201d in paragone all\u2019uso cui ufficialmente \u00e8 destinata, \u00e8 la pistola. La pistola \u00e8 nata come arma gentilizia per la cavalleria, poi \u00e8 diventata arma di polizia. <\/em><\/p>\n<p><em>Nelle mani della polizia la pistola ha fatto il suo dovere, brutto o cattivo che sia, ha fatto il suo dovere. Ma per l\u2019esercito, per il resto delle forze armate, la pistola \u00e8 soprattutto un\u2019arma psicologica, non verr\u00e0 mai usata. <\/em><\/p>\n<p><em>La pistola, sia nelle forze di polizia, sia nell\u2019esercito, ha provocato sempre molti pi\u00f9 morti e molti pi\u00f9 feriti tra le truppe amiche di quanti ne abbia provocati verso l\u2019avversario.<\/em><\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\"><em>La pistola serve all\u2019ufficiale per consegnarla al momento della resa. <\/em><\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\"><em>La pistola serve per dare un senso di conforto all\u2019uomo che \u00e8 applicato ad arma superiore, tipo una mitragliera contraerea o un mortaio, serve per dargli il senso di essere anche lui abbastanza difeso. La pistola per\u00f2 non ha nessun valore bellico, ne ha ben poco, mentre per il clandestino la pistola \u00e8 importantissima. <\/em><\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\"><em>La pistola \u00e8 un puntabile, pu\u00f2 essere usata a pochi metri di distanza, quindi a pochi metri di distanza \u00e8 efficace quanto un\u2019arma maggiore, e soprattutto \u00e8 un\u2019arma facile da reperire.<\/em><\/p>\n<blockquote>\n<h3>SUPERIORIT\u00c0 TATTICA E SUPERIORIT\u00c0 STRATEGICA<\/h3>\n<\/blockquote>\n<div class=\"wp-block-image\"><\/div>\n<p><em>Il gruppo clandestino tende ad adoperare la pistola. <\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/revolver-magnum.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-254364\" src=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/revolver-magnum-300x179.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"179\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p><em>Per queste ragioni, nel momento stesso in cui la soglia del livello di scontro si \u00e8 alzata, la pistola \u00e8 diventata arma inadeguata. Il giubbotto antiproiettile doppio strato ha fatto la sua comparsa, i rastrellamenti e i posti di blocco erano diventati sempre pi\u00f9 frequenti.<\/em><\/p>\n<p><em> Ora, un posto di blocco, scorta a duecento metri, con la possibilit\u00e0 di tornare indietro, di fare un\u2019inversione a u pregiudicata dalle condizioni stradali o dalla viabilit\u00e0, oppure dall\u2019ora, devi per forza andare incontro ad un posto di blocco. Andare incontro ad un posto di blocco con una pistola \u00e8 un suicidio. Con il mitra, il cosiddetto mitra, \u00e8 la stessa cosa perch\u00e9 il mitra non \u00e8 altro che una pistola, dunque un\u2019arma a chiusura labile che spara in tiro automatico a rapidissima successione.<\/em><\/p>\n<p><em>Una volta che viene caricata e armata dall\u2019operatore spara purch\u00e9 si continui a mantenere la pressione sopra al meccanismo di scatto. Per\u00f2 \u00e8 una pistola. Spara un munizionamento da pistola. <\/em><\/p>\n<p><em>Quindi la gittata \u00e8 quella, le capacit\u00e0 vulneranti sono quelle, la capacit\u00e0 d\u2019arresto \u00e8 quella, la capacit\u00e0 di penetrazione \u00e8 quella. Invece, anche non usandola per uccidere, sia pure a scopo intimidatorio, un\u2019arma lunga, un calibro 5,56 o un calibro 7,62 adoperata in un contesto come quello che ho prospettato, cio\u00e8 un posto di blocco ed io fermo 150 metri prima, appoggio l\u2019arma al tettuccio del veicolo e sparo cinque o sei colpi a raffica o distaccati tra loro in colpo singolo, costringo coloro che hanno istituito il posto di blocco, coloro che stanno mantenendo il posto di blocco, a gettarsi dietro le macchine, a disperare sul proprio armamento poich\u00e9 hanno in mano pistole mitragliatrici e niente di pi\u00f9. Quindi le soluzioni sono due: o si ritirano oppure sono talmente demotivati e convinti di non poter assolvere la loro funzione che \u00e8 facilissimo sopraffarli.<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/io-l-uomo-nero-concutello.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-254368\" src=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/io-l-uomo-nero-concutello.jpg\" alt=\"\" width=\"172\" height=\"265\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p><em>Noi eravamo un gruppo che cercava di indennizzare la lotta armata. Il nostro fine era quello. Per ragioni di carattere sociale, per ragioni di carattere politico e soprattutto ragioni connesse alla nostra stessa natura, alle nostre debolezze e alle nostre incapacit\u00e0 pi\u00f9 delle nostre capacit\u00e0, siamo stati costretti all\u2019impasse della propaganda armata. Non riuscivamo ad uscire dall\u2019impasse della propaganda armata ma questo \u00e8 un dramma comune a tutte le formazioni clandestine che hanno visto la luce in Italia. Non c\u2019\u00e8 formazione clandestina che sia riuscita a operare il cosiddetto salto di qualit\u00e0 dalla propaganda armata alla lotta armata. Non ce n\u2019\u00e8 stata una. Quindi a noi serviva un armamento omogeneo, un armamento potente e un armamento tale che permettesse di avere, in un momento come quello, tragico, in cui la superiorit\u00e0 strategica non era neanche da mettere in discussione, la superiorit\u00e0 tattica, nel momento in cui si fosse presentata la necessit\u00e0 dello scontro. Quelle armi avrebbero assicurato senz\u2019altro la superiorit\u00e0 tattica\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Pierluigi Concutelli\u00a0 durante un processo ad Ordine Nuovo<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/pierluigi-concutelli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-254367\" src=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/pierluigi-concutelli-243x300.jpg\" alt=\"\" width=\"243\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/pierluigi-concutelli-243x300.jpg 243w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/pierluigi-concutelli.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 243px) 100vw, 243px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Tratto da &#8220;spazio70.com&#8221;<\/p>\n<\/div>\n<p>L&#8217;autore del testo<\/p>\n<div class=\"post-header\">\n<div class=\"post-head\">\n<h3 class=\"post-title entry-title\">Pierluigi Concutelli, il comandante &#8220;Lillo&#8221;<\/h3>\n<\/div>\n<div class=\"post-meta\"><span class=\"post-author vcard\"><i class=\"fa fa-user\"><a href=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/captiva-concutelli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-254418\" src=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/captiva-concutelli-187x300.jpg\" alt=\"\" width=\"187\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/captiva-concutelli-187x300.jpg 187w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/captiva-concutelli.jpg 312w\" sizes=\"auto, (max-width: 187px) 100vw, 187px\" \/><\/a><\/i><\/span><\/div>\n<div class=\"post-meta\"><span class=\"post-author vcard\">\u00a0<\/span>La figura di transizione tra i resaux atlantisti (che connettevano i soldati perduti dell\u2019Oas passati al soldo della Cia in nome della battaglia anticomunista, esponenti della grande criminalit\u00e0 organizzata dal cuore nero e apparati di sicurezza paramassonici) e la fugace esperienza di una lotta armata di destra abortita sul nascere \u00e8 Pierluigi Concutelli.<\/div>\n<div class=\"post-meta\">Il \u201ccomandante\u201d di Ordine nuovo, il giustiziere del pm Occorsio, dopo trent\u2019anni di disperata esistenza negativa, teso a difendere, dal fondo della galera in cui \u00e8 rimasto sepolto (tre condanne all\u2019ergastolo), la sua immagine di militante rivoluzionario duro e puro, non compromesso con i servizi segreti e con i loro giochi sporchi, alla fine si \u00e8 deciso a raccontare a due giornalisti di sinistra, davanti a una buona bottiglia di vino e con il proprio stile irruento e guascone, le sue imprese d\u2019Africa, nei ranghi della frazione anticomunista della guerriglia angolana. Ritraendosi come un avventuriero piuttosto che come il mercenario di tante ricostruzioni giornalistiche e giudiziarie (killer per i servizi spagnoli, legato a mafia e crimine organizzato, affiliato a una loggia coperta).<\/div>\n<\/div>\n<article>\n<div id=\"post-body-7324783126821704228\" class=\"post-body entry-content\">\n<div>\n<div class=\"separator\"><a href=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/concutelli-processo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-254419\" src=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/concutelli-processo-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/concutelli-processo-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/concutelli-processo.jpg 512w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/div>\n<p>Il suo passaggio alla lotta armata \u00e8 avvolto nel mistero, come la bruciante carriera in Ordine Nuovo clandestino, che lo porta al vertice in meno di un anno. Lillo Concutelli, romano di origini marsicane, cresce a Palermo, dove la famiglia si \u00e8 trasferita per lavoro. Qui emerge come caposquadra all\u2019universit\u00e0. Il 24 ottobre 1969 \u00e8 arrestato, lo sorprendono con altri camerati, tra cui l\u2019avvocato Guido Lo Porto, che tre anni dopo sar\u00e0 eletto alla Camera con il Msi, mentre si addestrano all\u2019uso di mitra, pistole e bombe a mano sulla collina di Bellolampo. Se la cava con una condanna a 14 mesi. Milita nel Fronte nazionale con Ciccio Mangiameli (insieme, nella primavera 1971, compiono un attentato contro la sede della Giovane Italia) poi rientra nel Msi come dirigente provinciale e presidente del Fuan.<\/p>\n<\/div>\n<div>Accumula denunce per porto d\u2019armi, associazione a delinquere, danneggiamento e lesioni, il normale cursus honorum di uno squadrista di talento, tra passione per le armi, molte mazzate, qualche botto dimostrativo, la politica di partito. La svolta coincide con il trasferimento della famiglia a Catania. Concutelli, ormai adulto \u2013 ha quasi 30 anni \u2013 conserva per\u00f2 le sue radici (amicizie, attivit\u00e0, amori) a Palermo e comincia a fare il pendolare.<\/div>\n<div>A Catania entra per\u00f2 in contatto con gli ordinovisti \u201cpassati\u201d in clandestinit\u00e0 dopo che il Viminale ha sciolto il gruppo nell\u2019autunno 1973.<br \/>\nIl 1974 \u00e8 un anno pesante per l\u2019estrema destra e il fallimento dei progetti stragisti e golpisti scatena una durissima repressione.<\/div>\n<div>In questo quadro si innesta un riavvicinamento tra i gruppi \u201cstorici\u201d extraparlamentari, Ordine nuovo e Avanguardia nazionale, spesso divisi da una fiera rivalit\u00e0. Il luogo privilegiato della riunificazione \u00e8 la Spagna, dove tanti rifugiati italiani, compresi alcuni ordinovisti, fanno capo a Delle Chiaie che, grazie al ruolo di \u201cdelfino\u201d di Borghese, ha un ferreo controllo della comunit\u00e0 esule. (\u2026)<\/div>\n<div>Tornando a Concutelli, \u00e8 proprio a Madrid, alla fine del 1974, che si aggrega il fronte contro la repressione, dando vita a un\u2019unica organizzazione, in cui il neofascista siciliano avr\u00e0 una parte di rilievo. Mentre in Italia il processo in corso a Catanzaro per la strage di piazza Fontana \u00e8 l\u2019occasione per stringere i rapporti con i tanti camerati che vengono a testimoniare solidariet\u00e0 a Franco \u201cGiorgio\u201d Freda.<\/div>\n<div>Qui si salda il sodalizio con il \u201cfederale\u201d di Brindisi, Luigi Martinesi, segretario dell\u2019avvocato di Freda, Clemente Manco, deputato missino.<\/div>\n<div>Dopo le mazzate subite c\u2019\u00e8 in giro voglia di rialzare la testa e di farla pagare ai compagni e allo stato: l\u2019inizio del processo per il rogo di Primavalle scatena la mobilitazione generale e ad accusare Lojacono e Panzieri sono proprio alcuni dirigenti del Msi, che si sono distinti nell\u2019organizzazione degli scontri, Paolo Signorelli e Luigi D\u2019Addio. I due stanno dando vita a una frazione movimentista nel Msi, Lotta popolare.<br \/>\nGiusto in quei mesi, secondo il \u201cpentito\u201d Sergio Calore, Concutelli avrebbe animato il Fronte unitario di lotta al sistema, banda armata di area ordinovista, responsabile di attentati a Roma, in Calabria e in Sicilia (dove il Fulas diventa Fronte unitario di lotta arabo-sicula). Concutelli \u00e8 ancora attivo nel Msi: in primavera si candida al comune di Palermo ma \u00e8 bocciato, con meno di mille preferenze.<\/div>\n<div>Tra cui manca la sua: il giorno del voto, il 15 giugno, \u00e8 in cella per una rissa elettorale.<\/div>\n<div>Ottenuta la libert\u00e0 provvisoria chiede un permesso e a luglio si trasferisce in Puglia, dove organizza il sequestro di un giovane banchiere, Luigi Mariano. I rapitori sono presto identificati. Lillo si rifugia nella base romana di via Sartorio (un locale che An ha messo a disposizione della milizia rivoluzionaria) e, sviluppando una scaletta di Delle Chiaie, stende un documento sul soldato politico che \u00e8 sequestrato dopo il blitz di dicembre nel \u201ccovo\u201d. Con l\u2019aiuto di un ex mar\u00f2 amico di Graziani, Peppino Pugliese, noto come \u201cl\u2019impresario\u201d, si rifugia allora in Corsica, a Erbalunga, posizione ideale per il pendolarismo con l\u2019Italia.<\/div>\n<div>Lillo partecipa, come responsabile militare, al vertice in una villa dei Castelli romani e al summit di dicembre a Nizza, dove lo scontro tra Graziani e Delle Chiaie fa abortire il processo unitario. (&#8230;) Subito dopo il vertice dei Castelli, Concutelli avrebbe ridotto in fin di vita il vicepresidente della Dc cilena Bernardo Leighton, esule a Roma, e la moglie. Per l\u2019attentato la giunta militare avrebbe pagato cento milioni a Delle Chiaie. Nessun testimone riconosce Concutelli e il processo finisce con un\u2019assoluzione.<\/div>\n<div>(\u2026) Dopo la spaccatura di Nizza anche Concutelli rompe con Delle Chiaie, al ritorno dall\u2019Angola. Il suo stile di lavoro, la sua tendenza al protagonismo fa a cazzotti e genera conflittualit\u00e0 con la rigida mentalit\u00e0 gerarchica degli avanguardisti. Nel febbraio 1976 si allontana dalla Spagna portandosi per ricordo un\u2019Ingram, mitraglietta Usa in dotazione alla polizia madrilena e di propriet\u00e0 di un fedelissimo di Guerin Serac. Il ritorno in Italia \u00e8 faticoso: Lillo deve ricostruire un\u2019organizzazione dopo la rottura con An, che aveva mantenuto una rete clandestina in Italia con gran parte dei quadri arrestati nel blitz di novembre 1975 (per ricostruzione del Partito fascista) e scarcerati alla spicciolata. Il gruppo dirigente di Ordine nuovo \u00e8 latitante all\u2019estero, con uno stile pi\u00f9 \u201csbracato\u201d. In Lotta popolare, che doveva costituire l\u2019organizzazione di facciata del movimento unitario, gli ordinovisti sono in minoranza, anche se Graziani vi ha fatto confluire i quadri coperti. In un paio di mesi Concutelli fonda i Gruppi di azione ordinovista, in cui affluiscono i suoi camerati di Catania, la cellula di Perugia, il fortissimo nucleo tiburtino che sotto la guida di Calore si \u00e8 affrancato dalla tutela di Signorelli. Al Sid basta un mese per sapere cosa bolle in pentola e, a futura memoria, stila a fine maggio un rapporto su \u201cpresunte intenzioni di militanti del disciolto Ordine nuovo\u201d. (&#8230;)<\/div>\n<div>\n<p>Dopo l\u2019omicidio del procuratore di Genova Francesco Coco e della sua scorta da parte delle Brigate rosse, l\u20198 giugno \u201976, Concutelli decide di bruciare i tempi. Il \u201ccentro\u201d estero stenta a riconoscergli la leadership italiana, lui avverte profonde divergenze strategiche. Per i vecchi ordinovisti, cresciuti alla scuola reazionaria de Gli uomini e le rovine di Evola e dei manuali Nato di controguerriglia, l\u2019uso della violenza va limitato alle vendette o alle ritorsioni nei confronti di chi ha personalmente perseguitato il gruppo. Concutelli, invece, ha imparato da von Clausewitz che la guerra \u00e8 il proseguimento della politica con altri mezzi, da inquadrare in un progetto unitario, prima di propaganda e poi di lotta armata contro lo stato. A fine giugno Lillo si trasferisce in via Clemente X, in una casa affittata da un tarantino, Gianfranco Ferro, un altro senza partito, proveniente dagli Arditi d\u2019Italia. Completano la rete di appoggio alcuni romani, Sergio Calore con i tiburtini e Mario Rossi, l\u2019ex segretario giovanile di piazza Bologna, il quadro pi\u00f9 brillante di Lotta popolare. In due settimane Concutelli uccide il pm Occorsio, il 10 luglio, organizza una rapina in una villa a Tivoli per procurarsi armi (e ci scappa il morto) e poi un colpo alla Banca del ministero del lavoro (con il buon bottino di 460 milioni di lire). Intanto, nella notte tra il 16 e il 17 luglio, una banda di fascio-criminali aveva svuotato di un carico miliardario di lingotti d\u2019oro un caveau di Nizza. Un\u2019impresa rivendicata con la croce celtica e una scritta sul muro: Sans armes, sans heine et sans violence. Il capobanda \u00e8 il corso Albert Spaggiari ex militante dell\u2019Oas, stretti rapporti con il giro di Concutelli e degli avanguardisti latitanti in Spagna. (\u2026) Le ricostruzioni giornalistiche sul coinvolgimento degli esuli nella guerriglia antibasca ruotano sul ruolo centrale di Delle Chiaie e di Guerin Serac. E, alla luce dei processi conclusi e delle cause civili avviate dalle vedove di \u201ccontroguerriglieri\u201d morti in azione, \u00e8 possibile ricostruire i bacini di reclutamento dei primi gruppi antibaschi. Nel 1976 gli italiani si distinguono negli scontri di Montejurra in Navarra: alcune centinaia di neofascisti armati assaltano i carlisti democratici, i legittimisti spagnoli (il leader dell\u2019altra fazione \u00e8 Sisto di Borbone, intimo di \u201cCaccola\u201d). Due i morti, decine i feriti. In seguito, il terrorismo anti-basco sar\u00e0 diretta opera poliziesca ma anche il regime democratico si sentir\u00e0 vincolato a garantire coperture e impunit\u00e0.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>Quando scatta il blitz madrileno, la rete logistica di Concutelli \u00e8 gi\u00e0 crollata. Accade per errore, nell\u2019estate \u201976. Il pm di Firenze Pier Luigi Vigna, un mastino, sta indagando sui fiancheggiatori di Mario Tuti. Da un memoriale difensivo pieno di fiele per i \u201cbischeri\u201d che l\u2019hanno scaricato emerge che Mauro Tomei aveva inutilmente interessato un camerata romano, Peppino detto \u201cl\u2019impresario\u201d, per procurare soldi e documenti falsi. Ci vuole poco a scoprire che uno dei pi\u00f9 stretti amici di Graziani \u00e8 l\u2019impresario teatrale Giuseppe Pugliese, arrestato per un favoreggiamento non commesso. Scattano le perquisizioni a tappeto: \u00e8 trovata la moto rossa usata per l\u2019omicidio Occorsio e il cerchio si stringe intorno a Gianfranco Ferro, arrestato per il possesso di una colt 45. Scoprono il contratto d\u2019affitto della casa di Lillo e quando ci arrivano trovano tracce di un precipitoso trasloco. I vicini riconoscono in Ferro e Concutelli i frequentatori dell\u2019appartamento. Ferro crolla e fa una serie di nomi. Ammette i rapporti con Lillo: glielo aveva presentato Pugliese nel novembre \u201975 ed era stato incaricato di reclutare militanti clandestini ma, per gli scarsi risultati, era poi stato il \u201ccomandante\u201d, ricco di carisma e di talento organizzativo, ad assumere il compito.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>Concutelli ripara all\u2019estero e rientra solo quando \u00e8 disponibile un nuovo alloggio sicuro, a Ostia. Altri camerati procurano poi la base di via dei Foraggi dove si installano anche Calore e un \u201cpischello\u201d di Tivoli, Aldo Tisei. Ma si trova da solo quando \u00e8 arrestato il 13 febbraio 1977, alla vigilia di un attentato contro il pm Vigna, \u201cvenduto\u201d da Paolo Bianchi, un rapinatore di Tivoli amico di Calore, aggregato alla banda da tre mesi, all\u2019uscita del carcere.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>Lo stesso giorno del sequestro Moro, Lillo \u00e8 condannato all\u2019ergastolo per l\u2019omicidio Occorsio, pena confermata in appello, a tempo di record. Nel periodo successivo sono scoperti numerosi tentativi di evasione. Intanto, il 13 aprile 1981, lui e Tuti uccidono nel cortile del carcere di Novara Ermanno Buzzi, condannato in primo grado all\u2019ergastolo per la strage di Brescia, perch\u00e9 confidente dei carabinieri, \u201cprovocatore\u201d e corruttore di minorenni. L&#8217;inchiesta esclude un esplicito rapporto con l\u2019articolo di Quex, la rivista dei neofascisti carcerati, che aveva indicato Buzzi tra gli \u201cinfami da schiacciare\u201d. Concutelli \u00e8 l\u2019unico leader tra i prigionieri nazionalrivoluzionari che non aderisce al progetto dello spontaneismo armato. Saranno entrambi condannati all\u2019ergastolo per l\u2019assassinio di Buzzi. Trasferito a Nuoro, Lillo tenta di impedire l\u2019omicidio di Francis Turatello, suo compagno di cella, ma \u00e8 messo in condizione di non nuocere.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>Il 10 agosto 1982, nel carcere di Novara, strangola con una rudimentale garrota Carmine Palladino, fedelissimo di Delle Chiaie, arrestato nell\u2019inchiesta sulla strage di Bologna e sospettato di aver causato la morte di Giorgio Vale svelandone il nascondiglio con una soffiata. Dopo il secondo omicidio in carcere Concutelli \u00e8 sottoposto al regime di massimo rigore, in totale isolamento nei cosiddetti \u201cbraccetti della morte\u201d, un trattamento talmente duro da provocare la protesta anche dei brigatisti. Accusato da qualche pentito di essere affiliato alla camorra, riceve un mandato di cattura nella megaretata che porta in galera Enzo Tortora, nel giugno 1983, ma respinge sprezzantemente l\u2019accusa. Per alcuni anni l\u2019unico contatto con l\u2019esterno sono i processi dove \u00e8 imputato o testimone. Sempre da protagonista: contesta l\u2019inettitudine dei periti balistici; estende ai suoi giudici, agenti della \u201cpersecuzione democratica\u201d, la condanna eseguita su Occorsio; rivendica gli omicidi commessi in carcere. Qualche volta, con stile alla Garrone, cerca di scagionare i coimputati con improntitudine. In difesa di Graziani, afferma che \u201c\u00e8 il capo riconosciuto di Ordine nuovo ed \u00e8 dovuto espatriare per sottrarsi alla cattura. Egli non pu\u00f2 essere riconosciuto responsabile di atti di violenza perch\u00e9 ci\u00f2 non rientra nei suoi compiti, sia perch\u00e9, essendo uomo deciso e nel contempo di carattere mite, aborre dalla violenza\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>Alla fine degli anni Ottanta accetta per\u00f2 la dialettica processuale, rendendo pubblico il suo tormentato distacco dalla lotta armata. Al processo bis per la strage di Brescia, nega sdegnosamente che l\u2019imputato principale sia stato il mandante dell\u2019omicidio Buzzi, con l\u2019obiettivo di chiudergli la bocca. La motivazione \u00e8 disarmante: Cesare Ferri era un \u201cpischello\u201d e non era all\u2019altezza di dargli ordini. Buzzi era stato ucciso perch\u00e9 \u201cvolevamo dare il buon esempio e avevamo la statura politica e morale per farlo\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>Il nuovo rapporto con la giustizia e le istituzioni si manifesta nel maxiprocesso Ordine nuovo bis, l\u2019assemblaggio delle decine di procedimenti aperti sulla base delle confessioni di Tisei: 150 imputati chiamati a rispondere delle attivit\u00e0 illegali del gruppo clandestino ma anche delle innumerevoli imprese che Tisei, diventato tossicodipendente, ha compiuto fino all\u2019arresto nel 1981, associandosi variamente con batterie di rapinatori e gang del racket. Lillo confessa di aver ucciso Occorsio il 5 dicembre 1988. Nei due processi per l\u2019attentato, imitando le Br, aveva rivendicato la responsabilit\u00e0 come comandante militare e quindi titolare della decisione di eseguire la condanna emessa dall\u2019organizzazione. Ammette di aver sottratto l\u2019Ingram al gruppo di Delle Chiaie. Precisa poi che i vertici di On e di An erano contrari, per motivi di opportunit\u00e0 e quindi aveva deciso da solo l\u2019omicidio. Nell\u2019udienza successiva polemizza con i giornalisti per smentire puntualmente le rivelazioni \u201cfasulle\u201d di Aleandri e si scontra con Calore sulla decisione di abbandonare via dei Foraggi, insicura dopo l\u2019arresto di Bianchi, per trasferire tutto a Ostia.34 Concutelli ha fondati sospetti che sia stato proprio il braccio destro a \u201cmollarlo\u201d \u2013 allontanandosi all\u2019ultimo minuto dal rifugio senza avvertirlo \u2013 e non vuole concedergli alibi morali e politici. (\u2026) Dopo la fallita evasione da Rebibbia del febbraio \u201989, Concutelli, che la lunga detenzione rende sempre pi\u00f9 simile all\u2019icona dell\u2019abate Faria, barba lunghissima e sguardo lontano, si schermisce con i giornalisti. I lunghi anni di carcere, se hanno ridotto la combattivit\u00e0, non gli hanno mozzato la lingua tagliente. Ultimo detenuto in segregazione totale, scrive a Frigidaire, la rivista di Vincenzo Sparagna, da sempre in prima linea in difesa dei diritti dei detenuti, definendosi un \u201clupo marsicano\u201d, specie in via d\u2019estinzione che attacca l\u2019uomo solo per difendersi e invoca la protezione del Wwf. Al processo d\u2019appello per la strage di Bologna smentisce di aver ricevuto armi o esplosivi da Fachini che aveva conosciuto quando entrambi erano dirigenti del Fuan e trova il modo di chiudere la partita anche con il \u201cgrande nemico\u201d, precisando che \u201ccon Delle Chiaie e la sua organizzazione a quei tempi c\u2019era odio e molto malanimo ma sono cose ormai superate dal tempo e dalle cose, anche perch\u00e9 spesso ci si fondava su convinzioni che si sono poi rivelate sbagliate\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>Negli ultimi anni Concutelli si dedica ad altre faccende. Una piccola casa editrice romana pubblica Captiva, le poesie da lui scritte in carcere dal 1984 al 1995. Alcuni versi sembrano testimoniare i cambiamenti pi\u00f9 profondi causati dalla lunga detenzione: \u201cM\u2019ero ben temprata l\u2019anima\/Aspra era fatta, dura e pura, come una lastra, fredda, ghiaccio\/ Scivolavano sopra di essa\/ i sentimenti, le cure, tutto\u201d&#8230;<\/p>\n<\/div>\n<div>Una lenta mutazione che si esprime anche nell\u2019adesione al Partito radicale \u2013 e a una delicata vicenda sentimentale con una sua militante \u2013 ma anche alla partecipazione alle attivit\u00e0 di socializzazione, dalla squadra di calcio allenata da Renato Curcio al corso di pittura tenuto da Pablo Echaurren, ex disegnatore di Lotta Continua. E il\u00a0progetto di un film\u00a0scritto con Lele Macchi e Dario Pedretti.<\/div>\n<div>Fino alla scrittura di una ironica guida Michelin delle carceri italiane \u2013 per Stampa alternativa \u2013 dove cappelli da cuoco e stelle sono sostituiti da chiavi, gavette e grate. Una trasformazione senza rinnegamenti: a Giampiero Mughini che gli chiede se fosse valsa la pena nutrire tanto odio, alimentare tanto orrore, si limita a rispondere \u2013 con occhi leali, testimonia il giornalista \u2013 che \u201c\u00e8 successo\u201d. Il primo permesso gli viene negato, a due anni della richiesta, perch\u00e9 all\u2019apprezzabile percorso di risocializzazione compiuto non corrispondono adeguati referenti idonei all\u2019esterno del carcere. Alla fine a tirarlo fuori, in semilibert\u00e0, arriva Orion, la casa editrice milanese di Murelli, che gli affida la responsabilit\u00e0 dell\u2019ufficio romano.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><i>scritto da Ugo Maria Tassinaria su http:\/\/www.fascinazione.info\/<\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abSe c\u2019\u00e8 un\u2019arma che ha provocato pi\u00f9 disastri che \u201cbenefici\u201d in paragone all\u2019uso cui ufficialmente \u00e8 destinata, \u00e8 la pistola&#8230;&#8221; &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":254366,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35,6,62431,62118],"tags":[39177,12351,89811],"class_list":["post-254363","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-c57-babylon","category-s9-cultura","category-fotonotizie","category-in-evidenza","tag-concutelli","tag-pistola","tag-processo-a-ordine-nuovo"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>CONSIDERAZIONI &quot;TATTICHE - Ma cos&#039;\u00e8 una pistola? 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