{"id":261879,"date":"2021-02-12T15:44:40","date_gmt":"2021-02-12T14:44:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/?p=261879"},"modified":"2021-02-12T17:58:53","modified_gmt":"2021-02-12T16:58:53","slug":"personaggi-si-fossi-freda-arderei-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/personaggi-si-fossi-freda-arderei-il-mondo\/","title":{"rendered":"PERSONAGGI &#8211; \u00a0\u201cS\u2019i fossi Freda arderei il mondo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/la-disgregazione-del-sistema-2010.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-261882\" src=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/la-disgregazione-del-sistema-2010-201x300.jpg\" alt=\"\" width=\"201\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/la-disgregazione-del-sistema-2010-201x300.jpg 201w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/la-disgregazione-del-sistema-2010.jpg 334w\" sizes=\"auto, (max-width: 201px) 100vw, 201px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Gli 80 anni di Franco &#8220;Giorgio&#8221; Freda. Un incendiario nella torre d&#8217;avorio<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Franco-Freda-634x435.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-158945\" src=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Franco-Freda-634x435-300x206.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"206\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Franco-Freda-634x435-300x206.jpg 300w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Franco-Freda-634x435.jpg 634w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Franco Freda, condannato per una serie di attentati esplosivi e assolto &#8220;per mancanza di prove&#8221; dall&#8217;accusa di aver organizzato la strage di Piazza Fontana a Milano \u00e8 un personaggio controverso. Definito da molti tra i guri dei protagonisti neri &#8211; nel doppio senso del termine &#8211; della strategia della tensione, ossia degli anni delle stragi fasciste che i servizi segreti compiacenti e in alcuni casi collusi cercarono di occultare, per altri rimane un leader indiscusso, carismatico e affascinante, Di certo da annoverare tra gli autori &#8220;maledetti&#8221; che ancora ha voglia di dire tanto altro.<\/p>\n<p>Interessante il &#8220;suo profilo&#8221; dalla <i>5a edizione di &#8220;La disintegrazione del sistema&#8221; (Edizioni di Ar, 2010).<\/i><\/p>\n<p><i><a href=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/la-disgregazione-del-sistema-2-2010.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-261881\" src=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/la-disgregazione-del-sistema-2-2010.jpg\" alt=\"\" width=\"204\" height=\"295\" \/><\/a><\/i><\/p>\n<p><i>&#8220;La disintegrazione del sistema&#8221; \u00e8 ormai un classico del pensiero della destra radicale che di edizione in edizione si arricchisce di materiali preziosi. La quinta edizione, di fine 2010, \u00e8 la prima che va alle stampe fuori da un contesto di scontro giudiziario intorno alla persona di Franco Giorgio Freda. Rispetta comunque la cadenza pi\u00f9 o meno decennale che l&#8217;autore si \u00e8 dato: il solo appuntamento saltato \u00e8 quello intorno al 1990, quando l&#8217;Editore era tornato all&#8217;impegno politico diretto nella sfortunata esperienza del Fronte nazionale (mai essere troppo in anticipo sui tempi: ora pezzi importanti di quel programma sono attuati e difesi a spada tratta dai titolari della golden share sulla maggioranza governativa).<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/franco-freda-facebook.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-261905\" src=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/franco-freda-facebook.jpg\" alt=\"\" width=\"221\" height=\"228\" \/><\/a><\/i><\/p>\n<p><i>Anche in questo caso il volume \u00e8 arricchito da nuovi testi e da una grafica di copertina: Franco G. Freda. La disintegrazione del sistema. A cura di Francesco Ingravalle. V edizione, 2010. Pp. 182 + una illustrazione di Curzio Vivarelli: Omaggio a Franco Giorgio Freda. Indice: La disintegrazione del sistema (contiene anche gli scritti, non presenti nella precedente edizione: \u2018Intorno al terrorismo dei minimi termini\u2019e \u2018Appunto intorno all\u2019idea del mondo di Moeller van den Bruck\u2019); alienazioni e prospettive; per un radicalismo di Destra: \u2018Cavalcare la tigre\u2019; \u201cLe fascisme, notre mal du si\u00e8cle\u201d; Gruppo tradizionalista di Ar; manifesto dell\u2019Argo; l\u2019Ordine di Sparta; il vero Stato secondo Platone; due lettere controcorrente; risguardo; Ordine dei Ranghi; il cattiverio e le beatitudini; lettera a un commilitone; la rievocazione di un Autore. Corollario: Spinozismo di destra, spinozismo di sinistra (Piero di Vona); un comunismo \u2018dorico\u2019 (Francesco Ingravalle); un libro \u2018imperdonabile\u2019 (Anna K. Valerio). Appendice: Su \u2018La disintegrazione del sistema\u2019 (Roberto Melchionda). Indice dei nomi. Exergo (Dud\u00f9 &#8211; Eduardo Freda). Edizionid di Ar. Euro 15,00.<\/i><\/p>\n<p><i><a href=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/franco-freda-edizioni-di-ar.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-34520\" src=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/franco-freda-edizioni-di-ar-219x300.jpg\" alt=\"franco-freda-edizioni-di-ar\" width=\"219\" height=\"300\" \/><\/a><\/i><\/p>\n<p><i>Ma l&#8217;autentica chicca \u00e8 l&#8217;Exergo, una nota biografica dal tono scanzonato e irriverente, a firma Dud\u00f9, uno pseudonimo da bon vivant:\u00a0<\/i><\/p>\n<p>\u201cS\u2019i fossi Freda arderei il mondo. Una vita tutta al superlativo. Bellissimo e dannatissimo, capelli bianchissimi, ribelle non per una stagione ma per tutta l\u2019esistenza, accusato a gran voce non di aver ucciso un paio di persone in un reflusso di pathos ma di aver organizzato la strage di Piazza Fontana, madre di tutti i \u2018sacrifici\u2019 politici (e poi assolto, dopo un processo decennale che tenne l\u2019Italia incollata ai telegiornali). Timbro di voce pi\u00f9 che grave. Cercagli solo un capello non bianco, grigio chiaro, sulla sua testa e non lo trovi. E\u2019 completamente candida, senza sfumature, senza sbavature. Contro lo stato al punto da non concederglisi nemmeno nel nome. Franco per l\u2019anagrafe, per la legge e per i curiosi; Giorgio per s\u00e9 e per tutti gli altri.<br \/>\nAnche se \u00e8 da vedere, qui, come nella sapienziale e sorprendente chiusa dell\u2019Eneide, chi arde e chi \u00e8 arso, perch\u00e9 la sorte di Freda comincia a mandare vampe ben prima della sua nascita, con un trisnonno, notaro irpino e munifico sindaco antiborbonico (\u201ci limiti del razzismo biologico\u201d \u2013 chiosa l\u2019epigono, di avviso completamente opposto\u2026), finito nel mirino del brigante Crocco, che gli incendi\u00f2 la biblioteca e gli affumic\u00f2 i tomi di diritto pubblico e privato insieme a un po\u2019 di carmi latini, postillati con grandi ghirigori ai tempi venerandi delle scuole ottocentesche.<br \/>\n\u201cStudia, Michelangelo, che senn\u00f2 ti tocca fare il pubblico ministero\u2026\u201d \u2013 diceva don Gennaro Freda. Mica con sprezzo: \u00e8 che allora usava cos\u00ec; era un altro mondo in cui i pubblici ministeri venivano considerati come il due di picche. E il figlio, il bisnonno del nostro protagonista, studiava leggi e leggine, a Napoli, pur restando un \u2018campatore\u2019, amante della vita gratuita e voluttuosa. Altre vampe: il rosso dei capelli della postigliera di cui sussurrano conobbe le grazie, sottraendole agli altolocati sospiri del barone indigeno. Bocche di donne e paragrafi di pandette\u2026<br \/>\nI cafoni se ne andarono e cominci\u00f2 a tirare brutta aria, aria di \u2018incivilezza\u2019 in paese. I campi, senza braccia che li lavoravano, parvero, da infiniti che erano, raggrinzirsi e diventarono poco pi\u00f9 che fazzoletti. Tutto era cambiato quando nacque, circa un secolo dopo, Franco Freda di Michelangelo, che il suo nome anagrafico lo apprese solo, con una certa perplessit\u00e0, in prima elementare. Nacque aspramente, a Padova, in una fredda notte di guerra. Il padre, soldato, a obbedire al Duce, che lo sped\u00ec a combattere ai quattro angoli d\u2019Europa. Nel febbraio del \u201941, gli era appena morto un commilitone che si chiamava Franco. La levatrice fu cos\u00ec mandata a iscrivere il piccolo all\u2019ufficio anagrafe con ordini confusi. Giorgio\u2026 Franco\u2026 Lei ricord\u00f2 solo il secondo nome: Franco, e cos\u00ec dichiar\u00f2. Ditelo ai misteriologi che non c\u2019entrano i nomi di battaglia.<br \/>\nIncendio numero uno: il covo di via Patriarcato nel centro storico di Padova, dove Freda riuniva la sua snella masnada e dove aveva aperto, nel \u201968, una libreria dal nome odioso a Padova tutta, la Libreria Ezzelino. 1975. Forse un commando delle Brigate Rosse. Forse c\u2019era con loro un noto ideologo scarlatto. Di sicuro, dentro i locali, c\u2019erano due persone e un bambino di pochi mesi e, di sicuro, se non ci fosse stata l\u2019uscita sul retro, si sarebbero tutti e tre cotti a puntino. Avevano buttato una molotov e chiuso la serranda, trasformando la libreria in un forno. Freda era gi\u00e0 in galera da quattro anni e di anni ne aveva trentaquattro. I suoi maglioni col collo alto, i suoi zigomi alteri, la sua schiena dritta e le sue idee inconcepibili, sospese tra la Grecia di Eraclito e Platone, la scrivania di Nietzsche e il Terzo Reich, avevano gi\u00e0 fatto il giro delle gazzette.<br \/>\nIncendio numero due. Via San Biagio (sempre in centro a Padova). Brucia l\u2019ex studio di Freda adibito a deposito dei volumi di Ar, la sua casa editrice, fondata nel 1963. E gi\u00f9 altri libri affumicati, Celso, Porfirio, i Discorsi contro i galilei di Giuliano Imperatore.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/fredasette.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-34517\" src=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/fredasette-300x225.jpg\" alt=\"fredasette\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><\/p>\n<p>Siamo negli anni \u201890. L\u2019Editore (cos\u00ec lo chiamano i suoi aficionados) \u00e8 di nuovo in rotta con il diritto italiano per aver fondato, nel 1990, un movimento politico, il Fronte Nazionale, che voleva impedire l\u2019ingresso massiccio di immigrati in Italia. Allora, se ne coglievano malcerte (ma per lui certissime, cos\u00ec come \u00e8 stato) avvisaglie. Si trovava ancora in galera, Freda \u2013 sar\u00e0 stato il 1987, poco prima della scarcerazione definitiva per Piazza Fontana \u2013 quando vide la prima immagine di un gruppo di vu\u2019 cumpr\u00e0 all\u2019ombra della madunina, sotto le spade celesti delle guglie del Duomo di Milano. O \u00e8 un fotomontaggio o \u00e8 un\u2019indecenza \u2013 pens\u00f2. Non si concesse neanche due anni di congedo dalle cure politiche e, nel 1989, cominci\u00f2 ad attraversare l\u2019Italia per costituire il Fronte Nazionale, che il consiglio dei ministri disciolse, nel 2000, per le sue frizioni con la legge Mancino. Dieci anni di vita: quanto basta perch\u00e9 i balconi bombati dello studio di via San Biagio, davanti alla storica biblioteca universitaria, si annerissero, e non metaforicamente.<br \/>\nMettiamoci anche le fiamme della guerra che il piccolo Giorgio conobbe nei suoi primi anni di vita. Mettiamoci gli urli delle sirene e il mormorio lento, inerzia e rassegnazione, dei rosari ascoltati nei rifugi. E mettiamoci il cielo che si rovesci\u00f2, un giorno, frantumando gli affreschi del Mantegna. Il filobus che si ferma di colpo. L\u2019ululato della sirena. La gente che corre tentando di scappare dal cielo, che non finiva mai. E lui, Giorgio, attaccato al petto di un\u2019amica della madre che se l\u2019era portato con s\u00e9 in giro per la citt\u00e0. Lei paralizzata; l\u2019autista fuggito in barba a decenze e doveri e, all\u2019improvviso, la lana dura del cappotto di un soldato tedesco, Alfred, che si era infilato il piccolo dentro il suo bavero e li trascinava entrambi al pi\u00f9 vicino rifugio e poi, dopo una pausa interminabile, lo riportava a casa, dalla madre e dalla sorella, quando gli amici di Pippo, il tremendo bombardiere alleato, avevano finito le munizioni. \u201cNoi s\u00ec morire, i bambini no\u201d \u2013 disse il tedesco, umano troppo umano. Facile diventare nazisti. Ma non Giorgio, lui non sarebbe mai diventato nazista per questo, sull\u2019onda del sentimento. Lui, se un po\u2019 lo fu, \u00e8 perch\u00e9 indotto dal suo Platone, compulsato tra il liceo e la laurea, e per un\u2019innata sensibilit\u00e0 per lo stile. Per lui Alfred non \u00e8 nazismo: \u00e8 ancora folklore, seppur gradevole.<br \/>\nCome non \u00e8 un ricordo fascio quest\u2019altro, di quando i rossi cercarono di linciare suo padre nel giorno dell\u2019attentato a Togliatti. Suo padre la guerra la fece fino in fondo, fascista fino alla fine, e prov\u00f2 la dolcezza delle bucce di patate nei campi di concentramento tedeschi, subito prima di fare lo scudiero di Mussolini nella Repubblica Sociale, e ritorn\u00f2 a casa senza stivali, lasciati come giusto pegno di guerra a un partigiano. Rabbia, amarezza, anche se lui fascista lo era solo perch\u00e9 era fascista lo stato, la sua nazione, e non fu mai come il figlio, ribelle e libero nella passione ideologica. Finita la guerra, Michelangelo Freda riprese il suo ruolo di servitore dello stato, direttore del pi\u00f9 odioso degli uffici, l\u2019ufficio imposte, e si portava la legna da casa per la stufa per non approfittare dello stato. Uomini ormai estinti anche loro, insieme allo stato che veneravano. Un po\u2019 di rammarico politico gli era rimasto, per\u00f2, un\u2019ombra di nostalgia, e bast\u00f2 per indurlo a diventare il segretario della sezione dell\u2019Uomo Qualunque di Adria, citt\u00e0 in cui risiedeva per lavoro, prima di trasferirsi a Piove di Sacco e infine a Padova. Nel giorno dell\u2019attentato a Togliatti passeggiava insieme a suo figlio (fate voi il calcolo di quanti anni avesse), quando un nugolo di rossi gli fu addosso menando calci, pugni, ingiurie. Cosa volete, allora mancava il diversivo del \u201cGrande Fratello\u201d e la politica era passione.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/giorgio-freda-intervista-youtube.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-163506\" src=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/giorgio-freda-intervista-youtube-300x192.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"192\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/giorgio-freda-intervista-youtube-300x192.jpg 300w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/giorgio-freda-intervista-youtube.jpg 677w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ma chi cercasse in Giorgio del rancore per quegli episodi, del risentimento mascherato da ideologia, non ne troverebbe un grammo. Per lui \u00e0 la guerre comme \u00e0 la guerre, per s\u00e9 e per gli altri, e basta con le moralette, con i vittimismi, con il moccio al naso.<br \/>\nInsomma, ecco, tutto il contrario del neofascismo italiano retorico e bigotto, puntellato di labari e lacrime, di commemorazioni e sceneggiate. Tutto il contrario del \u201csangue-dei-vinti\u201d, del \u201ccuori-neri\u201d style che ora impazza. Non parlate a Freda delle foibe, non parlategli delle cattiverie dei partigiani, dei massacri di Stalin, non pretendete che lui usi per l\u2019Italia la parola patria (\u201csono italofono, non italiano\u201d \u2013 precisa), non aspettatevi di vederlo commosso per le tredicenni violentate dopo il 25 aprile. Le uniche figure che muovono il suo cuore, al plauso, sono le due vendicatrici, Maria Pasquinelli, l\u2019erinni che uccise, nel 1947, a Pola, il brigadiere generale W. De Winton (comandante della guarnigione britannica), e Alfa Giubelli che, nel \u201856, vendicando con la madre uccisa il fascismo, accopp\u00f2 il sindaco comunista del paese, ex partigiano.<br \/>\n\u201cPrima ci si vendica e poi si fa la pace\u201d \u2013 pare abbia detto Freda al giovanotto Ventura che comiziava, nel 1967, di pacificazione necessaria. O lo scontro totale con l\u2019inaccettabile \u2013 ai suoi occhi \u2013 ipocrisia postbellica, o la distanza assoluta, la monacalit\u00e0. \u201cUn monaco\u201d \u2013 si definisce oggi, mentre cesella, con puntigliosit\u00e0 \u2018imperdonabile\u2019, le sue traduzioni da Nietzsche e da Spengler, mentre pensa alle nuove voci da aggiungere alla sinfonia antimoderna, antiumanistica, antiborghese e antisentimentale delle Edizioni di Ar, che va dagli Aurea carmina di Pitagora alla gaia erotica, a Nietzsche, a Evola, al Mein Kampf (ma in livrea bella e preziosa, mica con quei goffi grassetti pseudorunici da santino nostalgico).<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/intervista-a-freda.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-179681\" src=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/intervista-a-freda-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/intervista-a-freda-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/intervista-a-freda.jpg 489w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Esserci, comunque, quando Freda duellava con D\u2019Ambrosio agli albori del processo per Piazza Fontana. Esserci quando imponeva alle guardie di attendere che si potesse infilare i guanti prima di mettergli le manette o gli schiavettoni, che il ferro democratico non toccasse i suoi polsi. Esserci quando, giovanissimo, passando tra i tavoli del Pedrocchi, lo storico caff\u00e8 padovano, indicava al suo seguito i reduci del fascismo, intenti a scordare nell\u2019ebbrezza alcolica e nelle chiacchiere vacue i bei tempi, dicendo aspramente: \u201cGuardateli, quelli che hanno perso la guerra\u201d. Esserci, in via Patriarcato, ad ascoltare, nelle sere di sabato, le sue letture del Federico II di Kantorowicz, con quella voce e quella faccia fatte apposta per la recita di leggende anacronistiche. Esserci quando gabb\u00f2 le guardie, a Catanzaro, e si \u201callontan\u00f2\u201d (come preferisce dire) dal domicilio coatto prima di beccarsi l\u2019ergastolo per strage (poi annullato con triplo sigillo), andando a passare quell\u2019inverno esistenziale in Costarica. Esserci quando, durante il breve esilio, gliene succedevano di tutti i colori intorno \u2013 e non \u00e8 uno che ami i romanzi. Esserci quando, ancora oggi, incanta agricoltori e impiegate delle poste, che potrebbe arruolarli di certo se gli interessasse fare la guerra. Esserci quando, nel 2000, citato come teste nel corso dell\u2019ennesimo processo per Piazza Fontana, interruppe il pubblico ministero, che aveva cominciato a interrogarlo senza presentarsi, innescando una micidiale \u2018sticomitia\u2019:<br \/>\n\u201cChiedo scusa, signore, lei chi \u00e8?\u201d<br \/>\n\u201cSono il pubblico ministero.\u201d<br \/>\n\u201cLa riverisco.\u201d<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Freda22.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-34518\" src=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Freda22.jpg\" alt=\"Freda22\" width=\"295\" height=\"273\" \/><\/a><\/p>\n<p>Un uomo inimmaginabile. Che appassiona o atterrisce. Che si venera istintivamente o si evita in toto. Da recitare tutta la \u201cMarcia del coraggio\u201d di Papini, prima di incontrarlo, ch\u00e9, come minimo, ti far\u00e0 vergognare di quello che hai appena detto, letto, non fatto, mangiato. Con il suo staffile letterario sempre pronto:<br \/>\n\u201cQuesto popolo di cialtroni, di carogne, di osti, di legulei, di traditori\u2026\u201d (dal pamphlet In alto le forche!)<br \/>\nCon i suoi giochi di etimi e radicali linguistici:<br \/>\n\u201cNoi dobbiamo situarci sulla linea che segna il confine tra cielo e terra, in cui cielo e terra si confondono: in cui l\u2019illuminante e l\u2019illuminato danno vita al luminoso.\u201d (da La disintegrazione del sistema)<br \/>\nAntimondano da spavento. Disgustato dai politicanti attuali. A un passo dal rinunciare alla lettura del quotidiano, di cui lo incuriosiscono appena le avventure della politica estera. Sobrio. Secco. Severo. Ma, a sentire le femmine che gli girano e giravano e sono sempre girate intorno, pure \u201cseducente\u201d. \u201cAmmaliante\u201d. \u201cAffascinante\u201d. Donne anche di sessanta, settant\u2019anni che, ricordandolo, te lo dicono cos\u00ec, in un soffio, come adolescenti alla prima cotta: \u201caffascinante\u201d. Un \u2018campatore\u2019 al modo del bisnonno, ma pi\u00f9 da proiettili che da pandette. \u201cBocche di donne e di fucili\u201d\u2026<br \/>\nPrima di accalorarsi per i trecento di Leonida, Freda ama Attilio Regolo, la cui fedelt\u00e0 scord\u00f2 ogni convenienza e ogni compiacimento. Vincere in questo mondo non gli preme, non gli importa nulla del successo mondano, ma se vincesse lui vorrebbe fare fuori \u201canche il cane di casa\u201d dei nemici. Tranquilli, non c\u2019\u00e8 quel rischio. In una recente intervista (delle pochissimissime che concede), alla domanda: \u201cCome pensa debba muoversi l\u2019uomo \u2018in ordine\u2019?\u201d, ha risposto con decisione: \u201cNon deve muoversi. Deve stare fermo, raccolto in s\u00e9, concentrato in s\u00e9. Naturalmente, nel proprio miglior s\u00e9.\u201d<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/freda-190x130-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-261883\" src=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/freda-190x130-1.jpg\" alt=\"\" width=\"190\" height=\"130\" \/><\/a><\/p>\n<p>S\u2019i fossi Freda, in effetti, pensandoci bene, non lo arderei mica questo mondo, che poi col cavolo che si sopravvive con tutte le esalazioni chimiche nocive che si sprigionano. S\u2019i fossi Freda, a questo punto, capito come funziona il fatuo giochino della modernit\u00e0 ragionevole e plurale, tollerante e pietosa, me ne starei ben trincerato nella mia torre d\u2019avorio patriarcale, ad Avellino, tra il monte Terminio e il monte Partenio, grazie alla sorte pure dietro un paio di colonnuzze doriche, a tradurre e a tramandare. E questo fa infatti, l\u2019editore pi\u00f9 tab\u00f9 d\u2019Italia, candido e inafferrabile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da leggere<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"EOyIIL5mu2\"><p><a href=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/autocritiche-contro-il-68-visto-da-franco-giorgio-freda\/\">AUTOCRITICHE CONTRO &#8211; Il &#8217;68 visto da Franco Giorgio Freda<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;AUTOCRITICHE CONTRO &#8211; Il &#8217;68 visto da Franco Giorgio Freda&#8221; &#8212; Scomunicando\" src=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/autocritiche-contro-il-68-visto-da-franco-giorgio-freda\/embed\/#?secret=EOyIIL5mu2\" data-secret=\"EOyIIL5mu2\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli 80 anni di Franco &#8220;Giorgio&#8221; Freda. Un incendiario nella torre d&#8217;avorio<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":261882,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34,3],"tags":[47868],"class_list":["post-261879","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-c56-dal-palazzo","category-s6-politica","tag-freda"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>PERSONAGGI - \u00a0\u201cS\u2019i fossi Freda arderei il mondo&quot; - Scomunicando<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/personaggi-si-fossi-freda-arderei-il-mondo\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"PERSONAGGI - 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