{"id":26529,"date":"2011-06-06T14:14:14","date_gmt":"2011-06-06T12:14:14","guid":{"rendered":"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/elia-suleiman-linsostenibile-premio-award-del-festival-di-taormina\/"},"modified":"2011-06-06T14:14:14","modified_gmt":"2011-06-06T12:14:14","slug":"elia-suleiman-linsostenibile-premio-award-del-festival-di-taormina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/elia-suleiman-linsostenibile-premio-award-del-festival-di-taormina\/","title":{"rendered":"Elia Suleiman &#8211; L\u2019insostenibile Premio Award del Festival di Taormina"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-19931\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"palestina\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/palestina.jpg\" width=\"400\" height=\"511\" \/>di Antonio Mazzeo  <!--more-->  <\/p>\n<p>Venerd\u00ec 17 giugno, nell\u2019ambito della 57^ rassegna cinematografica di Taormina, il regista e attore palestinese Elia Suleiman ricever\u00e0 il premio Fondazione Roma-Mediterraneo Award per il Dialogo tra le Culture.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-26527\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"palestinesi2\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/palestinesi2.jpg\" width=\"400\" height=\"286\" \/>Originario della citt\u00e0 di Nazareth, nel 1982 Suleiman si trasfer\u00ec a New York per girare alcuni cortometraggi, il pi\u00f9 noto dei quali \u00e8 Homage by Assassination (1991) sulla prima Guerra del Golfo. Divenuto docente di cinema nell\u2019Universit\u00e0 Birzeit di Gerusalemme, nel 1996 Suleiman diresse il primo lungometraggio, Cronaca di una sparizione, premiato come migliore Opera Prima alla Mostra internazionale d\u2019arte cinematografica di Venezia. Nel 2000 ha diretto il cortometraggio Cyber-Palestina, rivisitazione in chiave moderna del viaggio di Maria e Giuseppe a Betlemme attraverso una sempre pi\u00f9 assediata Striscia di Gaza. La notoriet\u00e0 a livello internazionale del regista palestinese \u00e8 giunta per\u00f2 con il film Intervento divino. Cronaca d\u2019amore e di dolore, ambientato al checkpoint tra Nazaret e Ramallah e interpretato dallo stesso Suleiman (Gran Premio della Giuria 2002 a Cannes). L\u2019ultimo lungometraggio, Il tempo che rimane, \u00e8 stato presentato alla fine del 2010: interpretato ancora una volta dal regista, narra la storia di Fuad, membro della resistenza palestinese sin dalla creazione dello stato d\u2019Israele nel 1948, e della sua difficile relazione con il figlio. Un\u2019opera in buona parte autobiografica che pone ancora una volta l\u2019accento sulle tragedie del popolo palestinese sotto l\u2019occupazione israeliana, che ha consacrato Elia Suleiman come uno dei migliori cineasti mediorientali odierni.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che meritato pertanto il riconoscimento dell\u2019importante kermesse cinematografica siciliana, peccato per\u00f2 che il Roma Mediterraneo Award sia un premio-invenzione di una fondazione assai poco brillante per \u201cdialogo\u201d o \u201cinterculturalit\u00e0\u201d ma che per\u00f2 si \u00e8 imposta come \u201cprincipale sponsor\u201d della manifestazione accanto ad enti locali e Regione Siciliana. Costola della \u201cFondazione Roma\u201d (ex Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, azionista di riferimento del colosso bancario Unicredit), la Fondazione Roma Mediterraneo \u00e8 stata istituita nel 2008 dal professore e avvocato Emmanuele Francesco Maria Emanuele, storico presidente della fondazione bancaria madre. Di origini palermitane, Emanuele ha ricoperto prestigiosi incarichi nei maggiori gruppi bancari, finanziari e industriali nazionali, collezionando contestualmente titoli e riconoscimenti cavallereschi e nobiliari (barone di Culcasi, gentiluomo di Sua Santit\u00e0 il Papa, cavaliere dell\u2019Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme, consigliere economico del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, ecc.). Il professore-avvocato \u00e8 pure \u201cSignore della Grande Holding del Ponte\u201d, lobby che accoglie i sostenitori della realizzazione del collegamento stabile in acciaio e cemento tra le sponde della Calabria e la Sicilia. Emmanuele Emanuele, in particolare, ha fatto parte del Consiglio di amministrazione della Societ\u00e0 Stretto di Messina S.p.A., la concessionaria pubblica per la costruzione del Ponte. A riprova della spiccata sensibilit\u00e0 pontista della fondazione-sponsor del CineFestival di Taormina, va pure ricordato il doppio ruolo del cavaliere del lavoro Ercole Pietro Pellican\u00f2, membro del Cda della societ\u00e0 fautrice del Mostro sullo Stretto e consigliere della Roma Mediterraneo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-26528\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"elia-suleiman-006\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/elia-suleiman-006.jpg\" width=\"400\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/elia-suleiman-006.jpg 460w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/elia-suleiman-006-300x180.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>Ma a rendere pesante come un macigno il premio al \u201cdialogo interculturale\u201d attribuito al regista palestinese Suleiman, \u00e8 tuttavia la presenza tra i membri del Comitato scientifico d\u2019onore della fondazione, dell\u2019ex ambasciatore d\u2019Israele in Italia Avi Pazner, consigliere personale del primo ministro Yitzhak Shamir nella seconda met\u00e0 degli anni \u201980 e portavoce ufficiale di altri governi israeliani ultranazionalisti (l\u2019ultimo in ordine quello di Ehud Olmert, maggio 2006 \u2013 gennaio 2009, passato alla storia per aver condotto la tragica guerra dei 34 giorni in Libano e l\u2019operazione \u201cPiombo Fuso\u201d a Gaza).<\/p>\n<p>Alto funzionario del ministero degli Esteri sin dal 1966, Avi Panzer esord\u00ec come diplomatico prima in Africa e poi a Washington. Nel luglio 1991, l\u2019amico Shamir lo volle a capo dell\u2019ambasciata israeliana a Roma, in uno dei momenti chiave della storia delle relazioni Israele-Italia. Conclusasi la prima Guerra del Golfo, Tel Aviv puntava a rafforzare il dialogo con l\u2019allora presidente del Consiglio Andreotti, sempre pi\u00f9 distante dall\u2019approccio filo-palestinese che aveva contraddistinto sino ad allora la politica italiana in Medio Oriente. Panzer ricopr\u00ec l\u2019incarico a Roma sino al 1995 contribuendo in particolare allo stabilimento di relazioni diplomatiche ufficiali tra Israele e il Vaticano.\u00a0 \u201cDurante quegli anni \u2013 ha ricordato in un\u2019intervista \u2013 l\u2019Italia ebbe cinque diversi primi ministri: Giuliano Amato, Giulio Andreotti, Azeglio Ciampi, Lamberto Dini e Silvio Berlusconi. Il loro atteggiamento verso Israele fu assai differente. Il socialista Amato fu il meno amichevole, mentre Berlusconi era ed \u00e8 il pi\u00f9 disponibile verso Israele\u201d. Pazner \u00e8 tornato a tessere le lodi dell\u2019Uomo di Arcore in occasione del suo viaggio ufficiale a Gerusalemme del febbraio 2010. \u201cQuesta \u00e8 la visita del nostro grande amico europeo\u201d, ha esordito l\u2019ex ambasciatore. \u201cBerlusconi \u00e8 figura unica nel panorama dei primi ministri italiani del dopoguerra e parler\u00e0 davanti alla Knesset, un onore che \u00e8 stato riservato a pochi negli ultimi anni: Bush, Sarkozy, Angela Merkel\u201d. Missione da piazzista d\u2019armi quella di Silvio B. in terra santa. \u201cIl premier italiano dovrebbe fare pressione sul ministro della difesa Barak perch\u00e9 Israele acquisti l\u2019M-346, aereo militare di fabbricazione italiana, al posto del coreano T-50\u201d, segnalarono al tempo i quotidiani israeliani. \u201cLa scelta del velivolo italiano da parte dell\u2019aeronautica israeliana potrebbe aprire le porte ad ulteriori vendite internazionali\u201d.<\/p>\n<p>Il potente diplomatico-consigliere stima per\u00f2 anche alcuni (ex) leader del centro-sinistra italiano, come ad esempio il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano o l\u2019ex segretario del Pci Achille Occhetto. Tra gli \u201camici\u201d c\u2019\u00e8 pure l\u2019inossidabile manager pubblico e privato Giancarlo Elia Valori, gi\u00e0 massone della loggia \u201cRomagnosi\u201d del Grande Oriente d\u2019Italia, transitato nel 1973 nella pi\u00f9 nota \u201cPropaganda P2\u201d da cui fu poi espulso dal Venerabile Licio Gelli. In occasione della recente presentazione a Tel Aviv del suo libro \u201cBen Gurion e la nascita dello Stato d\u2019Israele\u201d, Giancarlo Elia Valori ha avuto gradito ospite-relatore, tra gli altri, proprio Avi Pazner.<\/p>\n<p>Abbandonata definitivamente la carriera diplomatica, nel 1998 il consigliere scientifico della Fondazione Roma Mediterraneo \u00e8 stato eletto presidente mondiale del Keren Hayesod &#8211; United Israel Appeal (letteralmente \u201cFondo per le fondamenta\u201d), una delle agenzie ebraiche fondate in occasione del Primo congresso mondiale Sionista (1920) per agevolare l\u2019immigrazione degli ebrei nei territori della Palestina e che oggi raccoglie i fondi per \u201csostenere\u201d lo Stato di Israele e i progetti di nuovi insediamenti di coloni. Keren Hayesod \u00e8 particolarmente attiva anche in Italia con l\u2019organizzazione di eventi culturali, dibattiti e conferenze, una delle quali (marzo 2004), ha visto la partecipazione del controverso giornalista statunitense Michael Leeden. Membro dell\u2019ultraconservatore American Enterprise Insitute, Leeden \u00e8 stato consulente del servizio segreto militare italiano SISMI, intervenendo con pi\u00f9 di un\u2019ombra su alcune delle vicende pi\u00f9 inquietanti della Repubblica italiana (il sequestro di Aldo Moro, il Dc-9 esploso su Ustica, l\u2019ascesa della P2, ecc.) e finanche nello scandalo della triangolazione di armi USA a favore dell\u2019Iran e della Contra nicaraguese a met\u00e0 anni \u201880.<\/p>\n<p>Anche Avi Pazner non nasconde una certa predisposizione per i canali della diplomazia parallela. \u201cDella notte nel gennaio 1991 in cui scoppi\u00f2 la Guerra del Golfo, ricordo la tensione ed una telefonata, alle 11 di sera, di un amico francese, un alto funzionario di Parigi, che mi avvis\u00f2 che l\u2019attacco era questione di 2-3 ore al massimo\u201d, racconta l\u2019ex ambasciatore. \u201cAvvisai Shamir, che mise in stato di massima allerta le forze armate. Il Pentagono si fece vivo solo venti minuti prima che la Cnn trasmettesse il bombardamento su Baghdad\u201d. \u201cEravamo certi di un attacco su Israele di Saddam Hussein\u201d, aggiunge Pazner. \u201cIl primo missile Scud arriv\u00f2 esattamente 24 ore dopo l\u2019attacco alleato. In quelle prime ore Shamir e gran parte del governo erano determinati all\u2019attacco di rappresaglia, avevamo diritto di replicare, avevamo la capacit\u00e0 di colpire duro. Bush chiam\u00f2 pi\u00f9 volte Shamir e lo persuase a non reagire\u2026\u201d. A che tipo di risposta si stesse pensando \u00e8 lo stesso Pazner a spiegarlo con un\u2019intervista a Il Tempo di Roma, il 27 ottobre 2001. In pieno clima \u201cpost 11 settembre\u201d, il diplomatico fece sapere che contro gli estremisti islamici \u201cIsraele si prepara a combattere una guerra non convenzionale, batterica, chimica o nucleare che sia\u2026\u201d. <\/p>\n<p>Due mesi dopo, nella fase pi\u00f9 cruenta del conflitto scatenato da Israele in Cisgiordania, mentre i caccia e gli elicotteri bombardavano gli uffici di Yesser Arafat a Ramallah, Pazner, in qualit\u00e0 di portavoce del governo, spiegava che \u201cl\u2019obiettivo \u00e8 la guerra al terrorismo\u201d. \u201cArafat ne ha fatto un cinico uso strategico, e bench\u00e9 Sharon non lo abbia definito un terrorista, \u00e8 chiaro che egli ha sostenuto e protetto le organizzazioni terroriste\u201d, aggiungeva. \u201cArafat fa parte del problema terrorista che ha preso dimensioni gigantesche, insopportabili. E quindi gli attacchi di queste ore sono volti a segnalare che le sue organizzazioni sono parte del terrore\u2026\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019ex ambasciatore ha le idee chiare su come imporre le \u201ctrattative\u201d e la \u201cpace\u201d agli odierni rappresentanti del popolo palestinese. \u201cAlcune delle richieste della Comunit\u00e0 internazionale sono inaccettabili\u201d, spiega Pazner. \u201cSi chiede il ritiro di Israele entro le frontiere del giugno 1967, ma noi non crediamo che quelle linee di armistizio, decise nel 1949 alla fine della guerra di indipendenza, siano qualcosa di sacro. Non sono confini internazionalmente riconosciuti, e ci\u00f2 fa decadere le pretese suddette. Crediamo invece che potremo raggiungere una configurazione di confini per via di negoziati con i nostri vicini arabi attraverso degli scambi di territori sulla base dei cambiamenti demografici avvenuti negli ultimi 44 anni\u201d.\u00a0 Inaccettabile infine qualsiasi ipotesi di ritorno in Israele dei profughi palestinesi espulsi dopo il 1947. \u201cA queste richieste tutto il popolo israeliano dice concordemente no. Se questi arabi vorranno, potranno tornare nel futuro Stato palestinese, ma non potremo mai accettare che milioni di arabi trasformino Israele in un secondo Stato palestinese. A loro non sar\u00e0 mai concesso di tornare\u2026\u201d.<\/p>\n<p>Bellicismo, cinismo e negazione del \u201cdialogo interculturale\u201d raggiungono l\u2019apoteosi con le dichiarazioni rilasciate subito dopo il sanguinoso assalto della marina israeliana contro il convoglio Freedom Flotilla che si stava dirigendo verso la Striscia di Gaza (19 morti e 26 feriti). \u201cNoi abbiamo provato a fermarli, abbiamo provato a farli venire nel porto di Ahsdot per poi trasferire gli aiuti umanitari a Gaza\u201d, ha dichiarato Avi Panzer, ancora una volta portavoce del governo. \u201cMa non hanno voluto. Non volevano entrare in acque israeliane, non erano interessati agli aiuti umanitari, erano interessati alla provocazione. Ma non potevamo immaginare che fosse una provocazione armata. Hanno ferito dieci dei nostri soldati. E i nostri soldati hanno dovuto difendersi. Noi non permetteremo che nessuna nave arrivi a Gaza senza che venga esaminata\u2026\u201d.<\/p>\n<p>Totale dissenso nei confronti degli organizzatori del Festival del Cinema di Taormina per l\u2019\u201cimbarazzante partnership\u201d con la Fondazione Roma Mediterraneo \u00e8 stato espresso dalla rete No Ponte che ha contestualmente chiesto ad Elia Suleiman di rifiutare il Premio Award per il Dialogo tra le Culture. \u201cIl 14 maggio 2011 &#8211; scrivono in una lettera aperta al regista palestinese &#8211; abbiamo sfilato per l\u2019ennesima volta per le vie del centro di Messina per ribadire il nostro No alla costruzione del Ponte sullo Stretto, espressione di una politica di sperpero di risorse pubbliche per opere inutili e devastanti dal punto di vista ambientale. Sul camion che trasportava il nostro impianto d\u2019amplificazione abbiamo esposto una bandiera della Palestina con la frase Restiamo umani. Era il titolo del blog di Vittorio Arrigoni, il pacifista-reporter difensore del popolo palestinese, ucciso a Gaza. Abbiamo voluto legare, in tal modo, idealmente, la nostra resistenza alla devastazione del territorio di cui \u00e8 espressione il Ponte con la resistenza di chi mette in pericolo la propria vita per la difesa di una popolazione che vive sotto assedio\u201d.<\/p>\n<p>Un popolo, quello palestinese, che del premio di Emanuele e Pazner preferirebbe farne a meno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Antonio Mazzeo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":19931,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[24],"tags":[3447,40924,4311,13286,2788],"class_list":["post-26529","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-c34-cronaca-regionale","tag-antonio","tag-elia-suleiman","tag-mazzeo","tag-premio","tag-taormina"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Elia Suleiman - 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