{"id":28616,"date":"2011-07-29T12:05:08","date_gmt":"2011-07-29T10:05:08","guid":{"rendered":"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/alcara-li-fusi-litalia-dovrebb-e-chiedere-scusa\/"},"modified":"2011-07-29T12:05:08","modified_gmt":"2011-07-29T10:05:08","slug":"alcara-li-fusi-litalia-dovrebb-e-chiedere-scusa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/alcara-li-fusi-litalia-dovrebb-e-chiedere-scusa\/","title":{"rendered":"ALCARA LI FUSI &#8211; L&#8217;ITALIA DOVREBBE CHIEDERE SCUSA."},"content":{"rendered":"\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-28615\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"battaglia2g\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/battaglia2g.jpg\" height=\"296\" width=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/battaglia2g.jpg 1436w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/battaglia2g-300x222.jpg 300w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/battaglia2g-1024x758.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>Questa \u00e8 la notizia:<\/p>\n<p>Sabato 30 luglio alle 17,30 presso la Societ\u00e0 Agricola di Mutuo Soccorso di Alcara Li Fusi si terr\u00e0 un convegno per celebrare i centocinquant&#8217;anni dell&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia, organizzato dal Coordinamento Regionale Siciliano delle Societ\u00e0 Operaie di Mutuo Soccorso.<\/p>\n<p>Interverranno il presidente della Societ\u00e0 Agricola alcarese, Nicol\u00f2 Santoro, il sindaco di Alcara Li Fusi Giuseppe Spinello, il presidente della Provincia di Messina Nanni Ricevuto, il presidente regionale delle Societ\u00e0 Operaie siciliane Giuseppe Ciavirella, i deputati regionali Pino Apprendi e Salvino Caputo, i docenti universitari Antonio Matasso, Michelangelo Ingrassia e Pietro Siino ed il presidente dell&#8217;Istituto nazionale per la storia del Risorgimento di Palermo Claudio Paterna.<\/p>\n<p>Saranno presenti anche il presidente della Fondazione Soms del Piemonte Sebastiano Solano ed il presidente nazionale della Fimiv Placido Putzolu. Coordiner\u00e0 i lavori Giovanni Milazzo.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la storia, tratta da uno scritto di Antonino Teramo pubblicato su http:\/\/nebrodinetwork.it<\/p>\n<p>A volte capita di imbattersi in fatti poco conosciuti, approfonditi soltanto da pochi studiosi, eventi a volte anche tragici che vengono riproposti attraverso l\u2019opera di alcuni scrittori che riportano in vita personaggi, sentimenti e situazioni.<\/p>\n<p>E\u2019 il caso di alcuni fatti avvenuti nel paesino di Alcara Li Fusi a partire dal 17 maggio 1860, proprio a qualche giorno dall\u2019inizio dell\u2019epopea garibaldina in Sicilia.<\/p>\n<p>Anche nel caso dei fatti di Alcara c\u2019\u00e8 stato uno scrittore, Vincenzo Consolo, che con la sua penna ha contribuito a ricostruire quei momenti, facendo rivivere ai lettori le aspettative, le necessit\u00e0 e i sentimenti degli innocenti che\u00a0 furono strumentalmente immolati in quei tragici giorni di centocinquanta anni fa.<\/p>\n<p>La stampa nazionale negli ultimi mesi ha tanto parlato delle celebrazioni per i 150 anni dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia.<\/p>\n<p>L\u2019 11 maggio 1860 infatti Garibaldi sbarc\u00f2 a Marsala e le sue azioni, spesso circondate fin da subito da una fama quasi mitica o leggendaria, hanno dato il via ad una serie di avvenimenti militari, politici e sociali che hanno portato in breve tempo alla fine del Regno delle Due Sicilie ed alla nascita di un nuovo stato unitario, proclamato solennemente il 17 marzo 1861.<\/p>\n<p>Certo la storia \u00e8 pi\u00f9 complessa, Garibaldi non fu l\u2019unico protagonista di quegli eventi, molte furono le cause e le conseguenze di quel processo unitario che ritorna d\u2019attualit\u00e0 con le note polemiche lanciate da esponenti leghisti che in questo concordano con alcuni politici meridionali nel criticare a torto o a ragione quel periodo storico chiamato Risorgimento, cercando di adattare la verit\u00e0 storica a rivendicazioni politiche o propagandistiche, non sappiamo se a scopo demagogico ma certamente portando alla luce ferite ancora aperte e questioni non ancora chiarite.<\/p>\n<p>A questo punto sarebbe opportuno riflettere sull\u2019utilit\u00e0 della storia1 come magistra vitae, anzi come magistra hominis, ponendosi di fronte anche a quei fatti sconosciuti o tragici che la storiografia risorgimentale ha spesso tralasciato per sottolineare e celebrare altri aspetti ritenuti pi\u00f9 importanti. Lo studio della storia, mettendo l\u2019uomo di fronte alla realt\u00e0 dei fatti, pu\u00f2 assumere un importante ruolo pedagogico: educa a capire la complessit\u00e0 del reale, mette di fronte alla realt\u00e0 spesso tragica della vita e soprattutto permette di non dimenticare, di capire e di andare avanti.<\/p>\n<p>Le celebrazioni per l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia diventano quindi occasione per rivedere quel periodo storico tanto discusso, e risanare a distanza di cento anni, quelle ferite che si rivelano ancora aperte e completare quindi un processo di \u201cpurificazione della memoria2\u201d che forse non \u00e8 mai iniziato. Partendo quindi da queste ferite ancora attuali si pu\u00f2 procedere a ritroso andando a riscoprire il passato, e capire, anche analizzando i fatti pi\u00f9 crudeli e meno sconosciuti come era l\u2019Italia\u00a0 e come erano gli italiani centocinquanta anni fa.<\/p>\n<p> Quello che accadde in Sicilia allo sbarco di Giuseppe Garibaldi \u00e8 difficile da descrivere: il mito che fin da subito circond\u00f2 la figura dell\u2019Eroe dei due mondi si ingrand\u00ec giorno dopo giorno toccando non solo le gesta riguardanti le battaglie ed i fatti militari ma\u00a0 penetrando persino nella profonda religiosit\u00e0 della popolazione. Il popolo vedeva il Generale addirittura come provvisto di poteri soprannaturali3 e si verific\u00f2 un singolare sincretismo che riusciva ad unire la tradizionale religione della popolazione con il laicismo garibaldino.<\/p>\n<p>Lo stesso Garibaldi, nonostante le sue note posizioni anticlericali, sfrutt\u00f2 a suo vantaggio il sentimento religioso della popolazione. Un esempio su tutti: alla festa di S.Rosalia a Palermo presenzi\u00f2 alla solenne cerimonia come \u201cdifensore della fede e della Chiesa\u201d sedendo sul trono della cattedrale con tanto di poncho e camicia rossa4. In molti casi l\u2019assonanza tra i nomi Rosalia Sinibaldi (cio\u00e8 Santa Rosalia) e Giuseppe Garibaldi era pi\u00f9 che sufficiente alla popolazione per tributare un vero e proprio culto all\u2019 Eroe dei due mondi5. Anche in questo caso la situazione \u00e8 molto complessa, vi furono anche spontanee reazioni alle contraddizioni proprie di tale situazione ed il sincretismo tuttavia attecch\u00ec nella mentalit\u00e0 degli strati pi\u00f9 umili della popolazione. Il basso clero, che fin dagli anni \u201920 dell\u2019ottocento aveva in parte iniziato ad aderire alla carboneria6, favor\u00ec il progetto garibaldino.<\/p>\n<p>Oltre all\u2019aspetto religioso non si possono ignorare le rivolte scoppiate quasi ovunque alla notizia dell\u2019imminente arrivo di Garibaldi, ribellioni politiche ma con carattere soprattutto di rivendicazione sociale, dettate dalla situazione di indigenza in cui si trovavano spesso gli strati pi\u00f9 umili della popolazione rurale. Si trattava quindi di rivolte contro il governo borbonico ma che in alcuni casi si verificarono, in modo ormai disilluso, sotto la dittatura garibaldina che non aveva risolto di fatto le problematiche sociali. In ogni caso le ribellioni furono represse nel sangue in modo esemplare, segnando alcune tra le pagine pi\u00f9 nere del processo di unificazione d\u2019Italia. Pagine che meritano certamente di essere portate alla luce. Il pi\u00f9 noto di questi avvenimenti, ma non certamente il solo, \u00e8 l\u2019eccidio di Bronte reso celebre anche da una novella di Giovanni Verga. Si tratta di fatti tragici, eppure accaduti realmente, conosciuti dagli storici ma che solo raramente vengono portati alla conoscenza dei pi\u00f9.<\/p>\n<p> Uno di questi tristi e tragici avvenimenti si verific\u00f2, come gi\u00e0 accennato, ad Alcara li Fusi. Si tratta di momenti difficili da decifrare, i fatti si susseguirono con una certa velocit\u00e0. Il 15 maggio 1860 a Calatafimi i garibaldini si scontrarono con l\u2019esercito borbonico, restarono sul campo di battaglia 127 garibaldini e 111 borbonici. Mentre l\u2019esercito del Regno delle due Sicilie si ritirava Garibaldi proseguiva per Alcamo attestandosi sopra Monreale. Mentre il Generale avanzava erano giorni di grande fermento, e proprio in quei momenti i Nebrodi si infiammano: il 13 maggio a Mistretta era stato dato alle fiamme il municipio ed era stato devastato il Casino dei Nobili ed in genere tutti i paesi furono in subbuglio.<\/p>\n<p>Ad Alcara il 16 maggio sera, nella chiesa di S.Michele i sacerdoti Di Bartolo e Cozzo presiedevano una riunione di\u00a0 braccianti, pastori, contadini e artigiani, per discutere ovviamente di problemi locali e della vita di quei giorni. Il giorno dopo accadde la tragedia: dopo la messa la piazza della matrice si riemp\u00ec di gente vociferante, mentre per la strada avanzava il popolo diretto al Casino di Compagnia, risevato a \u201cgalantuomini e civili\u201d al grido di \u201cW Garibaldi! W l\u2019Italia! W Vittorio Emanuele! Morte ai cappeddi!\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 difficile ricostruire lo svolgimento esatto dei fatti dato che sono andati perduti i tre volumi dell\u2019inchiesta, il dato certo \u00e8 il risultato di 11 morti ammazzati ed il paese in subbuglio fino al 24 giugno.<\/p>\n<p>La prima parte della tragedia si era consumata ma la storia dei fatti di Alcara non era ancora finita. Prima di andare oltre bisogna soffermarsi sulle cause della rivolta: il popolo di Alcara, esasperato certamente da problematiche sociali piuttosto gravi, fu fomentato senza dubbio dalla propaganda garibaldina che intendeva spianare la strada alla venuta del Generale.<\/p>\n<p>Non \u00e8 difficile immaginare le prospettive promesse ai ceti pi\u00f9 umili affinch\u00e9 insorgessero: l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia e la libert\u00e0 politica erano problematiche meno immediate e la popolazione doveva affrontare questioni pi\u00f9 concrete come la terra, il lavoro, il pane.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 ipotizzare quindi, a ragione, che al popolo furono promesse terre ed un\u00a0 periodo di benessere con l\u2019arrivo di Garibaldi.<\/p>\n<p>Un desiderio di rinnovamento generale sempre presente che fu rinfocolato dai propagandisti e animato dagli stessi incitamenti dell\u2019 Eroe dei due mondi. La conferma di tale ipotesi, cio\u00e8 la promessa di terre, \u00e8 data da un decreto che porta la data del 2 giugno seguente firmato da Crispi, che prometteva la divisione delle terre e dei demani comunali \u201cprivilegiando coloro che si sarebbero battuti per la patria\u201d, veniva specificata anche le modalit\u00e0 della divisione e dell\u2019assegnazione. Il decreto appare quindi come una conferma, una ratifica ufficiale scritta nero su bianco, delle promesse fatte alla popolazione siciliana e sembra confermare l\u2019ipotesi della causa del moto di Alcara.<\/p>\n<p>D&#8217;altronde \u00e8 ragionevole ritenere che Crispi fosse a conoscenza delle aspettative concrete del mondo contadino, bisognoso di terra e lavoro. La conseguenza del moto di Alcara, e degli altri moti che si sono propagati a macchia d\u2019olio in tutta l\u2019isola, non voleva in realt\u00e0 essere sociale ma strettamente politica: i fomentatori miravano a sfaldare l\u2019amministrazione borghese, ad indebolire l\u2019appartenenza al regno borbonico e quindi a preparare la venuta di Garibaldi.<\/p>\n<p>Ma la tragedia ad Alcara non fin\u00ec quel triste 17 maggio. L\u2019indirizzo che seguirono Garibaldi e Crispi cambi\u00f2: le numerose rivolte, difficili da controllare, spesso si rivelarono pi\u00f9 d\u2019impaccio alla conquista che di supporto e quindi decisero di stroncarle.<\/p>\n<p>Segu\u00ec il decreto che porta la data del 9 giugno che istituiva una commissione d\u2019inchiesta nei 24 distretti dell\u2019isola, incaricata dell\u2019istruzione dei processi per i reati di strage, devastazione e saccheggio. Segu\u00ec una circolare del 24 luglio con cui si ordinava di procedere alle condanne a morte per non pi\u00f9 di tre imputati.<\/p>\n<p>Il governatore di Patti not\u00f2 che tale disposizione incoraggiava la speranza di impunit\u00e0 dei malvagi, favorendo l\u2019anarchia; chiedeva al contrario una punizione decisa, cio\u00e8 la condanna a morte per tutti coloro che si erano macchiati di tali misfatti.<\/p>\n<p>Il governatore di Patti per\u00f2 aggiungeva una nota molto interessante: \u201cIl popolo vuole la divisione delle terre comunali gi\u00e0 decretata e, non avendola attuata, crede che l\u2019unico colpevole sia il ceto civile, con funestissime conseguenze\u201d.<\/p>\n<p>Autorizzato o no il presidente della commissione, Cristoforo Gatto, fece eseguire nel piano di S. Antonio a Patti la fucilazione di 12 imputati di Alcara il 20 agosto 1860, si dice senza neppure il conforto religioso.<\/p>\n<p>In quel momento l\u2019illusione rivoluzionaria era gi\u00e0 finita da tempo, Garibaldi ormai era lontano, quello stesso giorno varc\u00f2 lo Stretto lasciando la Sicilia. Si consum\u00f2 quindi tutta la tragedia ma la storia dei fatti di Alcara non si concluse qui, prosegu\u00ec nelle aule dei tribunali.<\/p>\n<p>Il 24 novembre seguente la Gran Corte Criminale di Messina annull\u00f2 la sentenza di condanna degli imputati suddetti, a norma del decreto del 21 agosto che imponeva di non doversi procedere ad azione penale per i reati politici, ed i fatti di Alcara erano considerati tali perch\u00e9 si trattava di una ribellione sotto il governo borbonico. Il 14 febbraio 1861\u00a0 si concluse l\u2019ultimo atto con la sentenza della Corte Suprema che annull\u00f2 per vizi di forma quanto deliberato dalla Gran Corte Criminale di Messina, dichiarando per\u00f2, di fatto, la sentenza sostanzialmente valida.<\/p>\n<p>Si chiude cos\u00ec la vicenda anche per gli altri imputati al processo, ed una delle pagine pi\u00f9 nere del Risorgimento finiva cos\u00ec di essere scritta e finiva anche la grande illusione della rivoluzione che rivelava il suo vero volto ed avrebbe aperto una nuova epoca, con nuove circostanze e nuovi problemi che si trascinano in taluni casi fino ai giorni nostri.<\/p>\n<p>La ricostruzione fin qui fatta7, sebbene sintetica, mette in evidenza un episodio ben noto agli addetti ai lavori ma sconosciuto e ignorato dalla maggioranza. Un fatto come tanti, messo da parte, occultato o minimizzato perch\u00e9 ritenuto marginale o non degno di essere raccontato. E invece anche il racconto dei momenti pi\u00f9 tragici della storia \u00e8 di grande utilit\u00e0: per abituarsi alla realt\u00e0, capendo che spesso \u00e8 pi\u00f9 complessa di quanto si creda; per cercare di leggere gli avvenimenti con pi\u00f9 precisione,\u00a0 per poterli superare e poter rimarginare finalmente le ferite aperte da centocinquanta anni, senza nostalgie o pretese anacronistiche; per capire quanto sia importante non perdere la memoria. Tutto questo ci spinge a muovere dal presente, dall\u2019Italia di oggi, dalla Sicilia di oggi, dai Nebrodi di oggi, e guardare al passato e portare alla luce la verit\u00e0 affinch\u00e9 il primo passo di una riconciliazione, cio\u00e8 una memoria storica condivisa, risani quelle ferite che non hanno pi\u00f9 motivo di restare aperte.<\/p>\n<p>1 Riguardo l\u2019utilit\u00e0 della storia e altre problematiche di epistemologia della storia si fa riferimento alle tesi esposte in M. TANGHERONI, Della Storia \u2013 In margine ad aforismi di Nicol\u00e0s G\u00f2mez D\u00e0vila, Sugarco, Milano 2008.<\/p>\n<p>2 Espressione usata da Giovanni Paolo II nel Messaggio per la celebrazione della XXX Giornata Mondiale della Pace (n.3) il 1 gennaio 1997, e ripresa nel Messaggio in occasione del convegno \u201cLeone XIII e gli studi storici\u201d il 28 ottobre 2003.<\/p>\n<p>3 A. SINDONI, Chiesa e societ\u00e0 in Sicilia e nel Mezzogiorno \u2013 Secoli XVII-XX, Edizioni Historica, Reggio Calabria 1984, p.28<\/p>\n<p>4 Ibidem<\/p>\n<p>5 cfr. A. SINDONI, Dal riformismo assolutistico al cattolicesimo sociale \u2013 2- Moti popolari, Stato unitario e vita della Chiesa in Sicilia, Edizioni Studium, Roma 1984 p.62<\/p>\n<p>6 A. SINDONI, Chiesa e societ\u00e0 in Sicilia e nel Mezzogiorno, op.cit. p .24<\/p>\n<p>7 Per la ricostruzione dei fatti cfr. S. CUCINOTTA, Sicilia e Siciliani &#8211; Dalle riforme borboniche al \u201crivolgimento\u201d piemontese \u2013 Soppressioni, Messina 1996 pp. 105-107<\/p>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-28614\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"150_anni_d_unita_d_italia\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/150_anni_d_unita_d_italia.jpg\" height=\"263\" width=\"350\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/150_anni_d_unita_d_italia.jpg 350w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/150_anni_d_unita_d_italia-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/>RICORDANDO I150 ANNI DELL&#8217;UNIT\u00c0 D&#8217;ITALIA SABATO UN CONVEGNO\u00a0 NEL PAESE CHE ASSISTETTE ALL&#8217;ECCIDIO DA PARTE DEI GARIBALDINI DEL SUO POPOLO.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":28614,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[24],"tags":[38636,2350,37373,3286,17369,42933,42924,42930,42926,16228,42927,1514,38637,42928,38039,2341,42925,5349,42929,42932,28572,2444,42931,15031,18417,3468,18007],"class_list":["post-28616","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-c34-cronaca-regionale","tag-alcara","tag-antonio-matasso","tag-claudio-paterna","tag-convegno","tag-eccidio","tag-fucilazione","tag-garibaldini","tag-giovanni-milazzo","tag-giuseppe-ciavirella","tag-giuseppe-spinello","tag-ino-apprendi","tag-italia","tag-li-fusi","tag-michelangelo-ingrassia","tag-mutuo","tag-nanni-ricevuto","tag-nicolo-santoro","tag-operai","tag-pietro-siino","tag-placido-putzolu","tag-salvino-caputo","tag-scomunicando","tag-sebastiano-solano","tag-soccorso","tag-societa","tag-storia","tag-unita"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - 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