{"id":33761,"date":"2011-12-29T15:39:30","date_gmt":"2011-12-29T14:39:30","guid":{"rendered":"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/luoghi-alla-scoperta-della-valle-daosta\/"},"modified":"2011-12-29T15:39:30","modified_gmt":"2011-12-29T14:39:30","slug":"luoghi-alla-scoperta-della-valle-daosta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/luoghi-alla-scoperta-della-valle-daosta\/","title":{"rendered":"LUOGHI &#8211; Alla scoperta della Valle D\u2019Aosta"},"content":{"rendered":"<p> <\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>La Valle D\u2019Aosta, regione a statuto speciale dell\u2019ItaliaAosta, si \u00e8 sempre distinta nel corso degli ultimi quattro lustri, per le sue originali iniziative che hanno riscosso unanimi consensi di pubblico e critica. Anche l\u2019inizio del 2012 non sar\u00e0 da meno, perch\u00e9 questa piccola e meravigliosa regione, per cinque venerd\u00ec consecutivi, a partire dal 13 gennaio per concludersi venerd\u00ec 17 febbraio, proporr\u00e0 una manifestazione molto raffinata e particolare allo stesso tempo, mettendo in risalto la magia di una regione dalle tradizioni millenarie, come la cucina, il vino, la musica e musica e territori narrati da un\u2019attrice. Questa kermesse verr\u00e0 ripresa, successivamente, nel periodo estivo, con altri sette appuntamenti.<\/p>\n<p>La Valle D\u2019Aosta \u00e8 stata conosciuta, principalmente, per il Monte Bianco, il Cervino, il Monte Rosa e il Gran Paradiso, ma la verit\u00e0 \u00e8 che in Valle d\u2019Aosta ci sono molti altri tesori da scoprire. Pochi sanno, ad esempio, che in quella<strong> <\/strong>che \u00e8 la regione pi\u00f9 piccola d\u2019Italia ci sono oltre cento castelli disseminati su tutto il territorio, dal<strong> <\/strong>fascino ancestrale e dal valore storico senza eguali. E che dire, poi, dei vini, delle ricette tradizionali<strong> <\/strong>e dei prodotti tipici? Oltre al Lardo d\u2019Arnad e alla Fontina &#8211; unici gioielli locali arcinoti anche fuori<strong> <\/strong>dai confini regionali &#8211; c\u2019\u00e8, in effetti, molto di pi\u00f9. L\u2019occasione giusta per scoprirla? Saveurs en<strong> <\/strong>Musique, la rassegna culinaria, narrativa e musicale che disegna un tour enogastronomico e<strong> <\/strong>culturale davvero da non perdere per iniziare ad assaggiare un pezzo di Valle d\u2019Aosta. E vi<strong> <\/strong>conquister\u00e0..<\/p>\n<p>Le \u201cdanze\u201d si apriranno venerd\u00ec 13 gennaio, alle ore 20.30,\u00a0 in alcuni ristoranti che hanno ottenuto il contrassegno di qualit\u00e0 \u201cSaveurs du Val d\u2019Aoste\u201d andranno in scena men\u00f9 ad hoc che<strong> <\/strong>porteranno all\u2019attenzione alcune tra le ricette pi\u00f9 tipiche della tradizione, condite con un pizzico di<strong> <\/strong>creativit\u00e0 e con alcuni dei pi\u00f9 buoni prodotti dell\u2019agroalimentare artigianale valdostano. In<strong> <\/strong>abbinamento, i vini locali \u2013 frutto di una viticoltura di montagna tanto antica quanto estrema \u2013 le<strong> <\/strong>cui caratteristiche saranno illustrate da un esperto enologo o sommelier. Il tutto accompagnato da intermezzi di musica e di storie: brani rivisitati della musica tradizionale valdostana e monologhi<strong> <\/strong>teatrali che raccontano la magia di luoghi e sapori di questa piccola terra incantata. La quota di<strong> <\/strong>partecipazione di ogni serata \u00e8 di 40 euro (tutto compreso).<\/p>\n<p>Ogni venerd\u00ec sar\u00e0 affrontato un tema differente tra salumi, frutta, patata, erbe aromatiche e miele. Saveurs en Musique proseguir\u00e0 poi anche in estate, dal 6 luglio al 31 agosto, con altri sette appuntamenti che consentiranno cos\u00ec di continuare il tour enogastronomico alla scoperta di altre produzioni tipiche e ricette regionali. Sar\u00e0 questa l&#8217;occasione per conoscere e gustare i formaggi vaccini, i formaggi caprini, gli ortaggi, i piccoli frutti, il pane e i dolci e la carne valdostana. Vediamo il programma invernale di Saveurs en Musique nel dettaglio:<\/p>\n<p>\u00a0<strong>Venerd\u00ec 13 Gennaio SALUMI | La Taverna del Pilier | Courmayeur<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<strong>Venerd\u00ec 20 Gennaio Frutta | Alpage | Breuil-Cervinia<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Venerd\u00ec 27 Gennaio<\/strong><strong> Patata | Lou Ressignon | Cogne<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Venerd\u00ec 10 Febbraio<\/strong><strong> Erbe aromatiche | Laghetto | Brusson<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Venerd\u00ec 17 Febbraio<\/strong><strong> Miele | Au Bourg | Montjovet<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>SALUMI <\/strong>| 13 gennaio | La Taverna del Pilier | Courmayeur<\/p>\n<p> <strong>\u00a0<\/strong> <\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0Terra di pascoli, verdi boschi e valli imbiancate la Valle d\u2019Aosta \u00e8 una regione quasi fuori dal tempo. Protetta e, nello stesso tempo, isolata dalla catena alpina, la Valle d\u2019Aosta per questo ha mantenuto pressoch\u00e9 inalterato il suo patrimonio gastronomico, basato quasi esclusivamente su prodotti locali: per questo per la Vall\u00e9e si potrebbe quasi palare di autarchica culinaria che rendeva necessaria la conservazione domestica della carne dei rari animali che venivano macellati, in genere all\u2019inizio dell\u2019inverno.<\/p>\n<p>Nel men\u00f9 studiato dallo <strong>chef Valerio Tesseri de La Taverna del Pilier di Courmayeur <\/strong>si potr\u00e0 avere un piccolo assaggio di alcuni gioielli della norcineria valdostana praticamente sconosciuti al grande pubblico: prosciutto crudo di Saint-Marcel con tomino fresco all\u2019erba cipollina (abbinato a Vall\u00e9e d\u2019Aoste DOC Gewurztraminer Grapillon 2011); tagliatelle fresche della casa alla Montanara con straccetti di salame cotto di capra e motzetta, risotto alle briciole di boudin e Fontina Dop (abbinato a Vall\u00e9e d\u2019Aoste DOC Mayolet 2010); Jambon \u00e0 la braise Saint-Oyen con tomino del boscaiolo e crostoni di polenta grigliata (abbianto a Vall\u00e9e d\u2019Aoste DOC Cornalin 2009); salame dolce al cioccolato su specchio di salsa al vino bianco da uve stramature (abbinato a Pierrot, vino da uve stramature).<\/p>\n<p><strong>In accompagnamento: \u201cI luoghi e i sapori dei salumi\u201d, narrati da Donatella Cin\u00e0 con l\u2019intrattenimento musicale dei Trouveur Valdot\u00e8n.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-19648\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"vino\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/vino.png\" height=\"290\" width=\"400\" \/>Il <strong>prosciutto crudo Saint Marcel <\/strong>\u00e8 uno dei crudi italiani tutti da scoprire (assieme al Vall\u00e9e d&#8217;Aoste Jambon de Bosses Dop, prosciutto crudo prodotto solo con maiali italiani, sale e nove erbe di montagna, dal Prosciuttificio St.-Rh\u00e9my-en-Bosses nell\u2019omonimo paese a 1600 metri di altitudine nella Valle del Gran San Bernardo). La lavorazione \u00e8 ispirata alla tecnica applicata dagli stagionatori di Langhirano, che porta alla preparazione del prosciutto tipico di gran lunga pi\u00f9 venduto in Italia, quello di Parma. Soltanto ispirata, perch\u00e9 sono state introdotte alcune significative varianti nel processo produttivo: tempi diversi nella salatura, ripulitura e asciugatura, ed innovazioni nella delicata fase della sugnatura, per preparare il prosciutto alla novit\u00e0 pi\u00f9 importante che consiste nell&#8217;aggiunta di una miscela di erbe di montagna aromatiche, da parte degli operatori de La Vald\u00f4taine, dove avviene la stagionatura, in un ambiente naturale ideale con un clima asciutto e ventilato.<\/p>\n<p>Gli altri prodotti tradizionali a base di carne della Valle d&#8217;Aosta, sono salumi caratteristici e carni essiccate, delizie esclusive particolarmente stuzzicanti che tentano i palati ed incantano gli amanti della buona tavola. I <strong>boudin <\/strong>(o boudeun), insaccati confezionati con sangue di maiale (o in alternativa con le barbabietole rosse), lardo, patate lesse e aromi, si possono gustare in due modi: crudi sono un gustoso antipasto; cotti, in acqua calda, nel vino, oppure al forno, rappresentano un sostanzioso secondo piatto, che abitualmente viene proposto accompagnato da insalate o verdure cotte. La <strong>motsetta <\/strong>\u00e8 una carne essiccata di muscolo di vacca, pecora o capra (quella di stambecco fa parte della storia, mentre \u00e8 ancora possibile trovare quella di camoscio), nata dall&#8217;antica esigenza di conservare a lungo la carne per il fabbisogno invernale della famiglia. Algusto ricorda le erbe aromatiche utilizzate insieme al sale, all&#8217;aglio e alle bacche di ginepro. La sua stagionatura pu\u00f2 durare da un mese a un anno. Deve essere servita a fette sottili, accompagnata da pane di segale o da crostini.<\/p>\n<p>Il <strong>prosciutto alla brace Saint-Oyen <\/strong>\u00e8 prodotto con la coscia suina italiana (proveniente da Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Valle d&#8217;Aosta) aromatizzata, cotta al forno a secco ed in seguito superficialmente alla brace.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<strong>Frutta <\/strong>| 20 gennaio | Alpage | Breuil-Cervinia<\/p>\n<p>Mele, pere, noci e castagne hanno un enorme potenziale, al di l\u00e0 del consumo fresco: ne sanno qualcosa i nostri nonni che le hanno pressate, macinate e cotte per affrontare i lunghi mesi invernali. Attraversando il fondovalle si scorgono numerosi frutteti coltivati secondo regole rigorosamente tradizionali, ove il ricorso ai trattamenti antiparassitari \u00e8 limitatissimo. Ci\u00f2 \u00e8 possibile grazie al clima secco ed alla buona esposizione al sole, fattori indispensabili per ottenere frutti dolci, dai colori e dai profumi intensi. Le <strong>chef Monica Avinoni Locatelli e Lorella Tamone del<\/strong> <strong>ristorante Alpage di Breuil-Cervinia <\/strong>hanno approntato un menu che valorizza tutta la straordinaria versatilit\u00e0 della frutta valdostana: insalata invernale con mela Jonagold di Gignod, Fontina Dop, sedano e olio di noci di Ch\u00e2tillon Seras della Valtournenche con noci di F\u00e9nis, \u201cpan ner\u201d e pera Martin sec di Saint-Pierre (abbinato con Vall\u00e9e d\u2019Aoste Doc Petite Arvine 2009); minestra di riso e castagne di Lillianes (abbinato con Vall\u00e9e d\u2019Aoste Doc Torrette 2010); filetto di maiale alle mele Golden Delicious di Gignod con tortino di patate de La Magdeleine (abbinato con Vall\u00e9e d\u2019Aoste DOC Syrah Coteau La Tour 2007); pasta matta con mele Renette di Gignod e fiocca della Valle d\u2019Aosta (abbinato con Les Abeilles, vino da uve stramature).<\/p>\n<p><strong>In accompagnamento: \u201cI luoghi e i sapori della frutta\u201d narrati da Donatella Cin\u00e0 con l\u2019antrattenimento musicale dei Ficellartset.<\/strong><\/p>\n<p>La <strong>Jonagold <\/strong>di Gignod \u00e8 una splendida mela rosso-dorata che deriva dalla fusione delle due variet\u00e0 :Golden e Jonathan. La mela Jonagold possiede infatti la dolcezza della mela Jonathan e la succosit\u00e0 e croccantezza della mela Golden. Di dimensioni generalmente maggiori rispetto alle altre mele e con buccia pi\u00f9 fine, le Jonagold sono triploidi \u2013 hanno tre serie di cromosomi \u2013 e, oltre a necessitare di ulteriori tipologie di mele per l&#8217;impollinazione,non sono in grado di produrre polline per altri alberi. Anche per queste \u201cdifficolt\u00e0\u201d, non vengono commercializzate come le altre. La produzione inizia ad ottobre e dura fino a maggio.<\/p>\n<p>L<strong>\u2019olio di noci di Ch\u00e2tillon <\/strong>\u00e8 ottenuto per pressatura dei gherigli e, considerato l&#8217;elevato costo rispetto agli oli di semi di uso comune, in Italia il processo produttivo dell&#8217;olio di noce \u00e8 relegato perlopi\u00f9 a piccole realt\u00e0 artigianali, tipicamente confinate in territori montani. La produzione dell&#8217;olio di noce inizia con la rottura del guscio legnoso (endocarpo) per l&#8217;estrazione del seme (gheriglio); quest&#8217;ultimo viene poi sottoposto ad una macinazione grossolana, riscaldato e pigiato al torchio per estrarne il prezioso olio dalle propriet\u00e0 ipotrigliceridemizzanti ed ipocolesterolemizzanti che pu\u00f2 quindi rivelarsi un ottimo ausilio per riportare nella norma valori ematici troppo alti di colesterolo e trigliceridi. Il sapore dell&#8217;olio di noce \u00e8 originale e delicato, e nobilita i piatti freddi dandogli un tocco particolare. Per quanto riguarda i possibili accostamenti culinari, il prodotto viene fatto sposare con carni crude, formaggi freschi, pasta, legumi, patate, cavoli, asparagi e pesce.<\/p>\n<p>La <strong>pera Martin sec di Saint-Pierre <\/strong>\u00e8 un frutto millenario, di incerta origine: secondo alcuni autori parrebbe provenire dallo Champagne, secondo altri, invece, dalle Alpi Piemontesi, precisamente dalle Alpi Cozie ed Alpi marittime. Di certo, con la sua carnosit\u00e0 e succulenza, la pera Martin sec \u00e8 considerata la migliore in assoluto fra tutte le pere che presentano la predisposizione alla cottura.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-28787\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"castagno_fru\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/castagno_fru.jpg\" height=\"300\" width=\"400\" \/>La <strong>castagna <\/strong>rivestiva un tempo un ruolo molto importante nell\u2019economia montana, ed \u00e8 da sempre ingrediente tipico di molte ricette popolari della Valle d\u2019Aosta, dove viene abbinata ai famosi salumi tipici (lardo e motzetta), ma anche servita in zuppe e minestre, accompagnata con il burro o il latte e, soprattutto, apprezzata come dolce: glassata, in confettura, con la panna montata o con il cioccolato. Questo gustoso frutto autunnale si trova soprattutto nella zona compresa tra Ch\u00e2tillon e Pont-Saint-Martin e all\u2019imbocco della Valle del Lys, dove si concentra l\u201980% dei castagneti della regione. Le castagne vengono essiccate per essere poi consumate durante l\u2019intero arco dell\u2019anno. Le pi\u00f9 rinomate sono quelle di <strong>Lillianes<\/strong>, paese dove si producono, tra le altre cose, le castagne sciroppate al miele o alla grappa, la farina e la golosissima crema di castagne.<\/p>\n<p>La <strong>mela Golden Delicious <\/strong>\u00e8 tra le pi\u00f9 apprezzate dai consumatori e quelle di Gignod hanno caratteristiche aromatiche intriganti, polpa compatta e croccante, ma la vera star della Valle d\u2019Aosta \u00e8 la mela Renetta, simbolo della regione, che conquista con la sua polpa finissima e profumata e la sua buccia rugosa di colore giallo-ruggine. Le prime piante pare siano state innestate nel 1877 a Gressan e questo pomo \u00e8 al centro di numerose credenze popolari, che gli attribuiscono propriet\u00e0 magiche, come quella di poter difendere dal morso delle vipere.<\/p>\n<p>\u00a0<strong>Patata <\/strong>| 27 gennaio | Lou Ressignon | Cogne<\/p>\n<p> <strong>\u00a0<\/strong> <\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>Originaria delle Ande, dove viene coltivata dagli indios da pi\u00f9 di 5000 anni, fu portata in Europa dagli spagnoli (da Francisco Pizarro per la precisione) che l\u2019avevano scoperta durante la conquista del Per\u00f9, nel XIV secolo. In tutta Europa per\u00f2, per quasi due secoli, venne considerata solo una curiosit\u00e0 botanica e una pianta d\u2019appartamento. Le ragioni? Innanzitutto l\u2019aspetto inconsueto e l\u2019appartenenza alla famiglia delle Solanacee (come la belladonna o la dulcamara), piante dalle foglie velenose che erano in odore di stregoneria o venivano considerate dannose per la salute. Inoltre si trattava di una pianta diversa da quelle a cui erano abituati gli europei: il fatto che non si potesse usare per panificare e non si potesse mangiare cruda la rendeva poco attraente agli occhi dei contadini, che non sapevano bene come consumarla. In Italia, dov\u2019era stata introdotta dal granduca Ferdinando II di Toscana, a capirne il potenziale fu lo scienziato Alessandro Volta, che ne promosse la conoscenza presso il mondo scientifico. Fu cos\u00ec che a partire dalla seconda met\u00e0 del 1700 iniziarono coltivazioni su larga scala in diverse regioni italiane, principalmente nelle zone degli archi appenninici e alpini.<\/p>\n<p>Lo <strong>chef Davide Allera del ristorante Lou Ressignon di Cogne <\/strong>vi sedurr\u00e0 con un men\u00f9 tutto teso alla valorizzazione di un prodotto povero ma pieno di gusto e amato dai grandi e dai piccini che in Valle d\u2019Aosta si declina in una serie di variet\u00e0 pregiate, dagli intensi sapori che solo la montagna sa concentrarvi: chips di patata gialla variet\u00e0 Agria di Pollein con trota salmonata di Lillaz, carpaccio di carne \u201cmessata\u201d con insalatina Ressignon (toma di Gressoney, patate gialle variet\u00e0 Agria di Pollein, crostoni di pane) all\u2019aceto di mele della Valle d\u2019Aosta (abbinato con Vall\u00e9e d\u2019Aoste Doc Chardonnay 2010); gnocchetti di patata rossa variet\u00e0 Desir\u00e9e di Pollein e barbabietola rossa su fonduta al Bleu d\u2019Aoste (abbinato con Vall\u00e9e d\u2019Aoste Doc Torrette 2010); medaglioni di filettino di vitello con salsa all\u2019estragon e patate novelle \u201cgrenailles\u201d (abbinato con Vall\u00e9e d\u2019Aoste Doc Fumin 2009); crema di Cogne con i tipici biscotti Tegole (abbinato con Lo Flap\u00ec, vino da uve stramature).<\/p>\n<p><strong>In accompagnamento: \u201cI luoghi e i sapori della patata\u201d narrati da Donatella Cin\u00e0 con l\u2019intrattenimento musicale dei Trouveur Valdot\u00e8n.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>\u2013<strong>Erbe aromatiche <\/strong><strong>| 10 febbraio | Laghetto | Brusson<\/strong><\/p>\n<p> La primavera, in Valle d\u2019Aosta, \u00e8 sempre stata tempo di raccolta delle erbe dei prati: timo, acetosella, ortiche, utilizzate per fare tisane o insaporire le minestre e, in un secondo tempo, anche per aromatizzare le carni e i salumi (il Lardo d\u2019Arnad e il Jambon de Bosses sono cos\u00ec buoni anche grazie all\u2019aromatizzazione con un mix di erbe locali), i formaggi (Valle d\u2019Aosta Fromadzo Dop, Fontina Dop), gli alcolici (macerazione G\u00e9n\u00e9py) e i dolci. <\/p>\n<p><strong>Livia Charles, chef del ristorante Laghetto di Brusson<\/strong>, dar\u00e0 un assaggio di quel magico mondo che sono le erbe di montagna e il caleidoscopio di sapori che sprigionano in base agli abbinamenti: cocktail di benvenuto alla melissa, limonaria e malva con amuse-bouche (abbinato con Vall\u00e9e d\u2019Aoste DOC Chardonnay 2011); crudit\u00e9es di trota salmonata, cavolo rosso e germogli con emulsione all\u2019aglio e aneto (in abbinamento con Vall\u00e9e d\u2019Aoste Doc Ros\u00e9 2011); spiedini di rosmarino con Vall\u00e9e d\u2019Aoste Jambon de Bosses Dop e Fontina Dop in pastella di mais (abbinato con Vall\u00e9e d\u2019Aoste Doc Torrette 2010); vellutata di broccoli e patate con quenelle di Seras al peperoncino (abbinato con Vall\u00e9e d\u2019Aoste Doc Petit Rouge 2010); petto d\u2019anatra al miele con bacche di ginepro e cartoccio di zucca alla salvia Insalatina di mele renette, rape rosse, noci e melograno all\u2019aceto di lamponi e santoreggia (abbinato con Vall\u00e9e d\u2019Aoste Doc Fumin 2009); millefoglie di cioccolato e crema chantilly profumata alla menta (abbinato con Jalousie, vino da uve stramature).<\/p>\n<p><strong>In accompagnamento: \u201cI luoghi e i sapori delle erbe aromatiche\u201d narrati da Donatella Cin\u00e0 con l\u2019intrattenimento musicale di Erik Bionaz.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Miele <\/strong><strong>|17 febbraio | Au Bourg | Montjovet<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0Nel Medioevo la cera, materia prima per l\u2019illuminazione, era un bene estremamente importante, tanto da far parte dei beni da amministrare e da essere merce di scambio. Una libbra di cera valeva tanto quanto una pecora e per questo in epoca feudale l\u2019apicoltura in Valle d\u2019Aosta era ampiamente praticata. Oggi cera e soprattutto miele sono una delle produzioni artigianali della regione, che si sviluppano nei periodi di primavera ed estate con l\u2019utilizzo prevalente del nomadismo, ossia con lo spostamento degli alveari a quote diverse per inseguire le fioriture. Le tipologie pi\u00f9 frequenti sono il Millefiori, il miele di rododendro, di tarassaco, di tiglio, di castagno, il miele di melata.E se comunemente si relega l\u2019utilizzo del miele solo come dolcificante o, al massimo, in preparazioni di dolci, la cucina creativa di oggi ha dimostrato in quante ricette salate il nettare delle api possa giocare un ruolo fondamentale. Lo dimostra anche il menu dello <strong>chef Paolo Bonin del ristorante Au Bourg di Motjovet<\/strong>, che propone carpaccio di carne salata con Martin Sec glassati all\u2019aceto balsamico con miele Millefiori e sformatino di cardo con fonduta al Bleu d\u2019Aoste, noci e miele di rododendro (abbinato con Vall\u00e9e d\u2019Aoste Doc Nus Malvoisie); timballo di tagliatelle di avena al rag\u00f9 di capriolo con noci, caprino e miele di castagno (abbinato con Vall\u00e9e d\u2019Aoste Doc Pinot Noir); filetto di trotella caramellato al miele di rododendro chiaro su crostone di polenta bianca (abbinato con Vall\u00e9e d\u2019Aoste Doc Pinot Noir); torta di mele renette e miele di tiglio con panna al caff\u00e9 (abbinato con Vall\u00e9e d\u2019Aoste Doc Nus Malvoisie Fl\u00e9try).<\/p>\n<p><strong>In accompagnamento: \u201cI luoghi e i sapori del miele\u201d narrati da Donatella Cin\u00e0 e con l\u2019intrattenimento musicale dei Trouveur Valdot\u00e8n.<\/strong><\/p>\n<p>Saverio Albanese<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" \/><strong \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-33760\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"Saveurs-en-Musique\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Saveurs-en-Musique.jpg\" height=\"400\" width=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Saveurs-en-Musique.jpg 400w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Saveurs-en-Musique-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Saveurs-en-Musique-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>Uno degli ultimi paradisi incontaminati dell\u2019enogastronomia, con la kermesse Saveurs en Musique <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":33760,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[40],"tags":[28672,21314,47370,11721,44464,47371,2444,15767],"class_list":["post-33761","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-c62-eventi","tag-albanese","tag-aosta","tag-cervino","tag-gastronomia","tag-saverio","tag-saveurs-en-musique","tag-scomunicando","tag-valle"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - 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