{"id":381877,"date":"2026-09-23T20:53:09","date_gmt":"2026-09-23T18:53:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/?p=381877"},"modified":"2026-09-23T20:53:09","modified_gmt":"2026-09-23T18:53:09","slug":"tutto-libri-la-citta-dalle-finestre-chiuse-quando-una-persona-diventa-la-sua-tragedia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/tutto-libri-la-citta-dalle-finestre-chiuse-quando-una-persona-diventa-la-sua-tragedia\/","title":{"rendered":"TUTTO LIBRI &#8211; La citt\u00e0 dalle finestre chiuse: quando una persona diventa la sua tragedia"},"content":{"rendered":"<p><em><strong><a href=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Copertina_La-citta-dalle-finestre-chiuse_Notaristefano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-381878\" src=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Copertina_La-citta-dalle-finestre-chiuse_Notaristefano-195x300.jpg\" alt=\"\" width=\"195\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Copertina_La-citta-dalle-finestre-chiuse_Notaristefano-195x300.jpg 195w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Copertina_La-citta-dalle-finestre-chiuse_Notaristefano-666x1024.jpg 666w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Copertina_La-citta-dalle-finestre-chiuse_Notaristefano-768x1182.jpg 768w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Copertina_La-citta-dalle-finestre-chiuse_Notaristefano.jpg 832w\" sizes=\"auto, (max-width: 195px) 100vw, 195px\" \/><\/a><\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>&#8220;La citt\u00e0 dalle finestre chiuse&#8221;<\/strong> di <strong>Sara Notaristefano<\/strong><\/em><!--more--><\/p>\n<p>Dopo una morte improvvisa, soprattutto quando si tratta di un suicidio, il dolore non \u00e8 l\u2019unica cosa con cui devono fare i conti le persone che restano. C\u2019\u00e8 anche tutto ci\u00f2 che arriva dall\u2019esterno: le domande, le supposizioni, gli sguardi, le spiegazioni costruite da chi non conosce davvero i fatti e, soprattutto, la difficolt\u00e0 degli altri di continuare a vedere una persona per quello che era prima della tragedia. In\u00a0<em>La citt\u00e0 dalle finestre chiuse<\/em> (<em>Les Fl\u00e2neurs Edizioni)<\/em> Sara Notaristefano racconta anche questo passaggio, meno evidente del lutto ma altrettanto capace di modificare la vita di una famiglia: Gabriella muore, e con lei sembra cambiare il nome stesso di chi le sopravvive.<\/p>\n<p>\u00c8 Roberto, il fratello di dieci anni, a rendere particolarmente evidente questa trasformazione. Tornato a scuola dopo la morte di Gabriella, il bambino ritrova i compagni, i giochi e le conversazioni di sempre, ma scopre che qualcosa \u00e8 irrimediabilmente cambiato nel modo in cui viene guardato. Le domande degli altri bambini sono ingenue e insieme spietate: Gabriella era pazza? Qualcuno l\u2019ha spinta? Cosa pu\u00f2 essere successo? Roberto risponde come pu\u00f2, cercando perfino di difendere la sorella dalle definizioni che sente circolare. A un certo punto arriva a pensare che quelle fantasie siano quasi pi\u00f9 sopportabili dell\u2019idea di essere considerato semplicemente \u201cil fratello di una pazza\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 un passaggio importante perch\u00e9 Notaristefano non mostra soltanto il dolore di un bambino che ha perso la sorella, ma il modo in cui una tragedia pubblica pu\u00f2 produrre una nuova identit\u00e0 sociale. Roberto continua a essere Roberto, ma per gli altri non lo \u00e8 pi\u00f9 completamente. La sua presenza porta con s\u00e9 una storia che precede ogni conversazione: \u00e8 il bambino a cui \u00e8 morta la sorella suicida, quello della famiglia Santoro, quello che forse sa qualcosa, quello a cui bisogna stare attenti. La morte di Gabriella non rimane confinata alla sfera privata e finisce per modificare anche le relazioni pi\u00f9 ordinarie.<\/p>\n<p>La stessa cosa accade agli adulti. Enrico si accorge immediatamente che, andando a prendere il nipote a scuola, viene osservato in maniera diversa. Alcuni sguardi esprimono sollievo, perch\u00e9 la disgrazia \u00e8 capitata a qualcun altro; altri sembrano contenere una forma di superiorit\u00e0, come se una tragedia simile fosse qualcosa che pu\u00f2 accadere soltanto alle famiglie degli altri. Il cordoglio, racconta il romanzo, si esaurisce presto: dopo il funerale le persone si allontanano, le manifestazioni di solidariet\u00e0 diminuiscono e rimangono la solitudine e lo stigma associato al suicidio.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio qui che il romanzo diventa particolarmente lucido. La comunit\u00e0 non viene rappresentata soltanto come una presenza capace di stringersi intorno a chi soffre. \u00c8 anche una comunit\u00e0 che osserva, interpreta e giudica. La tragedia degli altri diventa qualcosa di cui parlare, un fatto da ricostruire, un enigma da risolvere. E il bisogno di trovare una spiegazione sembra spesso prevalere sulla necessit\u00e0, molto pi\u00f9 semplice, di stare accanto a chi \u00e8 rimasto.<\/p>\n<p>Persino il linguaggio quotidiano registra questa distanza. Gabriella, che fino a poco prima aveva un nome, per alcune persone diventa \u201cla figlia che si \u00e8 suicidata\u201d; per Claudia, progressivamente, diventa \u201ctua nipote\u201d. Non \u00e8 una variazione casuale. Il nome proprio conserva una persona, mentre la definizione la colloca dentro l\u2019evento che l\u2019ha fatta scomparire. In una scena ambientata prima di Natale, Enrico nota proprio che Claudia ha smesso di chiamare Gabriella per nome, preferendo quella formula pi\u00f9 generica, quasi a prendere le distanze da una vicenda che non vuole portare a tavola.<\/p>\n<p>Il fenomeno riguarda anche la scuola. Gabriella viene ricordata, celebrata, raccontata dagli insegnanti e dai compagni, ma Roberto deve fare i conti con un&#8217;altra conseguenza: anche il suo rapporto con quell&#8217;ambiente \u00e8 ormai segnato dalla morte della sorella. Non \u00e8 pi\u00f9 soltanto un alunno che torna in classe dopo qualche giorno di assenza. \u00c8 il fratello della ragazza di cui tutti stanno parlando. E quando i genitori decidono di tenerlo lontano dalla commemorazione, convinti di proteggerlo, lui vive quella scelta come un\u2019ulteriore esclusione: non soltanto ha perso Gabriella, ma sente di essere stato escluso persino dal dolore della propria famiglia.<\/p>\n<p>La delicatezza del romanzo sta nel non trasformare questi comportamenti in una semplice condanna degli altri. La maggior parte delle persone non agisce necessariamente per cattiveria. Spesso non sa cosa dire, teme il dolore, vuole evitarlo, cerca una formula che lo renda comprensibile o preferisce cambiare argomento. \u00c8 proprio questa normalit\u00e0 delle reazioni a rendere il quadro pi\u00f9 credibile: nessuno sembra avere intenzione di ferire deliberatamente la famiglia Santoro, eppure quasi tutti, in modi differenti, finiscono per ricordarle continuamente che da quel momento in poi sar\u00e0 difficile essere guardata come prima.<\/p>\n<p>In questo contesto Roberto acquista un significato ancora pi\u00f9 forte. Il suo desiderio di andare a scuola, giocare, pensare a un regalo o aspettare il Natale non \u00e8 semplicemente il bisogno di un bambino di distrarsi. \u00c8 anche una forma, inconsapevole ma tenace, di resistenza alla nuova identit\u00e0 che gli altri gli hanno assegnato. Quando scopre che trascorrer\u00e0 la vigilia con gli zii, reagisce con una felicit\u00e0 che sorprende gli adulti: per lui quella sera significa poter tornare, almeno per qualche ora, a essere un bambino normale. Sa che dopo torner\u00e0 a essere \u201cil fratello di una suicida\u201d, ma decide di rimandare quel pensiero.\u00c8 significativo che la possibilit\u00e0 di quella parentesi non venga presentata come una cancellazione del lutto. Aldo e Marianna non hanno improvvisamente smesso di soffrire e Roberto non ha dimenticato Gabriella. Al contrario, la loro sofferenza continua a esistere mentre intorno a essa la vita prova lentamente a riprendere forma. Marianna arriva a pensare che Roberto abbia diritto al Natale proprio perch\u00e9 \u00e8 ancora un bambino e, soprattutto, perch\u00e9 \u00e8 ancora vivo. Per comprargli un regalo deve persino affrontare la fatica concreta di uscire di casa, prendere la macchina, entrare in un negozio: un gesto apparentemente insignificante che, nelle condizioni in cui si trova, diventa una piccola prova di volont\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 forse questa una delle intuizioni pi\u00f9 interessanti del libro: dopo una tragedia, gli altri continuano a guardare chi resta attraverso ci\u00f2 che \u00e8 accaduto, mentre chi resta deve trovare il modo di guardare nuovamente se stesso oltre ci\u00f2 che \u00e8 accaduto. Per Roberto significa tornare a essere un figlio, un fratello, un compagno di scuola, un bambino che aspetta un regalo. Per Aldo e Marianna significa provare, lentamente, a essere ancora una coppia e ancora dei genitori, senza che ogni gesto venga ricondotto inevitabilmente alla perdita della figlia. Anche i gesti di Enrico vanno nella stessa direzione. Quando torna a prendere Roberto da scuola e gli parla della sorpresa che gli ha comprato, non cerca una frase capace di spiegare la morte di Gabriella. Gli offre qualcosa di molto pi\u00f9 semplice: la possibilit\u00e0 di parlare di una bacchetta magica, di un trucco, di un cilindro, cio\u00e8 di qualcosa che appartiene<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TUTTO LIBRI &#8211; La citt\u00e0 dalle finestre chiuse: quando una persona diventa la sua tragedia<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":381878,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,62431,62118,39],"tags":[17861,96593,1770,105233],"class_list":["post-381877","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-s15-attualita","category-fotonotizie","category-in-evidenza","category-c61-news","tag-chiuse","tag-finestre","tag-libro","tag-sara-notaristefano"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>TUTTO LIBRI - La citt\u00e0 dalle finestre chiuse: quando una persona diventa la sua tragedia - 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