{"id":39827,"date":"2012-06-23T06:54:50","date_gmt":"2012-06-23T04:54:50","guid":{"rendered":"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/il-sole-allargimusco-il-mistero-complici-secoli-di-silenzio-permane-in-unalba-magica-come-cinquemila-anni-fa\/"},"modified":"2012-06-23T06:54:50","modified_gmt":"2012-06-23T04:54:50","slug":"il-sole-allargimusco-il-mistero-complici-secoli-di-silenzio-permane-in-unalba-magica-come-cinquemila-anni-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/il-sole-allargimusco-il-mistero-complici-secoli-di-silenzio-permane-in-unalba-magica-come-cinquemila-anni-fa\/","title":{"rendered":"IL SOLE ALL&#8217;ARGIMUSCO &#8211; Il mistero, complici secoli di silenzio, permane in un&#8217;alba magica come diecimila anni fa.."},"content":{"rendered":"\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>In Sicilia esiste un sito megalitico pressoch\u00e8 sconosciuto. Da qualche tempo \u00e8 stato riscoperto, qualcuno dice, violato.<\/p>\n<p>Ma  ci sono attimi, momenti, dove ancora il silenzio, la mancanza di  contaminazioni, i telefonini spenti (tanto non prenderebbero comunque), e  le voci che si zittiscono all&#8217;improvviso, rispettose per il sole  nascente, ci danno la certezza che ancora quel luogo riempie, con la sua  energia, i vuoti dell&#8217;anima, rigenera il cuore, evita che la mente  razionale inglobi la libert\u00e0 dell&#8217;essere&#8230; ripristinando il giusto  rapporto tra uomo ed Universo.<\/p>\n<p>Non \u00e8 stato ancora rivelato l&#8217;enigma sull&#8217;origine, il senso e la  funzione della grandi pietre che caratterizzano questo sito, il mistero,  complici secoli di silenzio, permane, anche se recentemente Paul Devins  con un saggio asciutto ci conduce per mano in un viaggio teso  all&#8217;individuazione del codice per la decriptazione del messaggio  nascosto nei megaliti.<\/p>\n<p>La chiave, con stupore dello stesso autore, si rivela essere nel  cielo, nelle costellazioni che millenni fa, nel 10.500 A.C., si  specchiavano sopra l&#8217;Argimusco.<\/p>\n<p>&#8220;Forse \u00e8 stato, tutto il nostro viaggio nel tempo solo un trompe  d&#8217;oeil, un&#8217;illusione ottica? Forse. Quello che \u00e8 sicuro, \u00e8 che, per\u00f2,  come in tutte le altre grandi civilta del passato, chi ha concepito lo  &#8216;Specchio del Cielo&#8217; dell&#8217;Argimusco era ossessionato dallo stesso grande  tema: le stelle&#8217;. (Sully Proud&#8217;Homme).<\/p>\n<p>Al Solstizio del 2012 meno di quindici &#8220;fortunati&#8221; viaggiatori della  luce e del tempo si sono ritrovati in questo sito magico&#8230; come chi li  ha preceduti migliaia di anni fa, per rinnovare, in un rituale battesimo  della luce, l&#8217;omaggio rispettoso verso il sole nascente.<\/p>\n<p>Che sia una proficua estate per tutti.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-1183\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"argimusco_def\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/argimusco_def.jpg\" height=\"222\" width=\"314\" \/>Ma torniamo al solstizio ed ai Megaliti di questa Stonehenge mediterranea.<\/strong><\/p>\n<p>Il giacimento si presenta agli occhi dello spettatore come un  complesso megalitico che potrebbe essere paragonato allo Stonehenge  inglese.<\/p>\n<p>I monoliti presenti sul territorio siciliano hanno forme particolari:  aquila, donna in preghiera, volto maschile. La forma di queste pietre  unita alla loro composizione in roccia calcarea ha fatto pensare a molti  studiosi che si trattasse di semplice rocce erose dal tempo, ma a  quanto pare il giacimento \u00e8 orientato secondo gli equinozi e i solstizi.  Se il sito fosse di origine umana sarebbe sorto durante il neolitico,  stessa epoca in cui fu costruito il sito di Stonehenge.<\/p>\n<p>\u00c8 innegabile che i megaliti siciliani abbiano funzione di calendario  astronomico come il sito inglese, malgrado alcuni dubitano sulla  veridicit\u00e0 del sito.<\/p>\n<p>Il luogo in cui sorgono i megaliti sembra essere allineato con  particolari monti primo fra questi con il vulcano Etna. Per gli studiosi  si tratta di una collocazione sacra.<\/p>\n<p>I monoliti sono due menhir, cio\u00e8 dei megaliti monoliti ( un&#8217;unica  pietra eretta singola o a gruppo da non confondere con i dolmen dei  polilitici \u2013 due monoliti verticali e un monolite orizzontale- e spesso  formano un portale), uno dalla forma pi\u00f9 allungata alto circa 20 m e  l\u2019altro pi\u00f9 basso e tozzo alto circa 10 m, raffigurerebbero il sesso  maschile e femminile. A nord-est si erigono altri megalitici alti circa  30 m, due di questi presentano un profilo umano, uno maschile e l\u2019altro  femminile posto a forma di donna in preghiera, quest\u2019ultimo proprio per  la sua forma viene denominata l\u2019Orante.<br \/>Un altro megalite molto  particolare \u00e8 formato da un cumulo di pietre poste a formare un rapace  con le ali spiegate e la testa rivolta verso sud.<br \/>L\u2019erosione svolta  dalla forza della natura rende difficile il lavoro degli archeologi e  degli altri studiosi, la domanda centrale che tutti si pongono \u00e8: \u201c  Questi megaliti sono opera dell\u2019uomo?\u201d, se cos\u00ec fosse la data della loro  costruzione \u00e8 da porre a 10000 anni fa, almeno questo secondo alcuni,  per\u00f2 non \u00e8 stato trovato nessun oggetto che potrebbe fornire la vera  data del giacimento.<\/p>\n<p>I gruppi di pietra pi\u00f9 grande, secondo il mio parere sono da  ritenersi di origine naturale, ma i menhir, l\u2019Orante e l\u2019aquila sono  certamente di produzione umana.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-1170\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"dscf2548-1\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/dscf2548-1.jpg\" height=\"240\" width=\"320\" \/>Sia  il monolite (menhir) che rappresenta il sesso maschile che l\u2019accumulo  di pietre che raffigura il rapace sono rivolti esattamente ad est-ovest,  quindi disponendosi con le spalle rivolte al menhir e rivolgendo lo  sguardo verso l\u2019aquila si pu\u00f2 assistere al sorgere del sole durante gli  equinozi, quindi durante la primavera e l\u2019autunno. Viceversa,  disponendosi con le spalle di fronte all\u2019aquila e guardando il menhir si  pu\u00f2 osservare il sole tramontare ad ovest nei stessi giorni. Vicino al  menhir, quindi tra questo e l\u2019aquila, si trova una roccia particolare  che segna il punto di arrivo dell\u2019ombra del menhir stesso sempre durante  gli equinozi. Inoltre questa pietra si trova al centro rispetto a tutti  gli altri megaliti e potrebbe rappresentare un punto fondamentale per  le osservazioni astronomiche.<\/p>\n<p>L\u2019intero sito potrebbe essere collegato ad un particolare culto  legato alla fertilit\u00e0 o potrebbe avere dei punti in comune con alcune  costellazioni ben specifiche del nostro firmamento, caso molto comune  per alcuni siti preistorici.<\/p>\n<p>Questo sito come altri monumenti siciliani, sono lasciati in balia  delle intemperie e ai pastori che smantellano pezzo dopo mezzo necropoli  l\u00ec vicine per ricavarne del materiale necessario per le loro  costruzioni.<\/p>\n<p>Pezzi di storia importante per l\u2019uomo ogni giorno vengono persi e  spesso si tratta di informazioni mai pi\u00f9 reperibili perch\u00e9 uniche nel  loro genere, peccato che ora all&#8217;orizzonte spuntino non le ombre di  titani e streghe ma quelle delle pale eoliche che hanno deturpato uno  degli angoli pi\u00f9 belli di Sicilia<\/p>\n<p>fonte: <a href=\"http:\/\/aspassonelpassato.blogspot.it\/2009\/12\/i-megaliti-di-argimusco-stonehenge-in.html\">http:\/\/aspassonelpassato.blogspot.it\/2009\/12\/i-megaliti-di-argimusco-stonehenge-in.html<\/a><\/p>\n<p>I MEGALITI<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-1197\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"dscf2582-1\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/dscf2582-1.jpg\" height=\"240\" width=\"320\" \/>L\u2019ordine  che segue \u00e8 quello che corrisponde all\u2019itinerario tracciato  nell\u2019altipiano, ma la loro posizione assume un significato particolare a  seconda se la si consideri rispetto ai punti cardinali (con un\u2019origine  posta al centro ideale del complesso megalitico) o rispetto al massiccio  considerato principale e cio\u00e8 quello dell\u2019Orante\/Osservatorio  Luni-solare. Le rocche dell\u2019Argimusco sono frutto dell\u2019opera umana o  dell\u2019azione dell\u2019erosione eolica?<\/p>\n<p>Probabilmente di entrambe. Purtroppo gli studi condotti finora  sull\u2019area forniscono solo risposte approssimative, ma certamente  affascinanti e nuove e approfondite indagini sarebbero davvero decisive  per assegnare a questo luogo magico la sua giusta collocazione  storico-sociale e ambientale.<\/p>\n<p>Di seguito un elenco indicativo  (non esaustivo), secondo l\u2019ordine di disposizione lungo il sentiero che  rende attualmente fruibile l\u2019area.<\/p>\n<p>Menhir Maschile e Femminile  (dal bretone Men = Pietra e Hir = Lungo) ben visibili da due diverse  prospettive (quello femminile va osservato preferibilmente da valle),  simboli di fertilit\u00e0 e di nascita. il varco creato fra i due monoliti  consente di osservare il sorgere del sole.<\/p>\n<p>Il Mammut (caratteristica anche per la crescita di bellissimi esemplari di Agrifoglio tra i suoi anfratti).<\/p>\n<p>Il volto. Ci sono molte rocce che possono ricondurre a profili umani, ma alcuni sono pi\u00f9 espressivi di altri.<\/p>\n<p>l\u2019Aquila,  inequivocabile figura che nelle antiche tradizioni scorta le anime dei  defunti alla loro dimora eterna. Non a caso il becco punta in direzione  di un necropoli.<\/p>\n<p>il Santuario \u2013 Pluviometro, una rocca caratterizzata da incisioni  parallele utilizzate per la raccolta dell\u2019acqua che veniva convogliata  in delle vaschette, a scopo di misurazione ma anche per le cerimonie  legate alla pioggia.<\/p>\n<p>l\u2019Orante, detta anche la Dea Neolitica  (oggi, in linea con la nostra cultura cristiana: la Madonna), uno  splendido profilo di donna in atteggiamento di preghiera, perfettamente  delineata nei dettagli. L\u2019aureola, il velo, il volto, le mani giunte,  l\u2019abito lungo. Questa figura mistica attira l\u2019osservatore, ma pi\u00f9  quest\u2019ultimo si avvicina a lei pi\u00f9 le sue sembianze svaniscono.<\/p>\n<p>l\u2019Osservatorio  luni-solare (posto sullo stesso megalite dell\u2019orante), un vero e  proprio sestante perfettamente riconoscibile e funzionante, affiancato a  una vasca per la raccolta dell\u2019acqua.<\/p>\n<p>la Grande Rupe, un  maestoso megalite con un gigantesco volto, allineato all\u2019orante con cui  crea un varco da cui \u00e8 possibile osservare il tramonto (che esalta il  profilo della dea).<\/p>\n<p>il Tetraedro (posto materialmente prima dei  complessi Orante-Osservatorio-Grande Rupe, ma visibile solo dopo essere  giunti al centro del pianoro), una sorta di freccia o ago della bussola  che punta a nord e chiaramente posizionato dall\u2019uomo.<\/p>\n<p>Le rocche  incavalcate (Dolmen crollati di portella Calvagna. Dolmen = parola di  origine mista, in parte bretone = Tre pietre \u2013 detta, infatti, anche  Trilite).<\/p>\n<p>Senza uno specifico significato mistico\/religioso, sono i \u201cParti  della Roccia\u201d, considerati semplicemente delle forme di erosione che,  lasciando intatti i nuclei interni della roccia, hanno dato risultati  insoliti. Si presentano come sfere quasi perfette (o porzioni di sfere)  che sbucano dalla roccia. Ce ne sono diversi sparsi nel sito.<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9 riproponiamo il testo<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-1184\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"argimusco1\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/argimusco1.jpg\" height=\"222\" width=\"314\" \/>LE PIETRE DEI GIGANTI:\u00a0 GLI ORIENTAMENTI ASTRONOMICI DEI MEGALITI DI MONTALBANO ELICONA di Ignazio Burgio.<\/p>\n<p>Le  misteriose formazioni rocciose che si presentano in tutta la loro  imponenza nei pressi del paese di Montalbano Elicona, in provincia di  Messina, sono state interpretate da alcuni come semplice opera della  natura, da altri come opera degli uomini neolitici di Sicilia in tempi  molto antichi. Cos\u00ec le suggestive sagome della Vergine in preghiera, del  volto maschile e dell&#8217;Aquila vengono considerate ora come bizzarri  scherzi della natura, ora come l&#8217;opera di una misteriosa civilt\u00e0 che  lasci\u00f2 altri esempi simili non solo in Italia ma in tutto il mondo.  Curiosamente per\u00f2 i megaliti pi\u00f9 notevoli di questa &#8220;Stonehenge  italiana&#8221;, come definita da qualcuno, presentano precisi orientamenti  agli equinozi ed ai solstizi&#8230;<\/p>\n<p>Quando alcuni anni fa vennero  scoperti i megaliti dell&#8217;Argimusco, una localit\u00e0 poco distante da  Montalbano Elicona, in provincia di Messina, il mondo degli studiosi si  divise tra coloro che assegnavano un&#8217;origine assolutamente naturale e  casuale alla forma e alla disposizione delle formazioni rocciose, e  coloro che invece li riconducevano, in tutto o in parte, all&#8217;azione  dell&#8217;uomo del neolitico.<\/p>\n<p>Il luogo venne equiparato alle grandi  strutture megalitiche dell&#8217;Europa settentrionale, come Stonehenge,  Carnac, Skara Brae, ecc. mentre vi fu anche chi ne attribu\u00ec l&#8217;origine al  mitico popolo dei Giganti, uomini di alta statura menzionati in molte  fonti antiche. Vedendoli tuttavia sotto il punto di vista semplicemente  della struttura e dei fenomeni astronomici, non si pu\u00f2 fare a meno di  riconoscere che i megaliti dell&#8217;Argimusco celino funzioni analoghe a  quelle dei grandi calendari di pietra del nord Europa, e dunque una  storia antichissima e sconosciuta.<\/p>\n<p>Il  luogo innanzitutto \u00e8 inserito in un vero e proprio \u201cspazio sacro\u201d che  va ben al di l\u00e0 del principale raggruppamento di pietre. Sorge su di un  altopiano a 1200 m. sul livello del mare, le cui coordinate esatte sono  37\u00b0 59&#8242; N, 15\u00b0 2&#8242; E. Esattamente a sud \u2013 al centro di due basse colline \u2013  si staglia la parte sommitale del cratere dell&#8217;Etna. In direzione degli  altri tre punti cardinali, altrettante cime montuose o collinari  sembrano \u201cinquadrare\u201d a bella posta l&#8217;orientamento del sito.<\/p>\n<p>Sotto  il punto di vista strettamente geologico, i massi si dimostrano essere  dei conglomerati calcarei, facilmente sottoposti quindi, per la poca  durezza della pietra, sia all&#8217;erosione degli agenti atmosferici (di cui \u00e8  certamente innegabile l&#8217;azione nel corso dei millenni passati), come  anche in teoria al lavoro dell&#8217;uomo. Alcune hanno forme caratteristiche  ed estremamente suggestive. Nel gruppo megalitico principale, dalla  pianta circolare, si notano in primo luogo due menhir, uno pi\u00f9 slanciato  e snello, alto una ventina di metri, ed uno pi\u00f9 basso e massiccio, di  poco pi\u00f9 di dieci metri. Comunemente essi vengono designati come  \u201csimboli sessuali maschile e femminile\u201d.<\/p>\n<p>Poco pi\u00f9 avanti spostati  sulla destra (in direzione di nord-est) si innalzano tre grandi  massicci di pietra, alti una trentina di metri e anche pi\u00f9. Le pareti di  due di questi, uno di fronte all&#8217;altro, presentano un profilo di tipo  antropomorfo, uno maschile, e l&#8217;altro, nettamente pi\u00f9 distinguibile,  femminile, con le mani giunte in atto di preghiera (e perci\u00f2 comunemente  denominata l&#8217;Orante). Un altro megalite dalla forma ben distinta e  caratteristica \u00e8 infine costituito da un gruppo di pietre sovrapposte  (dalla natura o dall&#8217;azione dell&#8217;uomo antico?) dalla sagoma di aquila o  comunque di un rapace, con le ali semi-spiegate e il capo rivolto verso  sud.<\/p>\n<p>In tutte le parti del mondo si ritrovano volti antropomorfi  di grandi dimensioni che hanno tutta l&#8217;aria di non essere stati creati  dalla natura, bens\u00ec dall&#8217;opera di popoli sconosciuti in tempi molto  antichi, con metodi e scopi ancora a noi oscuri. In Sicilia stessa nei  pressi di Petral\u00eca, in provincia di Palermo, si possono vedere altre  figure, antropomorfe e zoomorfe, presenti sulle pareti di un canalone e  studiate dalla ricercatrice di origine russa Emilia Sakharova. Lo stato  di forte erosione ad opera degli agenti atmosferici nel corso del tempo  se testimoniano da un lato la lontana antichit\u00e0 di queste sculture \u2013  risalenti forse a diecimila anni fa \u2013 ne rendono problematica  l&#8217;inequivocabile identificazione come opera dell&#8217;uomo e non della  natura.<\/p>\n<p>A Montalbano Elicona se non pu\u00f2 esservi dubbio che i  gruppi di pietre pi\u00f9 grandi, a giudicare dalla loro mole, siano  certamente opera della natura, molti indizi fanno pensare che i menhir,  la disposizione di alcune pietre pi\u00f9 piccole, e le curiose sagome  dell&#8217;Orante e dell&#8217;Aquila siano al contrario di origine umana.<\/p>\n<p>Se  ci si dota di bussola si scopre che tanto il megalite a forma di rapace  quanto il menhir pi\u00f9 alto sono allineati esattamente lungo l&#8217;asse  est-ovest. Ci\u00f2 significa che ponendosi con le spalle rivolte al megalite  cosiddetto \u201cfallico\u201d e guardando l&#8217;Aquila si pu\u00f2 vedere sorgere il sole  esattamente dietro quest&#8217;ultima nei giorni degli equinozi (di Primavera  e di Autunno). Analogamente ponendosi con le spalle di fronte al rapace  e guardando il menhir si pu\u00f2 vedere tramontare il sole esattamente ad  ovest sempre nei medesimi giorni. Tra i due elementi si trova inoltre  una curiosa pietra bassa a forma di sella, pi\u00f9 vicina al menhir che  all&#8217;Aquila, anch&#8217;essa perfettamente in linea, che \u201cdovrebbe\u201d (si usa il  condizionale poich\u00e9 per il momento \u00e8 solo frutto di calcoli, e non di  osservazioni dirette) rappresentare il punto di arrivo dell&#8217;ombra del  menhir al tramonto sempre nelle medesime date equinoziali.<\/p>\n<p>Questa  sorta di \u201cpietra-testimone\u201d, al centro del gruppo circolare di menhir e  megaliti con \u201ci volti\u201d, potrebbe rappresentare un punto di osservazione  privilegiato dal quale rilevare altri fenomeni astronomici  significativi. In direzione sud-ovest ad esempio un masso nei pressi  della coppia di menhir potrebbe trovarsi l\u00ec in maniera non casuale per  segnalare il tramonto nel solstizio invernale, mentre dalla parte  opposta il sole sorge nel solstizio d&#8217;estate tra i due profili della dea  in preghiera e quello maschile, forse un&#8217;antichissima testimonianza di  un culto celeste legato alla fertilit\u00e0. E&#8217; necessario comunque  effettuare altri rilevamenti ed osservazioni, anche allo scopo di capire  se vi siano altre pietre orientate ad altri fenomeni astronomici  significativi, come le fasi lunari, o le posizioni di alcune stelle  particolari nella volta celeste.\u00a0 A questo proposito si pu\u00f2 riportare  una curiosa osservazione che potrebbe aprire la via ad altre ricerche.  Nella carta celeste delle nostre costellazioni tradizionali la  raffigurazione femminile della Vergine ha immediatamente alla sua  sinistra il gruppo maschile di Boote (il mitologico custode dei buoi  Arcade, figlio di Zeus e della ninfa Callisto) mentre alla sua destra  c&#8217;\u00e8 un volatile. Quest&#8217;ultimo tuttavia non \u00e8 l&#8217;Aquila bens\u00ec il Corvo.<\/p>\n<p>Alla sinistra di Boote vi \u00e8 inoltre la costellazione filiforme del Serpente.<\/p>\n<p>Riportando  tutto ci\u00f2 ai megaliti di Montalbano, potremmo trovarci insomma di  fronte ad una classica situazione presente nelle tradizioni archeo  astronomiche dei popoli antichi, ovvero la rappresentazione sulla terra  di costellazioni o gruppi di stelle di significativa importanza per  quelle genti. L&#8217;esempio pi\u00f9 noto \u00e8 ovviamente rappresentato dal sito  egizio di Giza, ove secondo le ricerche di Robert Bauval le tre piramidi  principali rappresentano le tre stelle della cintura di Orione e la  statua felina della Sfinge la corrispondente costellazione del Leone. Ma  meno nota \u00e8 anche l&#8217;interpretazione che lo studioso tedesco Michael  Rappenglueck ha dato una decina di anni fa di una delle pi\u00f9 enigmatiche  raffigurazioni dell&#8217;uomo preistorico nella Grotta di Lascaux in Francia.  \u201cUn essere maschile con testa di uccello e fallo eretto \u00e8 visto di  profilo. La sua mano destra sembra appoggiarsi su un bastone, che per\u00f2  non \u00e8 connesso con la mano. Il pomo del bastone \u00e8 intagliato a sua volta  in forma di un uccello, forse una colomba. Sulla sinistra  dell&#8217;uomo-uccello un grosso bisonte moribondo \u00e8 trafitto da frecce,  mentre un rinoceronte lanoso (oggi estinto) e un cavallo completano la  scena&#8230;\u201d (G. Magli, 2006). Riportando indietro il cielo tramite il  computer all&#8217;epoca di origine delle raffigurazioni (15.000 a. C.),  Rappenglueck si rese conto che le singole immagini erano delle vere e  proprie costellazioni di una remota et\u00e0 nella quale la stella polare non  era la nostra Polaris dell&#8217;Orsa Minore, ma \u2013 per effetto della  precessione degli equinozi &#8211; la stella Delta della costellazione del  Cigno. Attorno ad essa, la figura umana, il bisonte, il rinoceronte ed  il cavallo si sovrapponevano a gruppi di stelle che identificavano le  diverse stagioni dell&#8217;anno.<\/p>\n<p>Nel caso dei megaliti dell&#8217;Argimusco,  l&#8217;Aquila, la donna in preghiera, il profilo maschile di fronte ad essa  ed il menhir pi\u00f9 alto potrebbero raffigurare analoghe costellazioni del  cielo di quella remota antichit\u00e0, presumibilmente all&#8217;alba di un  solstizio d&#8217;estate, l&#8217;unico evento astronomico significativo in  occasione del quale si presentano sopra l&#8217;orizzonte tutte e quattro le  costellazioni del Corvo-Aquila, della Vergine-Orante, dell&#8217;uomo-Boote e  del Serpente-menhir (il tramonto infatti coinvolgerebbe altri gruppi di  stelle dalla parte opposta del cielo, mentre l&#8217;alba all&#8217;equinozio ne  nasconderebbe qualcuna come il Corvo). Sulla base del programma  astronomico \u201cStellarium\u201d questa configurazione si presenterebbe solo  intorno al 10.000 a. C. , epoca nella quale appunto il sole sorgeva al  solstizio d&#8217;estate, in direzione nord-est in corrispondenza della  costellazione della Vergine. In tale occasione la costellazione del  Corvo era esattamente ad Est, per met\u00e0 al disopra dell&#8217;orizzonte,  proprio dietro al megalite dell&#8217;Aquila, mentre a sinistra-ovest della  Vergine-Orante apparivano le costellazioni di Boote e del Serpente.<\/p>\n<p>E&#8217;  una interpretazione questa che tuttavia \u2013 ad essere sinceri \u2013 pone pi\u00f9  di un problema. Se pu\u00f2 essere anche vero che in et\u00e0 molto antica gli  uomini raggruppavano gi\u00e0 le stelle in costellazioni, come parrebbe  dimostrare l&#8217;interpretazione della Grotta di Lascaux, \u00e8 tuttavia poco  probabile che le genti del neolitico vedessero in cielo le medesime  nostre costellazioni, che risalgono per quel che ne sappiamo al periodo  delle grandi civilt\u00e0 mediorientali (III millennio a. C.). In secondo  luogo la data proposta \u00e8 molto pi\u00f9 antica rispetto all&#8217;inizio delle  prime costruzioni megalitiche che allo stato attuale dell&#8217;archeologia  risalgono a non prima del VII millennio a. C. (megaliti sommersi di  Atlit-Yam e cerchi di pietre di Nabta-Playa nel deserto egiziano). Ci\u00f2  anche se recentemente l&#8217;archeologia ufficiale ha ancor pi\u00f9 retrodatato  l&#8217;inizio delle costruzioni di siti e monumenti religiosi, dopo la  scoperta a Gobekli Tepe, in Turchia, di resti di edifici in pietra  risalenti proprio al 10.000-9.500 a. C.<\/p>\n<p>La datazione dei megaliti  di Montalbano Elicona si presenta d&#8217;altra parte non poco difficoltosa:  nessuna fonte antica ne fa cenno, ed allo stato attuale non \u00e8 stato  riportato alla luce dal sottosuolo del sito alcun reperto (anche perch\u00e8,  ad essere sinceri, non \u00e8 stato fatto ancora alcuno scavo ufficiale, n\u00e9  alcun serio studio). Nelle vicinanze esistono i resti di \u201cdolmen\u201d di  pietra appartenenti ad una necropoli (che di per s\u00e9 potrebbe essere  anche molto successiva ai megaliti) purtroppo quasi completamente  smantellata dai pastori nei secoli scorsi allo scopo di trarne materiale  da costruzione. I \u201ccubburi\u201d, infine, caratteristiche costruzioni in  pietra del luogo, affini per stile all&#8217;architettura nuragica ed ai  \u201cSesi\u201d di Pantelleria, appartengono ad un&#8217;epoca sicuramente molto pi\u00f9  recente, anche se ancora non ben definita per la solita mancanza di seri  studi archeologici.<\/p>\n<p>Bibliografia: Giulio Magli,  Misteri e scoperte dell&#8217;archeoastronomia, Newton Compton editori, Roma  2006 (a p. 19 e sgg. viene riportato lo studio della Grotta di Lascaux).  Maria Longhena, Nota. Le immagini fra il testo sono state scattate  dall&#8217;autore, ma sono liberamente fruibili da chiunque. L&#8217;articolo \u00e8  pubblicato sul sito dell&#8217;autore, al link:  <a href=\"http:\/\/www.cataniacultura.com\/143-montalbano.htm\">http:\/\/www.cataniacultura.com\/143-montalbano.htm<\/a> Widmer Berni, La Genesi  nella pietra, in: Fenix n. 9, luglio 2009, X Publishing ed. Roma  (articolo su Gobekli Tepe e le altre antichissime citt\u00e0 scoperte  recentemente in Turchia).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-1189\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"dscf2530-1\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/dscf2530-1.jpg\" height=\"240\" width=\"320\" \/>Tra i luoghi dove si celebra il mistero della luce, al solstizio d&#8217;estate, l&#8217;Argimusco non \u00e8 secondo a nessuno.       <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1189,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[19],"tags":[],"class_list":["post-39827","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-c40-cultura"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>IL SOLE ALL&#039;ARGIMUSCO - 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