{"id":40646,"date":"2012-07-19T14:56:18","date_gmt":"2012-07-19T12:56:18","guid":{"rendered":"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/20anni-dopo-laultima-lettera-di-paolo-borsellino\/"},"modified":"2012-07-19T14:56:18","modified_gmt":"2012-07-19T12:56:18","slug":"20anni-dopo-laultima-lettera-di-paolo-borsellino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/20anni-dopo-laultima-lettera-di-paolo-borsellino\/","title":{"rendered":"20anni dopo &#8211; L\u00b4ultima lettera di Paolo Borsellino"},"content":{"rendered":"\n<p>Paolo si alzava quasi sempre a quell&#8217;ora. Con quella sua ironia che riusciva a sdrammatizzare\u00a0 anche la morte, la sua morte annunciata, diceva che lo faceva &#8220;per fregare il mondo con due ore di anticipo&#8221; e quella mattina cominci\u00f2 a scrivere una lettera alla preside di un liceo di Padova presso il quale avrebbe dovuto recarsi a Gennaio per un incontro al quale non si era poi recato per una serie di disguidi e per i suoi impegni che non gli davano tregua.<\/p>\n<p>La faida di Palma di Montechiaro che Paolo cita nella lettera la ricordo bene.<\/p>\n<p>A Capodanno dello stesso anno ero con lui ad Andalo, nel Trentino dove avevamo passato insieme il Natale, per la prima volta da quando, nel 1969, ero andato via dalla Sicilia, ed avevamo deciso di ritornare passando per Innsbruck che avevamo entrambi voglia di visitare insieme con le nostre famiglie.<br \/>Non fu possibile perch\u00e8 Paolo ricevette la notizia della strage di mafia che c&#8217;era stata a Palma di Montechiaro e dovette rientrare di fretta in Sicilia.<\/p>\n<p>Fu l&#8217;ultima volta che vidi Paolo, da allora fino alla strage del 19 luglio ci sentimmo solo qualche volta al telefono e quando, dopo la sua morte, vidi le sue foto successive alla morte di Giovanni Falcone mi sembr\u00f2 che in poco pi\u00f9 di sei mesi fosse invecchiato di 10 anni.<\/p>\n<p>La lettera \u00e8 da leggere parola per parola, pensando proprio che sono le ultime parole di Paolo.<br \/>Quando dice che non riusciva in quei giorni neanche a vedere i suoi figli penso a quello che mi disse mia madre dopo la sua morte: le aveva confidato che non faceva pi\u00f9 le coccole a Fiammetta la sua figlia pi\u00f9 piccola e che stava cercando di allontanarsi affettivamente dai suoi figli perch\u00e8 soffrissero di meno nel momento in cui lo avrebbero ucciso.<\/p>\n<p>E che quel giorno lo avrebbero ucciso Paolo lo doveva quasi presagire, sapeva che a Palemo era gi\u00e0 arrivato il carico di tritolo per lui. Lo sapeva anche il suo capo, Pietro Giammanco, che non gli aveva per\u00f2 riferito dell&#8217;informativa che gli era arrivato a questo proposito e Paolo, che invece lo aveva saputo per caso all&#8217;aeroporto dal ministro Scotti, aveva avuto con lui uno scontro violento.<\/p>\n<p>Uno scontro che Paolo ebbe con Giammanco anche la mattina del 19 Luglio, quando quest&#8217;ultimo gli telefon\u00f2 alle 7 del mattino, cosa che fino allora non era mai successa.<\/p>\n<p>Forse anche Giammanco sapeva che quello era l&#8217;ultimo giorno di Paolo e per questo gli comunic\u00f2 che gli aveva finalmente concessa la delega per indagare sui processi di mafia in corso di istruttoria a Palermo. Delega che avrebbe permesso a Paolo di interrogare senza pi\u00f9 vincoli il pentito Gaspare Mutolo che in quei giorni aveva cominciato a rivelare le collusioni tra criminalit\u00e0 organizzata, magistratura, forze dell&#8217;ordine e servizi segreti.<br \/>Racconta la moglie di Paolo che Giammanco gli disse: &#8220;Ora la partita \u00e8 chiusa&#8221; e Paolo gli rispose invece urlando &#8220;No, la partita comincia adesso&#8221;.<\/p>\n<p>Dopo quella telefonata Paolo non scrisse pi\u00f9 niente sul foglio e la lettera rimase incompiuta sul numero 4), dopo gli altri tre punti nei quali Paolo, rispondendo a delle domande postegli dai ragazzi del liceo, ci da tra l&#8217;altro, in maniera estremamente semplice e chiara, come solo lui era in grado di fare, una definizione della mafia che bisognerebbe\u00a0 che tutti conoscessero e che fosse insegnata nelle scuole.<\/p>\n<p>Dieci ore dopo un telecomando azionato da una stanza di un centro dei Servizi Segreti Civili, il SISDE, ubicato sul castello Utveggio, poneva fine alla vita di Paolo ma non riusciva ad ucciderlo, oggi Paolo \u00e8 pi\u00f9 vivo che mai, \u00e8 vivo dentro ciascuno di noi e il suo sogno non morir\u00e0 mai.<\/p>\n<p>&#8220;Gentilissima&#8221; Professoressa,<\/p>\n<p>uso le virgolette perch\u00e8 le ha usato lei nello scrivermi, non so se per sottolineare qualcosa e &#8220;pentito&#8221; mi dichiaro dispiaciutissimo per il disappunto che ho causato agli studenti del suo liceo per la mia mancata presenza all&#8217;incontro di Venerd\u00ec 24 gennaio.<\/p>\n<p>Intanto vorrei assicurarla che non mi sono affatto trincerato dietro un compiacente centralino telefonico (suppongo quello della Procura di Marsala) non foss&#8217;altro perch\u00e8 a quell&#8217;epoca ero stato gi\u00e0 applicato per quasi tutta la settimana alla Procura della Repubblica presso il Trib. di Palermo, ove poi da pochi giorni mi sono definitivamente insediato come Procuratore Aggiunto.<\/p>\n<p>Se le sue telefonate sono state dirette a Marsala non mi meraviglio che non mi abbia mai trovato. Comunque il mio numero di telefono presso la Procura di Palermo \u00e8 091\/***963, utenza alla quale rispondo direttamente.<\/p>\n<p>Se ben ricordo, inoltre, in quei giorni mi sono recato per ben due volte a Roma nella stessa settimana e, nell&#8217;intervallo, mi sono trattenuto ad Agrigento per le indagini conseguenti alla faida mafiosa di Palma di Montechiaro.<\/p>\n<p>Ricordo sicuramente che nel gennaio scorso il dr. Vento del Pungolo di Trapani mi parl\u00f2 della vostra iniziativa per assicurarsi la mia disponibilit\u00e0, che diedi in linea di massima, pur rappresentandogli le tragiche condizioni di lavoro che mi affligevano. Mi preanunci\u00f2 che sarei stato contattato da un Preside del quale mi fece anche il nome, che non ricordo, e da allora non ho pi\u00f9 sentito nessuno.<\/p>\n<p>Il 24 gennaio poi, essendo ritornato ad Agrigento, col\u00e0 qualcuno mi disse di aver sentito alla radio che quel giorno ero a Padova e mi domand\u00f2 quale mezzo avessi usato per rientrare in Sicilia tanto repentinamente. Capii che era stato &#8220;comunque&#8221; preannunciata la mia presenza al Vostro convegno, ma mi creda non ebbi proprio il tempo di dolermene perch\u00e8 i miei impegni sono tanti e cos\u00ec incalzanti che raramente ci si pu\u00f2 occupare di altro.<br \/> Spero che la prossima volta Lei sar\u00e0 cos\u00ec gentile da contattarmi personalmente e non affidarsi ad intermediari di sorta o a telefoni sbagliati..<\/p>\n<p>Oggi non \u00e8 certo il giorno pi\u00f9 adatto per risponderle perch\u00e8 frattanto la mia citt\u00e0 si \u00e8 di nuovo barbaramente insanguinata ed io non ho tempo da dedicare neanche ai miei figli, che vedo raramente perch\u00e8 dormono quando esco da casa ed al mio rientro, quasi sempre in ore notturne, li trovo nuovamente addormentati.<\/p>\n<p> Ma \u00e8 la prima domenica, dopo almeno tre mesi, che mi sono imposto di non lavorare e non ho difficolt\u00e0 a rispondere, per\u00f2 in modo telegrafico, alle Sue domande.<\/p>\n<p> 1) Sono diventato giudice perch\u00e8 nutrivo grandissima passione per il diritto civile ed entrai in magistratura con l&#8217;idea di diventare un civilista, dedito alle ricerche giuridiche e sollevato dalle necessit\u00e0 di inseguire i compensi dei clienti. La magistratura mi appariva la carriera per me pi\u00f9 percorribilie per dar sfogo al mio desiderio di ricerca giuridica, non appagabile con la carriera universitaria per la quale occorrevano tempo e santi in paradiso.<\/p>\n<p>Fui fortunato e divenni magistrato nove mesi dopo la laurea (1964) e fino al 1980 mi occupai soprattutto di cause civili, cui dedicavo il meglio di me stesso. E&#8217; vero che nel 1975 per rientrare a Palermo, ove ha sempre vissuto la mia famiglia, ero approdato all&#8217;Ufficio Istruzione Processi Penali, ma otteni l&#8217;applicazione, anche se saltuaria, ad una sezione civile e continuai a dedicarmi soprattutto alle problematiche dei diritti reali, delle dispute legali, delle divisioni erediatarie etc.<\/p>\n<p>Il 4 maggio 1980 uccisero il Capitano Emanuele Basile ed il Comm. Chinnici volle che mi occupassi io dell&#8217;istruzione del relativo procedimento. Nel mio stesso ufficio frattanto era approdato, provenendo anche egli dal civile, il mio amico di infanzia Giovani Falcone e sin dall&#8217;ora capii che il mio lavoro doveva essere un altro.<\/p>\n<p>Avevo scelto di rimanere in Sicilia ed a questa scelta dovevo dare un senso. I nostri problemi erano quelli dei quali avevo preso ad occuparmi quasi casualmente, ma se amavo questa terra di essi dovevo esclusivamente occuparmi.<\/p>\n<p>Non ho pi\u00f9 lasciato questo lavoro e da quel giorno mi occupo pressocch\u00e8 esclusivamente di criminalit\u00e0 mafiosa. E sono ottimista perch\u00e8 vedo che verso di essa i giovani, siciliani e no, hanno oggi una attenzione ben diversa da quella colpevole indifferenza che io mantenni sino ai quarantanni.<\/p>\n<p>Quando questi giovani saranno adulti avranno pi\u00f9 forza di reagire di quanto io e la mia generazione ne abbiamo avuta.<\/p>\n<p> 2) La DIA \u00e8 un organismo investigativo formato da elementi dei Carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza e la sua istituzione si propone di realizzare il coordinamento fra queste tre strutture investigative, che fino ad ora, con lodevoli ma scarse eccezioni, hanno agito senza assicurare un reciproco scambio di informazioni ed una auspicabile, razionale divisione dei compiti loro istituzionalmente affidati in modo promiscuo e non codificato.<\/p>\n<p>La DNA invece \u00e8 una nuova struttura giuridica che tende ad assicurare soprattutto una circolazione delle informazioni fra i vari organi del Pubblico Ministero distribuiti tra le numerose circoscrizioni territoriali.<\/p>\n<p>Sino ad ora questi organi hano agito in assoluta indipendenza ed autonomia l&#8217;uno dall&#8217;altro (indipendenza ed autonomia che rimangono nonostante la nuova figura del Superprocuratore) ma anche in condizioni di piena separazione, ignorando nella maggior parte dei casi il lavoro e le risultanze investigative e processuali degli altri organi anche confinanti, e senza che vi fosse una struttura sovrapposta delegata ad assicurare il necessario coordinamento e ad intervenire tempestivamente con propri mezzi e proprio personale giudiziario nel caso in cui se ne ravvisi la necessit\u00e0.<\/p>\n<p> 3) La mafia (Cosa Nostra) \u00e8 una organizzazione criminale, unitaria e verticisticamente strutturata, che si contraddistingue da ogni altra per la sua caratteristica di &#8220;territorialit\u00e0&#8221;. Essa e suddivisa in &#8220;famiglie&#8221;, collegate tra loro per la comune dipendenza da una direzione comune (Cupola), che tendono ad esercitare sul territorio la stessa sovranit\u00e0 che su esso esercita, deve esercitare, leggittimamente, lo Stato.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 comporta che Cosa Nostra tende ad appropriarsi delle ricchezze che si producono o affluiscono sul territorio principalmente con l&#8217;imposizione di tangenti (paragonabili alle esazioni fiscali dello Stato) e con l&#8217;accaparramento degli appalti pubblici, fornendo nel contempo una serie di servizi apparenti rassembrabili a quelli di giustizia, ordine pubblico, lavoro etc, che dovrebbero essere forniti esclusivamente dallo Stato.<\/p>\n<p>E&#8217; naturalmente una fornitura apparente perch\u00e8 a somma algebrica zero, nel senso che ogni esigenza di giustizia \u00e8 soddisfatta dalla mafia mediante una corrispondente ingiustizia. Nel senso che la tutela dalle altre forme di criminalit\u00e0 (storicamente soprattutto dal terrorismo) \u00e8 fornita attraverso l&#8217;imposizione di altra e pi\u00f9 grave forma di criminalit\u00e0. Nel senso che il lavoro \u00e8 assicurato a taluni (pochi) togliendolo ad altri (molti).<br \/> La produzione ed il commercio della droga, che pur hanno fornito Cosa Nostra di mezzi economici prima impensabili, sono accidenti di questo sistema criminale e non necessari alla sua perpetuazione.<\/p>\n<p>Il conflitto inevitabile con lo Stato, con cui Cosa Nostra \u00e8 in sostanziale concorrenza (hanno lo stesso territorio e si attribuiscono le stesse funzioni) \u00e8 risolto condizionando lo Stato dall&#8217;interno, cio\u00e8 con le infiltrazioni negli organi pubblici che tendono a condizionare la volont\u00e0 di questi perch\u00e8 venga indirizzata verso il soddisfacimento degli interessi mafiosi e non di quelli di tutta la comunit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p>Alle altre organizzazioni criminali di tipo mafioso (camorra, &#8220;ndrangheta&#8221;, Sacra Corona Unita etc.) difetta la caratteristica della unitariet\u00e0 ed esclusivit\u00e0. Sono organizzazioni criminali che agiscono con le stesse caratteristiche di sopraffazione e violenza di Cosa Nostra. ma non hanno l&#8217;organizzazione verticistica ed unitaria.<\/p>\n<p>Usufruiscono inoltre in forma minore del &#8220;consenso&#8221; di cui Cosa Nostra si avvale per accreditarsi come istituzione alternativa allo Stato, che tuttavia con gli organi di questo tende a confondersi.<\/p>\n<p>4)<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>fonte integrale:<\/p>\n<p>http:\/\/www.19luglio1992.org\/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=798:lultima-lettera-di-paolo-borsellino&#038;catid=20:altri-documenti&#038;Itemid=43<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-1792\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"borsellino\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/borsellino.jpg\" height=\"164\" width=\"307\" \/>Ripubblichiamo nel giorno della strage\u00a0 l&#8217;ultima lettera di Paolo Borsellino, scritta alle 5 del mattino del 19 Luglio 1992, dodici ore prima che l&#8217;esplosione di un&#8217;auto carica di tritolo, alle 17 dello stesso giorno, davanti al n.19 di Via D&#8217;Amelio, facesse a pezzi lui e i ragazzi della sua scorta.  <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1792,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[51565,847,4572,20111,2444,51564,31310],"class_list":["post-40646","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-c41-che-ne-pensi-di","tag-amelio","tag-borsellino","tag-lettera","tag-paolo","tag-scomunicando","tag-starge","tag-ultima"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - 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