{"id":44326,"date":"2012-10-20T09:06:08","date_gmt":"2012-10-20T07:06:08","guid":{"rendered":"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/leggere-la-vendetta-dei-dannati\/"},"modified":"2012-10-20T09:06:08","modified_gmt":"2012-10-20T07:06:08","slug":"leggere-la-vendetta-dei-dannati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/leggere-la-vendetta-dei-dannati\/","title":{"rendered":"LEGGERE &#8211; La vendetta dei dannati"},"content":{"rendered":"<\/h3>\n<div>\n<div>\n<div>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Nel  dormitorio dei falliti il russare era fortissimo, come al solito. Tom  non riusciva a dormire. Dovevano esserci sessanta cuccette, ed erano  tutte occupate. Gli ubriachi russavano pi\u00f9 forte, e la maggior parte di  quelli che stavano l\u00ec erano ubriachi. Tom si alz\u00f2 a sedere e guard\u00f2 il  chiaro di luna entrare dalle finestre e cadere sugli uomini  addormentati. Si prepar\u00f2 una sigaretta, e l&#8217;accese. Torn\u00f2 a guardare gli  altri uomini. Che branco di brutti coglioni inutili e cazzoni. Anzi,  altro che cazzoni. Le donne non li vogliono. Non li vuole nessuno. Non  valgono un cazzo, ah, ah, ah, e lui era uno di loro. Tir\u00f2 fuori la  bottiglia da sotto il cuscino e si fece l&#8217;ultimo. L&#8217;ultimo goccio era  sempre il pi\u00f9 triste. Infil\u00f2 il vuoto sotto la cuccetta e guard\u00f2 di  nuovo gli uomini che russavano. Manco a tirargli la bomba atomica, non  ne valeva la pena.<\/p>\n<p>Tom si volt\u00f2 verso il suo amico, Max, sulla cuccetta accanto. Max se ne stava disteso con gli occhi aperti. Era morto?<\/p>\n<p>\u00abEhi, Max!\u00bb<\/p>\n<p>\u00abUh?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon dormi?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon riesco. Hai notato? Molti di loro russano a tempo. Come mai?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon lo so, Max. C&#8217;\u00e8 un sacco di cose che non so.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAnch&#8217;io, Tom. Mi sa che sono scemo.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abTi  sa soltanto? Se sapessi con certezza di essere scemo, allora saresti  furbo.&#8221;Max si mise a sedere sull&#8217;orlo del lettino.&#8221;Tom, pensi che ce ne  andremo mai via di qui?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abC&#8217;\u00e8 un modo solo&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec&#8230; da morti.\u00bb<\/p>\n<p>Max si arrotol\u00f2 una sigaretta e l&#8217;accese.<\/p>\n<p>Max  stava male, stava sempre male quando si metteva a pensare alle cose. La  cosa da fare era smettere di pensare, chiudere tutte le porte.<\/p>\n<p>\u00abEhi, Max\u00bb sent\u00ec la voce di Tom.<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abHo pensato&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPensare \u00e8 una stronzata&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa io sto sempre a pensare a questa cosa.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abTi \u00e8 rimasto un goccetto?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNo, scusa. Ma senti&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMerda secca, non voglio sentire!\u00bb<\/p>\n<p>Max si stese di nuovo sul lettino. Chiacchierare non serviva a nulla. Era uno spreco.<\/p>\n<p>\u00abGuarda che te lo dico lo stesso, Max.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abOK, cazzo, d\u00e0i&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abTu li vedi, tutti questi tizi? Ce n&#8217;\u00e8 un sacco, no? Barboni da tutte le parti.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCerto, e quanto sono brutti&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abInsomma,  Max, io sto tutto il tempo a pensare a come si potrebbe utilizzare  tutto questo materiale umano. Cos\u00ec \u00e8 semplicemente sprecato!\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa questi barboni non li vuole nessuno. Che cosa ci puoi fare, con loro?<\/p>\n<p>Tom si sent\u00ec vagamente eccitato.<\/p>\n<p>\u00abIl fatto che questi non li vuole nessuno, \u00e8 tutto a nostro vantaggio.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa sei proprio sicuro?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCerto.  Vedi, in prigione non ce li vogliono perch\u00e9 poi gli tocca dargli da  mangiare e da dormire. E tutti questi barboni non hanno nessun posto  dove andare e niente da perdere.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE allora?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abHo  pensato un sacco, la notte. Tipo: se potessimo metterli tutti insieme,  come una mandria, li potremmo lanciare alla carica da qualche parte. E  prendere noi il controllo, per un po&#8217;, di certe situazioni&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abTu sei pazzo!\u00bb disse Max.<\/p>\n<p>Per\u00f2 si alz\u00f2 a sedere sul lettino.<\/p>\n<p>\u00abDimmi qualcosa di pi\u00f9&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Tom  rise. \u00abBeh, magari sono matto, ma continuo a pensare a questo spreco di  materiale umano. Sono rimasto qui sveglio la notte a sognare le cose  che ci si potrebbe fare&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Ora  fu Max a ridere. \u00abMa tipo cosa, per amor di Dio?\u00bb La loro conversazione  non disturbava nessuno. Intorno, tutti continuavano a russare.<\/p>\n<p>\u00abBeh, \u00e8 una specie di cosa che continua a girarmi in testa da un pezzo. S\u00ec, pu\u00f2 darsi benissimo che sia pazzo. Comunque&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec?\u00bb chiese Max.<\/p>\n<p>\u00abNon ridere. Magari il vino mi ha mangiato il cervello.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCercher\u00f2 di non ridere.\u00bb<\/p>\n<p>Tom  tir\u00f2 una boccata dalla sigaretta, poi espir\u00f2. \u00abBeh, vedi, mi viene in  testa questa visione di tutti i barboni che riusciamo a trovare che  scendono gi\u00f9 per Broadway, proprio qui a Los Angeles, tutti quanti, in  mucchio, che vengono avanti&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abBeh, e allora?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abBeh,  \u00e8 un casino di gente. Tipo, la vendetta dei dannati. Un corteo di  scarti umani. Sembra quasi una specie di film. \u00c8 come se vedessi le  macchine da presa, le luci, il regista. La Marcia degli Sconfitti.  L&#8217;Insurrezione dei Morti! Accidenti, \u00e8 proprio forte!\u00bb<\/p>\n<p>\u00abIo credo&#8221; disse Max &#8220;che dovresti proprio lasciar perdere il porto e tornare al vino bianco e basta.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abTu dici, eh?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec.  OK, insomma, cos\u00ec abbiamo tutti questi barboni che vengono avanti per  Broadway, per l&#8217;ora diciamo tipo a mezzogiorno, mezzogiorno di fuoco, e  allora?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abBeh, allora li portiamo fino al pi\u00f9 grosso e pi\u00f9 assurdo dei grandi magazzini alla moda della citt\u00e0&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abVuoi dire, Bowarms?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec,  Max. Da Bowarms c&#8217;\u00e8 tutto: i vini migliori, i vestiti pi\u00f9 belli,  orologi, radio, tiv\u00f9, tutto quello che vuoi, tu di&#8217; che cosa vuoi e  quelli ce l&#8217;hanno&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Proprio  allora un vecchio, qualche lettino pi\u00f9 in l\u00e0, si tir\u00f2 su a sedere,  spalanc\u00f2 al massimo gli occhi, e strill\u00f2: &#8220;Dio \u00e8 una negra lesbica di  duecento chili!\u00bb.<\/p>\n<p>Poi ricasc\u00f2 sul suo lettino.<\/p>\n<p>\u00abQuello l\u00e0 ce lo portiamo?\u00bb chiese Max.<\/p>\n<p>\u00abCome no? Lui \u00e8 uno dei migliori. Quale prigione vuoi che se lo prenda?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abOK, allora, entriamo dentro Bowarms. E poi?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCerca  di immaginartelo visivamente. Si tratta giusto di entrare e poi di  uscire. Saremo in troppi perch\u00e9 le guardie della sicurezza possano  fermarci. Immagina: noi ci mettiamo semplicemente a prendere, e basta.  Magari puoi pure dare un pizzicotto al culo di una delle commesse.  Qualsiasi pezzo del sogno che non abbiamo pi\u00f9, te lo prendi e via,  prendi qualsiasi cosa, prendi tutto quello che vuoi. E poi via, ce ne  andiamo.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abTom, potrebbero esserci un sacco di teste rotte. Non sar\u00e0 mica un picnic nel paese delle meraviglie&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNo, ma neppure la vita che facciamo lo \u00e8! Ci stiamo lasciando seppellire vivi, per sempre, senza nemmeno una protesta&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abTom, caro mio, mi sa che hai fatto proprio una bella pensata. Ora, come facciamo a organizzarla, questa storia?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abBene, prima di tutto stabiliamo un giorno e un&#8217;ora. Poi, tu conosci una dozzina di tipi da poter schierare?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abDirei di s\u00ec.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAnch&#8217;io ne conosco una dozzina.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE se qualcuno parla con la polizia?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abImprobabile. E poi, che abbiamo da perdere?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abGiusto.\u00bb<\/p>\n<p>Era  mezzogiorno passato. Tom e Max camminavano in testa alla banda.  Venivano gi\u00f9 per Broadway, a Los Angeles. C&#8217;erano pi\u00f9 di cinquanta  barboni che camminavano in gruppo dietro Tom e Max. Cinquanta e pi\u00f9  barboni che strizzavano gli occhi, barcollavano, non erano granch\u00e9  sicuri di che cosa stava succedendo. I normali cittadini, i passanti,  erano stupefatti. Si fermavano, si spostavano di lato, e guardavano.  Certi erano spaventati, certi ridevano. Altri pensavano fosse uno  scherzo, o un film in lavorazione. Il trucco era perfetto: gli attori  sembravano dei veri barboni. Ma le macchine da presa, dov&#8217;erano?<\/p>\n<p>Tom e Max guidavano la marcia.<\/p>\n<p>\u00abSenti, Max, io ne ho chiamati solo otto. Tu a quanti l&#8217;hai detto?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abForse nove.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abIo vorrei sapere, ma che cazzo \u00e8 successo?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abDevono essersi passati parola fra loro&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Continuarono  ad andare avanti. Era come un sogno assurdo e impossibile a fermarsi.  All&#8217;angolo della Settima Strada, il semaforo scatt\u00f2 sul rosso. Tom e Max  si fermarono e tutti i barboni gli si ammucchiarono dietro aspettando.  Un odore fatto di calzini e biancheria non lavata, di alcolici e aliti  maleodoranti, si diffuse all&#8217;intorno in un istante. Il dirigibile della  Goodyear descriveva circoli senza scopo, l\u00e0 in alto. Lo smog si posava,  grigio-bluastro, sulle strade.<\/p>\n<p>Poi scatt\u00f2 il verde. Tom e Max fecero un passo avanti. I barboni gli andarono dietro.<\/p>\n<p>\u00abAnche se me l&#8217;ero immaginato,\u00bb disse Tom \u00abnon riesco a credere che sta succedendo davvero.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abEppure sta succedendo\u00bb fece Max.<\/p>\n<p>I  barboni erano cos\u00ec tanti che qualcuno stava ancora attraversando la  strada quando torn\u00f2 a scattare il rosso. Ma loro continuarono a passare,  bloccando il traffico, alcuni con una bottiglia di vino in mano, o in  bocca. Marciavano e avanzavano, ma senza una canzone di battaglia o un  inno. Solo il silenzio, a parte il rumore delle suole consumate sul  marciapiede. Solo ogni tanto qualcuno diceva qualcosa.<\/p>\n<p>\u00abEhi, ma dove cazzo stiamo andando?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abDammi un goccio di quella roba!\u00bb<\/p>\n<p>\u00abVaffanculo!\u00bbIl sole splendeva e bruciava.<\/p>\n<p>\u00abDobbiamo davvero andare avanti con questa cosa?\u00bb chiese Max.<\/p>\n<p>\u00abMi sentirei male di brutto se tornassimo indietro proprio adesso\u00bb dichiar\u00f2 Tom.<\/p>\n<p>Poi si trovarono davanti a Bowarms.<\/p>\n<p>Tom e Max si fermarono un istante.<\/p>\n<p>Poi, insieme, avanzarono e passarono attraverso le imponenti porte di vetro.<\/p>\n<p>La  massa di barboni li segu\u00ec, in una lunga fila di stracci. Avanzarono  attraverso i saloni lussuosi. Gli inservienti li osservarono, senza  realmente capire.<\/p>\n<p>ll reparto maschile era al primo piano.<\/p>\n<p>\u00abOra,&#8221; disse Tom \u00abdobbiamo dare un esempio.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abGi\u00e0\u00bb disse Max, incerto.<\/p>\n<p>\u00abDai, Max, forza!\u00bb<\/p>\n<p>\u00abUh, uh&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>I  barboni si erano fermati e li osservavano. Tom esit\u00f2 un momento, poi  and\u00f2 alla sbarra dov&#8217;erano appesi i cappotti e ne sfil\u00f2 via il primo, un  modello in cuoio giallo con il collo di pelliccia. Lasci\u00f2 cadere il suo  vecchio cappotto e si infil\u00f2 nel nuovo. Si avvicin\u00f2 uno degli impiegati  del grande magazzino, un tipetto tutto lindo con dei baffetti ben  curati.<\/p>\n<p>\u00abDesidera qualcosa, signore?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, questo qui mi piace e lo prendo. Lo metta sul mio conto.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAmerican Express, signore?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNo, Espresso Cinese.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE  io prendo questo,&#8221; disse Max infilandosi in uno strano modello in pelle  di alligatore con tasche laterali, e un cappuccio orlato di pelliccia  contro la pioggia.<\/p>\n<p>Tom prese un cappello da uno scaffale, un copricapo in stile cosacco, piuttosto ridicolo ma piacevole.<\/p>\n<p>\u00abQuesto va benissimo con la mia carnagione. Lo prendo.\u00bb<\/p>\n<p>E  a quel punto, i barboni si misero in moto. Avanzarono, e cominciarono a  mettersi cappotti e cappelli, e poi sciarpe, impermeabili, scarpe,  maglioni, guanti e accessori vari.<\/p>\n<p>\u00abContanti o carta di credito, signore?\u00bb chiese una voce spaventata.<\/p>\n<p>\u00abMetti in conto a tua sorella, stronzo!\u00bb<\/p>\n<p>Oppure, a un altro bancone:<\/p>\n<p>\u00abQuesto mi pare che le vada bene, signore.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abHo il diritto di tornare a cambiarlo?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNaturalmente, signore. Entro quattordici giorni.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec ma tu tra quattordici giorni magari sarai morto.\u00bb<\/p>\n<p>Poi  dal soffitto cominci\u00f2 a suonare un allarme. Qualcuno si era reso conto  che era iniziata un&#8217;invasione. I clienti che erano rimasti increduli a  guardare cominciarono a disperdersi.<\/p>\n<p>Giunsero  di corsa tre uomini, con dei vestiti grigi mal tagliati. Erano grossi,  ma con pi\u00f9 grasso che muscoli. Si lanciarono sui barboni come per  portarli via di peso. Ma ce n&#8217;erano semplicemente troppi. I tre vennero  completamente sommersi. Mentre lottava, per\u00f2, tra bestemmie e minacce,  una delle guardie giurate tir\u00f2 fuori la pistola. Si ud\u00ec uno sparo, ma  era stato un gesto stupido e inutile, e l&#8217;uomo venne disarmato in  fretta.<\/p>\n<p>All&#8217;improvviso  si vide un barbone in cima alla scala mobile. Con la pistola. Era  ubriaco. Non aveva mai avuto in mano una pistola prima di allora. Per\u00f2  la pistola gli piaceva. Prese la mira e spar\u00f2. Prese un manichino. La  pallottola gli attravers\u00f2 il collo. La testa fin\u00ec per terra: morte di  uno sciatore alla moda.<\/p>\n<p>La  morte dell&#8217;oggetto sembr\u00f2 ridestare i barboni. Si lev\u00f2 un potente grido  di giubilo. Presero per le scale mobili e si dispersero per tutto il  magazzino. Si misero a lanciare grida insensate. Per un momento, ogni  senso di frustrazione e di fallimento scomparve. Avevano occhi  brillanti, e movimenti rapidi. Era una scena strana, sgradevole e  assurda.<\/p>\n<p>Si muovevano in fretta da un piano all&#8217;altro, da un reparto all&#8217;altro.<\/p>\n<p>Tom e Max avevano smesso di guidarli, oramai venivano trascinati.<\/p>\n<p>Cominciavano  a venir rovesciati dei banconi, mentre degli specchi finivano in  frantumi. Al banco dei cosmetici una ragazza giovane e bionda lanci\u00f2 un  grido, alzando in aria le braccia. Ci\u00f2 attir\u00f2 l&#8217;attenzione di uno dei  barboni pi\u00f9 giovani, che le tir\u00f2 su il vestito e strill\u00f2: &#8220;\u00abUau !\u00bb.<\/p>\n<p>Si  avvicin\u00f2 un altro barbone, che afferr\u00f2 la ragazza. Poi ne arriv\u00f2 di  corsa un altro. Ben presto una vera e propria banda la circond\u00f2,  strappandole il vestito di dosso. Era davvero orribile. Eppure, ispir\u00f2  degli altri barboni, che cominciarono a inseguire le commesse.<\/p>\n<p>\u00abGes\u00f9 santissimo!\u00bb Tom esclam\u00f2.<\/p>\n<p>Tom riusc\u00ec a trovare un bancone intatto. Ci sal\u00ec sopra e cominci\u00f2 a urlare: &#8220;\u00abNo! Questo no! Basta! Io non volevo questo!\u00bb.<\/p>\n<p>Max era l\u00ec accanto a Tom.<\/p>\n<p>\u00abAh, merda\u00bb disse piano.<\/p>\n<p>I  barboni non si fermarono. Strapparono tende. Rovesciarono tavoli.  Fracassarono altri banconi di vetro. Si udirono delle grida acute.  Qualcosa si ruppe fragorosamente.<\/p>\n<p>Poi dardeggi\u00f2 una lingua di fiamma, ma loro continuarono il saccheggio.<\/p>\n<p>Tom  balz\u00f2 gi\u00f9 dal suo bancone. L&#8217;intero episodio era durato meno di cinque  minuti. Guard\u00f2 in faccia Max. &#8220;\u00abAndiamo via da questo cazzo di posto!\u00bb<\/p>\n<p>Un altro sogno mandato in merda, un altro cane che crepa in strada, altri incubi di spazzatura.<\/p>\n<p>Tom  si mise a correre e Max lo segu\u00ec. Presero la scala mobile e scesero.  Tom e Max avevano ancora addosso i cappotti nuovi. Tolte le facce rosse e  non rasate, sembravano quasi delle persone rispettabili. Al primo  piano, si mischiarono alla folla. Alle porte c&#8217;era la polizia.  Lasciavano uscire la gente ma non permettevano a nessuno di entrare.<\/p>\n<p>Tom aveva fregato una manciata di sigari. Ne pass\u00f2 uno a Max.<\/p>\n<p>\u00abDai, accendilo. Cerca di avere l&#8217;aria di una persona perbene.\u00bb<\/p>\n<p>Tom accese un sigaro per s\u00e9.<\/p>\n<p>\u00abOra, vediamo se riusciamo a uscire di qui.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSecondo te li freghiamo, Tom?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abBoh. Cerca di avere l&#8217;aria di bancario, di un dottore&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE che aria hanno?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abStupida e soddisfatta.\u00bb<\/p>\n<p>Si  mossero verso l&#8217;uscita. Non ebbero alcun problema. Vennero guidati  fuori insieme a qualche altra persona. Sentirono dei colpi d&#8217;arma da  fuoco all&#8217;interno. Si voltarono a guardare l&#8217;edificio. Da una finestra  in alto si vedevano uscire le fiamme. Poco dopo sentirono l&#8217;urlo delle  sirene in arrivo.<\/p>\n<p>Presero verso sud per tornare ai quartieri bassi.<\/p>\n<p>Quella  notte loro due erano i due barboni meglio vestiti di tutto il  dormitorio. Max era persino riuscito a rubare un orologio. Le lancette  brillavano nel buio. La notte era appena all&#8217;inizio. Si distesero sui  lettini mentre tutt&#8217;intorno cominciavano a russare.<\/p>\n<p>Era  di nuovo tutto pieno, malgrado la massiccia retata del pomeriggio. Di  barboni ce n&#8217;erano tanti da poter riempire ogni spazio libero.<\/p>\n<p>Tom tir\u00f2 fuori due sigari e ne pass\u00f2 uno a Max. Li accesero e fumarono per un poco in silenzio. Dopo qualche minuto parl\u00f2 Tom.<\/p>\n<p>\u00abEhi, Max&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon era cos\u00ec che doveva andare.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abLo  so. Ma va bene lo stesso.\u00bb Quelli avevano preso a russare sempre pi\u00f9  forte, gradualmente. Tom tir\u00f2 fuori da sotto il cuscino una nuova  bottiglia da un quinto di vino. L&#8217;apr\u00ec e ne prese un sorso.<\/p>\n<p>\u00abMax?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abBevi?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCerto.\u00bb<\/p>\n<p>Tom pass\u00f2 la bottiglia. Max ne prese un sorso e gliela restitu\u00ec.<\/p>\n<p>\u00abGrazie.\u00bb<\/p>\n<p>Tom fece scivolare la bottiglia sotto il cuscino.<\/p>\n<p>Era vino bianco.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-44323\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"hank_08\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/hank_08.jpg\" height=\"243\" width=\"324\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/hank_08.jpg 324w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/hank_08-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 324px) 100vw, 324px\" \/><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"color: #3366ff;\"><em>Voglio una vita maleducata, di quelle vite fatte cos\u00ec. Voglio una  vita che se ne frega, che se ne frega di tutto s\u00ec. Voglio una vita  spericolata, di quelle che non dormi mai<\/em>&#8220;. Se Henry Charles Bukowski, detto Hank, avesse sentito la famosa canzone di <a rel=\"http:\/\/biografieonline.it\/img\/thumb\/v\/Vasco_Rossi.jpg\" title=\"Biografia di Vasco Rossi\" class=\"linkedbio preview\" href=\"http:\/\/biografieonline.it\/biografia.htm?BioID=427&#038;biografia=Vasco+Rossi\">Vasco Rossi<\/a>,  c&#8217;\u00e8 da scommettere che se ne sarebbe innamorato al volo. Probabilmente  ne avrebbe fatto un suo inno. Non paia troppo azzardato ai fan di &#8220;Hank&#8221;  (come spesso chiamava, con civetteria autobiografica, molti personaggi  dei sui libri) l&#8217;accostamento con il cantautore nostrano, ma Bukowski,  nato il 16 agosto 1920 ad Andernach (una piccola cittadina tedesca nei  pressi di Colonia), la vita spericolata, la vita da strada e randagia,  l&#8217;ha probabilmente incarnata al meglio, come pochi altri al mondo. <\/p>\n<p>Figlio di un ex artigliere delle truppe americane, Charles ha solo  tre anni quando la famiglia si trasferisce a Los Angeles, negli Stati  Uniti. Qui trascorre l&#8217;infanzia costretto dai genitori a un quasi totale  isolamento dal mondo esterno. Gi\u00e0 si notano i primi segni della sua  vena ribellistica e di una fragile, confusa vocazione alla scrittura. A  sei anni, era un bambino con un carattere gi\u00e0 ben formato: schivo e  impaurito, escluso dalle partite di baseball giocate sotto casa, irriso  per il suo tenue accento teutonico, manifesta difficolt\u00e0 di inserimento. <\/span> <span style=\"color: #3366ff;\"><\/p>\n<p>A tredici anni inizia a bere e a frequentare una chiassosa banda di  teppisti. Nel 1938 Charles Bukowski si diploma senza troppi entusiasmi  alla &#8220;L.A. High School&#8221; e a vent&#8217;anni abbandona la casa paterna. Inizia  cos\u00ec un periodo di vagabondaggio segnato dall&#8217;alcol e da una sequenza  infinita di lavori saltuari. Bukowski \u00e8 a New Orleans, a San Francisco, a  St. Louis, soggiorna in una pensione-bordello di tagliagole filippini,  fa il lavapiatti, il posteggiatore, il facchino, si sveglia sulle  panchine dei parchi pubblici, per qualche tempo finisce perfino in  galera. E continua a scrivere. <\/span> <span style=\"color: #3366ff;\"><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-44324\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"D50\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/D50.jpg\" height=\"150\" width=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/D50.jpg 600w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/D50-300x150.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/span> <span style=\"color: #3366ff;\">I suoi racconti e le sue poesie trovano spazio su giornali come  &#8220;Story&#8221; ma soprattutto sulle pagine delle riviste underground. Non \u00e8  infatti una fugace o &#8220;poetica&#8221; linfa creativa che lo induce a scrivere,  ma la rabbia verso la vita, l&#8217;amarezza perenne del giusto di fronte ai  torti e all&#8217;insensibilit\u00e0 degli altri uomini. Le storie di Charles  Bukowski sono imperniate su un autobiografismo quasi ossessivo. Il  sesso, l&#8217;alcol, le corse dei cavalli, lo squallore delle vite marginali,  l&#8217;ipocrisia del &#8220;sogno americano&#8221; sono i temi sui quali vengono  intessute infinite variazioni grazie a una scrittura veloce, semplice ma  estremamente feroce e corrosiva. Assunto dal Postal Office di Los  Angeles e inaugurato un burrascoso rapporto sentimentale con Jane Baker,  Bukowski attraversa gli anni &#8217;50 e &#8217;60 continuando a pubblicare  semiclandestinamente, soffocato dalla monotonia della vita d&#8217;ufficio e  minato da eccessi di ogni genere. Nel settembre dei 1964 diviene padre  di Marina, nata dalla fugace unione con Frances Smith, giovane poetessa. <\/p>\n<p>Comincia l&#8217;importante collaborazione con il settimanale alternativo  &#8220;Open City&#8221;: le sue velenose colonne verranno raccolte nel volume  &#8220;Taccuino di un vecchio sporcaccione&#8221;, che gli regaler\u00e0 ampi consensi  fra gli ambienti della protesta giovanile. La speranza di poter divenire  uno scrittore full time gli diede il coraggio di licenziarsi  dall&#8217;insopportabile ufficio postale all&#8217;et\u00e0 di 49 anni (quegli anni sono  condensati nel memorabile &#8220;Post Office&#8221;). Comincia il periodo dei <\/span> <span style=\"color: #3366ff;\"><em>readings<\/em> poetici, vissuti come vero e proprio tormento. <\/p>\n<p>Nel 1969, dopo la tragica morte di Jane stroncata dall&#8217;alcol,  Bukowski conosce l&#8217;uomo destinato a cambiargli la vita: John Martin.  Manager di professione e appassionato di letteratura per vocazione,  Martin era rimasto fortemente impressionato dalle poesie di Bukowski  tanto da proporgli di lasciare l&#8217;impiego all&#8217;ufficio postale per  dedicarsi completamente alla scrittura. Lui si sarebbe occupato della  fase organizzativa di tutta l&#8217;operazione, provvedendo a versare a  Bukowski un assegno periodico quale anticipo sui diritti d&#8217;autore e  impegnandosi a promuovere e a commercializzare le sue opere. Bukowski  accetta la proposta. <\/span> <span style=\"color: #3366ff;\"><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-44325\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"Charles_Bukowski_1\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Charles_Bukowski_1.jpg\" height=\"450\" width=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Charles_Bukowski_1.jpg 1000w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Charles_Bukowski_1-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Charles_Bukowski_1-683x1024.jpg 683w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/span> <span style=\"color: #3366ff;\">Incoraggiato dai buoni risultati ottenuti dalle prime plaquette  stampate in poche centinaia di copie, John Martin fonda la &#8220;Black  Sparrow Press&#8221;, ripromettendosi di pubblicare tutte le opere di Charles  Bukowski. In pochi anni \u00e8 il successo. Inizialmente i consensi sembrano  essere limitati all&#8217;Europa, poi la leggenda di &#8220;Hank&#8221; Bukowski, ultimo  scrittore maledetto, sbarca negli Stati Uniti. Inizia il periodo dei  reading poetici, vissuti da Bukowski come un vero e proprio incubo e  documentati magnificamente in molti dei suoi racconti. Proprio durante  una di queste letture, nel 1976, Bukowski conosce Linda Lee, unica tra  le sue molte compagne a mitigarne la vena autodistruttiva, l&#8217;unica tra  le sue bizzose compagne capace di mettere freno alla pericolosa  imprevedibilit\u00e0 di Hank. Gli stenti del vagabondo paiono d&#8217;altronde  ormai terminati: Hank \u00e8 ricco e universalmente conosciuto come il  bizzarro scrittore di &#8220;Storie di ordinaria follia&#8221;. <\/p>\n<p>Linda gli fa cambiare regime alimentare, gli riduce l&#8217;alcol, lo  incoraggia a non alzarsi mai prima di mezzogiorno. Il periodo degli  stenti e del vagabondaggio si chiude definitivamente. Gli ultimi anni  sono vissuti in grande serenit\u00e0 e agiatezza. Ma la vena creativa non  viene meno. Si ammala ammala di tubercolosi nel 1988, tuttavia, in  condizioni fisiche via via pi\u00f9 precarie, Bukowski continua a scrivere e a  pubblicare. Alle sue opere si ispirano i due registi Marco Ferreri e  Barbet Schroeder per altrettante riduzioni cinematografiche. Documentata  dalle ormai celeberrime sue ultime parole: &#8220;<\/span> <span style=\"color: #3366ff;\"><em>Ti ho dato tante di  quelle occasioni che avresti dovuto portarmi via parecchio tempo fa.  Vorrei essere sepolto vicino all&#8217;ippodromo&#8230; per sentire la volata  sulla dirittura d&#8217;arrivo<\/em>&#8220;, la morte lo colpisce il 9 marzo 1994.<\/span><\/p>\n<p>http:\/\/biografieonline.it\/<\/p>\n<\/p><\/div><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<h3 \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-44322\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"LEGANERD_036126\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/LEGANERD_036126.jpg\" height=\"266\" width=\"342\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/LEGANERD_036126.jpg 642w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/LEGANERD_036126-300x234.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 342px) 100vw, 342px\" \/>Dedicarsi del tempo&#8230; lo spunto: un racconto breve di Charles Bukowski  <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":44322,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27],"tags":[1413,53291,53292,2444],"class_list":["post-44326","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-c47-tutto-libri","tag-charles-bukowski","tag-dormitoio","tag-falliti","tag-scomunicando"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>LEGGERE - La vendetta dei dannati - Scomunicando<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/leggere-la-vendetta-dei-dannati\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"LEGGERE - La vendetta dei dannati - Scomunicando\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Dedicarsi del tempo... lo spunto: un racconto breve di Charles Bukowski\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/leggere-la-vendetta-dei-dannati\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Scomunicando\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2012-10-20T07:06:08+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/LEGANERD_036126.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"642\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"500\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"admin\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"admin\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"16 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.scomunicando.it\\\/notizie\\\/leggere-la-vendetta-dei-dannati\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.scomunicando.it\\\/notizie\\\/leggere-la-vendetta-dei-dannati\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"admin\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/scomunicando.hopto.org\\\/notizie\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/cfb4a75638f3252e061caf894655edb6\"},\"headline\":\"LEGGERE &#8211; 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