{"id":46561,"date":"2012-12-30T17:39:36","date_gmt":"2012-12-30T16:39:36","guid":{"rendered":"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/dossier-inganni-elettromagnetici-nella-base-usa-di-niscemi\/"},"modified":"2012-12-30T17:39:36","modified_gmt":"2012-12-30T16:39:36","slug":"dossier-inganni-elettromagnetici-nella-base-usa-di-niscemi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/dossier-inganni-elettromagnetici-nella-base-usa-di-niscemi\/","title":{"rendered":"DOSSIER &#8211; Inganni elettromagnetici nella base Usa di Niscemi"},"content":{"rendered":"<p> <\/em> <\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Procedure  sin troppo superficiali; pericolose sottovalutazioni dei campi  elettromagnetici esistenti; misurazioni incomplete, inidonee e  ingannevoli; conclusioni contraddittorie, incompatibili e irragionevoli.  \u00c8 quanto emerge dalla nota del fisico Massimo Coraddu (autore con il  prof. Massimo Zucchetti dello studio del Politecnico di Torino sui  rischi associati all\u2019impianto di telecomunicazioni militari USA di  Niscemi e al costruendo centro satellitare MUOS), consegnata dai  Comitati <em>No MUOS<\/em> all\u2019Assessore regionale al territorio e ambiente, Mariella Lo Bello, in  occasione dell\u2019incontro congiunto tenutosi a Palermo il 28 dicembre  2012.<\/p>\n<p>\u201cQuelli della realizzazione del MUOS e della sicurezza elettromagnetica nella base NRTF di Niscemi sono problemi gravi che non \u00e8 pi\u00f9 possibile rimuovere\u201d, spiega Coraddu. \u201cI  loro aspetti pi\u00f9 preoccupanti sono tali da mettere seriamente in  discussione la fondatezza delle autorizzazioni concesse anche dopo una  valutazione dei rischi legati alle emissioni elettromagnetiche da parte  di ARPA-Sicilia\u201d. Gli studi dell\u2019agenzia regionale per la protezione  dell\u2019ambiente, avviati solo a partire del 2009, non sono giunti ancora a  qualsivoglia conclusione, soprattutto a causa degli ostacoli frapposti  dai militari statunitensi. \u201cI pochi dati sicuri emersi, nel corso dei  rilievi, hanno invece mostrato un chiaro superamento dei livelli di  sicurezza  previsti per la popolazione, gi\u00e0 con l\u2019impianto nella sua  configurazione attuale\u201d, scrive il prof. Coraddu. Per l\u2019ARPA, invece, le  proprie verifiche (\u201ceffettuate sempre con tecniche di misure conformi  alla norma\u201d) hanno \u201cconfermato il non superamento del valore di  attenzione\u201d. A smentire per\u00f2 l\u2019agenzia ci sarebbero alcune conclusioni  nelle relazioni sui monitoraggi effettuati a Niscemi. \u201cNell\u2019istruttoria  del 2009, l\u2019ARPA dichiara ad esempio di non essere stata in grado di  portare a termine il compito affidatole, in quanto le informazioni  tecniche relative agli impianti <em>gi\u00e0 operanti<\/em> risultano <em>secretate dall\u2019attivit\u00e0 militare<\/em>, cos\u00ec come i <em>valori di campo elettromagnetico ante e post opera<\/em>\u201d, rileva Coraddu. \u201cDi fronte a questo insormontabile rifiuto, ARPA Sicilia non ha potuto <em>valutare complessivamente la distribuzione, sul territorio limitrofo, dei valori di campo elettromagnetico<\/em>, come si era invece proposta\u201d.<\/p>\n<p>In  un successivo passaggio della stessa relazione, l\u2019ARPA ammette che la  \u201cdocumentazione acquisita non \u00e8 conforme a quanto previsto dall\u2019allegato  n.13 (art 87 e 88) &#8211; Mod. A del D.lgs 259\/03\u201d, pertanto \u201cnon \u00e8 stato  possibile emettere un parere ai sensi del citato decreto legislativo\u201d.  Come evidenzia Coraddu, l\u2019agenzia per l\u2019ambiente non ha dunque potuto  svolgere correttamente il proprio compito, \u201cn\u00e9 da allora risulta che ci  siano stati altri tentativi\u201d. Cos\u00ec, nell\u2019assenza di una sufficiente  documentazione tecnica, \u201cl\u2019inquinamento elettromagnetico prodotto  complessivamente dalla stazione di telecomunicazioni della Marina  militare Usa di Niscemi resta ignoto\u201d.<\/p>\n<p>Il  ricercatore spiega poi come le condizioni di misurazione delle  emissioni siano state del tutto inappropriate. \u201cVista l\u2019impossibilit\u00e0 di  effettuare valutazioni complessive del campo emesso, l\u2019ARPA ha  ripiegato su una attivit\u00e0 di misura e monitoraggio in alcuni punti  specifici, ma neppure questo compito limitato si \u00e8 per\u00f2 potuto svolgere  nel pieno rispetto della normativa\u201d, scrive Coraddu. \u201cNel caso di  impianti radio-base, come quelli di Niscemi, i rilievi devono essere  svolti infatti nelle condizioni pi\u00f9 gravose possibili, ovvero con tutti i  trasmettitori attivi simultaneamente alla massima potenza. Il  comandante della base NRTF ha per\u00f2 dichiarato che le antenne non  verrebbero mai attivate tutte assieme, ma solo in certe particolari  combinazioni denominate <em>A<\/em>, <em>B<\/em> e <em>C<\/em>, che sono state quelle <em>concordate<\/em> con l\u2019ARPA in occasione delle verifiche del 26 gennaio 2009\u201d. Come si  evince da una dichiarazione giurata ma certificata da un notaio solo il  successivo 5 febbraio 2009 (dieci giorni dopo le misurazioni), il  comandante statunitense Terry Traweek ha affermato di aver attivato,  \u201calternativamente\u201d, le configurazioni <em>A-B-C<\/em> alla \u201cmassima energia\u201d. Un procedimento del tutto anomalo e assai  discutibile, basato sulle mere dichiarazioni dell\u2019ufficiale e non dalla  verifica della configurazione reale degli impianti da parte dei tecnici  ARPA. Lo stesso militare ha inoltre ammesso che delle 45 antenne ad alta  frequenza (HF) ed una a bassa frequenza (LF) esistenti \u201csono in  funzione solo 27\u201d, mentre che durante il funzionamento  dell\u2019antenna LF \u201cla riduzione energetica impedisce l\u2019uso contemporaneo  delle altre 27 antenne HF\u201d. Condizioni del tutto diverse quindi da  quanto prescritto dalle leggi italiane, che per\u00f2 sono state ammesse e  condivise dai tecnici dell\u2019agenzia per l\u2019ambiente.<\/p>\n<p>\u201cSe l\u2019ipotesi delle <em>condizioni pi\u00f9 gravose possibili<\/em> si fosse verificata il 26 gennaio 2009, in quel giorno le centraline  installate in quattro abitazioni vicine alla base avrebbero dovuto  registrare un\u2019emissione pi\u00f9 alta rispetto a quella dei giorni precedenti  e successivi\u201d, evidenzia Coraddu. \u201cSe osserviamo i tracciati di quella  giornata invece troviamo che due centraline (la n. 3 e la n. 4)  registrano un segnale identico a quello medio degli altri giorni, mentre  altre due registrano addirittura un segnale notevolmente inferiore.  Oltretutto l\u2019analizzatore EHP-200 impiegato, ha registrato un numero e  una distribuzione di sorgenti emittenti assolutamente identico e  indistinguibile nelle tre configurazioni <em>A<\/em>, <em>B<\/em> e <em>C<\/em>.  Infine la centralina in Contrada Ulmo, la sola che ha proseguito le  rilevazioni quasi ininterrottamente dal febbraio 2011 sino ad ottobre  2012, ha registrato, a partire dalla fine di agosto 2012, un chiaro  aumento delle emissioni, ben oltre quelle rilevate nel gennaio 2009,  indicando cos\u00ec inequivocabilmente che quelle <em>concordate<\/em> con i militari USA il 26 gennaio 2009 non erano affatto le <em>pi\u00f9 gravose condizioni possibili<\/em>.  Le verifiche delle emissioni si sono rivelate un inganno. I livelli  dell\u2019elettromagnetismo nella base NRTF restano tuttora ignoti e fuori  dalla portata di ogni controllo civile\u201d.<\/p>\n<p>Secondo  il ricercatore sardo, per la presenza a Niscemi di decine di sorgenti  differenti che trasmettono simultaneamente a frequenze molto diverse tra  loro, le misurazioni delle emissioni sono particolarmente gravose e si  possono facilmente produrre malfunzionamenti e risposte imprevedibili  nella strumentazione utilizzata. \u201cNon di rado i tecnici ARPA si sono  trovati di fronte a strumenti di misura che producevano risultati  completamente diversi e incompatibili\u201d, afferma Coraddu. \u201cIn una  situazione cos\u00ec complessa sarebbe quindi buona pratica impiegare pi\u00f9  frequentemente possibile strumenti di misura <em>a banda stretta<\/em>,  capaci cio\u00e8 di distinguere le singole sorgenti emittenti. Purtroppo,  per quanto ne sappiamo, l\u2019ARPA ha impiegato uno strumento di questo  tipo, l\u2019analizzatore NARDA EHP 200, una sola volta, il 26 gennaio 2009,  in soli 7 punti di misura. Quello invece normalmente utilizzato, il  misuratore portatile in <em>banda larga<\/em> PMM 8053A, con la sonda EP 330, produce alle alte frequenze delle misurazioni del tutto incompatibili con le corrispondenti in <em>banda stretta<\/em>, e va quindi ritenuto poco affidabile\u201d.<\/p>\n<p>Quando  \u00e8 stato possibile analizzare dei dati numericamente sufficienti, c\u2019\u00e8  stata comunque la chiara indicazione di un \u201cnotevole superamento\u201d dei  limiti di sicurezza dei campi elettromagnetici. Onde tutelare la  popolazione dagli effetti di un\u2019esposizione prolungata, la legislazione  italiana prevede che in prossimit\u00e0 delle abitazioni il campo elettrico  debba trovarsi al di sotto della soglia di 6 V\/m. A Niscemi, l\u2019unica  centralina (la n. 2 di Contrada Ulmo) che ha effettuato misurazioni  prolungate nelle alte frequenze ha registrato valori assai variabili  delle emissioni: tra i 5,9 e gli 0,6 V\/m del periodo dicembre 2008 &#8211;  marzo 2009 e tra i 4,5 e i 5,5 V\/m nel periodo febbraio \u2013 settembre  2011. Nel luglio 2012 sono stati raggiunti i 5,8 V\/m e nel successivo  mese di settembre il livello  delle emissioni \u00e8 arrivato a superare i limiti di sicurezza dei 6 V\/m  per lunghi intervalli (dell\u2019ordine delle 10 ore), sino ai 7 V\/m.<\/p>\n<p>Nel  caso di esposizioni multiple, come indicato dalla legge,  all\u2019esposizione alle alte frequenze deve essere poi sommata la  componente di bassa frequenza (LF) che a Niscemi \u00e8 assai elevata,  nell\u2019ordine di 6-7 V\/m. \u201cSommando i valori, \u00e8 evidente come l\u2019intensit\u00e0  di campo elettrico sia doppia rispetto al limite previsto\u201d, denuncia  Coraddu. \u201cPer le emissioni della base NRTF deve quindi essere resa al  pi\u00f9 presto obbligatoria la riduzione a conformit\u00e0 prevista dal DPCM 8  luglio 2003. E, ovviamente, non \u00e8 possibile concedere autorizzazioni per  ulteriori impianti trasmittenti, come le antenne satellitari del MUOS,  le cui emissioni andrebbero a sommarsi a quelle degli altri  trasmettitori presenti, con rischi ulteriori\u201d.<\/p>\n<p>Ancora  oggi, date le scarne caratteristiche tecniche delle antenne del MUOS  fornite dai militari USA, \u00e8 impossibile prevedere quale sar\u00e0 la portata  reale delle emissioni del nuovo impianto di guerra. \u201cLe autorit\u00e0  statunitensi hanno fornito solo le caratteristiche tecniche delle  antenne elicoidali TACO H124, operanti in banda UHF (peraltro  liberamente disponibili nel sito web del costruttore)\u201d, spiega il  ricercatore. \u201cLe caratteristiche delle grandi antenne paraboliche che  trasmetteranno in banda Ka (30-31 Ghz) sono note invece in forma molto  parziale, il che consente solo una valutazione approssimativa nella  direzione dell\u2019asse principale e grandi distanze (superiori ai 500  metri). Una valutazione superficiale porta ad errori e ad evidenti  paradossi, come accade nella relazione ARPA dove si  ammette che <em>il modello di  calcolo utilizzato non fornisce valori in zona di campo reattivo, ovvero  in un raggio di 497 metri dal centro elettrico della parabola<\/em>.  Osservando i mappali si vede chiaramente che le parabole MUOS vengono  deificate a circa 150 metri dalla recinzione della base, oltre la quale  si trova una zona parco della Sughereta di Niscemi, attrezzata con  sentieri e punti sosta. Che succeder\u00e0 in questa fetta del parco in caso  di attivazione del MUOS? L\u2019ARPA propone di <em>effettuare verifiche post-installazione<\/em>.  Ovvero di lasciare edificare l\u2019opera per valutare a posteriori un  inquinamento e un danno che non siamo in condizione di prevedere. Una  proposta che non sembra n\u00e9 ragionevole n\u00e9 accettabile\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNessuno  \u00e8 stato in grado di effettuare previsioni credibili sulle emissioni che  il sistema MUOS, nel suo funzionamento ordinario, comporter\u00e0 per  l\u2019ambiente circostante gi\u00e0 ampiamente soggetto a inquinamento  elettromagnetico\u201d, conclude il prof. Coraddu. \u201cL\u2019autorizzazione alla  realizzazione del sistema MUOS in queste condizioni \u00e8 stato, nel  migliore dei casi, un grave errore. La prosecuzione in presenza di  elementi cos\u00ec gravi sarebbe un errore ancora peggiore, che non pu\u00f2  trovare nessuna giustificazione\u201d.<\/p>\n<p> A  dispetto di un iter autorizzativo a dir poco discutibile e pasticciato e  a fronte delle proteste della popolazione e delle amministrazioni  locali, i lavori proseguono con celerit\u00e0. Centinaia di ragazze e ragazzi  si alternano presidiando da 40 giorni le strade di accesso alla base  USA di Niscemi per impedire l\u2019arrivo di un enorme camion gru che dovr\u00e0  innalzare le tre parabole sui piedistalli gi\u00e0 installati. Potrebbe  bastare una firma del governatore Rosario Crocetta per sospendere  l\u2019efficacia delle autorizzazioni concesse illegittimamente dal  predecessore Raffaele Lombardo. I <em>No MUOS<\/em> l\u2019hanno richiesta nel recente incontro con l\u2019assessora Lo Bello che ha  per\u00f2 preferito glissare la questione. \u201cChiederemo ai militari italiani e  statunitensi di  sospendere i lavori\u201d, ha dichiarato. Peccato che lo aveva gi\u00e0 fatto,  inutilmente, nel giugno scorso, la Procura della repubblica di  Caltagirone, ravvisando nei lavori del MUOS gravi illeciti penali e  violazioni delle normative ambientali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-43969\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"DSCF8668\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/DSCF8668.jpg\" height=\"261\" width=\"348\" \/>di <em \/>Antonio Mazzeo <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":43969,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[24],"tags":[],"class_list":["post-46561","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-c34-cronaca-regionale"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>DOSSIER - 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