{"id":93893,"date":"2016-03-14T09:00:14","date_gmt":"2016-03-14T08:00:14","guid":{"rendered":"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/?p=93893"},"modified":"2016-03-14T09:05:19","modified_gmt":"2016-03-14T08:05:19","slug":"strade-di-belfast-il-nuovo-libro-di-fabio-polese-sara-presentato-a-messina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/strade-di-belfast-il-nuovo-libro-di-fabio-polese-sara-presentato-a-messina\/","title":{"rendered":"\u201cStrade di Belfast\u201d  &#8211; Il nuovo libro di Fabio Polese sar\u00e0 presentato a Messina"},"content":{"rendered":"<div class=\"single-title-wrap\">\n<div class=\"single-title\">\n<p><a href=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/belfast-libro-polese-messina.jpg\" rel=\"attachment wp-att-93894\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-93894 alignnone\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/belfast-libro-polese-messina-173x300.jpg\" alt=\"belfast libro polese messina\" width=\"173\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/belfast-libro-polese-messina-173x300.jpg 173w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/belfast-libro-polese-messina.jpg 554w\" sizes=\"auto, (max-width: 173px) 100vw, 173px\" \/><\/a><\/p>\n<p>In &#8220;Strade di Belfast&#8221; Fabio Polese, attraverso parole ed immagini, ci racconta la situazione attuale di una terra martoriata in cui ancora, nonostante l&#8217;Irish Republican Army (IRA) abbia deposto le armi ed il Sinn Fein nel 2007 abbia dato vita al primo governo di coalizione fra repubblicani ed unionisti, ancora alti sono i muri che dividono le due comunit\u00e0 e la riconciliazione appare ancora molto lontana.<br \/>\n<strong>Ne parleremo assieme all&#8217;autore sabato 19 marzo, ore 19:30 presso La Feltrinelli Point di Messina (<\/strong><span style=\"color: #0000ff;\">Venerd\u00ec il libro sar\u00e0 presentato a Catania alla\u00a0Durden di via S. Gaetano, 22<\/span>).<\/p>\n<header class=\"entry-header\">\n<p class=\"summary entry-summary\">\n<\/header>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Bobby-Sands-in-un-murales-di-Belfast--Andrea-Lessona-620x410.jpg\" rel=\"attachment wp-att-51068\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-51068 alignnone\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Bobby-Sands-in-un-murales-di-Belfast--Andrea-Lessona-620x410-300x199.jpg\" alt=\"Bobby-Sands-in-un-murales-di-Belfast--Andrea-Lessona-620x410\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Bobby-Sands-in-un-murales-di-Belfast--Andrea-Lessona-620x410-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Bobby-Sands-in-un-murales-di-Belfast--Andrea-Lessona-620x410.jpg 619w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"single-title-wrap\">\n<div class=\"single-title\">\n<header class=\"entry-header\">\n<p class=\"summary entry-summary\">Tra muri che parlano e sogni di libert\u00e0) l&#8217;autore, prova a raccontare senza filtri la situazione attuale di una Belfast ancora ribelle<\/p>\n<p class=\"summary entry-summary\">Fabio Polese, originario di Perugia, il giornalista e fotoreporter freelance \u00a0oltre all\u2019Irlanda del Nord, ha realizzato diversi e interessanti reportage in Libano, Kosovo, Birmania, Thailandia, Cambogia e Vietnam.<\/p>\n<\/header>\n<section class=\"entry-content\">\n<div class=\"content-main-column content-sm\">\n<div class=\"entry-content-body\">\n<h4><a href=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/belfast-strade-3.jpg\" rel=\"attachment wp-att-93896\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-93896 alignnone\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/belfast-strade-3.jpg\" alt=\"belfast strade 3\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/belfast-strade-3.jpg 225w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/belfast-strade-3-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/belfast-strade-3-200x200.jpg 200w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/belfast-strade-3-50x50.jpg 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il fotoreporter Polese racconta i giorni infuocati di luglio, quando le parate orangiste<\/strong> provocano la rabbia dei repubblicani ed \u00e8 arricchito da straordinarie foto che parlano della vita quotidiana, degli scontri pi\u00f9 accesi e degli immancabili murales identitari delle roccaforti dei nazionalisti irlandesi. Ma non solo. Nel libro, di estrema attualit\u00e0, ci sono numerose testimonianze ed interviste ad ex militanti dell&#8217;IRA.<\/p>\n<p><strong>\u00abPerch\u00e9, se \u00e8 vero che la situazione si \u00e8 tranquillizzata<\/strong> \u2013 scrive il giornalista &#8211; in questa terra martoriata da decenni di guerra, il passato \u00e8 difficile da dimenticare e la voglia di libert\u00e0 \u00e8 ancora incisa nel cuore di ogni repubblicano irlandese\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sono passati pi\u00f9 di 17 anni dal Good Friday Agreement<\/strong>, gli accordi di pace firmati nell&#8217;aprile del 1998 dal governo britannico ed irlandese e 10 da quando l&#8217;Irish Republican Army (IRA) ha annunciato l&#8217;inizio della distruzione degli armamenti.<\/p>\n<p>Ma davvero l&#8217;IRA non esiste pi\u00f9?<\/p>\n<p>Nel libro appena uscito, Strade di Belfast.\u00a0<strong>Tra muri che parlano e sogni di libert\u00e0 (Eclettica Edizioni)<\/strong> l&#8217;autore, prova a raccontare senza filtri la situazione attuale di una Belfast ancora ribelle.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"single-content\">\n<h4><a href=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/belfast-strade-2.jpg\" rel=\"attachment wp-att-93895\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-93895 alignnone\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/belfast-strade-2.jpg\" alt=\"belfast strade 2\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/belfast-strade-2.jpg 225w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/belfast-strade-2-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/belfast-strade-2-200x200.jpg 200w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/belfast-strade-2-50x50.jpg 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/h4>\n<h4>Per ordinare il libro: <a href=\"mailto:info@ecletticaedizioni.com\" target=\"_blank\">info@ecletticaedizioni.com<\/a><\/h4>\n<h4>Per presentarlo nella tua citt\u00e0: <a href=\"mailto:info@fabiopolese.it\" target=\"_blank\">info@fabiopolese.it<\/a><\/h4>\n<\/div>\n<p>Per saperne di pi\u00f9 sulla questione irlandese su Scomunbicando.it puoi anche leggere:<\/p>\n<h1 class=\"title single-title\">L\u2019IRA E LA THATCHER \u2013 LA SUA MORTE .. PER ANTICIPARE UN ANNIVERSARIO<\/h1>\n<h1 class=\"title single-title\">BOBBY SANDS \u2013 A 30 ANNI DALLA MORTE<\/h1>\n<h1 class=\"title single-title\">LIBRI &amp; TERRORISMO \u2013 COME RACCONTARLO SU UNO SCHERMO\u2026<\/h1>\n<p>e noi ripubblichiamo questi<\/p>\n<header>\n<h1 class=\"title single-title\">LIBRI &amp; ANNIVERSARI \u2013 IL DIARIO DI BOBBY SANDS<\/h1>\n<\/header>\n<div class=\"post-single-content box mark-links\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Se non si fosse lasciato morire di fame nei \u201cblocchi H\u201d del famigerato carcere nordirlandese di Long Kesh, oggi Bobby avrebbe 59 anni.<\/em><\/p>\n<p><em>Era nato il 9 marzo del 1954 ad Abbots Cross, un quartiere periferico di Belfast, ed era poi cresciuto a Rathcoole, sobborgo a maggioranza protestante dal quale la famiglia Sands dovette andarsene a causa delle intimidazioni.<\/em><\/p>\n<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-49927 alignnone\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/tacher_ira.jpg\" alt=\"tacher_ira\" width=\"188\" height=\"268\" \/><\/em><\/p>\n<p><em>Se fosse sopravvissuto alla galera britannica<\/em> -scrive Giorgio Ballario \u2013 <em>forse oggi sarebbe al fianco di tanti compagni dell\u2019Ira, che hanno abbandonato le armi per promuovere il processo di pace nell\u2019Ulster. O magari starebbe con quelle frange che ancora lottano contro l\u2019occupazione inglese, nessuno pu\u00f2 saperlo con certezza.<\/em><\/p>\n<p><em>Di sicuro c\u2019\u00e8 che se il cuore di Bobby Sands ha cessato di battere il tragico 5 maggio del 1981, quando lui aveva appena 27 anni, il suo spirito non \u00e8 morto. Perch\u00e9, come lui stesso scriveva, \u00abNon c\u2019\u00e8 nulla nell\u2019intero arsenale militare inglese che riesca ad annientare la resistenza di un prigioniero politico repubblicano che non vuol cedere: non possono e non potranno mai uccidere il nostro spirito\u00bb.<\/em><br \/>\nLIBRI \u2013 Il diario di Bobby Sands<\/p>\n<p>Articolo riprodotto inegralmete da http:\/\/irlandadelnord.ilreporter.com\/il-diario-di-bobby-sands\/<\/p>\n<div class=\"entry\">\n<p>\u201dBobby Sands \u00e8 un simbolo per la sua gente.<\/p>\n<p>Per questo non morir\u00e0 mai\u201d. Silvia Calamati, la pi\u00f9 grande giornalista italiana esperta della questione nord-irlandese, parla al telefono da Belfast.<\/p>\n<p>E\u2019 appena tornata dal cimitero di Milltown dove, durante una breve cerimonia, ha visto posare sulla tomba dell\u2019Allodola d\u2019Irlanda alcune corone di fiori per ricordare il 29\u00b0 anniversario della sua tragica scomparsa (5 maggio 1981).<\/p>\n<p>Nel cielo grigio carico di pioggia si sono alzate poi le note dell\u2019inno nazionale irlandese.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-49929 alignnone\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/555064_458974444173301_1500045600_n.jpg\" alt=\"555064_458974444173301_1500045600_n\" width=\"255\" height=\"198\" \/><\/p>\n<p>Calamati mi racconta della sua ultima pubblicazione: <strong><em>Il diario di Bobby Sands Storia di un ragazzo irlandese<\/em>, <\/strong>prima edito da Castelvecchi oggi sui tipi de LaFeltrinelli.it<\/p>\n<p>Il libro \u00e8 un adattamento per le giovani generazioni della biografia di <em>Bobby Sands, Nothing But an Unfinished Song<\/em>, pubblicato nel 2006 per il 25\u00b0 anniversario della sua morte.<\/p>\n<p>Scritto dal giornalista di Belfast Denis O\u2019 Hearn, in collaborazione con Laurence McKeown, ex compagno di prigionia di Bobby ed egli stesso uno degli hunger striker del 1981 (70 giorni di digiuno), \u00e8 stato tradotto in italiano da Silvia Calamati.<\/p>\n<p>Si tratta di un\u2019opera in cui leggere la vita di un ragazzo che, a soli 27 anni, decise di dare la vita per i suoi ideali. \u201cE capirne \u2013 mi dice Calamati \u2013 il messaggio. Un messaggio che non ha tempo perch\u00e9 \u00e8 sempre attuale. Il mio obiettivo, attraverso queste pagine, \u00e8 esprimere i valori che Sands ha saputo trasmettere: nelle condizioni terribili e disumane della prigionia s\u00ec \u00e8 battuto sempre per l\u2019amicizia, la solidariet\u00e0, l\u2019amore per la sua comunit\u00e0, la giustizia e la libert\u00e0 del suo paese.<\/p>\n<p>Era un giovane che amava tanto la vita. Gli piaceva moltissimo giocare a calcio, andare a pesca, correre sulla collina di Belfast e osservare l\u2019allodola, l\u2019uccello che pi\u00f9 di tutti secondo lui incarnava il simbolo della libert\u00e0.<\/p>\n<p>E, una volta rinchiuso in carcere, suonare la chitarra, scrivere canzoni per i suoi compagni di prigionia, per sollevare il loro morale nell\u2019inferno di Long Kesh. E non avendo cosa pi\u00f9 grande da dare per la causa in cui credeva decise di lasciarsi morire di fame, per gridare al mondo il suo desiderio di libert\u00e0 e di giustizia per s\u00e9 e la propria gente\u201d\u001d.<\/p>\n<p>Sands, tuttavia, non \u00e8 stato un caso isolato, ma la punta di un iceberg. Assieme a lui, per anni, centinaia giovani detenuti condussero le durissime lotte carcerarie culminate negli scioperi della fame del 1980 e 1981. E lui fu il primo dei dieci giovani repubblicani irlandesi che rifiutarono il cibo fino alla morte, tra il maggio e l\u2019agosto 1981\u001d.<\/p>\n<p>Calamati ha accompagnato la versione italiana del libro con preziosi dettagli sulla biografia dei dieci ragazzi. In queste pagine hanno finalmente un volto, un nome, una storia. Fotografie in bianco e nero di vite spezzate, affiancate dalle oltre cinquanta foto della parte iconografica sempre a cura della reporter italiana.<\/p>\n<p>Assieme al testo \u2013 mi spiega l\u2019autrice \u2013 queste immagini fanno capire le condizioni disumane in cui vissero per anni Sands e i suoi compagni: giovani carni da macello, nelle mani spietate di aguzzini che quotidianamente non risparmiarono loro torture fisiche e morali\u001d\u201d.<\/p>\n<p>Oltre a queste foto vi sono quelle a colori che Calamati \u00e8 riuscita a scattare a Long Kesh nel 2006, visitando le cages e il Blocco H 4, teatro di brutalit\u00e0 e sevizie. Quello stesso carcere che le autorit\u00e0 britanniche hanno deciso di smantellare per farne uno stadio internazionale, con 38.500 posti.<\/p>\n<p>\u201cMi auguro che ci\u00f2 non accada mai. Sarebbe come abbattere il campo di concentramento di Auschwitz o di Dachau. Se tuttavia questo dovesse succedere, spero che le mie fotografie servano come documento storico\u001d\u201d.<\/p>\n<p>E aggiunge: \u001c\u201cE\u2019 giusto cercare di costruire un futuro di pace, dopo pi\u00f9 di trent\u2019anni di conflitto e oltre 3.700 morti. Ma la pace deve essere accompagnata dalla giustizia. Tutto questo non \u00e8 possibile se si negano la storia e le responsabilit\u00e0 di ci\u00f2 che \u00e8 stato commesso in Irlanda del Nord\u201d.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 ci\u00f2 non accada e la memoria sia preservata, Calamati firma un altro libro da consegnare come messaggio alle generazioni future.<\/p>\n<p>Come quelle cui appartiene la bimba dai capelli rossi e dalle lentiggini che con la foto di Bobby Sands in mano appare in copertina.<\/p>\n<p>\u201dSands e i suoi compagni sono ancora vivi tra la gente della comunit\u00e0 nazionalista dell\u2019Irlanda del Nord. Il tempo del dolore \u00e8 diverso da quello cronologico: a Belfast si parla di loro e di ci\u00f2 che hanno rappresentato come se tutto fosse accaduto ieri\u201d.<\/p>\n<p>E quella stessa gente, giovani e giovanissimi compresi, che, ancora oggi, nei pub ascolta le ballate scritte da Sands durante gli anni della prigionia, come <em>Back Home in Derry<\/em> o<em>McIlhatton<\/em>. Le vergava con refill di biro, sulla carta igienica o su pezzetti di carta di sigaretta. Poi, insieme ai suoi pensieri e a suoi articoli, le faceva uscire di nascosto dal carcere. Si firmava con lo pseudonimo di Marcella, il nome della sorella. Lo stesso nome cui \u00e8 dedicato il libro.<\/p>\n<p>Quattro di queste ballate si trovano nel volume di Calamati, accompagnate da altre tre, altrettanto famose: <em>The H-Block Song<\/em>, <em>The Ballad Joe of McDonnell<\/em> e <em>Song for Marcella<\/em>scritta dal suo compagno di prigionia Bik McFarlane.<\/p>\n<p>\u201cQueste canzoni fanno da cornice all\u2019ultima pagina del diario di Sands, che volle scrivere in gaelico. Durante la detenzione Sands studi\u00f2 con passione e insegn\u00f2 ai suoi compagni la sua antica lingua \u2013 mi spiega l\u2019autrice -. Era un modo per ribadire la propria origine, la propria identit\u00e0, la propria cultura. Un modo per essere libero\u001d\u201d.<\/p>\n<div class=\"author\">scritto da Andrea Lessona il 5 maggio 2010<\/div>\n<div class=\"share-container\" data-title=\"Il diario di Bobby Sands\" data-permalink=\"http:\/\/irlandadelnord.ilreporter.com\/il-diario-di-bobby-sands\/\" data-post-thumbnail=\"http:\/\/irlandadelnord.ilreporter.com\/files\/2010\/05\/Bobby-Sands-in-un-murales-di-Belfast-\u00a9-Andrea-Lessona-620x410.jpg\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"entry\"><\/div>\n<div class=\"entry\"><\/div>\n<div class=\"entry\"><strong>continuando a leggere l\u2019articolo di Ballario pubblicato su\u00a0 http:\/\/www.barbadillo.it\/anniversari-bobby-sands-patriota-irlandese-martire-per-la-liberta-contro-ogni-occupazione\/<\/strong><\/div>\n<div class=\"entry\"><\/div>\n<div class=\"entry\"><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div class=\"entry\"><\/div>\n<div class=\"entry\"><strong>\u2026\u2026. <\/strong><em>A distanza di 32 anni da quella primavera di sangue, il suo volto sorridente campeggia ancora sui murales colorati della Belfast cattolica e compare su decine di libri, dedicati a lui e agli altri martiri irlandesi dello sciopero della fame nelle carceri britanniche. Il suo nome \u00e8 ancora cantato nelle ballate che si ascoltano nei pub di Dublino e Derry e gli sono stati dedicati ben tre film, l\u2019ultimo dei quali \u2013 Hunger di Steve McQueen \u2013 \u00e8 uscito pochi anni fa.<\/em><\/div>\n<div class=\"entry\">\n<p><em>Ma l\u2019esempio di Bobby va al di l\u00e0 dei confini, vive anche nel ricordo di migliaia di giovani che in quel lontano 1981 si affacciavano al mondo della politica, in un\u2019Italia ancora dilaniata dal terrorismo e dalla violenza degli opposti estremismi, dalle stragi di Stato e dalla lotta di classe. Nel clima avvelenato della strategia della tensione, del \u201ctutti contro tutti\u201d, della guerra civile permanente, l\u2019esempio di quel giovane irlandese che si lasciava morire per svelare al mondo il volto brutale dell\u2019imperialismo in tailleur e cappellino della signora Thatcher, sembrava una boccata d\u2019aria pulita.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abPrati e scogliere dell\u2019Irlanda lass\u00f9 a Nord, gente come roccia di Belfast, e la croce d\u2019oro di una fede che vivr\u00e0, cornamuse e mitra son per Sands\u00bb, cantava la Compagnia dell\u2019Anello. E nelle sezioni missine e nei circoli della destra radicale, all\u2019epoca non troppo diverse dai \u201ccovi\u201d repubblicani di Belfast circondati da filo spinato e telecamere a circuito chiuso, molti accostavano il nome di Bobby a quello dei caduti \u201cneri\u201d nei tristi Anni Settanta. Non che si volesse dare la patente di \u201cfascista\u201d a chi non lo era, ma in qualche modo il microcosmo degli \u201cesuli in patria\u201d, per usare una felice espressione di Marco Tarchi, si riconosceva pienamente nella lotta dei repubblicani irlandesi: cattolici, socialisti, nazionalisti e tradizionalisti.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci fu persino chi, nel periodo confuso e caotico dello \u201cspontaneismo armato\u201d, prov\u00f2 ad avvicinare l\u2019Ira per offrire collaborazione militare e logistica. Collaborazione cortesemente respinta al mittente, anche perch\u00e9 la principale organizzazione guerrigliera d\u2019Europa non aveva certo bisogno dell\u2019aiuto di pochi cani sciolti in latitanza, visto che poteva contare sull\u2019appoggio di un intero popolo e sui finanziamenti della potente comunit\u00e0 irlandese degli Usa.<\/em><\/p>\n<p><em>Bobby Sands se ne and\u00f2 in una lurida cella del carcere di Maze-Long Kesh, dopo 66 giorni di sciopero della fame. Uno sciopero serio, non alla Pannella. Dopo di lui si spensero nell\u2019ordine Francis Hughes, Ray McCreesh, Patsy O\u2019Hara, Joe McDonnell, Martin Hurson, Kevin Lynch, Kieran Doherty, Thomas McElwee e Mickey Devine. Tutti prigionieri politici, arrestati in quanto membri dell\u2019Ira o dell\u2019Inla (Irish National Liberation Army). Era stato proprio Bobby, nominato officer commanding (ufficiale comandante) dei detenuti di Maze, a decidere questa strategia: lui cominci\u00f2 a rifiutare il cibo il 1\u00b0 marzo e\u00a0 gli altri prigionieri avrebbero dovuto unirsi allo sciopero ad intervalli regolari, allo scopo di aumentare l\u2019impatto \u201cpubblicitario\u201d dell\u2019iniziativa. Infatti i dieci detenuti politici morirono nell\u2019arco di molti mesi: l\u2019ultimo, Mickey Devine, il 20 agosto del 1981.<\/em><\/p>\n<p><em><br \/>\nMalgrado l\u2019ondata di sdegno internazionale contro Londra, il governo britannico non cedette e lasci\u00f2 morire i dieci prigionieri repubblicani, che chiedevano solo un trattamento carcerario migliore, il riconoscimento dello status di detenuto politico, la possibilit\u00e0 di indossare abiti civili e non l\u2019uniforme da galeotto e di scrivere e studiare la lingua gaelica. Ma come spesso accade, anche un granello di sabbia alla lunga pu\u00f2 inceppare l\u2019ingranaggio. E ora si pu\u00f2 tranquillamente affermare che il sacrificio di Bobby Sands e dei suoi compagni non \u00e8 stato inutile, perch\u00e9 da allora il mondo ha guardato con occhi diversi alla \u201cquestione irlandese\u201d e lo stesso governo britannico ha dovuto modificare la propria strategia. Persino all\u2019interno dell\u2019Ira quegli episodi hanno prodotto una nuova concezione politica, dando fiato all\u2019ala pi\u00f9 disposta alla trattativa.<\/em><\/p>\n<p><em>Come molti altri nordirlandesi, la palestra politica di Bobby Sands era stata la strada. Abbandonati gli studi, diventa un apprendista capo cantiere, finch\u00e9 non \u00e8 obbligato a lasciare il lavoro, sempre per le pressioni dei lealisti. A diciott\u2019anni aderisce all\u2019Ira, viene arrestato e rimane in carcere senza processo fino al 1976. Quando esce si trasferisce nei quartieri occidentali di Belfast e diventa attivista della comunit\u00e0 cattolica e repubblicana. Nel \u201977 viene di nuovo arrestato e anche se le accuse pi\u00f9 gravi vengono lasciate cadere \u00e8 condannato a 14 anni di prigione per detenzione d\u2019armi: nell\u2019auto su cui viaggiava con altri quattro amici era stata infatti trovata una pistola.<\/em><\/p>\n<p><em>Sconta la pena nel carcere di Long Kesh, chiamato anche Maze, e insieme con gli altri detenuti repubblicani d\u00e0 vita a una lunga serie di battaglie per ottenere un trattamento migliore. Sono gli anni della \u201cblanket protest\u201d (indossano solo una coperta perch\u00e9 si rifiutano di mettere l\u2019uniforme da carcerato), della \u201cdirty protest\u201d (tutti i bisogni fisiologici vengono espletati in cella) e dei primi scioperi della fame. In questo periodo Bobby s\u2019improvvisa poeta e giornalista, scrive di nascosto su rotoli di carta igienica e con curiosi stratagemmi riesce a far uscire i suoi articoli dalla prigione, rivelando al mondo intero le vergognose condizioni di vita a Maze.<\/em><\/p>\n<p><em>I suoi scritti verranno raccolti nel volume \u201cUn giorno della mia vita\u201d, pubblicato in Italia da Feltrinelli, nel quale denuncia gli abusi cui sono sottoposte le persone arrestate sulla base dello Special Powers Act, che di fatto sospende i diritti civili:\u00a0 \u00abIn questi centri di polizia staliniana i sospettati potevano aspettarsi torture psicologiche come la roulette russa, pestaggi condotti al buio, minacce verso i propri familiari e uso di droghe. Pi\u00f9 comune era la tortura fisica, come costanti percosse subire calci e pugni senza tregua\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel marzo dell\u201981 i detenuti cattolici cominciano il secondo sciopero della fame. Per salvare Bobby il Sinn Fein (l\u2019ala politica dell\u2019Ira) riesce a farlo eleggere al Parlamento di Westminster, ma il governo di Londra si rifiuta di scarcerarlo, sancendone di fatto la condanna a morte. Al suo funerale partecipano 100 mila persone e per la Gran Bretagna a livello d\u2019immagine \u00e8 un\u2019enorme sconfitta: l\u2019Ira fa incetta di nuovi volontari, dagli Stati Uniti affluiscono milioni di sterline raccolti nelle comunit\u00e0 irlandesi d\u2019oltreoceano e in Irlanda anche i nazionalisti pi\u00f9 tiepidi e moderati si schierano con le posizioni dell\u2019Ira. A New York i portuali bloccano per 24 ore le navi britanniche, a Milano in 5 mila bruciano in piazza l\u2019Union Jack, a Gand gli studenti irrompono nel consolato britannico e a Parigi in migliaia sfilano dietro l\u2019immagine di Sands. La citt\u00e0 francese di Le Mans gli dedica una via, cos\u00ec come Teheran, dove via Winston Churchill viene ribattezzata Bobby Sands. Aveva ragione Bobby: nessuna arma pu\u00f2 uccidere lo spirito di un combattente irlandese.<\/em><\/p>\n<div id=\"autore-articolo\">A cura di Giorgio Ballario<\/div>\n<div><\/div>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-49955\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/bobby-i-giorno.jpg\" alt=\"bobby-i-giorno\" width=\"234\" height=\"300\" \/><\/div>\n<div>\n<div class=\"post-entry\">\n<p>5 maggio 1981, 32 anni fa fra pochi giorni, Bobby Sands aveva 27 anni, mor\u00ec dopo 66 giorni di sciopero della fame e 5 richieste mai accettate. Altri 9 giovani repubblicani morirono dopo di lui. Ricordiamo Bobby Sands, e la sua carnefice, con alcune sue citazioni e alcune magniloquenti fotografie d\u2019epoca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"post-entry\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u201cEveryone, Republican or otherwise, has their own particular part to play. No part is too great or too small; no one is too old or too young to do something.\u201d<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-49956\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/saoirse.jpg\" alt=\"saoirse\" width=\"350\" height=\"350\" \/><\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cOur revenge will be the laughter of our children.\u201d<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-49957\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/foto-4-bobby.jpg\" alt=\"foto-4-bobby\" width=\"594\" height=\"421\" \/><\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cThey won\u2019t break me because the desire for freedom, and the freedom of the Irish people, is in my heart. The day will dawn when all the people of Ireland will have the desire for freedom to show. It is then that we will see the rising of the moon.\u201d<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/loscrignodellapoliteia.files.wordpress.com\/2010\/05\/supporters-bobby.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-49958\" title=\"supporters bobby sands\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/supporters-bobby.jpg\" alt=\"supporters-bobby\" width=\"589\" height=\"421\" \/><\/a><\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cThey have nothing in their whole imperial arsenal that can break the spirit of one Irishman who doesn\u2019t want to be broken.\u201d<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-49959\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/coffin.jpg\" alt=\"coffin\" width=\"573\" height=\"421\" \/><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>foto e frasi tratte da <a href=\"http:\/\/loscrignodellapoliteia.wordpress.com\/\">http:\/\/loscrignodellapoliteia.wordpress.com<\/a><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<header>\n<h1 class=\"title single-title\">LA QUESTIONE IRLANDESE AL CINEMA \u2013 \u201cJIMMY\u2019S HALL\u201d &amp; \u201c\u201971\u201d<\/h1>\n<p><span class=\"theauthor single-postmeta\">Caricato nella categoria <a href=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/category\/s9-cultura\/c40-cultura\/\">Cultura<\/a> da <a title=\"Articoli scritti da: admin\" href=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/author\/admin\/\" rel=\"nofollow\">admin<\/a> il <i>08\/01\/2015<\/i><\/span><\/p>\n<\/header>\n<div class=\"post-single-content box mark-links\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-67436\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/film_irlandese.jpg\" alt=\"film_irlandese\" width=\"459\" height=\"91\" \/><\/p>\n<div class=\"social-share-wrapper\"><\/div>\n<div class=\"adv adv-videoad\"><\/div>\n<p>Molti registi si sono pertanto cimentati con la <strong>questione nordirlandese<\/strong> e tutti questi tentativi, alcuni pi\u00f9 fortunati di altri, hanno comunque contribuito in qualche modo ad illustrare i vari aspetti del conflitto, anche i meno noti, ma soprattutto a rimarcarne l\u2019incidenza sulle storie di vita vissuta non solo dagli abitanti delle <em>estates di Belfast<\/em>, <em>Derry<\/em>, <em>Portadown<\/em> o delle campagne del <em>South Armagh<\/em>, ma anche dai soldati britannici di stanza in Ulster.<\/p>\n<p>Quest\u2019articolo riporta le recensioni di alcuni di questi films, con l\u2019intenzione di favorirne la visione per far meglio comprendere le dinamiche di fondo del conflitto, viste attraverso una prospettiva diversa: l\u2019occhio della cinepresa.<\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h2><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-67437\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/50486.jpg\" alt=\"50486\" width=\"400\" height=\"571\" \/><\/em><\/h2>\n<h2><em>Jimmy\u2019s Hall<\/em><\/h2>\n<p>Nel 1921, un\u2019Irlanda sull\u2019orlo della guerra civile, Jimmy Gralton aveva costruito nel suo paese di campagna un locale dove si poteva danzare, fare pugilato, imparare il disegno e partecipare ad altre attivit\u00e0 culturali.<\/p>\n<p>Tacciato di comunismo era stato costretto a lasciare la propria terra per raggiungere gli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Dieci anni dopo Jimmy vi fa ritorno e sono i giovani a spingerlo a riaprire il locale.<\/p>\n<p>Gralton \u00e8 inizialmente indeciso ma ben presto cede alle richieste. Chi gli era stato ostile in passato torna a contrastarlo.<\/p>\n<p>Ken Loach torna nell\u2019Irlanda che aveva messo al centro del suo cinema ne <em><a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/dizionario\/recensione.asp?id=44277\">Il vento che accarezza l\u2019erba<\/a><\/em> e lo fa in modo apparentemente inusuale.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 al centro di questa storia ci sono uomini e donne che difendono quello che un tempo avremmo definito un dancing.<\/p>\n<p>La musica che accompagna le dure immagini della Depressione americana potrebbe aprire un film di <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/biografia\/?r=609\">Woody Allen<\/a> ma il contesto \u00e8 e resta quello pi\u00f9 amato dal regista inglese: la vita di uomini e donne che cercano nella condivisione di idee e di spazi quel senso della socialit\u00e0 che altri vorrebbero irregimentare per poterlo controllare il pi\u00f9 possibile.<\/p>\n<p>Quello che Jimmy Granton (attivista socialista realmente esistito) edifica per due volte \u00e8 di fatto un centro sociale ante litteram in cui si possono condividere saperi ma anche la gioia dello stare insieme. Definire \u2018peccaminose\u2019 le danze che vi si praticano \u00e8, per la chiesa locale e per gli esponenti della destra, solo un pretesto per impedire la circolazione di idee ritenute pericolose.<\/p>\n<p>Chi frequenta la Pearse-Connolly Hall \u00e8 spesso anche un buon cristiano che partecipa alla messa domenicale. \u00c8 proprio questo che va colpito e debellato da quel potere ecclesiastico che per\u00f2, a differenza dei reazionari pi\u00f9 retrivi, \u00e8 ancora capace di comprendere l\u2019onest\u00e0 degli intenti dell\u2019avversario.<\/p>\n<p>Il film esce in un tempo in cui a Roma siede un pontefice che ha dichiarato di saper ballare la milonga e di non sostenere ovviamente il comunismo ma anche di aver conosciuto tante brave persone che erano comuniste. <em>Jimmy\u2019s Hall<\/em> potrebbe piacergli.<\/p>\n<div class=\"product-profile-box-middlerow-left\">\n<ul class=\"product-profile-box-middlerow-list\">\n<li><strong>DATA USCITA<\/strong>: <time>18 dicembre 2014<\/time><\/li>\n<li><strong>GENERE<\/strong>: Drammatico<\/li>\n<li><strong>ANNO<\/strong>: 2014<\/li>\n<li><strong>REGIA<\/strong>: <a href=\"http:\/\/www.comingsoon.it\/film\/cast\/?key=58263\">Ken Loach<\/a><\/li>\n<li><strong>SCENEGGIATURA<\/strong>: <a href=\"http:\/\/www.comingsoon.it\/film\/cast\/?key=59438\">Paul Laverty<\/a><\/li>\n<li><strong>ATTORI<\/strong>: <a href=\"http:\/\/www.comingsoon.it\/film\/cast\/?key=130447\">Barry Ward<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.comingsoon.it\/film\/cast\/?key=149462\">Andrew Scott<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.comingsoon.it\/film\/cast\/?key=242637\">Simone Kirby<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.comingsoon.it\/film\/cast\/?key=75286\">Jim Norton<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.comingsoon.it\/film\/cast\/?key=135044\">Brian F. O\u2019Byrne<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.comingsoon.it\/film\/cast\/?key=242648\">Aisling Franciosi<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<div class=\"product-profile-box-middlerow-right\">\n<ul class=\"product-profile-box-middlerow-list\">\n<li><strong>FOTOGRAFIA<\/strong>: <a href=\"http:\/\/www.comingsoon.it\/film\/cast\/?key=129702\">Robbie Ryan<\/a><\/li>\n<li><strong>MONTAGGIO<\/strong>: <a href=\"http:\/\/www.comingsoon.it\/film\/cast\/?key=75637\">Jonathan Morris<\/a><\/li>\n<li><strong>MUSICHE<\/strong>: <a href=\"http:\/\/www.comingsoon.it\/film\/cast\/?key=32140\">George Fenton<\/a><\/li>\n<li><strong>PRODUZIONE<\/strong>: Sixteen Films, Element Pictures, Why Not Productions<\/li>\n<li><strong>DISTRIBUZIONE<\/strong>: BIM<\/li>\n<li><strong>PAESE<\/strong>: Francia, Gran Bretagna, Irlanda<\/li>\n<li><strong>DURATA<\/strong>: 106 Min<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<h2><\/h2>\n<h2><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-67438\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/71_film.jpg\" alt=\"71_film\" width=\"539\" height=\"399\" \/><\/h2>\n<h2><strong>\u201971<\/strong><\/h2>\n<p>A differenza di altre pellicole che hanno affrontato la delicata questione irlandese, \u201971 non ha paura di mostrare i torti di entrambe le fazioni, sia dell\u2019IRA che dei Lealisti protestanti.<\/p>\n<p>Una sporca guerra<\/p>\n<p>Che nei conflitti \u2013 di qualsiasi tipo \u2013 non sia mai tutto bianco o nero non \u00e8 una novit\u00e0. Che la <strong>questione irlandese<\/strong> sia uno dei momenti pi\u00f9 drammatici della storia europea neppure. Ma ad aprirci gli occhi sulla complessit\u00e0 della guerra tra cattolici e protestanti combattuta nell\u2019Irlanda del Nord arriva oggi una nuova pellicola intitolata <a href=\"http:\/\/movieplayer.it\/film\/-71-%3Cem%3E39396\/\">\u201971<\/a>. Un\u2019opera prima dirompente, presentata in concorso al Festival di Berlino che subito mette una seria ipoteca sul palmares. A colpire \u00e8 la scoperta che l\u2019autore di questo lavoro, con i _troubles, non ha niente a che fare. <a href=\"http:\/\/movieplayer.it\/personaggi\/yann-demange_157476\/\">Yann Demange<\/a> \u00e8 un regista parigino cresciuto a Londra che si \u00e8 fatto notare con la serie tv britannica <a href=\"http:\/\/movieplayer.it\/serietv\/top-boy_3050\/\">Top Boy<\/a>. Alle spalle, per il suo film d\u2019esordio, ha la solida sceneggiatura firmata dal drammaturgo scozzese <a href=\"http:\/\/movieplayer.it\/personaggi\/gregory-burke_374239\/\">Gregory Burke<\/a>, tradotta sullo schermo in immagini concitate, aggiaccianti e realistiche. Gli eventi chiave di <strong>\u201971<\/strong> si consumano in una manciata di ore. Demange e Burke scelgono di affrontare la questione irlandese adottando il punto di vista di un osservatore esterno catapultato nel conflitto suo malgrado. Gary, un giovane soldato inglese, viene inviato in missione nelle strade di Belfast per scortare la polizia dell\u2019Ulster, intenta a fare irruzione nelle case del quartiere cattolico in cerca di armi dell\u2019IRA. All\u2019improvviso la piazza si infiamma, i vicoli si riempiono di cattolici che aggrediscono i soldati, a cui \u00e8 stato dato l\u2019ordine di non sparare sulla folla, e questi ultimi fuggono lasciando indietro Gary. Per il giovane inizia un lungo calvario che, in un\u2019estenuante fuga notturna, lo porter\u00e0 a contatto con le varie fazioni, con l\u2019<strong>IRA<\/strong> che lo cerca per ucciderlo, con i Lealisti Protestanti e con un medico irlandese che, insieme alla figlia, lo soccorre e lo accoglie nella propria casa.<\/p>\n<div class=\"adv adv-left adv-300x250\"><\/div>\n<p>Sangue per le strade di Belfast<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"article-image-wrapper\"><img decoding=\"async\" class=\"image-responsive article-image-right prograsync-image prograsync-loaded\" src=\"http:\/\/images.movieplayer.it\/t\/images\/2014\/02\/03\/71-jack-o-connell-in-una-scena-del-film-298127_jpg_351x0_crop_q85.jpg\" alt=\"'71: Jack O'Connell in una scena del film\" \/><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per raccontare la Belfast del \u201971, Yann Demange adotta un approccio realistico e uno stile concitato. La macchina a mano si getta nel bel mezzo degli scontri filmando i dettagli dei corpi, dei volti, le urla rabbiose della folla, gli spari, gli schizzi di sangue. L\u2019estetica documentaristica, supportata dalla splendida fotografia sgranata e virata in seppia, conferisce potenza acuendo l\u2019impatto devastante della visione. Demange non ha paura di sporcarsi le mani. Il suo film profuma di pietra, terra, sangue e ricrea con accuratezza l\u2019atmosfera di tensione che si respirava all\u2019epoca dei <strong>troubles<\/strong>. Se si esclude la presenza costante di Gary (interpretato da un convincente <a href=\"http:\/\/movieplayer.it\/personaggi\/jack-o-connell_124751\/\">Jack O\u2019Connell<\/a>), <strong>\u201971<\/strong> \u00e8 attraversato da una galleria di personaggi, tutti fortemente caratterizzati, che appaiono e scompaiono con rapidit\u00e0. Dallo spavaldo bambino lealista che accompagna Gary al pub al ragazzino taciturno che collabora con l\u2019IRA fino alla bella figlia del medico appassionata di musica inglese, ogni figura rimane impressa nella mente dello spettatore proprio in virt\u00f9 della sua autenticit\u00e0. Tutte le interpretazioni sono notevoli, in particolare quella di Jack O\u2019Connell, giovane promessa del cinema britannico scelta da <a href=\"http:\/\/movieplayer.it\/personaggi\/angelina-jolie_1117\/\">Angelina Jolie<\/a> per interpretare il suo secondo lavoro da regista, il biopic <a href=\"http:\/\/movieplayer.it\/film\/unbroken_35139\/\">Unbroken<\/a>. Nel suo viaggio disperato attraverso la<strong>Belfast<\/strong> notturna, Jack esplora la gamma delle emozioni che il suo soldato sperimenta riuscendo a non far mai venire meno la propria umanit\u00e0 e vulnerabilit\u00e0 anche se la posta in gioco \u00e8 la sua sopravvivenza. Una prova di grande maturit\u00e0 per un attore appena ventitreenne.<\/p>\n<p>N\u00e8 santi n\u00e9 eroi<\/p>\n<div class=\"article-image-wrapper\"><img decoding=\"async\" class=\"image-responsive article-image-left prograsync-image prograsync-loaded\" src=\"http:\/\/images.movieplayer.it\/t\/images\/2014\/02\/05\/71-jack-o-connell-dietro-le-sbarre-in-una-scena-del-film-298536_jpg_351x0_crop_q85.jpg\" alt=\"'71: Jack O'Connell dietro le sbarre in una scena del film\" \/><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A differenza di altre pellicole che hanno affrontato la delicata questione irlandese, <strong>\u201971<\/strong> non ha paura di mostrare i torti di entrambe le fazioni. Sia l\u2019IRA che i Lealisti sono tormentati da conflitti interni con i rispettivi gruppi paramilitari che portano a scissioni, cambi di fronte e tradimenti. Questa intricata rete di rapporti e conflitti rappresenta il background in cui si inserisce la disavventura del soldato Gary, rendendo talvolta difficile la comprensione degli eventi allo spettatore che non conosce a fondo la storia dei troubles. Un prezzo da pagare perch\u00e9 il film risulti cos\u00ec autentico. A magnificare gli eroi del conflitto ci hanno pensato altri. Da estraneo ai fatti narrati, Yann Demange sceglie di descrivere nel modo pi\u00f9 realistico possibile la complessit\u00e0 dell\u2019epoca rinunciando a scorciatoie o semplificazioni. A muovere i soggetti coinvolti nella lotta non sempre sono l\u2019amore per la propria gente o gli ideali indipendentisti, ma gli interessi economici, la brutalit\u00e0, talvolta la stupidit\u00e0. Col suo stile diretto, <strong>\u201971<\/strong> gratta via la patina epica che ammanta gli eventi storici per far affiorare la sporcizia. Un film tanto duro quanto necessario.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-67439\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/ira_2.jpg\" alt=\"ira_2\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<header class=\"entry-header\">Un film di Yann Demange.<\/header>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con Jack O\u2019Connell, Paul Anderson, Richard Dormer, Sean Harris, Martin McCann. Charlie Murphy, Sam Reid, David Wilmot<\/p>\n<header class=\"entry-header\">Thriller,<\/header>\n<p>durata 100 min.<\/p>\n<p>Gran Bretagna<\/p>\n<p>2014.<\/p>\n<header class=\"entry-header\">\n<h1 class=\"entry-title\">Troubles in Irlanda del Nord<\/h1>\n<\/header>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/www.irlandaonline.com\/3856-troubles-in-irlanda-del-nord-breve-storia-delle-peacelines\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-26234 alignnone\" title=\"Troubles in Irlanda del Nord\" src=\"http:\/\/www.irlandaonline.com\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/derry-murales.jpg\" alt=\"Troubles in Irlanda del Nord\" width=\"357\" height=\"253\" \/><\/a><\/p>\n<p>I <strong>Troubles in Irlanda del Nord<\/strong>, un periodo buio della storia del Nord Irlanda. \u00c8 nell\u2019agosto del 1969 che inizi\u00f2 quella definita come la fase pi\u00f9 recente dei troubles in Irlanda del Nord.<br \/>\nI lealisti residenti lungo<strong>Newtownards Road<\/strong>, ad East<strong>Belfast<\/strong>, attaccarono la chiesa di <strong>Saint Matthews<\/strong> e le abitazioni cattoliche dell\u2019adiacente ghetto di <strong>Short Strand<\/strong>, vero e proprio isolotto nazionalista in mezzo ad un mare \u201carancione\u201d. Poi nel pomeriggio dello stesso giorno gli scontri proseguirono nella periferia nord della citt\u00e0, nel quartiere di <strong>Ardoyne<\/strong>, proprio a ridosso di <strong>Crumlin Road<\/strong>, per poi propagarsi nei giorni successivi con feroce violenza a tutta l\u2019<strong>Irlanda del Nord<\/strong>.<\/p>\n<h2>Troubles in Irlanda del Nord<\/h2>\n<p>Tali offensive protestanti ebbero il logico effetto di portare i cattolici, i pi\u00f9 giovani e combattivi, a riunirsi in comitati locali di difesa e ad organizzare una sorta di resistenza, quartiere per quartiere, casa per casa, mediante la costruzione di rozze e primitive barricate per meglio fronteggiare le incursioni degli unionisti.<br \/>\nSebbene erette soprattutto a scopo difensivo, le barricate rappresentavano un\u2019imbarazzante presenza per il governo ed ancora di pi\u00f9 furono considerate come un\u2019implicita sfida da parte della comunit\u00e0 cattolica nei confronti dello stesso Stormont regime e della <strong>Royal Ulster Constabulary<\/strong> (RUC), entrambe accusate di non difendere i diritti dei cittadini di credo cattolico.<\/p>\n<p>Quando il 9 settembre dello stesso anno il Primo Ministro, l\u2019unionista <strong>Chichester-Clarke<\/strong>, diede l\u2019ordine di smantellare le barricate, la tensione nei quartieri nazionalisti crebbe: prevedibilmente i cattolici si rifiutarono di obbedire ed i protestanti, dal canto loro, iniziarono ad ammassare vecchi mobili, rottami, carcasse di auto e quant\u2019altro lungo le vie di accesso alle loro zone.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Belfast<\/strong> ormai sembrava una citt\u00e0 del Lombardo-Veneto durante le guerre di indipendenza contro i soldati del Generale Radetzky.<\/p>\n<div id=\"attachment_29092\" class=\"wp-caption alignnone\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.irlandaonline.com\/3856-troubles-in-irlanda-del-nord-breve-storia-delle-peacelines\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-29092\" title=\"Troubles in Irlanda del Nord\" src=\"http:\/\/www.irlandaonline.com\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/peacelines.jpg\" alt=\"Troubles in Irlanda del Nord\" width=\"463\" height=\"328\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Foto anamericanincopenhagen.blogspot.it\/<\/p>\n<\/div>\n<p>Nel giro di pochi giorni solamente lungo le aree del<strong>Lower Falls<\/strong>e di<strong>Shankill<\/strong>, di tali barricate se ne contavano circa duecento, dislocate in ogni strada o vicolo con un qualche accesso esterno. Il governo di Stormont cominci\u00f2 a mettere pressione sull\u2019esercito di Sua Maest\u00e0 affinch\u00e9 questo cominciasse a riprendere il controllo delle strade. Cos\u00ec i soldati eressero vere e proprie barriere di filo spinato e sacchi di sabbia, dove posero le loro postazioni per controllare le rozze barricate ed i quartieri in fermento.<br \/>\n<strong>Sir Ian Freeland<\/strong>, all\u2019epoca <strong>General Officer Commanding del British Army<\/strong>, afferm\u00f2: \u201cNon avremo mai un muro di Berlino o roba simile in questa citt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>E comunque durante i Troubles in Irlanda del Nord, nessuno credeva che tali barricate dell\u2019esercito sarebbero rimaste in piedi\u00a0cos\u00ec tanto a lungo. In realt\u00e0 tali barriere si rivelarono tutt\u2019altro che temporanee, le <strong>peacelines<\/strong>, cos\u00ec chiamate, si sono rivelate alquanto longeve nel tempo e, dalle prime erette lungo Cupar Street e nel Lower Falls, si sparsero anche in altre zone calde come Springmartin, New Barnsley, Lenadoon e Lady Brook a West Belfast, come New Lodge, Tiger Bay, Ardoyne ed Old Park a North Belfast ed infine, ad est, a Short Strand.<\/p>\n<p>Inoltre, come \u00e8 avvenuto per la zona intorno a Manor Street nel 1986, anche l\u2019urbanistica della citt\u00e0 ed il relativo sviluppo hanno dovuto tener conto di tutto ci\u00f2 in varie occasioni alcune strade sono state letteralmente demolite e ricostruite con degli enormi muri in mezzo, come ad esempio\u00a0Bryson Street.<\/p>\n<p>Durante i Troubles in Irlanda del Nord, Le \u201c<strong><em>linee della pace<\/em><\/strong>\u201d da temporanee, fatte di sabbia e filo spinato, adesso sono vere e proprie strutture permanenti, in cemento, con l\u2019aggiunta di barre d\u2019acciaio e reticolati di ferro. <strong>Belfast<\/strong> \u00e8 stata sempre caratterizzata dall\u2019essere una citt\u00e0 ad alto grado di segregazione, data la netta divisione e conflittualit\u00e0 fra le due comunit\u00e0. Gi\u00e0 a partire del tardo diciannovesimo secolo, in un periodo di forte sviluppo e crescita industriale, gli emigranti che si trasferirono in citt\u00e0 dalle campagne in cerca di lavoro hanno sempre teso a stanziarsi nelle medesime aree dei loro correligiosi per di pi\u00f9 gli sporadici tentativi dei sindacati, delle <em>trade unions<\/em> e delle forze progressiste del paese di riunire la classe operaia al di l\u00e0 delle differenze religiose hanno costantemente fallito.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-67440\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/ira_4.jpg\" alt=\"ira_4\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/p>\n<p>Successivamente, i periodi di crisi politica ed economica, le rivolte del 1886 e degli anni seguenti, la Partition del 1921-22, che di fatto divise le sei contee del Nord dal resto dell\u2019isola, ed i continui movimenti anti-cattolici degli anni \u201920 e \u201930 sono stati tutti fattori che hanno contribuito ad una ancora pi\u00f9 profonda divisione della popolazione lungo due linee \u201csettarie\u201d.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 si manifest\u00f2 in seguito, con conseguenze devastanti, dopo la creazione della<strong>Northern Ireland Civil Rights Association<\/strong> (NICRA), nel febbraio del 1967, le cui richieste erano alquanto moderate:<br \/>\n\u2013\u00a0la riforma del governo locale (fino ad allora Stormont era stato decisamente un governo protestante di uno stato protestante per gente protestante)<br \/>\n\u2013\u00a0la cessazione di ogni forma di discriminazione dei cittadini di religione cattolica nella distribuzione delle case, del lavoro e di fronte alla giustizia.<\/p>\n<div id=\"attachment_29095\" class=\"wp-caption alignnone\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.irlandaonline.com\/3856-troubles-in-irlanda-del-nord-breve-storia-delle-peacelines\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-29095\" title=\"Troubles in Irlanda del Nord\" src=\"http:\/\/www.irlandaonline.com\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/peacelines2.jpg\" alt=\"Troubles in Irlanda del Nord\" width=\"377\" height=\"268\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Foto citynoise.org<\/p>\n<\/div>\n<p>Chiaramente i protestanti liberali erano in grado di accettare tali richieste, ma solo alcuni, molto pochi, lo fecero; tutti gli altri no, scegliendo di cavalcare, a causa del timore di perdere il proprio status e tutti quei privilegi che ne derivano, le considerazioni e le tesi di quei leaders politici unionisti che etichettavano gli attivisti della <strong>NICRA<\/strong>, ed in generale tutto il movimento per i diritti civili, come sovversivi sostenitori dell\u2019<strong><a title=\"IRA\" href=\"http:\/\/www.irlandaonline.com\/1029-irish-republican-army\/\">IRA<\/a><\/strong>.<br \/>\nA seguito di ci\u00f2, gli attivisti per i diritti civili sono stati arrestati, attaccati, percossi, internati e minacciati: le foto dei poliziotti intenti a pestare e manganellare i dimostranti durante la marcia del 5 ottobre del 1968 fecero il giro del mondo.<br \/>\nChiss\u00e0 cosa ne sarebbe stato della moderna storia dell\u2019<strong>Irlanda del Nord<\/strong> se le richieste della<strong>NICRA<\/strong> fossero state accolte, lasciando alle spalle i giorni oscuri del regime di Stormont ma soprattutto chiss\u00e0 quante vite sarebbero state risparmiate.<\/p>\n<p>La cosa, a mio avviso, pi\u00f9 sconcertante di quegli anni fu il fallimento della classe operaia protestante, nel non fare fronte comune con l\u2019equivalente cattolica, e nel farsi manipolare dalla propria classe dirigente, dall\u2019<strong>Orange Order<\/strong> e dai politici unionisti per poi avere, in cambio dei voti e del sostegno dati loro, case scadenti, quartieri dormitorio e salari da fame.<br \/>\nGli scontri dell\u2019agosto e settembre del 1969 sono stati fra i peggiori di tutto il conflitto nordirlandese e della storia dei Troubles in Irlanda del Nord: 8 morti, circa 1500 famiglie cattoliche e 300 protestanti cacciate dalle loro case. Nel febbraio 1973, fu calcolato che circa 60.000 persone, circa il 10% dell\u2019intera popolazione di <strong>Belfast<\/strong>, furono costrette ad abbandonare le proprie abitazioni, segnando al tempo il pi\u00f9 grande spostamento della popolazione avvenuto in Europa dalla II Guerra Mondiale.<\/p>\n<p>Da allora morte e distruzione sono state di casa nelle sei contee e la situazione nel corso degli anni passati and\u00f2 addirittura peggiorando: degli oltre tremila morti, di cui la met\u00e0 a<strong>Belfast<\/strong>, circa 750 sono stati ufficialmente considerati omicidi settari, la maggior parte dei quali commessi dagli squadroni della morte dei gruppi paramilitari lealisti (UVF, UDA\/UFF, LVF e RHD) ai danni della comunit\u00e0 cattolica\/nazionalista. Circa 130 i protestanti uccisi e pi\u00f9 o meno 200 le vittime dell\u2019Esercito Inglese e della RUC (oggi Police Service Northern Ireland).<\/p>\n<p>La gente di<strong>Belfast<\/strong> durante i Troubles in Irlanda del Nord, ha costantemente vissuto in uno stato di ansia e tensione ed anche oggi, che la situazione \u00e8 relativamente tranquilla, i problemi settari non sono andati via, soprattutto in determinate zone.<\/p>\n<p>Le <strong>peacelines<\/strong> durante gli anni dei Troubles in Irlanda del Nord, hanno purtroppo dato espressione fisica e materiale ai pregiudizi gi\u00e0 esistenti, alle divisioni ed a quelle incomprensioni che la costante presenza della guerra nella vita di tutti i giorni ha reso sempre pi\u00f9 spiazzanti per le generazioni\u00a0cresciute nelle <em>estates<\/em>.<br \/>\nSolo desolazione urbana e rabbia, \u00e8 questo quello che tali barriere simboleggiano e generano in coloro le \u201cvivono\u201d: le <strong>peacelines<\/strong> in realt\u00e0 sono state \u201cbattle-lines\u201d, ossia linee di battaglia, simbolo di odio e vecchi rancori, usate come reti da tennis dalle opposte fazioni, con pietre, <em>cocktails<\/em> molotov e pipe bombs che volano al di l\u00e0 ed al di qua del muro, sempre e comunque, ancora oggi (anche se ormai non ricevono neanche pi\u00f9 copertura mediatica).<br \/>\nOnestamente bisogna ammettere che la <strong><a title=\"Belfast\" href=\"http:\/\/www.irlandaonline.com\/belfast\/\">Belfast<\/a><\/strong> del XXI\u00b0 secolo \u00e8 effettivamente un \u2018altra citt\u00e0 rispetto agli anni precedenti e che alcuni passi avanti in termini di <strong>peace-process<\/strong>, anche se poco concreti, sono stati fatti: Anglo-Irish Treaty, Good Friday Agreement, Leeds Castle, e via dicendo.<br \/>\nPer\u00f2 anche se vi sono stati accordi su accordi, strette di mano e trattative infinite, lungo i muri di Belfast la segregazione continua.<\/p>\n<h3>Troubles in Irlanda del Nord, la colpa?<\/h3>\n<p><strong>Ronan Bennet<\/strong>, noto scrittore e sceneggiatore nativo di <strong>Belfast<\/strong> ed anch\u2019egli internato negli anni \u201970 nel carcere di Long Kesh, ha affermato che le peacelines sono sotto tutti gli aspetti una creazione dello Stato Britannico, e che la loro presenza o eventuale demolizione \u00e8 inestricabilmente legata alla presenza di quest\u2019ultimo.<\/p>\n<p>Qualcuno pu\u00f2 dargli torto?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-67441\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/15RjYYg3qyK8diLt4ROb1wcJs51.jpg\" alt=\"15RjYYg3qyK8diLt4ROb1wcJs51\" width=\"181\" height=\"256\" \/><\/p>\n<p><strong>Film da vedere<\/strong><\/p>\n<p>2012 \u2013 Doppio gioco<\/p>\n<p>2009 \u2013 L\u2019ombra della vendetta<\/p>\n<p>2008 \u2013 Fifty Dead Men Walking<\/p>\n<p>2008 \u2013 Hunger<\/p>\n<p>2006 \u2013 Johnny Was<\/p>\n<p>2006 \u2013 Il vento che accarezza l\u2019erba<\/p>\n<p>2005 \u2013 Breakfast on Pluto<\/p>\n<p>2005 \u2013 Il silenzio dell\u2019allodola<\/p>\n<p>2002 \u2013 Bloody Sunday<\/p>\n<p>1997 \u2013 The Boxer<\/p>\n<p>1997 \u2013 L\u2019ombra del diavolo<\/p>\n<p><em><strong>1996 \u2013 Michael Collins<\/strong><\/em><\/p>\n<p>1994 \u2013 Blown Away \u2013 follia esplosiva<\/p>\n<p>1993 \u2013 Nel nome del padre<\/p>\n<p>1992 \u2013 La moglie del soldato<\/p>\n<p>1992 \u2013 Giochi di potere<\/p>\n<p>1987 \u2013 Una preghiera prima di morire<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"single-content\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In &#8220;Strade di Belfast&#8221; 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