{"id":9424,"date":"2010-06-22T17:45:11","date_gmt":"2010-06-22T15:45:11","guid":{"rendered":"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/dal-solstizio-ai-fuochi-di-san-giovanni-i-ritri-e-lelenco-delle-erbe-magiche\/"},"modified":"2010-06-22T17:45:11","modified_gmt":"2010-06-22T15:45:11","slug":"dal-solstizio-ai-fuochi-di-san-giovanni-i-ritri-e-lelenco-delle-erbe-magiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/dal-solstizio-ai-fuochi-di-san-giovanni-i-ritri-e-lelenco-delle-erbe-magiche\/","title":{"rendered":"DAL SOLSTIZIO AI FUOCHI DI SAN GIOVANNI"},"content":{"rendered":"<p><strong><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-9415\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"DSCF0059-1\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/DSCF0059-1.jpg\" width=\"355\" height=\"266\" \/>Celebrato il Solstizio d\u2019estate anche sotto l\u2019Aquila nel pianoro dell\u2019Argimusco. Ed ora si aspetta San Giovanni, la sua notte, il fuoco, la luna e riti magici. <br \/><\/em><\/strong>   <!--more-->  <\/p>\n<p>Le nuvole, per un attimo, frapponendosi di fronte al sole, non hanno permesso di godere appieno delle grandi emozioni che l\u2019inseguirsi delle ombre, lungo i crinali di Portella Cerasa, e delle loro congiunzioni, come l\u2019unione dell\u2019ombra fallica su quella della roccia vulvare\u00a0 che suggellano, da millenni,\u00a0 i momenti della nascita del sole nel giorno del solstizio, provocano.<br \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignright size-full wp-image-9416\" style=\"margin: 10px; float: right;\" alt=\"DSCF0016-1\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/DSCF0016-1.jpg\" width=\"362\" height=\"271\" \/>Poco importa l\u2019atmosfera \u00e8 stata sempre \u201cmagica\u201d e quelli che sfidando vento e freddo di una notte certamente non estiva si sono recati sul pianoro dei Menhir hanno goduto appieno dell\u2019abbraccio con la natura, con gli elementi che la compongono, delle energie vitali che da questi provengono, della suggestione dei volti scavati in questi dolmen megalitici<br \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-9417\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"DSCF0042-1\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/DSCF0042-1.jpg\" width=\"338\" height=\"253\" \/>Cos\u00ec ancora una volta l\u2019Argimusco ha rievocato, evocato, rammentato la sua forza attrattiva, quella che richiamava prima che i Romani calcassero la terra di Sicilia gli Elimi ed i Sicani\u00a0 su quest\u2019altopiano nelle varie stagioni dell&#8217;anno a celebrare la Natura.<br \/>Al Solstizio, qui c\u2019erano Artisti pronti a cogliere la vena creativa che proveniva dal momento del sorgere del sole, Sciamani e Maestri di antiche religioni, ma anche tanti rapporesentanti di quel mondo fatto di gente che crede nelle energie della mente, dell\u2019anima e del\u00a0 corpo. <br \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-9418\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"DSCF0060-1\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/DSCF0060-1.jpg\" width=\"340\" height=\"254\" \/>Ritrovarsi, l\u00ec, in tanti, sfidando un \u201ctemporale in arrivo\u201d, certamente rappresenta\u00a0 gi\u00e0 la voglia di esserci e di crederci. <br \/>Appuntamento a fra un anno.<br \/><em>Massimo Scaffidi<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignright size-full wp-image-9419\" style=\"margin: 10px; float: right;\" alt=\"solstizio_clip_image003\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/solstizio_clip_image003.jpg\" width=\"378\" height=\"248\" \/>San Giovanni e il solstizio d&#8217;estate <\/strong><br \/><em>di Simonetta Ercoli \u00a0<\/em><\/p>\n<p>Ed intanto prima che il Sole riprenda il cammino inverso, dopo il solstizio d\u2019estate, giorno in cui si ha il d\u00ec pi\u00f9 lungo dell\u2019anno, ma anche\u2026 la notte pi\u00f9 breve il calendario della tradizione ripropone La festa di San Giovanni che esprime un esempio di stratificazioni del sacro sul profano e del bisogno, proprio in questo periodo di esorcizzare la paura dell\u2019evento del solstizio con riti propiziatori che nella cultura popolare, nel corso dei tempi e nei vari luoghi, si sono intersecati e sovrapposti fino ai nostri giorni. <br \/><strong>San Giovanni nella tradizione cristiana<\/strong><br \/>Il dies natalis dei santi, quello nel quale vengono ricordati nel calendario, corrisponde al giorno della morte: morendo, nascono in Cristo. San Giovanni \u00e8 l&#8217;unico santo di cui si festeggia la nascita (non intesa come morte) il 24 giugno e la morte il 29 agosto. Entrambe le date sono senz\u2019altro fittizie, se si considera che il giorno della &#8220;nascita&#8221; fu fissata nel IV secolo, quando la chiesa cristiana del tempo, per contrastare le feste pagane, scelse quale giorno per la nascita di Ges\u00f9 il 25 dicembre, che fino ad allora era stato il Natalis Solis Invicti, cio\u00e8 il Natale romano. Maria, subito dopo l\u2019Annunciazione databile intorno alla fine di marzo, visit\u00f2 la cugina Elisabetta, che era incinta di sei mesi, di conseguenza venne fissato nel 24 giugno il giorno natale del precursore di Cristo. Giovanni, diventato adulto, scelse di vivere come eremita e trascorse molti anni nel deserto nutrendosi di locuste e di miele selvatico. Nel 29 d.C. (quindicesimo anno del regno di Tiberio) riapparve sul Giordano come predicatore del battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Ai sacerdoti che lo interrogavano per sapere se fosse il messia o il profeta Elia redivivo, rispondeva di essere la voce nel deserto che grida di preparare la via del Signore, che sarebbe venuto portando sulle sue spalle i peccati del mondo. Giovanni, con la pratica del Battesimo, si rese nemici i sacerdoti, i quali vedevano in questo gesto una novit\u00e0 che toglieva valore al Tempio e ai riti religiosi che vi si compivano. Non si accattiv\u00f2 neppure l\u2019amicizia del re Erode e della regina Erodiade, in quanto li condannava pubblicamente come peccatori per il loro matrimonio: Erode aveva sposato Erodiade, sua cognata, in seconde nozze, nonostante che la Tor\u00e0 condannasse un tale tipo di unione, dato che quella precedente era stata regolare e feconda, avendo Erodiade una figlia, Salom\u00e8. Il destino di Giovanni era segnato. Erodiade riusc\u00ec a convincere Erode ad ucciderlo e ad offrirle la sua testa su di un piatto d\u2019oro, in cambio della \u201cdanza dei sette veli\u201d della la figlia Salom\u00e8. <br \/><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-9420\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"san_giovanni_1\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/san_giovanni_1.jpg\" width=\"433\" height=\"269\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/san_giovanni_1.jpg 550w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/san_giovanni_1-300x187.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 433px) 100vw, 433px\" \/>Notte di San Giovanni: tradizioni e riti<\/strong><br \/>Il Giovanni festeggiato il 24 giugno, \u00e8 il Battista, detto anche il&#8221;Giovanni che piange&#8221;, non solo a causa del suo triste destino ma anche perch\u00e9 il sole in questo giorno sembra iniziare un cammino a ritroso che lo porter\u00e0 a raggiungere il punto pi\u00f9 basso sull\u2019orizzonte alla fine di dicembre. Il Giovanni festeggiato il 27 dicembre, invece, al solstizio d&#8217;inverno, \u00e8 l\u2019Evangelista, chiamato anche il &#8220;Giovanni che ride&#8221;, perch\u00e9 felice per il suo contribuito offerto quale apostolo alla diffusione del verbo divino nel mondo, ma anche perch\u00e9 il sole inizia il cammino in avanti verso la sua massima declinazione positiva rispetto all&#8217;equatore celeste. La visione di un Giovanni Battista che deve \u201cabbandonare la scena\u201d trae spunto anche da un passo del Vangelo secondo Giovanni, 3, 25-30, in cui si legge: <\/p>\n<p>\u00abNacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un giudeo a proposito della purificazione. Andarono perci\u00f2 dal Battista e gli dissero:\u201dRabbi, colui che era con te dall\u2019altra parte del Giordano e al quale hai reso testimonianza [il Cristo], ecco sta battezzando e tutti accorrono a lui\u201d. Giovanni rispose: \u201cNessuno pu\u00f2 prendere qualcosa se non gli \u00e8 stato dato dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che ho detto: Non sono io il Cristo, ma io sono stato mandato innanzi a lui [\u2026]. Ora questa mia gioia \u00e8 compiuta. Egli deve crescere e io invece diminuire\u201ds.\u00bb <\/p>\n<p>La notte di San Giovanni, ricordata anche nelle festivit\u00e0 precristiane, segnava soprattutto il legame dell\u2019uomo con la natura e la loro continua comunione che si esaltava in diversi tipi di avvenimenti, soprattutto riti semplici e naturali, propri della societ\u00e0 contadina e pastorale. L\u2019Acqua e il Fuoco sono per antonomasia i simboli solstiziali e si ritrovano in numerose feste popolari. Lo stesso Battista aveva affermato di battezzare con l\u2019Acqua, ma un altro, pi\u00f9 potente di lui, avrebbe purificato con il Fuoco. Questo \u00e8 testimoniato dal rito (comune dalle regioni nordiche alle regioni africane del nord) dell\u2019accensione durante la notte della vigilia di molti fal\u00f2, specie in cima alle colline o ai dossi: il contadino, con questi fuochi, voleva aiutare il sole, che cominciava a scendere sull&#8217;orizzonte, a restare alto in cielo per continuare ad offrire la sua energia ai campi. Tali fuochi sono stati interpretati anche come festa in onore del Sole, manifestazione del divino nel suo massimo splendore solstiziale, che pu\u00f2 scacciare demoni e streghe e prevenire le malattie. <br \/>Si dice che in Abruzzo la mattina del 24 giugno le giovani guardino ad oriente per riconoscere il volto mozzato di Giovanni nel disco solare: la prima che lo vedr\u00e0 si sposer\u00e0 entro l\u2019anno. \u00c8 proprio a questa leggenda abruzzese che si \u00e8 ispirato Gabriele D&#8217;Annunzio per scrivere i versi del dramma &#8220;La figlia di Iorio&#8221;: E domani \u00e8 San Giovanni, fratel caro; \u00e8 San Giovanni. Su la Plaia me ne vo\u2019 gire, per vedere il capo mozzo dentro il sole, all\u2019apparire, per veder nel piatto d\u2019oro tutto il sangue ribollire<br \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-9421\" alt=\"san_giovanni_2\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/san_giovanni_2.jpg\" width=\"359\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/san_giovanni_2.jpg 530w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/san_giovanni_2-300x211.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 359px) 100vw, 359px\" \/>La tradizione popolare racconta che in questa notte tutte le streghe e gli spiriti maligni si diano appuntamento ai crocicchi delle strade, lungo i sentieri bui e nei luoghi deserti, fino all&#8217;alba ed \u00e8 per questo motivo che le erbe raccolte in questa notte, prima del levar del sole, acquistano un significato magico, un particolare potere nello scacciare demoni e malocchio. In alcune regioni i mazzi di erbe di San Giovanni devono avere almeno 100 variet\u00e0 diverse di piante, in altre sono solo mazzetti di erbe odorose, ma per avere funzioni divinatorie sono magiche le nove erbe consacrate al santo. L&#8217;indispensabile Iperico, detto anche \u201cErba di San Giovanni\u201d o &#8220;Scacciadiavoli&#8221;, erba ritenuta un amuleto contro ogni sorta di stregoneria, erica, lavanda, ginestra, felce, verbena (simbolo di pace e di prosperit\u00e0), ribes, artemisia (detta anche assenzio volgare, consacrata a Diana \u2013 Artemide) e cardo, raccolte in mazzetti e in luoghi diversi, si pongono in casa per proteggerla e, se messe sotto il cuscino, quel che la notte si vede nel sogno si dice che si realizzi. Queste piante in realt\u00e0 si raccolgono proprio in questo periodo dell&#8217;anno, perch\u00e9 sono nel loro tempo balsamico, cio\u00e8 pi\u00f9 ricche di principi attivi e da ci\u00f2 la tradizione popolare ha tratto l&#8217;aspetto magico tramandato di generazione in generazione. Con esse si eseguiva il rituale della rugiada: le erbe si mettevano in un catino colmo d&#8217;acqua e si esponevano all\u2019aperto tutta la notte, perch\u00e9 la Madonna e San Giovanni passando la benedicessero, facendo cos\u00ec acquistare il massimo delle virt\u00f9 benefiche alla rugiada, simbolo delle lacrime di Erodiade, pentita del suo atroce gesto. <br \/>Il Battista battezzava con l&#8217;acqua, per cui fu facile, nella credenza popolare, attribuire alla rugiada della notte che precede la sua festa, effetti salutari, vedendo in essa un&#8217;acqua simile a quella con cui il santo aspergeva. All&#8217;uso del bagno si affiancava anche l&#8217;uso del &#8220;comparatico&#8221; di San Giovanni: se il 24 giugno ci si legava simbolicamente, anche tra persone di sesso diverso, si restava spiritualmente legati per tutta la vita: compari e comari. Per stabilire il comparato, una persona inviava all&#8217;altra, la vigilia di San Giovanni, un mazzolino di fiori che quella ricambiava poi alla vigilia della festa dei santi Pietro e Paolo. <br \/>Attraverso i tempi<br \/>Moltissime sono le leggende e le usanze legate al giorno di San Giovanni, che risalgono alla notte dei tempi, stratificate le une sulle altre a tal punto che \u00e8 difficile districarle.<br \/>Il solstizio d&#8217;estate, per i babilonesi, rappresentava il matrimonio del Sole con la Luna. La Luna, dea delle acque, e dominatrice del segno del Cancro che inizia proprio con il solstizio, vengono fecondate dal Sole. Oggi San Giovanni \u00e8 patrono delle sorgenti e nel giorno di San Giovanni \u00e8 usanza consumare lumache, animale posto sotto la protezione della Luna.<br \/>Nella religione dell&#8217;antica Grecia, il solstizio d&#8217;estate era considerato la &#8220;porta degli uomini&#8221;, mentre il solstizio d&#8217;inverno era la &#8220;porta degli dei&#8221;. I solstizi, dunque, nell&#8217;antica Grecia erano un confine tra il mondo spazio-tempo degli umani e l&#8217;atemporalit\u00e0 degli dei. Ma si tratta di un concetto comune a molti popoli, lo si ritrova anche nei testi vedici, anteriori al pitagorismo. <br \/>Nella tradizione romana, il custode delle porte, comprese quelle solstiziali, era Giano Bifronte, la pi\u00f9 antica divinit\u00e0 italica, signore dell&#8217;Eternit\u00e0, guardiano delle soglie e dei passaggi, le cui feste venivano celebrate ai due solstizi. Come ricorda Marco Terenzio Marrone nei versi Ianuli del Carme saliare nel \u201cDe lingua latina\u201d: \u201cTu sei il buon Creatore, di gran lunga il migliore degli altri re divini [\u2026] Cantate in onore di lui, del padre degli dei, sacrificate al dio degli inizi<br \/>Ed ancora Ovidio cos\u00ec fa parlare il dio nei \u201cFasti\u201d: \u201cIo solo custodisco il vostro universo e il diritto di volgerlo sui cardini \u00e8 tutto in mio potere\u201d.<br \/>Ai vecchi nomi ne subentrarono di nuovi: oggi al posto di Giano troviamo i due &#8220;Giovanni&#8221;, il Battista presso il Solstizio d\u2019Estate, l\u2019Evangelista presso quello d\u2019Inverno. Questo sovrapporsi di nomi dovuto al succedersi di una religione all\u2019altra non cambia mai, per\u00f2, il significato pi\u00f9 profondo di una Festivit\u00e0, anzi, si direbbe che lo aggiorna e lo approfondisce, senza mai snaturarlo. Giano, signore dei passaggi, vegliava sui Solstizi perch\u00e9 secondo una tradizione antichissima, questi erano in realt\u00e0 delle porte aperte verso dimensioni di conoscenza superiori, da essi entravano uomini che uscivano trasformati in d\u00e8i. E su queste si innestano le feste dei due Giovanni cristiani, i quali, secondo alcuni studiosi, simboleggiano uno il Cristo Creatore, al solstizio estivo, l\u2019altro, al solstizio invernale, il Cristo Salvatore che apre la porta del cielo. Sempre nell&#8217;antica Roma, il 24 giugno si festeggiava la Fors Fortuna, la dea della casualit\u00e0. Era vietato al popolo onorarla durante l&#8217;anno, ma in quel giorno cadevano i divieti, come tramanda Plinio il Vecchio, e i romani potevano festeggiarla, come accadeva per la festa dei Saturnali: cadeva il divieto del gioco d&#8217;azzardo e la popolazione si scatenava nel canto e nel vino. <br \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-9423\" style=\"margin: 10px; float: left;\" alt=\"solstizio_clip_image002\" src=\"http:\/\/scomunicando.hopto.org\/notizie\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/solstizio_clip_image002.jpg\" width=\"362\" height=\"307\" srcset=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/solstizio_clip_image002.jpg 362w, https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/solstizio_clip_image002-300x254.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 362px) 100vw, 362px\" \/>Una leggenda medievale, che aveva ovviamente demonizzato gli antichi riti misterici, voleva che, nel giorno del Solstizio d\u2019Estate, le &#8220;streghe&#8221; si radunassero sotto un Noce gigantesco che sorgeva nei pressi di Benevento. Le streghe, sempre secondo la leggenda, erano depositarie della conoscenza delle erbe con cui sapevano preparare filtri e medicamenti. Ancora oggi \u00e8 viva in molte tradizioni popolari l\u2019usanza di attribuire virt\u00f9 taumaturgiche a determinate erbe raccolte nella notte di San Giovanni, oppure alla rugiada, che si ricollega al mondo acqueo della Luna o al nocino, che va preparato con le noci acerbe raccolte in questa notte con strumenti non di metallo. L\u2019usanza del nocino solstiziale risale ai Celti della Bratagna, presso i quali il noce era un albero sacro, e si \u00e8 diffusa nelle zone da loro colonizzate, come ad esempio il nord dell\u2019Italia. A Roma, in et\u00e0 medievale, c&#8217;era l&#8217;usanza di mangiare, danzare, giocare e cantare all&#8217;aperto e nelle osterie in attesa del sorgere del sole. Accanto al fuoco, che aveva una funzione liberatoria, vi era la rugiada dalle virt\u00f9 fecondatrici: le giovani spose, che volevano ottenere figli, si recavano sul monte Testaccio e si sedevano sollevavando le vesti sopra l&#8217;erba umida per un intimo lavacro propiziatorio. Il giorno della vigilia, i romani si radunavano nei prati della chiesa dei S. Giovanni in Laterano, dedicata ad entrambi i Giovanni, e di S. Croce in Gerusalemme, accendevano fuochi e aspettavano di veder passare le streghe. Queste erano guidate da Erodiade &#8211; Salom\u00e8, che nel tramandarsi delle leggende furono sovrapposte come personaggi. <\/p>\n<p>Secondo le tradizioni nordiche, il 24 giugno \u00e8 giorno di mezza estate. Il mondo naturale e il soprannaturale si compenetrano e accadono &#8220;cose strane&#8221;. Il giorno \u00e8 ricordato anche da Shakespeare nel &#8220;Sogno di una notte di mezza estate&#8221;, Midsummer\u2019s day, ovvero Giorno di Mezza Estate, in cui realt\u00e0 e sogno si confondono a tal punto da non poterli distinguere. Potrebbe anche collegarsi al passaggio dei morti, che gli antichi vedevano in questo periodo di transizione delle stagioni, momento critico dell&#8217;anno. E torna anche qui il simbolismo della notte di San Giovanni: in tutte le campagne del Nord Europa l&#8217;attesa del sorgere del sole era propiziata dai fal\u00f2 accesi sulle colline e sui monti, per mettere in fuga le tenebre e con esse gli spiriti maligni, le streghe e i demoni vaganti nel cielo. Attorno ai fuochi si danzava e si cantava e la notte era pervasa di magia: le acque sussurravano parole cristalline, le fiamme creavano giochi di luce nell\u2019aria scura, il Male si dissolveva sconfitto. Durante la notte i fiori si vestivano di rugiada; allo spuntar del sole si sceglievano e raccoglievano in mazzi per essere benedetti in chiesa dal sacerdote. Bagnarsi nella rugiada o lavarsi con essa almeno gli occhi al ritorno della luce era per i fedeli cristiani un gesto di purificazione, prima di partecipare ai riti in chiesa. La rugiada ricordava il battesimo impartito dal Battista nel Giordano, le erbe dei prati e dei boschi riproponevano l&#8217;austera penitenza di Giovanni nel deserto prima della sua missione di precursore del Messia. <\/p>\n<p>Anche in Italia, fino a pochi decenni fa in molti luoghi, come ad esempio in Valsesia, erano praticati i riti della Notte di San Giovanni: l&#8217;usanza dei fal\u00f2, del lavacro con la rugiada e della benedizione in chiesa del mazzo di erbe e di fiori. Questo veniva conservato gelosamente in casa o portato all&#8217;alpeggio in estate (verso il quale da molti luoghi si partiva proprio il 24 di giugno) per riconsacrare la baita di montagna lasciata l&#8217;anno prima. Al ritorno dall&#8217;alpe, quelle stesse erbe essiccate, unite ad un ramo di olivo e ad uno di ginepro, venivano bruciate nella stalla a protezione degli animali. Questa tradizione spiega anche perch\u00e9 il precursore di Cristo, rappresentato con l&#8217;Agnello mistico sulle spalle e vestito da eremita del deserto, fu assunto dai pastori come patrono privilegiato fino dai primi secoli cristiani. <br \/><em>tratto dal sito: www.planetariodanti.pg.it\/starlab\/&#8230;\/solstizio.html<\/em><br \/><strong><br \/><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Celebrato il Solstizio d\u2019estate anche sotto l\u2019Aquila nel pianoro dell\u2019Argimusco. 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