Il sindaco Ridolfo: “La festa patronale è la nostra identità da 500 anni”
Ficarra ha vissuto i suoi tre giorni più intensi dell’anno.
Tra vicoli rinati e il profumo di pietra antica la comunità si è stretta intorno alla Madonna, patrona del paese, rinnovando riti che da oltre cinque secoli segnano la vita di generazioni.
Il sindaco Basilio Ridolfo, alla guida del Comune da anni, racconta questi come un viaggio impegnativo, fatto di emergenze affrontate con determinazione e di progetti portati a termine con uno sguardo rivolto al futuro ed inserisce questi festeggiamenti in quell’azione intrapresa a tutela del patrimonio storico e religioso del paese che è stata un altro capitolo centrale del suo fare amministrativo: i lavori in corso alla Chiesa del Carmelo, alla Chiesa di San Sebastiano e al Castello, con interventi che migliorano accessibilità e fruizione sono attività tese a valorizzare anche gli aspetti intrinseci di religiosità e storicità del paese.
Ficarra, in questi anni, ha consolidato anche la sua immagine culturale e turistica.
Il Museo Diffuso, ideato da Mauro Cappotto, è oggi un modello di valorizzazione territoriale che unisce arte contemporanea e memoria storica, inserendo il borgo in un circuito di grande interesse per visitatori e studiosi.
E poi c’è la festa patronale. «Per noi – sorride Ridolfo – è più di una celebrazione religiosa: è il nostro DNA. Dal 2007, anno del Giubileo dei 500 anni, abbiamo confermato che la Madonna è il punto di riferimento della nostra comunità. I riti si ripetono identici, le famiglie conservano il loro posto lungo il percorso, la memoria si tramanda intatta. È un momento in cui il popolo si riconosce e si ritrova»
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