Cronaca

ADDIO A FILIPPO CAPPOTTO – La geologia italiana perde un uomo di scienza e un galantuomo

Ficarra piange uno dei suoi figli più cari ed illustri

Aveva 66 anni ed era vicepresidente del Consiglio Nazionale dei Geologi.

la geologia italiana perde un uomo di scienza e un galantuomo

Una vita dedicata alla sicurezza del territorio, alla prevenzione dei rischi e alla difesa della professione. Il cordoglio dei colleghi, degli amici e di un’intera comunità. Giovedì 15 ottobre, alle 15.30, l’ultimo saluto nella Chiesa delle Logge.

Aveva raggiunto incarichi di prestigio nazionale, ma non aveva mai smesso di appartenere alla propria terra. Ecco chi era Filippo Cappotto. Geologo, professionista stimato, uomo delle istituzioni e profondamente legato alla sua Ficarra, si è spento improvvisamente questa mattina, mercoledì 14 ottobre, lasciando sgomenti familiari, amici, colleghi e quanti avevano avuto modo di conoscerlo.

Aveva compiuto 66 anni lo scorso 12 agosto. Una vita intensa, costruita sullo studio, sulla competenza e su una concezione della professione che andava ben oltre gli incarichi e i riconoscimenti. Perché per Filippo Cappotto conoscere il territorio significava soprattutto proteggerlo. E proteggere il territorio voleva dire tutelare le persone che lo abitano. La notizia della sua scomparsa ha attraversato rapidamente il mondo professionale dei geologi, suscitando incredulità e commozione. Cappotto ricopriva la carica di vicepresidente del Consiglio Nazionale dei Geologi ed era presidente della Fondazione Centro Studi dello stesso organismo. Due incarichi che raccontano il ruolo autorevole conquistato nel corso di quarant’anni di attività.

Nato a Ficarra, aveva studiato all’Istituto tecnico “Gepy Faranda” di Patti, conseguendo il diploma di geometra, prima di proseguire gli studi universitari a Palermo, dove si era formato nelle scienze geologiche. Dal 1986 esercitava la libera professione, mantenendo il proprio studio a Ficarra, il paese al quale era rimasto profondamente legato. Il suo curriculum racconta un percorso professionale di grande spessore, soprattutto nel campo del dissesto idrogeologico, della protezione civile, della pianificazione territoriale e della prevenzione del rischio sismico.

C’è un capitolo, in particolare, che restituisce il senso concreto del suo impegno: quello delle grandi emergenze che hanno colpito i Nebrodi. Dopo la devastante frana di San Fratello del febbraio 2010, Cappotto fu impegnato nelle indagini, nel monitoraggio dei versanti e negli studi necessari a comprendere l’evoluzione del dissesto. Lavorò anche sulle criticità di Sant’Angelo di Brolo e in numerosi altri centri del Messinese, mettendo la propria esperienza al servizio delle amministrazioni e della sicurezza collettiva.

La sua attività si estese progressivamente all’intera Sicilia. Attraverso la rete professionale MZS Sicilia, di cui era presidente dal 2018, contribuì al coordinamento di importanti programmi di microzonazione sismica, che interessarono 201 comuni siciliani. Un lavoro tecnico complesso, fondamentale per conoscere la vulnerabilità dei territori e programmare interventi di prevenzione.

Nel novembre 2020 arrivò la vicepresidenza del Consiglio Nazionale dei Geologi, incarico nel quale venne riconfermato il 9 ottobre 2025. Partecipò a tavoli ministeriali e gruppi di lavoro sulle infrastrutture, sui grandi rischi, sulla protezione civile e sulla sicurezza dei cantieri. Un professionista capace di portare l’esperienza maturata nei piccoli comuni siciliani ai livelli più alti della rappresentanza nazionale.

Ma oggi, più delle competenze e dei titoli, sono le parole degli amici a restituire il ritratto dell’uomo.

«Con te se ne va un galantuomo», scrive un collega, ricordandone la compostezza, la determinazione, la sincerità e quella capacità di affrontare le battaglie senza arretrare. Un uomo «senza peli sulla lingua», onesto nei rapporti, fedele agli impegni, capace di mantenere il proprio sorriso anche nei momenti difficili. Un altro collega, che aveva condiviso con lui il percorso all’interno del Consiglio Nazionale, parla di «un vuoto enorme che sarà impossibile da colmare», ricordando il confronto professionale, l’amicizia e il privilegio di aver lavorato al suo fianco.

Particolarmente toccante il messaggio dell’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia, che esprime «profondo sgomento e incredulità» per una scomparsa definita una grave perdita per l’intera comunità professionale. Di Cappotto vengono ricordate le «straordinarie qualità umane e professionali» e l’attività di rappresentante «attento, autorevole e instancabile» delle istituzioni ordinistiche.

Per domani era stata programmata una seduta consiliare con un’audizione dei rappresentanti dell’EPAP e del Consiglio Nazionale dei Geologi. L’incontro è stato annullato. Un appuntamento di lavoro che avrebbe dovuto essere occasione di confronto si è trasformato, improvvisamente, nel momento del silenzio e del cordoglio. A Ficarra la perdita assume un significato ancora più profondo. Perché Filippo Cappotto, nonostante gli impegni nazionali, non aveva mai reciso il legame con le proprie origini. Anzi ogni occasione era buona per rinsaldarli, dalla Festa trdazionale alle prenetazione di libri, ai concerrti. Lui era lì. Era rimasto nel suo paese, continuando a esercitare la professione e a coltivare rapporti umani e amicizie, pensando al futuro, a nuove iniziative, sempre pronto a costruire e metersi in gioco. La sua storia, emblematico insegnamento, ed esempio di resilienza, dimostra come anche da un piccolo centro dei Nebrodi sia possibile costruire un percorso professionale di rilievo nazionale senza rinunciare alle proprie radici. Resta il ricordo di un uomo rigoroso, competente, schietto. Di un professionista che aveva fatto della conoscenza uno strumento di servizio. E di un amico che, come raccontano oggi quanti gli sono stati vicini, sapeva unire la fermezza delle convinzioni alla generosità dei sentimenti.

I funerali si svolgeranno giovedì 15 ottobre, alle ore 15.30, nella Chiesa delle Logge di Ficarra.

L’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia si stringe alla moglie Elina, al figlio, ai fratelli e a tutti i familiari, condividendo il dolore della comunità ficarrese.

Addio Filippo anche dalla redazione del nostro giornale che spesso pubblicava di te, riconoscendoti lungimiranze, tecniche e grandi professionalità. Che la terra, quella stessa terra che hai studiato, conosciuto e cercato di proteggere per tutta la vita, ti sia lieve.

Due delle immagini pubblicate lo raffigurano mentre scatte delle foto , un’altra sua grande passione.

Redazione Scomunicando.it

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