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ANTOCI – Morti sul lavoro in Sicilia e normativa europea

ANTOCI CHIEDE RISPETTO DI NORME UE

Serve un rafforzamento degli organici degli ispettori. La sicurezza dei lavoratori non può essere messa in secondo piano.”

Le recenti tragedie avvenute a Palermo e in altre aree della Sicilia, che hanno causato la morte di due lavoratori durante lo svolgimento delle rispettive attività, riportano al centro dell’attenzione il tema degli infortuni mortali sul lavoro e delle condizioni di sicurezza nei luoghi produttivi.

Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo chiarimenti e iniziative concrete sul rispetto e sull’efficacia della normativa europea in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

“Questi eventi drammatici – dichiara Antoci – dimostrano che non possiamo abbassare la guardia. È necessario verificare costantemente l’efficacia delle misure di prevenzione, dei sistemi di controllo e dei percorsi di formazione obbligatoria, così come il rispetto delle responsabilità da parte di tutti gli attori coinvolti”.

“Abbiamo chiesto alla Commissione – prosegue Antoci – se sia a conoscenza dell’andamento degli incidenti mortali sul lavoro in Sicilia e in Italia e se ritenga che l’attuale applicazione delle norme europee garantisca standard adeguati, soprattutto nei settori più esposti al rischio”.

Particolare attenzione viene posta anche al tema dei controlli e delle dinamiche del mercato del lavoro: “È fondamentale rafforzare le verifiche sull’attuazione delle direttive europee, in particolare negli appalti, nei subappalti e nelle forme di lavoro precario, dove troppo spesso si annidano criticità e violazioni”.

“La sicurezza sul lavoro è un diritto fondamentale. L’Europa deve garantire che venga tutelato in modo uniforme e rigoroso, senza eccezioni e senza compromessi” conclude Antoci. “Ma tutto ciò non può non prevedere aumenti degli organici del personale ispettivo, che risultano inadeguati e dei quali le istituzioni italiane non possono non farsi carico. Piangere i morti dopo le tragedie serve a poco. Si arrivi il giorno prima”.

Redazione Scomunicando.it

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