Il vociare dei bambini, lo stupore e la gioia nei loro visi ha echeggiato tra le mura e i mosaici della villa romana di Patti.
“Portae Pacis – Portae Auspicii”: quando la porta diventa simbolo di pace nell’arte
La porta Pacis della IC Pirandello é starà collocata insieme all’ anfora “messaggera” nel cuore della villa Romana.
I visitatori pertanto potranno ammirare l’istallazione e pescare dall’Anfora i messaggi di pace che i bambini regalano agli adulti con quell’innocenza e quella purezza che ogni ci sembra sporcata dai vizi e della fretta.
I saluti della dir. Artistica del Parco, Anna Ricciardi, che ha ricordato il valore della Pace e della simbologia della porta nonché il momento storico, la Dirigente Clotilde Graziano ha sottolineato l’ importanza di diffondere tra i ragazzi il concetto di tutela, di valorizzazione e di senso di appartenenza. Infatti la dirigente propende infatti sempre per le attività didattiche legate ai beni culturali.
La Dott.ssa Angela Pipitó ha spiegato la storia affascinante della villa romana, una delle più ricche di età tardo-imperiale, scoperta durante i lavori dell’ autostrada negli anni ’70. Lei stessa ricordiamo fu parte di quel gruppo di studenti e intellettuali che si oppose alla continuazione dei lavori autostradali.
Gli studenti hanno visitato il sito confrontandosi. Per loro è stato un viaggio tra archeologia, simbolismo e contemporaneità, capace di unire passato e presente nel segno della pace.
È questo il cuore del progetto “Auspickum – Portae Pacis / Portae Auspicii. Dal Dio Giano alla simbologia positiva della porta nell’arte”, un articolato percorso culturale che coinvolge siti archeologici, istituzioni scolastiche e comunità del territorio.
La porta, elemento architettonico e simbolico per eccellenza, diventa protagonista di una riflessione che attraversa i secoli: da Giano, divinità romana dei passaggi, degli inizi e delle soglie, fino alla sua valenza positiva nell’arte e nella cultura contemporanea. La porta come confine e come incontro, come chiusura ma soprattutto come apertura, come luogo dove la pace può “diventare dimora”.
Il progetto si sviluppa attraverso archeolab e installazioni realizzate in partnership con gli istituti scolastici, con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni alla lettura simbolica del patrimonio storico e artistico. Un’esperienza didattica e immersiva che mette in dialogo archeologia, educazione e creatività, valorizzando alcuni dei luoghi più significativi della Sicilia tirrenica.
Gli interventi archeologici sono curati dalla dott.ssa Angela Pipitò (Italia Nostra – Presidio Nebrodi), con la direzione scientifica del Parco Archeologico di Tindari, sotto la guida dell’arch. Giuseppe Natoli, e la direzione artistica affidata alla dott.ssa Anna Ricciardi.
Un lavoro corale che testimonia come la cultura possa essere strumento di crescita civile e di costruzione di una coscienza collettiva fondata sui valori della pace e dell’inclusione. Pregevole il alvoro dei docenti Lilly Vitanza, Domenica Pirri, Mariella di Giuseppe Maria Addamo , Lina Fiore, Daniela Gigante, Aurelio Lenzo Russo,
Giovanna Maugeri, Francesca Aiello, Martina Rampulla e Maria Melita. La coordinatrice del lavoro é Maria Cirino
15 Dicembre, ore 10.30 – Villa Romana di Patti Marina
“Dove la Pace diventa Dimora” – IC L. Pirandello, Dirigente prof.ssa C. Graziano.
16 Dicembre, ore 10.00 – Alesa
IC Tusa-Mistretta, dirigente prof.ssa L. Scolaro.
18 Dicembre, ore 10.00 – Antiquarium Gioiosa Marea
IC Annarita Sidoti plesso di San Giorgio, Dirigente Prof.ssa M. La Rosa.
19 Dicembre, ore 10.30 – Antiquarium Milazzo
IIS G. B. Impallomeni, Dirigente prof.ssa F. Currò.
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