La relazione ispettiva sulle infrastrutture gestite dal Cas riaccende il dibattito sulla sicurezza della rete autostradale siciliana.
Alfio La Rosa denuncia le condizioni di strade, gallerie e viadotti e chiede lo stop ai pedaggi. Anas interviene per distinguere le competenze ed evitare equivoci sulla Palermo-Catania.
Autostrade siciliane ancora al centro delle polemiche. L’ipotesi di introdurre un limite di velocità di 60 chilometri orari su alcuni tratti della rete gestita dal Consorzio per le Autostrade Siciliane (Cas) ha riaperto il confronto sulle condizioni delle infrastrutture e sui disagi sopportati quotidianamente dagli automobilisti. A intervenire è Federconsumatori Sicilia, che attraverso il presidente Alfio La Rosa chiede una misura immediata: la sospensione dei pedaggi sulle tratte interessate dalle criticità.
«Sospendere i pedaggi autostradali è davvero il minimo per mantenere una parvenza di dignità», afferma La Rosa, commentando le problematiche emerse dalla relazione dell’ingegnere Placido Migliorino, inviato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per verificare le condizioni delle autostrade di competenza del Cas. Il quadro denunciato dall’associazione riguarda diversi aspetti della sicurezza stradale: guardrail ritenuti inadeguati, pavimentazioni deteriorate, carreggiate ridotte a una sola corsia, gallerie con infiltrazioni d’acqua e illuminazione insufficiente, oltre alle condizioni di ponti e viadotti. La Rosa richiama anche il problema della vegetazione ai margini delle carreggiate, ricordando la morte del giovane medico Francesco Vincenzo Maniaci, provocata dalla caduta di un albero sulla sede stradale.
Nel mirino di Federconsumatori finiscono inoltre i tempi di esecuzione degli interventi di manutenzione. L’associazione richiama la sanzione da mezzo milione di euro inflitta dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato al Consorzio Autostrade Siciliane, a seguito delle segnalazioni relative ai disservizi. Per il presidente di Federconsumatori, una riduzione generalizzata della velocità non potrebbe comunque rappresentare una soluzione definitiva. «Con delle autostrade in condizioni simili, ridurre la velocità massima è praticamente obbligatorio e, per di più, non è nemmeno risolutivo di tutti i problemi», sostiene La Rosa, definendo l’eventuale provvedimento «il classico pannicello caldo», insufficiente ad affrontare le criticità strutturali della viabilità siciliana.
La precisazione di Anas: nessuna prescrizione per la Palermo-Catania
Sulla vicenda è intervenuta Anas, che ha chiarito di non aver ricevuto alcuna disposizione relativa all’introduzione del limite di 60 chilometri orari sulla propria rete. «La relazione ispettiva richiamata riguarda infrastrutture di competenza di un altro gestore e non la rete autostradale gestita da Anas. È pertanto improprio ricondurre alla A19 Palermo-Catania le limitazioni oggetto della relazione», precisa la società. Una distinzione necessaria, considerando che la A19 Palermo-Catania è gestita da Anas, mentre la relazione ispettiva al centro delle dichiarazioni riguarda le infrastrutture affidate al Cas. Anas invita pertanto a rettificare ogni riferimento che possa far ritenere la Palermo-Catania destinataria delle prescrizioni richiamate, sottolineando l’importanza di un’informazione corretta per gli utenti.
Il problema resta quello della sicurezza e dei servizi
Al di là della precisazione sulle competenze, il confronto solleva una questione più ampia: il rapporto tra la qualità delle infrastrutture, le limitazioni alla circolazione e i costi sostenuti dagli automobilisti. La richiesta di sospendere i pedaggi avanzata da Federconsumatori nasce proprio dalla contestazione di un servizio che, secondo l’associazione, non sempre garantisce condizioni adeguate di percorribilità. L’eventuale introduzione di ulteriori limiti di velocità, al momento prospettata nel dibattito e non indicata come provvedimento già adottato, renderebbe ancora più evidente la necessità di interventi strutturali e tempi certi per il ripristino delle condizioni di sicurezza. Per gli automobilisti siciliani, costretti da anni a convivere con cantieri, restringimenti e rallentamenti, la questione non riguarda soltanto la velocità consentita, ma soprattutto la possibilità di viaggiare su autostrade sicure, efficienti e adeguatamente mantenute.
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