Presentata all’Ego Cocktail Bar di Piazza Matteotti la terza edizione del Beer Fest CDO, in programma dal 24 al 27 settembre.
Quattro giorni tra musica, spettacoli, street food e birre per tutti i gusti. Tra le novità anche “Luppolino”, la mascotte ufficiale. Roberto Ricciardello: «Quattro giorni diversi, un’unica grande festa».
Piazza Matteotti non è stata scelta a caso. È il cuore di Capo d’Orlando, il centro della sua isola pedonale e uno dei luoghi nei quali la città si incontra. Proprio qui, ieri sera, all’Ego Cocktail Bar, è stato presentato ufficialmente il Beer Fest CDO 2026, che dal 24 al 27 settembre tornerà ad animare il centro cittadino. Una terza edizione che prova a crescere ancora, senza perdere la formula che ne ha accompagnato il successo: birra, musica, street food e soprattutto la voglia di stare insieme. A raccontarla è stato Roberto Ricciardello, promotore che ha fortemente voluto la manifestazione e che, durante la serata, non ha nascosto l’emozione per un appuntamento diventato ormai una presenza riconoscibile nel settembre orlandino.
«Quattro giorni diversi, un’unica grande festa», ha sintetizzato.
Un personaggio pensato per accompagnare la comunicazione della manifestazione e rafforzarne quell’immagine informale, giovane e immediatamente riconoscibile che gli organizzatori vogliono costruire attorno all’evento. La serata si è sviluppata come un vero talk, condotto da Massimo Scaffidi, durante il quale sono stati illustrati programma, allestimento, proposte musicali e alcune delle scelte che caratterizzeranno questa edizione.
Sono intervenuti anche Cettina Scaffidi, per Confimprese Messina, che ha posto l’accento su uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa: la capacità dei giovani di diventare protagonisti, senza limitarsi ad attendere che siano altri a costruire opportunità per loro. «È positivo vedere giovani che non aspettano occasioni, ma provano a crearle, trasformando un’idea in un progetto concreto», ha sottolineato la commercialista. Un concetto che va oltre lo stesso Beer Fest: mettersi in gioco significa assumersi responsabilità, confrontarsi con difficoltà e imprevisti, cercare collaborazioni e avere il coraggio di misurare un’idea con la realtà. È in questo passaggio, dall’intuizione al fare, che il protagonismo giovanile smette di essere uno slogan e diventa esperienza concreta, capace anche di produrre movimento e nuove energie sul territorio.
Carmelo Galipò, assessore comunale agli Eventi e alle Manifestazioni che ha commentato: “Siamo entusiasti di questa iniziativa, perché crediamo fortemente nella collaborazione tra il Comune e quei privati che scelgono di investire, di avere idee e di spendersi per Capo d’Orlando e per la nostra comunità. Fondamentale è poi il coinvolgimento dei ragazzi: mi sono battuto e continuerò a battermi perché siano sempre più protagonisti della vita pubblica della nostra città, perché rappresentano una risorsa preziosa per tutti noi. Momenti di socialità e condivisione come il Beer Fest vanno valorizzati, sostenuti e, soprattutto, fatti crescere e ripetuti nel tempo”.
Matteo Monachino, presidente della Consulta Giovanile di Capo d’Orlando dinostratosi felice della collaborazione con Bedda Events la società che organizza il tutto, e Teresa Impollonia, manager di Neja, che curerà alcuni degli appuntamenti inseriti nel programma
Birra, ma con una proposta più ampia
Naturalmente si è parlato anche di birra. Alessandro Palmeri ha illustrato una proposta che punta ad ampliare il pubblico del festival: accanto alle birre locali, siciliane e alle etichette internazionali saranno presenti spine dedicate alle birre analcoliche e a quelle senza glutine. Una scelta che guarda a un evento più inclusivo e capace di offrire alternative anche a chi, per necessità o preferenza, non consuma le tipologie tradizionali.
Roberto Ricciardello ha quindi ringraziato gli sponsor e quanti, attraverso il proprio sostegno o patrocinio, stanno contribuendo alla realizzazione della manifestazione, a cominciare dall’Amministrazione comunale. Dietro i quattro giorni del Beer Fest c’è infatti un lavoro iniziato molto prima dell’apertura degli stand. Organizzazione, allestimenti, spettacoli, sicurezza, promozione e rapporti con gli operatori compongono una macchina che quest’anno punta a fare un ulteriore salto di qualità.
L’esperienza delle precedenti edizioni rappresenta il punto di partenza. Lo scorso anno il Beer Fest richiamò nel centro di Capo d’Orlando un pubblico numeroso, riversatosi non soltanto in Piazza Matteotti ma anche nelle strade e nei locali circostanti. L’obiettivo per il 2026 è proprio quello di consolidare questa capacità di generare movimento: non soltanto un evento di intrattenimento, quindi, ma un’occasione per vivere la città, attirare visitatori dai centri vicini e produrre ricadute anche per le attività commerciali e della ristorazione.
Piazza Matteotti sarà organizzata con palco, area spettacoli, spazi dedicati alle birre ed alle casette destinate allo street food, ma senza svelare nulla Roberto dice che si sta allestendo una scenografia tutta particolare. L’ingresso sarà libero per tutte e quattro le giornate.
Ogni serata avrà una propria identità.
Giovedì 24 settembre il festival partirà con l’“Oktoberfest Opening Night”, affidata all’energia dei Lose Control.
Venerdì 25 settembre spazio all’“Italian Party”, con SANFI e Massimo Galfano. Dalle 22 il palco passerà ai FAB.
Sabato 26 settembre sarà il momento della “90’s Night”. Ad aprire la serata sarà La Soluzione, seguita da Miss Even DJ, prima dell’arrivo della special guest Neja, una delle voci che hanno segnato la dance italiana degli anni Novanta.
Una serata che inevitabilmente parlerà a chi quella stagione l’ha vissuta, ma anche ai più giovani che ne hanno riscoperto ritmi, brani e atmosfere.
Domenica 27 settembre, infine, il gran finale con la Match Music Live Band, chiamata a chiudere il Beer Fest attraversando generi ed epoche musicali differenti.
Musica e spettacolo accompagneranno una proposta gastronomica costruita intorno alle birre e allo street food, trasformando per quattro sere Piazza Matteotti in un grande spazio di socialità.
E forse è proprio qui il senso della manifestazione, come continua a dire Roberto Ricciardello che ha evidenziaro che la manifestazione vuole offrire soprattutto ai giovani un motivo per incontrarsi e divertirsi nel proprio territorio e, contemporaneamente, utilizzare un evento per creare movimento nel cuore della città.
Il conto alla rovescia è ormai partito. Dal 24 settembre si accenderanno le luci, apriranno le casette e comincerà la musica.
Con una presenza nuova pronta a fare gli onori di casa: Luppolino, la mscotte frizzante e spumeggiante quasi a dire «Quattro giorni diversi, un’unica grande festa. E Capo d’Orlando, ancora una volta, da vivere, vi aspettiamo».
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