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AGORA’ SUD – Piero Ridolfo: «Dietro il successo c’è una rete di imprese e istituzioni che ha creduto nel progetto»

Il manager di Quater racconta il lavoro costruito attorno ad “Agorà Sud – Il luogo del dialogo del Mezzogiorno”. Dai grandi temi del convegno agli sponsor, dai partner ai patrocini istituzionali e agli ordini professionali: «Non vogliamo disperdere questa rete. È il patrimonio dal quale partire per costruire il futuro dell’iniziativa».

Agorà Sud è un progetto in continua evoluzione presentato l’11 settembre a Villa Piccolo e avviato il 12 settembre con l’evento dal titolo “Il diritto a restare in un territorio che cresce”  tenutosi presso la Terrazza Mercadante del Marina di Capo d’Orlando.

Dagli interventi trattati nei panel abbiamo dimostrato che tutti gli interlocutori, oggi partner del progetto, hanno rappresentato una visione condivisa posta al centro della progettualità, la Restanza Attiva. Da questa partnership abbiamo strutturato una rete di collaborazione tra istituzioni nazionali e regionali, università, professionisti e imprese.

A raccontare ciò che c’è stato dietro l’organizzazione è Piero Ridolfo, manager di Quater, che sceglie soprattutto di utilizzare questo primo bilancio per ringraziare quanti hanno sostenuto il progetto.

L’intervista

Ridolfo, partiamo proprio dai ringraziamenti. Quanto è stato importante il sostegno delle aziende?

«Fondamentale. Un evento di questa portata nasce dalle idee, ma per trasformare quelle idee in qualcosa di concreto occorre trovare persone e imprese disposte a crederci. Per questo il nostro primo ringraziamento va agli sponsor e alle aziende che hanno accompagnato Agorà Sud. Non li consideriamo semplicemente finanziatori dell’iniziativa: sono realtà che hanno scelto di condividere un progetto dedicato al futuro del territorio».

Una partecipazione articolata anche su diversi livelli di sponsorizzazione.

«Sì. Come Gold Sponsor abbiamo avuto Mammana Michelangelo S.p.A., alla quale va un ringraziamento particolare per aver creduto con convinzione nell’iniziativa. E’ un’azienda che diventa testimonial diretta dello stesso slogan del convegno “il Diritto a restare”.

Tra i Silver Sponsor siamo stati supportati da La Motta Gioielleria, Gruppo Arena, Parco Corolla, Astone Costruzioni Generali S.P.A, Lanza Cars, ANCE Messina, Multiecoplast, Computers Parts – Messo a Nuovo ed Explorer Informatica.

Abbiamo anche ricevuto diverse sponsorizzazioni tecniche per la fornitura di una flotta di autovetture per gli spostamenti da e per gli aeroporti dei nostri relatori da Italcar srl e da Comer Sud che ringrazio vivamente. Parliamo di un insieme di aziende molto diverse tra loro che hanno fatto emergere aspetti interessanti: Agorà Sud è riuscita a mettere in relazione settori differenti dell’economia attorno a una riflessione comune sul futuro del Mezzogiorno». Un segnale di impegno progettuale che accumuna queste aziende

Ma l’elenco delle realtà che hanno collaborato è ancora più ampio.

«Certamente, ed è importante ricordarle tutte. Hanno collaborato con noi BCC della Valle del Fitalia-Longi, Damiano SPA, L.T.S. Ambiente, I Giardini di Tanit, Vini Cambria, Nextimelabs, Maddalena Boats, Ricciardello Costruzioni, Nova Solutions, Capomare, Emanuele Assicurazioni, Nuova Roberto Corpina SRL, Eolian Sailing Holidays, Watergy International Group e I Giardini di Sicilia.

A ciascuna di queste realtà va il nostro grazie. Dietro ogni nome c’è un imprenditore, un’azienda, dei lavoratori e, soprattutto, qualcuno che ha deciso di investire su un progetto che affrontava temi come lavoro, competenze, innovazione, crescita e contrasto allo spopolamento».

Perché avete ritenuto così importante coinvolgere direttamente il sistema delle imprese?

«Perché sarebbe contraddittorio parlare del diritto dei giovani a restare al Sud senza coinvolgere chi crea occupazione e produce ricchezza. Possiamo parlare di formazione, università e politiche pubbliche, ma poi servono imprese capaci di trasformare le competenze in lavoro e le idee in opportunità.

Il concetto di “restanza attiva” che abbiamo voluto portare al centro di Agorà Sud parte proprio da questo: un giovane deve poter scegliere di rimanere o di tornare senza sentirsi penalizzato rispetto a chi costruisce altrove il proprio percorso».

Accanto alle aziende c’è stato un sostegno istituzionale particolarmente ampio.

«Ed è l’altro grande ringraziamento che voglio fare. Il progetto ha ricevuto il patrocinio del Ministero per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione – Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La Regione Siciliana ha sostenuto istituzionalmente l’iniziativa attraverso l’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione Professionale, l’Assessorato delle Attività Produttive e l’Assessorato della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro.

A questi si sono aggiunti il patrocinio dell’Università di Messina, dell’Ente Parco dei Nebrodi, del Comune di Capo d’Orlando, della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, del Marina di Capo d’Orlando e di Forma.Temp – Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori in somministrazione.

Sono riconoscimenti importanti perché testimoniano l’attenzione riservata a un progetto nato sul territorio ma costruito per affrontare questioni che riguardano l’intero Mezzogiorno».

Anche gli ordini professionali hanno avuto un ruolo.

«Sì, e anche questo aspetto non va sottovalutato. Agorà Sud ha ottenuto l’accreditamento dell’Ordine dei Giornalisti, dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

Giornalisti, commercialisti e consulenti del lavoro vivono quotidianamente le trasformazioni delle imprese, della Pubblica Amministrazione e del mercato del lavoro. Il loro coinvolgimento ha quindi aggiunto al convegno una componente professionale e formativa molto importante».

La forza dell’evento è stata anche nella quantità e nella qualità delle presenze istituzionali.

«Abbiamo provato a costruire un confronto vero. Nei saluti istituzionali sono intervenuti Maristella Ridolfo, amministratore unico di Quater; Renato Schifani, presidente della Regione Siciliana; Franco Ingrillì, sindaco di Capo d’Orlando; Domenico Barbuzza, presidente del Parco dei Nebrodi; Mario Sciacca, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Patti, e Maurizio Adamo, presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Messina, Andrea Pruiti Ciarello, Presidente della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella.

Il confronto con la stampa è stato introdotto da Massimo Scaffidi, con Letizia Passarello, Raffaele Valentino, Valentina De Caro e Adriano Lo Presti».

Poi il confronto politico e istituzionale sul Sud.

«Il primo panel, moderato da Raffaele Marmo, ha coinvolto esponenti delle istituzioni nazionali, regionali ed europee sui temi delle politiche per il Mezzogiorno e della coesione.

Nel corso della giornata abbiamo poi voluto allargare progressivamente la discussione: dal diritto a restare alle capacità della Pubblica Amministrazione, dalle competenze nella programmazione europea al rapporto tra imprese, lavoro, innovazione e università».

Un programma nel quale hanno trovato spazio anche amministratori, tecnici ed esperti?

«Sì. Nel panel dedicato al diritto a restare abbiamo avuto, tra gli altri, Ermenegilda Siniscalchi, Luca Bianchi, Bernardette Grasso, Rosaria Irene Ricciardello ed Elvio Mauri, insieme alle testimonianze delle imprese del territorio.

Sul rafforzamento della Pubblica Amministrazione sono intervenuti Giampiero Pizziconi, Riccardo Monaco, Francesco Verbaro e Giovanni Bocchieri.

Per il confronto su competenze, lavoro e programmazione europea abbiamo coinvolto Alessandro Gaetani, Marco De Maggio, Vincenzo Falgares e Francesco Esposito.

Nel panel su competenze, imprese e innovazione hanno invece portato il loro contributo Agostino Di Maio, Pippo Lupò e Gino Fabio, insieme al mondo universitario rappresentato dai rettori Prof.ssa Giovanna Spatari, Università di Messina e Prof. Paolo Scollo, Università Kore di Enna. La sessione pomeridiana è stata coordinata dalla giornalista Concita De Luca».

Quindi sponsor e patrocini non sono stati soltanto una cornice organizzativa?

«Assolutamente no. Vorrei che questo fosse il messaggio più chiaro. Non volevamo costruire una manifestazione nella quale mettere insieme dei loghi. Volevamo costruire una comunità di soggetti che, pur con ruoli e responsabilità differenti, si riconoscesse nelle criticità evidenziate dal progetto Agorà Sud e provasse, in maniera univoca, a ragionare sulle possibili soluzioni.

Le istituzioni hanno il compito di programmare, le università di formare e produrre conoscenza, le professioni di accompagnare i processi, le imprese di creare lavoro e sviluppo. Agorà Sud prova a fare incontrare questi mondi».

Dopo questa prima edizione, cosa rimane?

« Rimangono saldi la condivisione dell’idea progettuale e il forte legame con la rete degli stakeholder coinvolti.” Ed è probabilmente il risultato più importante. Il nostro impegno adesso è dare continuità a quanto costruito. Ecco perché voglio ringraziare ancora una volta sponsor, aziende partner, istituzioni, ordini professionali, relatori il loro prezioso contributo al dibattito è stato fondamentale per tracciare la strada del progetto, insieme a tutti coloro che hanno partecipato

Il loro supporto arrivato fin dal primo evento di avvio del progetto, dimostra che hanno creduto negli obiettivi e nelle finalità che ci siamo prefissati ma ci hanno affidato anche una grande responsabilità: trasformare questa visione in opportunità concrete per il territorio . E aggiunge” mi sono emozionato quando è arrivato tra i patrocini anche quello dell’Università di Messina, è stato un segnale importante”, Oggi “La Repubblica” parla di noi, l’ha fatto “Il Sole 24 Ore”, “Panorama” e tante altre testate Nazionali e Locali. Un grazie va anche a loro e ai media, che ci hanno seguito ed hanno acceso i riflettori su quest’evento.

Agorà Sud, quindi, continuerà?

«Questa è la direzione. Vogliamo che diventi davvero “Il luogo del dialogo del Mezzogiorno”. Un luogo nel quale non ci si limiti a descrivere le criticità del Sud, ma si mettano insieme competenze, esperienze e responsabilità per costruire proposte. E conclude – dico grazie alla squadra di Agorà Sud, ai miei figli Maristella e Salvatore, ad Alessandra e a chi in questi mesi ha speso energie e risorse, è stato un successo che abbiamo condiviso tutti.

Il diritto a restare non si afferma con uno slogan. Si costruisce creando lavoro, servizi, formazione, imprese competitive e istituzioni capaci di programmare. Se la rete nata attorno ad Agorà Sud continuerà a lavorare insieme, allora questi due giorni a Capo d’Orlando saranno stati non un punto d’arrivo, ma l’inizio di qualcosa».

MSM

 

Da leggere

altri articoli sull’evento, si trovano nell’archivio online del nostro giornale

Redazione Scomunicando.it

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