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BROLO & IL BILANCIO COMUNALE – Quel che dice la relazione dei Revisori dei Conti

Dopo l’ultimo consiglio comunale Consiglio Comunale di Brolo, un breve posto sui social, a cura della stessa ammnistrazione ne raccontava fatti e votazioni, evidenziando con malcelata soddisfazione che era stato approvato, entro i termini previsti dalla legge e con i 9 voti della maggioranza consiliare e 2 contrari, il bilancio di previsione finanziario 2026-2028.

Ma la relazione dei Revisori dice anche altro
L’approvazione del documento  pubblicato, votato anche dalla “neo consigliera di maggioranza” Maria Rosa Fasolo, che dopo le sue dimissioni di qualche giorno fa, dall’opposizione, già siede tra i banchi della maggioranza – consente – si legge nella nota – di programmare con certezza spese e attività amministrative e rappresenta una tappa significativa del percorso di risanamento dei conti avviato da tempo dall’Amministrazione comunale.
Il collegio dei revisori, scrive l’amministrazione – dei conti non ha mosso rilievi, confermando la solidità dell’impostazione finanziaria.
Il bilancio così votato garantisce il rispetto degli impegni dell’ente, tra cui il pagamento delle rate alla Cassa Depositi e Prestiti, la rottamazione delle cartelle esattoriali e il progressivo ripianamento dei debiti ereditati. Una gestione ordinaria sana è la base per rafforzare l’autonomia finanziaria del Comune e aprire nuove prospettive di sviluppo per la comunità.
«L’approvazione del bilancio nei tempi di legge è un segnale di serietà verso i cittadini – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Laccoto –. Questo risultato segna un’ulteriore tappa del percorso di risanamento avviato nel nostro primo mandato e che proseguiamo con convinzione, garantendo stabilità ai conti e creando le condizioni per investire in servizi e progetti utili alla crescita di Brolo».
Lo stesso vicesindaco con delega al Bilancio, l’avvocato Carmelo Ziino ha dichiarato: «Il bilancio è il frutto di un lavoro rigoroso e rappresenta una tappa importante del cammino di risanamento intrapreso. L’assenza di rilievi da parte dei revisori conferma la qualità dell’azione amministrativa e ci permette di programmare con maggiore efficacia gli interventi futuri, proseguendo con determinazione su questa strada».

Ma ben leggendo il documento che, formalmente, (per scaricarlo lincare sopra) certifica la regolarità dell’impianto contabile, emergono più di una criticità. Ovviamente nulla di grave ma preludio di altro per i cittadini.

Verbale n. 4 relazione bilancio-signed-signed-signed-signed

Alcuni spunti di riflessione.

TARI: il vero nodo è la riscossione

Il bilancio 2026 prevede entrate TARI per 1.210.409,50 euro, in linea con l’esercizio precedente. Ma il dato che pesa è un altro: il tasso medio di riscossione ordinaria degli ultimi tre anni si attesta al 56,63%. In altre parole, quasi la metà del dovuto resta nei residui. È vero che il Comune ha accantonato le somme necessarie al Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE), rispettando le prescrizioni normative. Tuttavia un livello di riscossione così basso non è un dettaglio tecnico, ma una fragilità strutturale. Non si tratta solo di equilibri contabili, bensì di equità fiscale e sostenibilità del servizio – come sosstenuto dall’opposizione – : chi paga regolarmente finisce per sostenere un sistema in cui l’evasione o il mancato pagamento restano elevati.

Inoltre, la TARI continua a essere calcolata con il criterio medio-ordinario e non sulla reale quantità di rifiuti prodotti. Una scelta legittima, ma che non incentiva comportamenti virtuosi né una piena responsabilizzazione dell’utenza.

Imposta di soggiorno: previsioni ottimistiche?

Altro punto critico è l’imposta di soggiorno. Le previsioni per il triennio indicano 15.000 euro annui. Ma nel 2025 gli incassi effettivi si sono fermati a 2.322,54 euro. Una forbice significativa che chi ne mastica di bilanci comunali definisce preoccupante: lo scarto tra previsione e realtà rischia di trasformare il bilancio in un esercizio di stima più che di programmazione concreta. È stato nominato un responsabile per rafforzare il monitoraggio, ma resta la domanda politica: il gettito previsto è realistico o si continua a inserire in bilancio una cifra che, nei fatti, non si realizza?

Cassa vincolata e tensioni di liquidità

Al 1° gennaio 2026 il fondo iniziale di cassa comprende una quota vincolata pari a 1.233.708,84 euro. La relazione evidenzia che l’Ente prevede l’utilizzo per cassa di entrate a destinazione vincolata, come consentito dall’articolo 195 del TUEL. Dal punto di vista tecnico, nulla da eccepire. Ma politicamente il tema è delicato. L’opposizione dal suo canto chiede maggiore trasparenza sui margini reali di manovra e sui rischi connessi a eventuali tensioni di liquidità, che potrebbero incidere sui tempi di pagamento o sugli equilibri futuri.

Non a caso, il Collegio dei revisori raccomanda di verificare costantemente l’andamento delle entrate in conto capitale e di attivare la spesa solo all’effettivo ottenimento dei finanziamenti. Un richiamo alla prudenza che, letto tra le righe, suggerisce attenzione.

PNRR: bene i progetti, ma il “dopo” pesa

Sul fronte PNRR, il parere è positivo: i progetti risultano in linea con gli obiettivi attesi. Tra gli interventi più rilevanti figurano il completamento della struttura scolastica in contrada Piana (2,7 milioni di euro) e la realizzazione della mensa scolastica in via Libertà. Ma anche qui il Collegio sottolinea la necessità che l’Ente sia in grado di sostenere la maggiore spesa corrente derivante dagli interventi. È il tema classico del “dopo finanziamento”: costruire con fondi straordinari è un conto, garantire gestione e manutenzione negli anni è un altro.

Ente non deficitario, ma equilibrio fragile

La relazione certifica che il Comune non è strutturalmente deficitario e che le previsioni di cassa non presentano sovrastime tali da generare debiti pregressi. Formalmente, dunque, l’impianto regge. Ma è proprio sulla distanza tra correttezza formale e solidità sostanziale che si gioca la partita politica. Si parla dunque di un bilancio “tecnicamente in equilibrio ma politicamente fragile” su almeno quattro punti chiave: 1) debolezza strutturale nella riscossione dei tributi; 2) divario tra previsioni e incassi reali; 3) necessità di maggiore trasparenza sulle dinamiche di cassa; 4) assenza di una visione strategica sulle entrate proprie.

verso la serenità

La maggioranza rivendica la piena legittimità del documento e il parere favorevole dei revisori. E i numeri, formalmente, danno loro ragione. Ma le raccomandazioni contenute nella relazione – sul controllo delle entrate in conto capitale, sull’attivazione della spesa solo a finanziamento ottenuto, sulla gestione della cassa vincolata – raccontano una realtà che impone cautela. Ovviamente non siamo davanti ad un’idea di bilancio critico. Ma neppure a quello dove si addensano ombre. E forse la verità sta proprio in questa zona grigia: non tutto è nero, ma nemmeno tutto è “rose e fiori”. Ed intanto ci sono di fare i conti con le nuove bollette.

Nessuno ne parla ma adeguando tariffe e conteggi, il portafoglio dei contribuenti\cittadini – quelli ligi al dovere – ma anche quelli delle attività economiche che utilizzando il bene prezioso dell’acqua pubblica, potrebbero essere presto strizzati.

Redazione Scomunicando.it

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