A Brolo, quella bandiera palestinese issata e tolta dallo scoglio è ormai diventata il simbolo di un sentimento collettivo che non vuole più restare silenzioso.
Prima posata con un gesto di civismo durante la festa della Madonna dei Pescatori, poi rimossa frettolosamente «per evitare che passasse sotto i flash della Madonna», quindi rimessa da un bagnante coraggioso, Antonino — che ci ha messo la faccia sui social. Un gioco a nascondino che, oltre al gesto simbolico, mette in luce stati d’animo, ruoli e responsabilità in un paese che inizia a interrogarsi su che segnale dare.
Sui social la comunità ha mostrato il suo volto più solidale: centinaia di commenti, condivisioni, prese di posizione, con la foto che diventa homepage di tanti, in un moto spontaneo di solidarietà verso il popolo palestinese, di denuncia verso quel massacro e di rabbia per chi, nel silenzio anche del governo italiano, l’ha ridotto alla fame, come ricordano le cronache da Gaza.
Ora a farsi portavoce dell’istanza è stato don Enzo Caruso, parroco del paese, che ha lanciato la proposta di una fiaccolata in mare, invitando a non lasciare sola la Chiesa e a trasformare il sentimento popolare in un segnale politico e culturale forte.
Un appello raccolto subito anche dal mondo della politica locale.
Protagonisti di un vivace botta e risposta pubblico sui social sono stati Alessandra Gagliardo, consigliera di maggioranza, e Giuseppe Miraglia, segretario locale di Fratelli d’Italia e componente dell’opposizione consiliare.
Dopo un confronto acceso toccante il ruolo della Lega, i toni si sono stemperati.
Gagliardo ha rivendicato la sua autonomia: «Non ho padroni né persone che mi suggeriscono cosa scrivere o dire. Sono libera di esprimere le mie opinioni, in coerenza con i miei valori», incassando il dire del Miraglia: «Non ho mai messo in dubbio il tuo civismo».
Ed è qui che arriva la proposta di Miraglia.
Stilare un documento comune che accomuni la maggioranza e la minoranza da portare in Consiglio comunale, contro le guerre e contro il genocidio in atto a Gaza.
«Diamo insieme un segnale che sia tale — scrive Miraglia —. Troverai di certo sponda nella tua maggioranza, e avrai l’appoggio del sindaco. Lo dico senza ironia, ma con grande sincerità».
Alessandra Gagliardo non si è fatta attendere: «Per presentare un documento contro le guerre e contro il genocidio in atto mi troverai sempre d’accordo. Quando vuoi, ne parliamo…».
Potrebbe davvero essere un grande segnale: una Brolo che si unisce, che prende posizione all’unanimità, che trasforma quella bandiera che torna e sparisce dallo scoglio in un messaggio chiaro. Un messaggio che dice che la pace, qui, ha ancora valore e che bisogna dar rispetto agli abitanti di Gaza che hanno diritto alla loro terra.
Da aggiungere che in questa fase anche Nuccio Ricciardello, assessore e di Fratelli d’Italia, si schiera apertamente: “La situazione in Palestina è un conflitto complesso e devastante, con sofferenze umane e perdite di vite innocenti che continuano a crescere sotto lo sguardo indifferente di tanti. Per questo bisogna dare sempre più segnali di compattezza, di denuncia, di attenzione, senza distinzioni politiche e senza retro pensieri. Quella bandiere diventa un simbolo. Per questo è giusto che rimanga lì, sullo scoglio, che è il simbolo del paese e della sua gente. Un monito a non voltare lo sguardo da un altro lato”.
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