Cronaca

CAPO D’ORLANDO – Botta e risposta tra Marici e Ingrillì dopo la rissa in Piazza Trifilò

La rissa scoppiata a Capo d’Orlando in Piazza Trifilò, conclusasi con alcuni fermi, continua a generare polemiche e riflessioni.

il dibattito pubblico si infiamma attorno al tema sicurezza

Mentre la magistratura è al lavoro per accertare ulteriori responsabilità, e si attendo ulteriori provvedimenti, ma anche la definizione del quadro delle responsabilità e delle motivazioni entro il quale si è definita la rissa, il dibattito pubblico si infiamma attorno al tema sicurezza.
Nelle ultime ore si è registrato un acceso scambio di dichiarazioni tra il giornalista Peppe Marici e il sindaco Franco Ingrillì.

Due visioni differenti che mettono in luce criticità, responsabilità e prospettive sul futuro della città.

La posizione di Peppe Marici: «Prevenire prima di tutto»

«Prima di ogni cosa bisogna prevenire», afferma il giornalista Peppe Marici, che punta il dito contro quella che definisce una gestione superficiale del problema sicurezza.
Secondo Marici, episodi come la rissa di Piazza Trifilò non sarebbero casi isolati ma l’ennesimo campanello d’allarme che le istituzioni avrebbero dovuto raccogliere:

«Quella zona al calar del sole si trasforma… lo sanno tutti, ma quasi tutti tacciono. Basterebbe ascoltare il grido dei cittadini per capire le criticità».

Il giornalista richiama l’attenzione sull’importanza dei sistemi di videosorveglianza, ricordando come in altre città abbiano rappresentato un valido deterrente contro spaccio, microcriminalità e degrado urbano.
«Perché da due anni le telecamere di Capo d’Orlando non funzionano?», si chiede, denunciando un atteggiamento che definisce di “perbenismo” e di mancata assunzione di responsabilità.
Infine, Marici ribadisce che amare il proprio paese significa battersi concretamente per migliorarlo: «Meglio prevenire che curare».

La replica del sindaco Franco Ingrillì: «Dichiarazioni superficiali»

Non tarda ad arrivare la risposta del primo cittadino Franco Ingrillì, che respinge al mittente le accuse.
«Caro Beppe, comprendo il tuo desiderio di avviare un percorso politico, ma da tempo assisto a considerazioni superficiali e inesatte», dichiara il sindaco.

Ingrillì precisa che le telecamere non sono del tutto inattive, ma solo in parte e solo da maggio, poiché il sistema è in fase di aggiornamento per consentire anche alle forze dell’ordine un accesso diretto alle immagini.
Sottolinea inoltre che in Piazza Trifilò non vi è mai stato un impianto di videosorveglianza e che solo di recente, grazie a un finanziamento ottenuto dall’attuale amministrazione, si è avviato un piano di potenziamento.

Il sindaco contrattacca infine chiamando in causa la Città Metropolitana, di cui Marici sarebbe vicino:

«Se ami veramente il tuo territorio, perché non ti attivi per asfaltare la via trazzera marina, la Consolare Antica o per sistemare la galleria di San Gregorio, che è a rischio caduta?».

Un attacco diretto che mette in luce non solo la difesa dell’operato comunale, ma anche il tentativo di ribaltare il piano delle responsabilità: «Guarda prima a quello che tu potresti fare e non a ciò che gli altri fanno giornalmente con sacrificio e professionalità».

La controreplica

Caro Sindaco,
mi stupiscono le sue affermazioni che tendono a delegittimare la mia persona. Ma posso comprendere il momento, non porto rancore.
In questi mesi non ho attaccato questa amministrazione, anzi i miei interventi pubblici sono stati sempre rivolti a proporre soluzioni a sostegno di Capo d’Orlando e del comprensorio dei Nebrodi. Come la battaglia sui collegamenti dal Porto alle Isole Eolie che la Regione prima ha annunciato e poi bloccato, o il tema della movida.
Dunque non capisco il suo astio nei miei confronti, nonostante Lei Sindaco conosca molto bene la mia disponibilità.
Sono stato più volte sollecitato dai cittadini in merito a cose che non vanno, ma sapendo quanto sia impegnativo governare e amministrare, sono rimasto sempre composto nelle mie proposte, in pieno spirito di collaborazione.
Per questo ieri, facendo una semplice domanda, ho ribadito che in diversi comuni d’Italia lo strumento della videosorveglianza è un chiaro deterrente, di supporto anche alle forze dell’ordine.
Nella sua risposta di fatto conferma che le telecamere non sono funzionanti, dunque le rifaccio la domanda: perché da oltre 2 anni le telecamere di videosorveglianza istallate nel comune di Capo d’Orlando non funzionano?
Sarebbe gradita una risposta chiara, per affrontare concretamente un problema della nostra comunità.
Ps.
Esprimere considerazioni e proporre percorsi alternativi non è fare campagna elettorale, perché il confronto è il sale della democrazia.

Il clima in città

Dopo la rissa e il successivo botta e risposta tra Marici e Ingrillì, – ma il dibattito si è allargato anche altri soggetti – Capo d’Orlando si ritrova al centro di un dibattito che mette a confronto esigenze di sicurezza, gestione amministrativa e prospettive politiche. La cittadinanza attende risposte concrete, mentre resta alta l’attenzione sulle decisioni della magistratura e sulle iniziative che l’amministrazione intenderà intraprendere per prevenire episodi simili in futuro.

Redazione Scomunicando.it

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