Attualita

CINEMA – “Le città di pianura” trionfa ai David 2026

il cinema italiano tra nostalgia, libertà e contraddizioni

Riflessioni e commenti di Italo Zeus a margine dei David 2026

Il film è ambientato nel Veneto delle pianure infinite, dei bar di provincia, delle notti che sembrano non finire mai. Un mondo fatto di alcol, malinconia e bestemmie appena edulcorate, immerso nei luoghi comuni di un territorio che però, nel cinema di Francesco Sossai, diventa improvvisamente universale.

“Le città di pianura”, grande vincitore dei David di Donatello 2026, è il racconto di un’umanità sospesa. Il bicchiere della staffa — l’ultimo bicchiere prima di andare via — diventa il simbolo perfetto di un’esistenza che continua a rincorrere una risposta dimenticata. Il protagonista, infatti, sembra aver trovato il senso della vita durante una notte alcolica, ma al mattino non riesce più a ricordarlo.

È il tempo dell’alcol, della nostalgia e dei sogni rimasti fermi agli anni Ottanta e Novanta. Anni in cui sembrava possibile partire davvero, essere pronti per un lungo viaggio che però non si è mai compiuto.

Dietro il film c’è anche un percorso produttivo lunghissimo, durato quasi dieci anni. E si percepisce quanto il legame con il Veneto — anche attraverso i fondi territoriali e le Film Commission — sia stato centrale nel racconto. Ma Sossai riesce nell’impresa più difficile: trasformare quel paesaggio regionale in un luogo emotivo riconoscibile ovunque. Un po’ come accadeva in “Vermiglio” di Maura Delpero lo scorso anno.

Per questo “Le città di pianura” non è semplicemente un road movie all’italiana, nonostante i paragoni con “Il sorpasso”. È un film libero, fuori dalle categorie, fragile e scomposto come i suoi protagonisti.

Due cinquantenni senza lavoro, senza direzione e senza responsabilità continuano a bere per evitare di guardarsi davvero dentro. Poi, dal nulla, arriva un giovane architetto innamorato di una ragazza alla quale non riesce nemmeno a confessare i propri sentimenti.

La trama procede per frammenti, deviazioni, incontri casuali. Ma proprio lì trova la sua autenticità.

Anche la colonna sonora di Krano accompagna perfettamente questa dimensione sospesa: una ballata country dialettale che però, a tratti, sembra dialogare con il Veneto contemporaneo raccontato oggi da Madame e dalla nuova scena urban. Due mondi lontani che finiscono per incontrarsi nella stessa necessità: spogliarsi delle maschere e raccontare il disagio senza vergogna.

Il finale, commovente e quasi “americano”, con l’auto che corre accanto a un treno tra sorrisi e lacrime, riporta alla memoria il cinema anni Novanta, quando le emozioni erano semplici ma sincere. Oggi il cinema contemporaneo preferisce spesso finali aperti e irrisolti, diventati quasi una nuova formula. “Le città di pianura”, invece, riesce ancora a chiudere il cerchio emotivo.

E forse proprio lì, nell’ultimo bicchiere finalmente bevuto, si nasconde la risposta dimenticata all’inizio del film.

La serata dei David di Donatello 2026

…ha lasciato anche altre riflessioni.

Colpisce l’assenza quasi totale di “La Grazia” di Paolo Sorrentino e il ridimensionamento di “Cinque secondi” di Paolo Virzì.

Molto interessante invece il successo de “Le assaggiatrici” di Silvio Soldini, film che apre chiaramente a una nuova dimensione internazionale del cinema italiano, sia nel linguaggio che nelle atmosfere.

Grande emozione anche per il premio ad Aurora Quattrocchi, miglior attrice protagonista per “Gioia mia”. Una vittoria accolta con affetto sincero da tutto il mondo del cinema. L’attrice, 83 anni, nata in Istria ma profondamente palermitana, ha conquistato il pubblico con la sua contagiosa vitalità.

“Fuori” di Mario Martone dedicato a Goliarda Sapienza porta a casa il premio per Matilda De Angelis come miglior attrice non protagonista, mentre resta sorprendentemente esclusa Valeria Golino, interprete centrale del progetto e regista de “L’arte della gioia”.

Sul palco funziona bene la conduzione di Flavio Insinna e Bianca Balti, finalmente dinamica e meno ingessata rispetto alle ultime edizioni. Molto apprezzate anche le esibizioni musicali di Arisa e Francesca Michielin, mentre Annalisa apre la serata con una suggestiva versione di “Esibizionista”, immersa in un’atmosfera quasi tarantiniana.

Resta invece qualche contraddizione nel sistema cinema italiano: si celebra il successo commerciale di “Buen Camino” con Checco Zalone, premiato con il David dello Spettatore, ma il rapporto tra cinema d’autore, mercato e produzioni indipendenti continua a restare fragile.

Alla fine, però, il messaggio più forte arriva proprio da “Le città di pianura”: un film profondamente locale che riesce a parlare a tutti. Ed è forse questa la vittoria più importante.

David di Donatello 2026, tutti i vincitori:

Miglior Film – Le città di pianura

Miglior Attore – Sergio Romano – Le città di pianura

Migliore Attrice – Aurora Quattrocchi – Gioia mia

Miglior Attrice Non Protagonista – Matilda De Angelis – Fuori

Miglior Attore Non Protagonista – Lino Musella – Nonostante

Miglior Regia – Francesco Sossai – Le città di pianura

Miglior Esordio alla Regia – Margherita Spampinato – Gioia mia (VINCITRICE)

Miglior Sceneggiatura Originale – Francesco Sossai, Adriano Candiago – Le città di pianura

Miglior Sceneggiatura Non Originale – Doriana Leondeff, Silvio Soldini, Lucio Ricca, Cristina Comencini, Giulia Calenda, Ilaria Macchia – Le assaggiatrici

Miglior Film Documentario – Premio Cecilia Mangini

Roberto Rossellini – Più di una vita di Ilaria De Laurentiis, Andrea Paolo Massara, Raffaele Brunetti

Miglior Film Internazionale- Una battaglia dopo l’altra

Miglior Produzione – Le città di pianura

Miglior Autore della Fotografia – Paolo Carnera – Fuori

Miglior Compositore – Fabio Massimo Capogrosso

Migliore Canzone Originale – “Ti” – Marco Spigariol (Krano) – Le città di pianura

Miglior Scenografia – Andrea Castorina, Marco Martucci – La città proibita

Migliori Costumi – Maria Rita Barbera, Gaia Calderone – Primavera

Miglior Trucco – Esmé Sciaroni – Le assaggiatrici

Miglior Acconciatura – Marta Iacoponi – Primavera

Miglior Montaggio- Paolo Cottignola – Le città di pianura

Miglior Suono – Gianluca Scarlata, Davide Favargiotti, Daniele Quadroli, Nadia Paone – Primavera (V

Migliori effetti visivi – Stefano Leoni, Andrea Lo Priore – La città proibita

Miglior Casting – Adriano Candiago – Le città di pianura

Miglior Cortometraggio – Everyday in Gaza

David Giovani – Le assaggiatrici

David alla Carriera – Il regista e sceneggiatore Gianni Amelio riceverà il Premio alla Carriera nel corso della 71ª edizione dei Premi David di Donatello

«L’Accademia del Cinema Italiano è onorata di assegnare il David di Donatello alla Carriera a Gianni Amelio celebrandone così l’immensa conoscenza del cinema, quasi una magnifica ossessione», ha dichiarato Piera Detassis, Presidente e Direttrice Artistica dell’Accademia del Cinema Italiano

David Speciale – Il regista, disegnatore e animatore Bruno Bozzetto la storia di un Paese, il nostro, tra boom italiano e rivoluzione dei costumi», ha dichiarato Piera Detassis, Presidente e Direttrice Artistica dell’Accademia del Cinema Italiano. «Li ha inventati e vissuti tutti, e non solo, Bruno Bozzetto, il signore – così gli piace definirsi – dell’animazione italiana. La sua è una storia straordinaria, interamente dedicata a un’arte, quella del cartoon, che in Italia meriterebbe più attenzione e che, grazie a Bozzetto è diventata adulta e ottenuto riconoscimento internazionale. Il suo genio, costruito sulla disciplina dello sport, nasce dalla pratica artigianale: in principio fu un’asse da stiro trasformata dal padre in “verticale” da riprese animate con i fogli di acetato ritagliati uno a uno e colorati con le vernici usate per dipingere le pareti. Una creatività che origina in casa, in famiglia, ma da lì arriva in tutto il mondo e oggi, grazie ai figli, si perpetua nell’iconico marchio Studio Bozzetto. Una vita e una carriera bellissime, un sogno con i piedi saldi sulla roccia raccontato nell’irresistibile autobiografia “Il signor Bozzetto – Una vita animata”, dove ci rivela il segreto della sua armonia, essere regista e, insieme, narratore popolare, attento al costume, capace di muoversi con testarda ironia tra i paesaggi di Bergamo, gli studios hollywoodiani e la potenza Walt Disney. Senza mai perdere di vista le proprie radici».

Premio Speciale Cinecittà David 71 – Sarà conferito a un maestro internazionale del cinema italiano, il grandissimo autore della cinematografia Vittorio Storaro

Per il Presidente di Cinecittà Antonio Saccone ‘La firma di Vittorio Storaro si riconosce senza scritte o titoli. Basta vedere un fotogramma di Novecento, di Apocalypse Now, de L’ultimo imperatore, .

David dello Spettatore – Buen Camino di Gennaro Nunziante, protagonista Checco Zalone, che inspiegabilmente non viene a salire sul palco, come a dire, “so i sordi che ci interessano, non tu”

 “David Rivelazioni Italiane – Italian Rising Stars” – Sono stati annunciati i vincitori della terza edizione dei David Rivelazioni Italiane – Italian Rising Stars 2026, il riconoscimento promosso dall’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello in collaborazione con l’Unione Italiana Casting Directors, pensato per valorizzare i volti più promettenti della nuova generazione del cinema italiano. Giunto alla sua terza edizione, il premio – ormai ribattezzato affettuosamente “Davidino” – si conferma un osservatorio privilegiato sul talento emergente under 28, con una selezione curata direttamente dai casting director, figure chiave nello scoprire e accompagnare i nuovi interpreti sul grande schermo.

A ricevere il riconoscimento, nella suggestiva cornice di Palazzo Medici Riccardi, sono stati sei giovani attori e attrici che si stanno distinguendo per intensità e versatilità: Giulia Maenza, Vincenzo Crea, Ludovica Nasti, Emanuele Maria Di Stefano, Alma Noce e Gianmarco Franchini. Un gruppo eterogeneo che riflette la ricchezza e la pluralità del panorama attoriale contemporaneo. La cerimonia si è svolta alla presenza di Piera Detassis, Presidente e Direttrice Artistica dell’Accademia, che ha sottolineato l’importanza di sostenere concretamente le nuove generazioni, offrendo loro visibilità e opportunità in un settore in continua evoluzione.

Un segnale chiaro: il futuro del cinema italiano passa – oggi più che mai – dai suoi giovani talenti.

Redazione Scomunicando.it

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