È partita ufficialmente la campagna per l’istituzione delle Cinque Giornate d’Europa, un’iniziativa lanciata da Gabriele Adinolfi e dai suoi sostenitori, che trae ispirazione dall’anniversario della prima vittoria europea unita contro gli Ottomani a Vienna (1529), svoltasi proprio tra il 23 e il 27 settembre.
una nuova fermezza, non contro un nemico in particolare, ma per noi, per l’Europa come potenza
L’obiettivo dichiarato non è tanto la celebrazione di una battaglia militare, quanto la costruzione di una memoria condivisa e di un modello simbolico in grado di incentivare – nelle parole dello stesso Adinolfi – “una nuova fermezza, non contro un nemico in particolare, ma per noi, per l’Europa come potenza”.
Secondo quanto diffuso da Adinolfi attraverso i canali Telegram e WhatsApp, la campagna si svilupperà su tre livelli:
Commemorativo, con iniziative in luoghi storici significativi;
Istituzionale, per ottenere il riconoscimento ufficiale delle date come ricorrenza europea;
Partecipativo, con un forte coinvolgimento popolare attraverso il web.
A questo proposito, è stata aperta una petizione internazionale (link: chng.it/Cgn76KNTJ8) disponibile in più lingue, che punta a raccogliere firme a sostegno dell’iniziativa.
Grande spazio sarà riservato alla comunicazione online: ogni giorno, sino a27 settembre, saranno diffusi messaggi e materiali grafici attraverso il canale Telegram dei Lanzichenecchi e su altri spazi social. Tra le azioni suggerite ai sostenitori:
firmare e diffondere la petizione;
condividere i contenuti quotidiani della campagna;
sostituire temporaneamente la propria immagine del profilo con il logo ufficiale delle Cinque Giornate (evitando, avverte Adinolfi, la pubblicazione su Facebook per non incorrere nei filtri automatici della piattaforma).
Il peso delle date simboliche
Non casuale la scelta del periodo dal 23 al 27 settembre, che oltre a ricordare la vittoria di Vienna, si intreccia con altri riferimenti storici e politici. Adinolfi sottolinea come il 23 settembre coincida con la nascita di Augusto Imperatore, con l’equinozio d’autunno e con l’annuncio della Repubblica Sociale Italiana (1943).
Il 27 settembre, invece, è legato alla nascita di Alessandro Pavolini e, più vicino ai nostri giorni, a quella di Peppe Dimitri, figure simboliche del mondo della destra radicale.
Memoria e prospettiva
Nelle intenzioni degli organizzatori, le Cinque Giornate d’Europa dovrebbero diventare non solo un momento commemorativo, ma un’occasione di riflessione sul futuro del continente. “Vogliamo trasformare la memoria in incentivo per un futuro di potenza – afferma Adinolfi –. L’Europa deve ritrovare il coraggio di guardare oltre, riscoprendo le proprie radici come forza unitaria nelle diversità”.
L’iniziativa ha già suscitato reazioni contrastanti: c’è chi la vede come un tentativo di costruire un racconto europeo alternativo, basato su identità e radici storiche, e chi invece la critica come un’operazione di strumentalizzazione ideologica. Quel che è certo è che, attraverso il web, la campagna sta già catalizzando attenzione e aprendo un dibattito che, nelle intenzioni di Adinolfi e dei suoi sostenitori, dovrà estendersi ben oltre il perimetro dei movimenti che l’hanno promossa.
Portare il mare tra i giovani studenti, trasformandolo in un’occasione di conoscenza e scoperta. È…
undici Comuni già coinvolti, altre due tappe a dicembre (altro…)
Il Comune di Brolo promuove tre giornate dedicate alla prevenzione del tumore al seno (altro…)
«La città ha smarrito la sua direzione. Ma prima dei nomi servono idee» (altro…)
Antonio Morello e la macchina che trasforma la ricchezza in morte (altro…)
Una lettera aperta solleva il caso dei 30 euro richiesti alle famiglie per il nuovo…