Due realtà diverse, un progetto comune che mette insieme impresa, transizione energetica e territorio.
Da una parte CO.M.EDIL, azienda che sta introducendo nei propri cantieri mezzi elettrici e soluzioni a basse emissioni; dall’altra Nebrodi CER, comunità energetica rinnovabile costituita in forma cooperativa e nata per fare in modo che una parte del valore prodotto dall’energia rimanga sul territorio.
L’incontro tra queste due esperienze prende forma a Brolo con la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 99 kW sulle coperture della sede CO.M.EDIL. L’impianto, composto da circa 220 moduli, avrà una produzione stimata di 135 MWh all’anno, equivalente indicativamente al fabbisogno elettrico di circa 50 famiglie. Il progetto è stato ammesso al contributo PNRR fino al 40% della spesa ammissibile di 118.800 euro, per un massimo di 47.520 euro.
CO.M.EDIL è il soggetto beneficiario dell’intervento e mette a disposizione le coperture della propria sede per la realizzazione dell’impianto. Ma il progetto va oltre l’autoproduzione aziendale.
L’impresa ha già intrapreso un percorso verso cantieri a minore impatto ambientale attraverso l’impiego di escavatori elettrici e altre soluzioni a basse emissioni. L’energia prodotta dal nuovo fotovoltaico servirà anche alla ricarica dei mezzi elettrici, con una conseguente riduzione dei consumi di carburante, delle emissioni e del rumore durante le attività di lavoro.
C’è soprattutto un aspetto sociale. CO.M.EDIL punta a diventare la prima impresa della comunità a condividere con i propri dipendenti i benefici derivanti dall’energia prodotta, attraverso un progetto di welfare energetico aziendale. I lavoratori potranno aderire alla CER con le proprie utenze domestiche e partecipare al meccanismo dell’energia condivisa. È in questa prospettiva che il CEO Basilio Ricciardello ha l’intenzione di aprire il confronto sulle possibilità offerte dalle comunità energetiche non soltanto alle imprese, ma alle amministrazioni e al tessuto sociale del territorio.
Nebrodi CER, l’energia diventa comunità
Nebrodi CER Società Cooperativa p.a., con sede a Capri Leone, nasce invece con una missione specifica: trattenere sul territorio dei Nebrodi il valore generato dall’energia rinnovabile, mettendo in relazione produttori, consumatori e comunità locale. La cooperativa progetta e installa impianti fotovoltaici, gestisce configurazioni di autoconsumo diffuso come referente presso il GSE, assiste soci e imprese nelle procedure relative ai contributi PNRR e alle tariffe incentivanti e redistribuisce ai membri i benefici dell’energia condivisa secondo il regolamento della comunità.
La documentazione fornita indica, a settembre 2026, circa 240 soci, 34 pratiche PNRR ammesse per 1.629,8 kW di potenza, oltre 715 mila euro di contributi PNRR ottenuti e 23 impianti già in esercizio. Nebrodi CER è inoltre indicata come startup innovativa, aderente a Legacoop Sicilia e partner di Banca Etica nel progetto RESPIRA.
Non occorre avere un impianto per partecipare
Uno degli elementi centrali del modello è proprio questo spiega Giuseppe Frusteri. Alla comunità possono aderire famiglie, imprese, enti pubblici, associazioni ed enti religiosi le cui utenze ricadano nell’area servita dalla stessa cabina primaria. Si può partecipare come produttori, mettendo a disposizione l’energia di un proprio impianto, oppure come semplici consumatori. In quest’ultimo caso non è necessario installare pannelli fotovoltaici e non occorre cambiare né fornitore né contatore.
L’energia immessa in rete e quella consumata nella stessa ora dai membri della configurazione viene contabilizzata come energia condivisa. Su questa quota il GSE riconosce per vent’anni una tariffa incentivante, i cui benefici vengono poi redistribuiti dalla comunità secondo le proprie regole.
Dalle scuole alle famiglie più fragili
Il progetto di Brolo vuole però misurarsi anche sul terreno dell’inclusione. Nebrodi CER prevede di coinvolgere le famiglie in condizioni di povertà energetica, destinando loro una parte dei benefici secondo quanto sarà definito dal regolamento della comunità. Parallelamente partirà “Dina + Neo – L’energia che diventa comunità”, percorso rivolto alla scuola primaria. Dina, una goccia di energia, e Neo, un maialino nero dei Nebrodi, accompagneranno i bambini alla scoperta di concetti come produzione, condivisione e comunità attraverso un laboratorio, una “missione in famiglia” e un diploma finale. La logica è semplice: scuola, bambino, famiglia, comunità.
Nebrodi Token: provare a lasciare il valore sul territorio
Un ulteriore sviluppo, ancora in fase di progettazione, riguarda Nebrodi Token. L’idea è che una quota dei benefici già maturati e destinabili ai membri possa essere riconosciuta attraverso punti su card o app, utilizzabili presso cooperative e attività aderenti. L’obiettivo è creare un circuito nel quale parte del valore economico generato dall’energia torni a circolare nei Nebrodi, interessando anche attività di prossimità, servizi, agroalimentare, mobilità, formazione e welfare. La documentazione chiarisce che Nebrodi Token non è una criptovaluta, non è una moneta e non costituisce un investimento.
È qui che l’incontro tra CO.M.EDIL e Nebrodi CER assume un significato più ampio. I pannelli sul tetto dell’azienda sono soltanto il punto di partenza: intorno all’impianto si prova a costruire una rete capace di mettere insieme energia pulita, impresa, lavoratori, scuole, famiglie e attività economiche. Un modello che nasce concretamente a Brolo, ma che guarda al comprensorio dei Nebrodi come possibile spazio nel quale allargare la comunità e moltiplicarne gli effetti.
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