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COMPLEANNI AL CINEMA – I 15anni de “Le Fate Ignoranti”. Ricordo di un capolavoro

LE FATE IGNORANTI COMPIE 15 ANNI – RICORDO DI UN CAPOLAVORO


Ferzan Özpetek, Gianni Romoli, Margherita Buy e Stefano Accorsi cambiarono forse per sempre la storia della cinematografia queer italiana grazie a Le Fate Ignoranti, capolavoro del regista turco premiato con 4 Nastri, 3 Globi d’Oro, 4 Ciak d’Oro, il titolo di Miglior Film al New York Lesbian and Gay Film Festival e il premio Sebastian al Festival Internazionale del Cinema di San Sebastián.

Era di questi tempi, esattamente quindici anni fa lo scorso marzo.

 

L’anno prima il World Pride aveva sfilato per le strade del Giubileo capitolino, c’era aria di cambiamento, di novità, di storiche aperture.
Qualcosa stava mutando e Ozpetek, con questo film, mise un piede in quella minuscola fessura che prendeva luce dalla porta socchiusa, prima che questa tornasse a chiudersi nuovamente.

E fu per certi versi rivoluzionario. Perché il regista turco raccontò un mondo di ‘freak’ e agli occhi altrui ‘diversi’ in realtà normalissimi: gente che lavora, che ama, che tradisce, che si aiuta reciprocamente, che piange e sogna, come chiunque altro. Nel farlo distrugge le sicurezze di una donna borghese apparentemente felice, perché sposata con un uomo bello e appagato, ma in realtà portatore sano di una gigantesca serie di menzogne, in quanto da anni amante di un uomo. Due realtà così apparentemente distanti ma in realtà clamorosamente vicine che si incrociano e si scontrano all’ombra del Gazometro romano, tra infiniti pranzi domenicali e feste sul tevere, transessuali in crisi perché costrette a dover tornare a casa nei nuovi abiti femminili e malati di AIDS per amore, vicine chiacchierone e sagge portinaie.

Praticamente il cinema di Pedro Almodovar, tra melodramma, tavolate ricoperte di cibo, sentiti pianti, ricche risate, devastanti sentimenti, amicizie indistruttibil, famiglie acquisite e più che tradizionali nella loro concretezza e colori fiammeggianti, che si fa italiano grazie ad unregista turco di fatto romano acquisito, incensato persino al MOMA di New York ed esattamente 15 anni fa diventato icona nazionale della cinematografia glbtq.

Grazie ancora Ferzan.

tratto da http://adolescentegaydel21secolo.blogspot.it/

Redazione Scomunicando.it

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