Categories: Cronaca Regionale

DARIO FO – Il macchiavellico governo italiano, a “vieni via con me”.

Il Premio Nobel Dario Fo elenca “delle cose che ancora oggi Machiavelli avrebbe da dire a chi governa il popolo italiano”

Come il consiglio di mentire sempre e comunque e circondarsi di persone che siano alla mercé di chi è al potere.

Uno degli ospiti più attesi ieri sera a “Vieni via con me” era sicuramente Dario Fo, il “giullare” che “dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi” come disse quando nel 1997 ricevette il Premio Nobel per la letteratura. Dario Fo elenca “delle cose che ancora oggi Machiavelli avrebbe da dire a chi governa il popolo italiano” visto che il filosofo, grande teorico della politica, cerca di risolvere il conflitto fra regole morali e ragion di Stato tanto che ancora oggi con il termine machiavellico si indica un “atteggiamento spregiudicato e disinvolto nell’uso del potere” (Wikipedia).

Il primo consiglio è che “Durante le tue concioni (discorsi al pubblico) ai sudditi, Signore, se ti serve, non ti far niuno scrupolo di mentire, ma quella menzogna, bada bene, bisogna che tu la vada ripetendo in tempo breve per due, tre, financo sette volte e più di modo che, al fine, nelli orecchi di chi ti ascolta il falso si sarà trasformato in una pura e inconfutabile verità”.

Poi Dario Fo, aggiungendo via via alcune frecciate pungenti, recita che chi governa non deve mai farsi “cogliere nella condizione d’essere ricattato e ricattabile… ma nell’attimo in cui un accusatore ti andasse trascinando con le sue testimonianze nel pubblico ludibrio, tu appronta subito la contromossa nella quale lo sparlatore verrà accusato di atti indegni tali da trascinarlo a sua volta nel fango più putrido…”.

Il pubblico, improvvisamente risvegliato e attento (forse alla parola fango ricordandosi della famigerata macchina, magari quella con le “lottatrici nude” di Corrado Guzzanti), ride e partecipa allo spettacolo, capendo lo spirito scanzonatore del grande attore tanto che Dario Fo capisce che la sua platea “conosce il testo originale dell’opera”.

La presa in giro è palese quando Fo declama per esempio: “Dentro lo tuo governo fazioni continue se formeranno fino a trascinare entro una immancabile rovina te e tutti i tuoi consoli e consolatori” oppure “Assumi sempre nel tuo governo cortigiani scaltri d’ingegno e anco in truffalderia… meglio se questi si trovano sotto scacco della legge così potrai proteggerli da ogni incriminazione… in tal modo costoro ti saranno grati e alla tua più completa mercé”.

Tommaso Cicconi da www.mainfatti.it

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