Attualita

FICARRA – Il vento diventa memoria

Oggi,a Palazzo Milio, il finissage di “Una Boccata d’Arte”

Sabato 3 ottobre la presentazione della pubblicazione “Qui il vento ricorda per noi” di Irene Macalli, curata da Giulia Monroy ed edita da Pungitopo.

Si conclude così il progetto che ha coinvolto la comunità di Ficarra trasformando ricordi, parole e immagini in un’opera collettiva.

Quando le parole di un paese, i suoi segni, le assenze e quel vento che lo attraversa diventa parte dell’opera.

Alle 18.30, a Palazzo Milio, il finissage di Una Boccata d’Arte sarà l’occasione per presentare “Qui il vento ricorda per noi”, pubblicazione di Irene Macalli, curata da Giulia Monroy ed edita da Pungitopo. Un libro che raccoglie e restituisce il percorso sviluppato nel borgo nebroideo durante l’edizione 2026 del progetto nazionale promosso da Fondazione Elpis. Alla presentazione interverranno il sindaco di Ficarra Basilio Ridolfo, il delegato comunale alla Cultura Mauro Cappotto, la curatrice Giulia Monroy, l’artista Irene Macalli, il musicista Delfio Plantemoli, il ricercatore Leandro Pisano, l’editore Lucio Falcone e il grafico Federico Lupo.

Il progetto di Irene Macalli nasce dall’incontro con la comunità e riprende idealmente l’esperienza di Ficarra libro mio. Nei mesi scorsi gli abitanti sono stati invitati a lasciare parole, disegni e immagini su superfici trasparenti: piccole “mattonelle di memoria”, poi confluite nell’installazione realizzata in Piazza delle Logge. Luce e vento ne modificano continuamente la percezione. Il ricordo, così, non rimane fermo dentro un archivio, ma torna a vivere nello spazio pubblico.

Un lavoro, ha detto Mauro Cappotto, che assume un significato particolare in un piccolo centro segnato, come tanti paesi dei Nebrodi, dallo spopolamento. Qui il vento ricorda per noi parla infatti anche della relazione tra chi resta e chi va via, di appartenenza e distanza, e della possibilità di mantenere vivo un legame con il proprio luogo d’origine. Accanto all’installazione principale, Macalli ha realizzato Credevo che non mi servisse neppure il tuo ricordo, incisione su pietra arenaria locale collocata in via Roma, mentre dall’incontro con Delfio Plantemoli è nato Cori me’, lavoro sonoro che rielabora poesia, strumenti della tradizione siciliana e canti contadini.

La presenza di Ficarra in Una Boccata d’Arte inserisce il paese in un progetto che ogni anno sceglie 20 borghi, uno per ciascuna regione italiana, affidandoli ad altrettanti artisti italiani e internazionali. Gli artisti vivono i luoghi, incontrano le comunità e realizzano interventi pensati specificamente per quei territori. Per Ficarra l’esperienza ha trovato terreno fertile in un centro storico che da anni lega la propria identità alla cultura e alla memoria: Palazzo Milio, il Museo Diffuso, il Convento dei Cento Archi, la Stanza della Seta, Lucio Piccolo e i tanti luoghi che raccontano la storia del paese.

La serata di oggi chiude dunque una mostra, ma soprattutto restituisce alla comunità ciò che dalla comunità è nato. E forse è proprio questo il senso più autentico del titolo scelto da Irene Macalli: quando le persone partono e i paesi cambiano, qualcosa continua a circolare. A Ficarra, questa volta, è il vento a ricordare per tutti.

I ringraziamenti della Fondazione

Si ringraziano: il Sindaco Rodolfo Basilio, il delegato alla cultura Mauro Cappotto, Delfio Plantemoli, Aurelio Indaimo, Giampietro Raffaele, Antonino Batia, Pippo Faranda, Salvatore Carbone, Lucio Falcone, Rosetta Messina, Tiziana Rasizzi Spurio, Sergio Giglia, Carmelo Adriano, Giuseppe Gammeri, tutta la comunità di Ficarra.

Irene Macalli

Irene Macalli (1999, Sant’Agata de’ Goti) è un’artista e dottoranda presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Si forma in Scultura a Napoli presso ABANA e in Turchia presso MSGSU di Istanbul, partecipando a diverse mostre collettive in Italia, Turchia e Germania. Ha svolto esperienze formative presso lo studio di Marisa Albanese. La sua ricerca si concentra sui piccoli centri rurali attraverso progetti partecipati con le comunità locali. È ideatrice e fondatrice del progetto L’arte come riscatto sociale nei piccoli comuni, da cui è nato un libro pubblicato da Giacovelli Editore e la sua mostra personale Archivio rurale. Un muro di terra presso Capnapoliest (Napoli, 2025). Ha vinto il Premio Generazione di Art Days Napoli–Campania (2023) e ha svolto una residenza di tre mesi presso Artist in Residence Munich (2025).

Giulia Monroy

Giulia Monroy (Palermo, 1990) si laurea in Progettazione degli spazi espositivi e allestimenti museali all’Accademia di Belle Arti di Palermo. Si occupa di produzione nel campo delle arti visive. Dal 2017 al 2023 è assistente di galleria da Francesco Pantaleone e dal 2021 al 2024 assistente curatoriale e gestionale per ZACentrale, Fondazione Merz. Collabora con ruber.contemporanea e Fondazione Ghenie Chapels. Nel 2024 fonda studio moy, progetto che offre visite guidate negli studi d’artista a Palermo. Per una Boccata d’Arte in Sicilia, ha curato  i progetti di Ella Littwitz a Pollina (2023), Nicola Baratto & Yiannis Mouravas a Sant’Angelo Muxaro (2024) e Nicola Martini a Custonaci (2025).

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Redazione Scomunicando.it

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