Cronaca

FICARRA – L’8 marzo diventa un grido di pace

flash mob delle donne contro guerra e discriminazioni

A Ficarra la Festa della Donna assume un significato diverso, più profondo e collettivo.

Nella mattinata di ieri, 8 marzo 2026, laq scalinata della piazza, ha ospitato un flash mob dedicato alla pace, un momento di riflessione e presa di parola pubblica promosso per ribadire il rifiuto della guerra e delle discriminazioni che ancora segnano la condizione femminile nel mondo.

L’iniziativa, dal titolo “Le donne dicono no alla guerra”, ha trasformato la Giornata internazionale della donna in un’occasione di confronto e mobilitazione civile ( già sabato c’era stato sul tema un recital).

L’obiettivo non è stato soltanto celebrare una ricorrenza, ma riportare nello spazio pubblico una riflessione più ampia sulle cause economiche, sociali e politiche dello sfruttamento, della violenza e delle disuguaglianze che colpiscono donne e soggetti marginalizzati. L’evento con il patrocinio dell’amministrazione comunale ficarrese è stato organizzato dalle associazioni\movimenti: “Mai più sole”, “Ficarra solidale” e “Ficarra Bene Comune”.

Il messaggio lanciato dalle partecipanti è stato chiaro: costruire una società più giusta significa superare una visione provinciale e riduttiva della condizione femminile, affrontando invece le radici profonde delle discriminazioni e delle dinamiche di potere che ancora oggi alimentano conflitti e ingiustizie. Il flash mob si è trasformato così in un momento di lotta, memoria e consapevolezza collettiva, un momento per smascherare le retoriche dominanti e riflettere sulle diverse forme di oppressione che attraversano il mondo contemporaneo: razzismo, classismo, sessismo e le strutture patriarcali che continuano a condizionare la vita di milioni di donne.

Durante l’iniziativa è stata dedicata una ode simbolica alle donne di tutto il mondo che resistono e lottano per la propria libertà e dignità: dalle donne curde del Rojava alle donne iraniane, afghane, palestinesi, giordane, libanesi e siriane, fino alle donne ucraine e sudamericane. Un messaggio di solidarietà internazionale che ha unito idealmente Ficarra a tutte quelle realtà in cui le donne continuano a battersi per diritti fondamentali, pace e autodeterminazione. Il cuore della manifestazione è stato, come ha sottolineato Rosetta Casella, tra le promotrici dell’evento, proprio questo: ricordare che la vera emancipazione passa dall’equità sociale ed economica, dalla possibilità per tutte e tutti di vivere liberi dalla violenza, dallo sfruttamento e dalle guerre.

 

Redazione Scomunicando.it

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