Dalle parole ai fatti concreti
il Comune di Ficarra a favore della diplomazia e del dialogo
Il Sindaco di Ficarra, Basilio Ridolfo, insieme alla Giunta municipale e all’intero Consiglio comunale, ha promosso e fatto approvare all’unanimità un articolato documento dal titolo “Appello per la pace e per la fine immediata dei conflitti in Ucraina e a Gaza”.
L’iniziativa, fortemente voluta dal Primo cittadino, nasce dalla volontà di schierare il Comune di Ficarra a favore della diplomazia e del dialogo, denunciando con chiarezza le gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale perpetrate nei due teatri di guerra.
Nel testo della delibera si condannano l’invasione russa dell’Ucraina, gli attentati terroristici di Hamas e la risposta militare israeliana a Gaza, definita sproporzionata e devastante per la popolazione civile.
Il documento, ricco di riferimenti al diritto internazionale e alla Costituzione italiana, chiede al Governo di:
-
impegnarsi per un cessate il fuoco immediato in entrambi i conflitti;
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favorire l’ingresso senza restrizioni degli aiuti umanitari a Gaza;
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sostenere la soluzione “Due Popoli, Due Stati” e il riconoscimento dello Stato di Palestina entro i confini del 1967;
-
continuare il supporto all’Ucraina per la difesa della sua sovranità.
Su impulso del sindaco Ridolfo, il Consiglio ha inoltre deliberato azioni simboliche per coinvolgere la comunità: esporre sulla facciata del Municipio la bandiera della Pace affiancata dai nomi “Ucraina”, “Israele” e “Palestina”; spegnere per un’ora la pubblica illuminazione; proiettare sul Palazzo municipale i colori dell’iride, come segno visibile di solidarietà e richiamo alla convivenza pacifica tra i popoli.
Il testo sarà inviato al Presidente della Repubblica, al Governo, al Parlamento italiano ed europeo, alle ambasciate di Palestina, Ucraina e Israele e a importanti organizzazioni umanitarie internazionali.
Ridolfo ha voluto ribadire come Ficarra, per storia e valori, sia da sempre un presidio di pace, pronto a far sentire la propria voce anche su scenari internazionali, per difendere la dignità umana e il diritto universale dei popoli a vivere in libertà e sicurezza.
al delibera
“APPELLO PER LA PACE E PER LA FINE IMMEDIATA DEI CONFLITTI IN UCRAINA E A GAZA”
IL SINDACO, LA GIUNTA MUNICIPALE ED IL CONSIGLIO COMUNALE
PREMESSO:
- che molte zone del mondo sono pervase da gravi tensioni tra Stati e popolazioni che si traducono in nuovi e terribili conflitti armati;
- che nel gennaio del 2024, durante il tradizionale discorso di inizio anno al Corpo diplomatico, Papa Francesco ha definito il crescente numero di conflitti presenti nel mondo come la “terza guerra mondiale a pezzi”, capace di tradursi “in un vero e proprio conflitto globale”;
- che ormai da più di tre anni si sta perpetrando da parte della Russia l’invasione dell’Ucraina attraverso bombardamenti delle città che hanno finito per colpire popolazioni inermi ed innocenti, in spregio ad ogni regola del diritto internazionale ed al solo fine di sottomettere uno stato sovrano;
- che gli effetti della guerra sulle popolazioni civili sono drammatici con la perdita di migliaia di vite umane, con la fuga di milioni di cittadini ucraini dalle loro case verso altri paesi, con la distruzione di città e di siti industriali, con l’interruzione dei servizi idrici e di erogazione dell’elettricità, con la sospensione dei percorsi scolastici per gli studenti e con la perdita di milioni di posti di lavoro;
- che il 7 ottobre 2023 membri dell’organizzazione Hamas hanno compiuto efferati attentati terroristici ai danni di civili israeliani, causando più di mille vittime, tra cui bambini, numerosi feriti e sequestrando più di 200 tra cittadini israeliani e internazionali;
- che l’8 ottobre 2023 Israele ha dichiarato lo stato di guerra avendo come obiettivo ufficiale la liberazione degli ostaggi e la cancellazione definitiva di Hamas, innescando una reazione che si è tradotta in una serie di interventi dell’esercito israeliano che ha portato nella striscia di Gaza alla morte di decine di migliaia di persone, feriti e numerosi sfollati, nonché all’interruzione delle forniture elettriche ed alla chiusura dei varchi di accesso, isolando, di fatto, le persone ivi residenti e tagliando le forniture dei beni di prima necessità, aggravando così una situazione già ai limiti della salvaguardia della dignità umana;
- che, in particolare, dall’inizio dei bombardamenti su Gaza:
- quasi 1,9 milioni dei 2,4 milioni di abitanti di Gaza sono sfollati (di cui quasi un milione sono bambini) e sono ammassati in aree che rappresentano appena il 12% del territorio;
- solo il 10% della popolazione ha accesso ad acqua pulita e, pertanto, fame e malnutrizione si fanno sempre più insopportabili;
- oltre il 70% delle infrastrutture idriche e igienico-sanitarie sono state distrutte o danneggiate a causa dei bombardamenti israeliani; l’aria è inquinata dalle polveri sottili, per via dei numerosi edifici crollati e tra gli sfollati, stipati in tende sovraffollate, dilagano patologie e infezioni dovute alle pessime condizioni igienico-sanitarie che favoriscono la rapida diffusione di malattie e decessi;
- il cibo non arriva in modo regolare ed i casi di malnutrizione acuta o severa diagnosticati tra i bambini e le bambine nella Striscia, sono oltre 70.000 (dati forniti dalle Nazioni Unite secondo fonti dell’Onu);
- ad oggi si stima che i bombardamenti israeliani hanno causato oltre 40.000 morti (di cui oltre 13.000 sono bambini) e oltre 92.000 feriti (fonte Ministero della Sanità palestinese), che si vanno a sommare alle oltre 1.500 vittime israeliane;
Considerato:
- che l’esercito russo ha recentemente accelerato la sua incursione in territorio ucraino, portando a termine – nel luglio ultimo scorso – la sua più ampia avanzata dal novembre 2024;
- che l’azione del governo e dell’esercito israeliano non rispetta due dei principi fondamentali del diritto internazionale umanitario: a) il principio di distinzione tra militari e civili, che impone di evitare di coinvolgere i civili nei combattimenti; b) il principio di proporzionalità della risposta, in relazione agli effetti sulla popolazione civile dell’obiettivo militare che si vuole perseguire;
- che la Corte di giustizia interazionale ha affermato che le politiche e le pratiche adottate da Israele nei territori palestinesi occupati di Cisgiordania, Gerusalemme Est e Striscia di Gaza violano il diritto internazionale e devono cessare il più rapidamente possibile;
- che il Parlamento israeliano in data 23 luglio 2025 – violando le risoluzioni ONU 242, 338 e 2334 e la IV Convenzione di Ginevra, che qualificano la Cisgiordania come territorio palestinese occupato – ha votato una mozione non vincolante che auspica l’annessione della Cisgiordania compresa la Valle del Giordano. La mozione non ha effetti giuridici immediati, ma tuttavia rappresenta un segnale politico importante e un ulteriore passo nella direzione di una possibile annessione formale di parte o della totalità dei territori occupati nel 1967;
- che entrambi i conflitti continuano quotidianamente a determinare migliaia di vittime che si aggiungono ad un lungo e tragico elenco di morte e dolore producendo drammatiche crisi umanitarie caratterizzate da violenze alimentate da una accelerata e inaccettabile corsa al riarmo;
Richiamata la Dichiarazione congiunta dei Ministri degli Affari Esteri di Italia, Australia, Austria, Canada, Francia, Germania, Norvegia, Nuova Zelanda e Regno Unito e dell’Alto Rappresentante dell’Unione Europea del 9 agosto 2025 con la quale:
- viene: “respinta con forza la decisione del Gabinetto di Sicurezza israeliano dell’8 agosto di lanciare un’ulteriore operazione militare su larga scala a Gaza. Ciò aggraverà la catastrofica situazione umanitaria, metterà in pericolo la vita degli ostaggi e aumenterà il rischio di un esodo di massa dei civili”;
- vengono esortati “le parti e la comunità internazionale a compiere ogni sforzo per porre finalmente termine a questo terribile conflitto ora, attraverso un cessate il fuoco immediato e permanente che consenta la fornitura di un’assistenza umanitaria massiccia, immediata e senza ostacoli, poiché a Gaza si sta verificando lo scenario peggiore, quello di una carestia”;
Preso atto:
- che con “Risoluzione n. 67/19 del 29 novembre 2012”, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha conferito alla Palestina lo status di “Stato Osservatore non membro”
- che circa 143 Stati (membri dell’Unione Europea e altri Paesi) hanno deciso di riconoscere unilateralmente lo Stato di Palestina;
Ritenuto che il riconoscimento dello Stato di Palestina sia un passo importante per promuovere la pace e la stabilità in Medio Oriente e per supportare una soluzione equa e duratura del conflitto israelo-palestinese;
Evidenziato:
- che l’articolo 11 della Costituzione recita testualmente: «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo»
- che il Consiglio Comunale, pur non avendo competenze dirette in materia di politica estera, può e deve contribuire al dibattito pubblico attraverso atti simbolici e rappresentativi nonché proposte che rafforzino l’adesione ai principi di pace e civiltà costituzionali e internazionali;
- che il Comune di Ficarra per la sua storia ha sempre promosso e perseguito la cultura della pace, della cooperazione e della solidarietà tra i popoli;
Ribadito che la guerra non è mai uno strumento per far valere le proprie ragioni e che la soluzione pacifica delle controversie interne e internazionali non potrà mai essere il militarismo, ma piuttosto il coinvolgimento democratico ed il negoziato diplomatico;
ESPRIMONO
1) ferma e totale condanna verso:
- l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia;
- gli efferati attacchi terroristici e le atrocità compiute da Hamas del 7 ottobre 2023, con l’uccisione di centinaia di civili inermi e la presa di ostaggi israeliani, sottolineando il rifiuto per ogni forma di fondamentalismo e fanatismo;
- la reazione del governo israeliano che ha deciso la punizione collettiva del popolo palestinese, con l’invasione e la distruzione di Gaza che ha provocato l’uccisione di decine di migliaia di palestinesi, la distruzione di scuole, centri sanitari e abitazioni civili, l’interruzione dell’erogazione di acqua potabile e di elettricità che ha messo a rischio la sopravvivenza dell’intera popolazione civile di Gaza (ed in particolar modo bambini, donne e persone anziane) già afflitta da carenze di cibo, acqua, case e assistenza medica;
- ai recenti propositi di Netanyahu di invadere Gaza rendendo esplicito il progetto della definitiva cancellazione della questione palestinese;
- ogni forma di antisemitismo, antisionismo, islamofobia, e ogni forma di contrapposizione ideologica e pregiudiziale nei confronti di popoli e culture diverse;
2) profonda solidarietà umanitaria e vicinanza della comunità ficarrese al popolo palestinese ed al popolo ucraino ed alle loro istituzioni;
RENDONO OMAGGIO
- alle migliaia di palestinesi vittime sia della condotta terroristica di Hamas e sia della crudele e sproporzionata azione militare ordinata da Netanyahu;
- alle migliaia di persone che hanno sacrificato la propria vita per un’Ucraina libera e democratica, ribellandosi alle gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario;
RIBADISCONO
- la contrarietà ad ogni intervento militare ed il bisogno di trovare soluzione politiche che portino alla pace, superando le logiche dei blocchi contrapposti;
- la necessità di un cessate il fuoco immediato e urgente sia in Ucraina e sia nella Striscia di Gaza;
- l’urgenza che venga garantito, all’interno della Striscia di Gaza, un accesso immediato e sicuro, senza alcuna restrizione, agli aiuti umanitari ed ai soccorsi medici per coloro, specie anziani e bambini, che sono allo stremo delle forze;
SI DICHIARANO FAVOREVOLI
al pieno riconoscimento dello Stato di Palestina, in linea con quanto già espresso da numerosi paesi europei e a sostegno di quanto previsto dal diritto internazionale e dalle risoluzioni dell’Organizzazione delle Nazioni Unite;
CHIEDONO AL GOVERNO ITALIANO
1) di farsi promotore affinché in tutte le sedi internazionali venga rispettato, sia per Gaza e sia per l’Ucraina, il “Cessate il fuoco” richiesto dalle Nazioni Unite, e che contestualmente venga consentito l’ingresso nella Striscia di Gaza di ingenti aiuti umanitari per garantire il rispetto della vita materiale delle persone e della dignità umana;
2) di sostenere – nel conflitto israelo-palestinese – l’opzione: “Due Popoli due Stati”, quale unico modo per garantire che israeliani e palestinesi possano vivere fianco a fianco in pace, sicurezza e dignità;
3) attivarsi affinché l’Italia riconosca ufficialmente lo Stato di Palestina, come Stato democratico e sovrano entro i confini del 1967, in coerenza con le risoluzioni delle Nazioni Unite, quale condizione necessaria per garantire stabilità in Medio Oriente e favorire una soluzione equa e duratura del conflitto israelo-palestinese;
4) di continuare a sostenere attivamente lo Stato ucraino, ed in particolare la sua integrità territoriale e la sua piena sovranità e indipendenza, in stretto coordinamento con i partner e alleati della comunità euro-atlantica, attraverso aiuti finanziari, militari e umanitari e fornendo supporto nel campo della protezione civile e nell’accoglienza dei rifugiati;
STABILISCONO
- di esporre sulla facciata del Palazzo del Comune la bandiera della Pace con accanto le scritte “Ucraina”, “Israele” e “Palestina”, in segno di vicinanza al popolo ucraino e quale simbolo di pacificazione e come auspicio per una prossima e duratura pace a Gaza e nel Medio-oriente;
- di spegnere per un’ora la pubblica illuminazione e di proiettare sul Palazzo Municipale di Ficarra i colori della pace, associati all’iride (viola, blu, azzurro, verde, giallo, arancione e rosso) al fine di sensibilizzare ed esprimere la partecipazione di tutti i cittadini contro ogni forma di violenza sistematica ed indiscriminata nei confronti della popolazione civile;
- di trasmettere il presente documento:
- Al Presidente della Repubblica Italiana
- Al Presidente del Consiglio dei Ministri
- Ai Ministri competenti
- Al Presidente della Camera dei Deputati e per suo tramite ai Gruppi parlamentari,
- Al Presidente del Senato,
- Al Presidente del Parlamento europeo,
- All’Ambasciata della Palestina in Italia;
- All’Ambasciata dell’Ucraina;
- All’Ambasciata israeliana in Italia;
- Alle Associazioni nazionali: Amnesty International Italia, alla Federazione Diritti Umani, ad Emergency, alla Caritas Italiana e all’UNICEF Italia e all’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI).