Un saggio che scuote le coscienze: spopolamento, denatalità e i nodi irrisolti della Sicilia
Una riflessione lucida e appassionata sul destino della Sicilia e, più in generale, del Mezzogiorno in un’Europa che sta cambiano. Questo è quanto ha offerto la presentazione del volume Il paese dorme male. Il caso Sicilia di ieri di Francesco Calanna, svoltasi a Ficarra alla presenza di amministratori e cittadini.
Il professore Antonio Matasso intervenuto alla serata ha sottolineato come il libro di Calanna sappia coniugare dati economici e sociali con un’analisi culturale e politica capace di mettere in discussione alcuni stereotipi e limiti che da sempre accompagnano la storia dell’isola. Un testo che, nelle parole dell’accademico, «scuote il ferro», obbligando a superare quella retorica della rassegnazione che ha alimentato la cosiddetta “fabbrica dei vinti”, da Verga a Sciascia.
Partendo da esempi simbolici, come la mancata valorizzazione di Trabia quale culla della pasta, il relatore ha evidenziato come la Sicilia soffra di una cronica difficoltà a trasformare i propri punti di forza in sviluppo. In questo senso, il libro di Calanna rappresenta uno stimolo a “svegliarsi” e ad affrontare i freni culturali che ancora limitano le comunità locali.
Tra i temi centrali, la crisi demografica, – declianata in più accezioni sia dal sindaco di Ficarra Basilio Ridolfo, nei suoi saluti introduttivi che dal professor Mauro Cappotto che la valuta da un osservatorio privileggiato che rappresenta la Scuola, e definita dall’autore il vero nodo strutturale del Sud: denatalità, emigrazione giovanile e spopolamento dei borghi interni creano un circolo vizioso di declino sociale ed economico.
«Senza un Rinascimento demografico – ha ammonito Calanna – il rischio è la desertificazione sociale, con la chiusura di scuole, presidi sanitari e attività produttive».
Il libro, tuttavia, non si limita a un elenco di criticità: individua nel PNRR, definito un “nuovo piano Marshall”, un’opportunità storica per ripensare il futuro della Sicilia e del Mezzogiorno. Investimenti in infrastrutture, digitalizzazione, welfare e politiche familiari possono diventare strumenti concreti per trattenere e far rientrare i giovani.
Ampio spazio è stato dato anche al tema culturale: la Sicilia, un tempo crocevia di popoli e civiltà, deve tornare ad essere laboratorio di innovazione, legando scuola, ricerca e impresa. Solo così sarà possibile invertire la curva demografica e restituire fiducia nel futuro.
Rispondendo a una domanda del conduttore, Massimo Scaffidi, Calanna ha ammesso che oggi avrebbe scelto un titolo diverso per il suo saggio, «non tanto il caso Sicilia», ma una Sicilia vista come storia e identità in trasformazione, segnata da luci e ombre ma capace di futuro aggiungendo che “Possiamo e dobbiamo avere la consapevolezza di essere un grande Paese».
Infine, l’autore ha richiamato il valore delle riforme e della cooperazione europea, attualizzando all’oggi quanto scritto: «Abbiamo bisogno di una grande potenza di pace, non militare, che accompagni lo sviluppo dei territori. Solo così la Sicilia e il Mezzogiorno potranno tornare ad essere motori di civiltà». Ultime note della presentazione: sia la finestra sulla libertà di stampa, e sulla regolarizzazione dell’informazione che non può creare blog, come nel caso dell’intervista al figlio di Riina, tesi a mistificare realtà “improprie” anche nelle vesti dei conduttori, che sulle nuove opportunità che le strategie del Gal Nebrodi Plus, diretto proprio da Francesco Calanna, sta costruendo sui territori dei Nebrodi e sulle biodiversità che contengono, tra valorizzazione dei prodotti e costituzioni di nuove filiere.
Il libro è edito da Armenio Editore
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