L’imbarcazione, salpata domenica da Gallipoli, dovrebbe approdare a Gaza tra domenica 27 e lunedì 28.
DIARIO DI BORDO
Ma nella notte tra venerdì e sabato si teme possa avvenire un’azione violenta da parte della marina israeliana.
Già durante la seconda notte di navigazione, in prossimità delle coste di Creta, è stata notata la presenza di numerosi droni nei pressi dell’imbarcazione. “Siamo seriamente preoccupati per la sicurezza dei rappresentanti della società civile a bordo dell’imbarcazione”, scrivono da Freedom Flotilla Italia. Al loro appello fa seguito quello di “Salento per la Palestina”, inviato al ministero degli Esteri, con richiesta di un “immediato intervento diplomatico per garantire sicurezza e incolumità all’equipaggio”. A bordo della “Handala” stanno navigando 21 volontari di diverse nazionalità. Tra loro, due attivisti italiani: il messinese Antonio Mazzeo e il barese Antonio La Piccirella.
Quinto giorno di navigazione per “Handala”. L’imbarcazione della Freedom Flotilla si sta dirigendo verso la Palestina per portare a termine una missione umanitaria nel momento più drammatico della storia per gli abitanti nella Striscia di Gaza, vittime di un assedio senza precedenti, con varie decine di migliaia di vittime innocenti, tra cui una straziante quantità di bambini. In pratica, un genocidio. L’imbarcazione avanza lungo la sua rotta, a partire da ieri sovrapponibile a quella della missione della “Madleen”, di alcune settimane fa. Dunque, crescono l’attenzione e la tensione per ciò che potrebbe accadere tra qualche alba, non appena l’ex peschereccio norvegese carico di aiuti umanitari salvavita, supportati dal coraggio e dalla speranza dei volontari a bordo, sarà prossimo a zone di mare a rischio. “Temiamo che l’esercito di occupazione israeliano impedisca con la forza l’arrivo nelle acque palestinesi. Siamo quindi seriamente preoccupati per la sicurezza dei rappresentanti della società civile a bordo dell’imbarcazione”, scrivono da Freedom Flotilla Italia.
“Rompere il disumano e illegale blocco imposto sulla popolazione palestinese da quasi vent’anni, in un crescendo di oppressione che ha portato al genocidio in corso”, è l’obiettivo, imprescindibile, della missione. Nel corpo del comunicato, tutte le preoccupazioni del caso: “Temiamo in particolare – scrive l’organizzazione – che nella notte tra venerdì e sabato, possa avvenire un atto di pirateria da parte della marina israeliana: un assalto/arrembaggio, con il rapimento degli attivisti a bordo e il sequestro dell’imbarcazione e del suo carico.
Per questo invitiamo tutte e tutti a tenere alta l’attenzione in questi giorni, seguire il percorso di Handala [https://freedomflotilla.org/ffc-tracker/]. Con l’appello alla mobilitazione: “Tenersi pronti a organizzare, in particolare a partire da venerdì 25 luglio, iniziative di supporto alla missione. Ogni voce, ogni gesto di solidarietà può fare la differenza”. Quanto già fatto: “Già prima della partenza, abbiamo formalmente scritto al Presidente della Repubblica e al presidente del Consiglio dei ministri, chiedendo garanzie per la sicurezza e la pacifica navigazione di Handala in acque internazionali verso Gaza”.
A seguire
l’“Appello urgente al Ministro degli Esteri e alle Istituzioni per la salvaguardia dell’equipaggio dell’imbarcazione Handala” del movimento Salento per la Palestina, inviato a tre indirizzi pec del ministero degli Esteri.
Rivolgiamo un appello urgente al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, e a tutte le istituzioni diplomatiche affinché intervengano con determinazione a tutela dell’equipaggio dell’imbarcazione Handala, della Coalizione Freedom Flotilla. La nave Handala è salpata dal porto di Gallipoli lo scorso 20 luglio diretta a Gaza, con a bordo un equipaggio di 21 persone di diverse nazionalità, tra cui una parlamentare ed una europarlamentare francesi e due cittadini italiani: Antonio La Piccirella e Antonio Mazzeo, entrambi attivisti per i diritti umani e personalità di rilievo all’interno di questa missione umanitaria. Familiari e amici degli attivisti a bordo, nonché gran parte della società civile italiana, sono estremamente allarmati dopo i recenti aggiornamenti di navigazione. I membri dell’equipaggio hanno infatti segnalato la presenza di numerosi droni nei pressi dell’imbarcazione, durante la seconda notte di navigazione, in prossimità delle coste meridionali di Creta. È indiscusso che questo rappresenti un segnale preoccupante e richieda un immediato intervento diplomatico per garantire sicurezza e incolumità all’equipaggio. Dopo quanto accaduto alla Madleen di Freedom Flotilla, esiste il forte il timore che la marina israeliana possa perpetrare, nella notte tra venerdì e sabato prossimi, un identico atto di pirateria nei confronti dell’Handala, in aperta violazione del diritto internazionale, con il possibile sequestro degli attivisti e dell’imbarcazione stessa, per impedirne l’accesso nelle acque territoriali palestinesi, previsto tra domenica 27 e lunedì 28 luglio. Tale possibilità desta grande preoccupazione per l’incolumità dei membri della società civile imbarcati. Ribadiamo l’esigenza imprescindibile che il governo italiano, attraverso il Ministro degli Esteri, agisca con urgenza per proteggere la navigazione della Handala, difendere i cittadini italiani coinvolti e condurre una forte azione diplomatica presso le autorità israeliane a tutela del diritto internazionale e della dignità di chi, con coraggio e responsabilità, porta aiuti umanitari e solidarietà ad una popolazione martoriata da quasi due anni di bombardamenti continui a cui si aggiungono quattro mesi di blocco totale degli aiuti umanitari, in un contesto di apartheid, pulizia etnica, occupazione illegale delle terre palestinesi che prosegue da 77 anni e che oggi si configura come un vero e proprio genocidio.
Confidando in una pronta risposta e in un impegno concreto, porgiamo distinti saluti.
Firmato: Salento per la Palestina
Si attendono adesso riscontri, nei fatti, dagli uffici e dagli enti competenti, contestualmente alla mobilitazione delle piazze in difesa della missione di “Handala”, dei suoi principi e valori di pace, e soprattutto dell’incolumità dei suoi volontari a bordo. Tutto ciò, nell’approssimarsi della fase più difficile del viaggio, quando a loro occorre percepire tutto il sostegno e il calore del mondo.
Corrado Speziale
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