Il Sindaco di Tusa, con una lunga e appassionata PEC inviata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente della Regione Renato Schifani, al Ministro della Cultura Giuli e a tutti gli enti competenti sul sito archeologico di Tusa, denuncia l’incomprensibile decisione della Soprintendenza di Messina di revocare la convenzione con l’Università di Amiens, sottraendo la direzione scientifica alla Prof.ssa Costanzi e addirittura diffidandola dal recarsi nei luoghi di scavo.
Si legge nella nota:
“È in questo momento cruciale, nel pieno della prospettiva di valorizzazione del sito, che si è verificato un fatto assolutamente incomprensibile e inqualificabile: il Soprintendente di Messina ha deciso inopinatamente e senza alcun preavviso di revocare la convenzione con l’Università di Amiens e, di conseguenza, la direzione scientifica della Prof.ssa Costanzi, arrivando persino a diffidarla dal recarsi presso i luoghi.”
Comprensibile la reazione del Sindaco, considerando che proprio l’Università francese aveva intuito per prima la presenza del teatro, perseverando negli scavi dal 2016 — anno della stipula della convenzione tra il Comune, le Università di Amiens, Oxford, Messina e Palermo, e la Soprintendenza — e restituendo oggi uno dei più grandi teatri ellenistico-romani della Sicilia.
Il Sindaco prosegue nella nota:
“Il provvedimento del Soprintendente, oltre a essere illegittimo e immotivato, è un colpo mortale per la dignità e il ruolo delle istituzioni. Si preferisce allontanare una Professoressa che ha fatto la scoperta, che ha permesso l’ottenimento del finanziamento e che risiede a Tusa per seguire quotidianamente i lavori — grazie all’ospitalità del Comune — per sostituirla con funzionari residenti a Messina che verrebbero in loco solo ogni quindici giorni. Un dettaglio non trascurabile: questi funzionari sono gli stessi che, prima della scoperta da parte dell’Università francese, affermavano che ad Halaesa non ci fosse il teatro, bollando tale ipotesi come una mera invenzione del Sindaco Tudisca.”
Il Sindaco aggiunge inoltre:
“Non è irrilevante osservare che la presenza della Prof.ssa Costanzi e dell’Università francese non incide economicamente sui fondi del finanziamento, poiché tutti i costi relativi alla sua partecipazione ai lavori del teatro di Alesa sono a carico dell’Università di Amiens, che investe da dieci anni su questo progetto e ha adottato un protocollo scientifico puntuale che — grazie a un lavoro ineccepibile — ha portato alla grande scoperta, la cui paternità scientifica spetta a chi l’ha realizzata, e dunque all’Università francese. Questo atto demolisce una buona pratica istituzionale e ignora persino l’esistenza di un’altra convenzione vigente, firmata dal Rettore dell’Università, dal Sindaco e dal Direttore del Parco Archeologico, che consente all’Università di Amiens di continuare a scavare nel sito di Alesa. Convenzioni, inoltre, firmate anche con le Università di Messina, Oxford e Palermo.”
Il primo cittadino annuncia poi un passo concreto:
“Alla luce di questo comportamento, vi notifico sin d’ora che provvederò personalmente a recarmi quotidianamente sul sito per redigere il giornale di scavo, annotando chi sarà presente sui luoghi e per quanto tempo.”
“In un contesto europeo che promuove la collaborazione e lo scambio di informazioni, l’azione della Soprintendenza di Messina appare come un inammissibile atto di chiusura e un assassinio culturale, un danno al riscatto delle aree interne e alla lotta allo spopolamento dei comuni.
Si blocca l’operato di persone competenti e rispettose delle normative che in questi anni hanno lavorato con dedizione — come l’Architetto Mimmo Targia, la Dott.ssa Carmela Bonanno, il Soprintendente Mirella Vinci e i vari Direttori del Parco — per una decisione immotivata e personale. Il Comune di Tusa, che ambisce a far diventare Halaesa un sito UNESCO, si vede inspiegabilmente negare la collaborazione proprio di coloro che hanno materialmente portato alla luce il suo patrimonio più prezioso.”
“Oggi non chiedo fondi immediati, anche se sarebbe opportuno prevedere un finanziamento per le Terme scoperte dall’Università di Palermo. Chiedo invece che siate al mio fianco, al fianco dei cittadini di Tusa e dell’intera Valle dell’Alesa, per garantire che le Università possano continuare a scavare e recuperare il nostro inestimabile patrimonio artistico e storico — teatri, terme, templi, fornaci — continuando il trend positivo che ogni anno aumenta il numero dei visitatori del sito archeologico.
La scelta è vostra: vogliamo continuare a far parlare la Sicilia per la mala burocrazia o vogliamo essere un esempio lungimirante di collaborazione istituzionale e visione turistica?
Sono certo che anche per voi sia più importante una Sicilia che esporta eccellenza, che accoglie e non respinge i professori universitari — anche stranieri — che tanto hanno dato e vogliono continuare a dare alla nostra terra.”
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