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INDECENTE – Nel silenzio di 5Stelle e Lega. Vergogna al Quirinale!. Il big dell’ambasciata cinese minaccia la giornalista come se fosse il padrone di casa

“Sappiamo chi sei, smetti di parlar male di noi”. Poiché l’Italia non è la Cina – e il Quirinale non è il palazzo della Città proibita – c’è il pieno diritto di esprimere idee e critiche. Se il portavoce dell’Ambasciata della Repubblica cinese non lo capisce, bisognerà probabilmente farsi qualche domanda ulteriore su questi nostri nuovi amici.

Senza parole.

Nella Sala degli specchi del Quirinale, a Roma, durante la visita del presidente cinese Xi Jinping, un funzionario dell’ambasciata cinese in Italia, Yang Han, di recente nominato capo dell’ufficio stampa della sede diplomatica, aveva avuto un incontro non esattamente amichevole con Giulia Pompili, giornalista del Foglio che era al Quirinale per seguire la conferenza stampa di Mattarella e Xi.

I due si sono incontrati per caso.

Un funzionario del Quirinale stava accompagnando la giornalista che si occupa di Asia . Yang Han,lea incontra e le chiede il suo nome e pi arrogantemente le dice:“La devi smettere di parlare male della Cina”.

 Yang le ha ripetuto: “Non devi ridere. La devi smettere di parlare male della Cina”.

Comprensibilmente sorpresa, Giulia Pompili a quel punto gli ha risposto che fa la giornalista, e che il suo lavoro consiste nel raccontare quel che succede, e gli ha teso la mano presentandosi – non si erano mai incontrati prima – e chiedendo al funzionario dell’ambasciata cinese quale fosse il suo nome. Yang Han ha rifiutato di darle la mano e le ha detto in tono allusivo, forse minaccioso, lo si interpreti come si vuole, “E comunque so benissimo chi sei”.

A questo punto il funzionario del Quirinale ha invitato entrambi a ricominciare a camminare. E si è verificata una seconda scena dai contorni intimidatori. Quando la giornalista del Foglio ha tirato fuori il suo telefonino dalla tasca, Yang le si è avvicinato di nuovo, molto vicino, a muso duro, intimandole di metterlo via. Il Foglio ha una posizione molto chiara sulla Cina, sulla Belt and Road Initiative e in generale sulle operazioni cinesi in occidente. Una posizione molto diversa da quella del governo italiano, ma normale in un paese democratico.

Poiché l’Italia non è la Cina – e il Quirinale non è il palazzo della Città proibita – c’è il pieno diritto di esprimere idee e critiche. Se il portavoce dell’Ambasciata della Repubblica cinese non lo capisce, bisognerà probabilmente farsi qualche domanda ulteriore su questi nostri nuovi amici.

Vergogna, e nel contempo solidarietà alla giornalista Giulia Pompili.

 

Redazione Scomunicando.it

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