Ho intitolato il mio intervento “dalla parte dell’usignolo” perché l’anno scorso, durante uno scambio scolastico-culturale con la Francia, ho avuto la possibilità di visitare alcuni negozi eco-solidali , chiamati appunto “dalla parte dell’usignolo”.
Il nome trae origine da una favola che racconta di un incendio in una foresta e di come un usignolo, addolorato nel vedere tutti gli alberi e tutti i fiori andare in fumo, si adoperasse per cercare di salvarli.
L’usignolo si riempiva il becco d’acqua e la versava sui fiori e sulle piante. Gli altri animali lo schernivano: “ Non puoi fare nulla! Lascia perdere! ” ripetevano, ma l’usignolo, molto determinato, continuava la sua opera . “ Io faccio solo la mia parte”, rispondeva.
Questa è la mia idea di legalità: fare la propria parte, ogni giorno, nelle attività quotidiane, nel lavoro, nello studio , in famiglia e nella società.
Educare alla legalità è compito di ogni istituzione scolastica che persegue il fine istituzionale di formare giovani capaci di esercitare la cittadinanza attiva, così come è compito di ogni amministrazione pubblica che pone attenzione al progresso della comunità.
Prendo spunto da una notizia che riempie d’orgoglio il nostro paese.
Cinque alunni dell’ istituto comprensivo hanno partecipato alle OLIMPIADI DELLA LINGUA ITALIANA , classificandosi al primo posto. Non è una vittoria da poco: in tutte le valutazioni esterne che riguardano la grammatica e la conoscenza della lingua italiana ( INVALSI, OCSE-PISA) le scuole del Sud risultano tra le ultime in classifica.
Non è però un dato ineluttabile : si può anche essere primi se la scuola fa bene la propria parte, adempie cioè alla funzione per cui è nata: istruire , educare e fare studiare gli alunni; e le famiglie e gli alunni rispondono assumendo responsabilità diretta per l’apprendimento. Ognuno fa la sua parte e i risultati arrivano.
La scuola non deve dare la caccia ai mafiosi né fare processi, per questo ci sono le forze dell’ordine e i magistrati. La scuola deve fornire gli strumenti idonei per modificare i vecchi modelli socio-culturali, improntati all’idea che “non sono fatti nostri”, e fare acquisire nuovi modelli che guardino nella direzione della responsabilità sociale condivisa e nell’esercizio della cittadinanza attiva. Le politiche europee dell’istruzione e della formazione non lasciano dubbi: lo sviluppo economico, la coesione sociale, l’occupazione, la crescita intelligente, solidale e sostenibile, l’inclusione e la cittadinanza attiva si fondano su un sistema di istruzione e formazione di qualità , per promuovere una conoscenza – in cui le “competenze”, si intreccino con i saperi, le abilità, gli aspetti affettivi, relazionali, sociali della persona.
Il silenzio sulla mafia è un grosso rischio per tutti e un danno enorme per i nostri giovani.
E quindi fa la propria parte. Faccio il tifo per gli studenti. Per gli studenti innanzitutto! Sono convinta che le famiglie e gli studenti comprendano perfettamente che il successo formativo si conquista con il sacrificio e con l’impegno nello studio. Nulla di eroico , basta fare la propria parte.
Educare alla legalità significa questo: promuovere l’assunzione di responsabilità a tutti i livelli: nella politica, nella società, nella scuola, nelle famiglia, nelle persone.
Che mondo migliore sarebbe quello dalla parte dell’usignolo!
Maria Ricciardello
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