Attualita

MAURO CAPPOTTO – “Quando l’arte non si guarda ma vive”

le riflessioni di Mauro Cappotto dopo Situ Festival Ficarra 2025

Si è conclusa con successo la sesta edizione del SITU Festival di Ficarra, che dall’18 agosto al 1° settembre 2025 ha trasformato il borgo in un laboratorio creativo vivo, pulsante, partecipato.

considerazioni a margine

E mentre ancora riecheggiano ricordi ed emozioni in relazione alle installazioni, alle esibizioni, ai talk ed ai confronti che hanno animato l’evento, è Mauro Cappotto, anima del progetto La Stanza della Seta e delegato alla cultura del Comune, a offrire quelle che lui stesso definisce “considerazioni a margine” — spunti di riflessione e visioni per un futuro che guardi oltre il presente.

I numeri che fotografano un’esperienza densa

Già i numeri raccontano molto:
• 13 artisti in residenza contemporaneamente, ciascuno impegnato nella realizzazione di opere site-specific, che dialogano con l’architettura, la storia e le memorie di Ficarra.
• 11 siti del borgo coinvolti nelle installazioni: chiese, piazze, palazzi storici, vetrine diffuse, spazi culturali, musei locali.
• 4 artisti “big” ospiti per mostre a Palazzo Milio, visit studio pubblici e momenti di confronto con gli artisti in residenza.
• Talk pubblici, workshop, performance, produzione di nuove opere: performance sonore, musica dal vivo, momenti culturali distribuiti nelle giornate festivalQuesti dati non sono meri freddi conteggi, ma indice di un fermento che ha saputo coinvolgere non solo i visitatori occasionali, ma la comunità intera: cittadini, esercenti, enti locali, istituzioni culturali, fondazioni partner.

Cappotto sottolinea come la partecipazione si sia estesa ben oltre le mostre: dialogo, identità, memoria, rigenerazione urbana, paesaggio ritrovato.

Le principali riflessioni di Mauro Cappotto

L’arte come respiro, non come ornamento

Cappotto insiste: l’arte non deve essere solo “bella da vedere”, ma “da vivere”. Le opere site-specific realizzate non si limitano ad abbellire, ma provocano domande, mettono in relazione la comunità con la memoria, mettono in scena spazi dimenticati, offrono nuove percezioni del luogo.

Memoria, patrimonio territoriale, identità

Ficarra non è una cartolina: è un tessuto fatto di storie, architetture, spazi religiosi, tradizioni locali. Il festival ha saputo attivare un recupero non nostalgico, ma vitale del patrimonio: palazzi, chiese, scorci, vetrine del centro storico. Spazi che spesso restano inutilizzati o percepiti come marginali, ma che con l’arte diventano luoghi di incontro.

Rigenerazione, non consumo

Nell’edizione 2025, più che mai, è emersa la necessità di rigenerare ciò che c’è, prima di pensare a costruire di nuovo. Rigenerazione fisica (restauro, riuso), ma anche sociale (coinvolgimento della popolazione, creazione di legami), e culturale.

Cappotto lo vede come elemento chiave per contrastare lo spopolamento e per costruire una comunità coesa, capace di immaginare e vivere il futuro nel borgo. Per lui le parole d’ordine dell’evento sono state: inclusività, partecipazione, dialogo.

Dai workshop ai talk, dalle performance pomeridiane ai laboratori, Situ 2025 ha voluto aprirsi al pubblico: non solo come spettatore, ma come interlocutore.

Cappotto – soddisfatto di quanto visto –  evidenzia l’importanza di uno spazio in cui artisti, curatori, cittadini convivano, si confrontino, dove l’arte non sia pratica elitaria. Questo dialogo è per lui segno che il progetto ha successo se è condiviso. Ma anche, aggiungiamo, è il frutto di anni di lavoro di crescita, di consapevolezza raggiunta, di un percorso che a Ficarra è stato fatto con sapienza e serietà.

Ficarra, come molti borghi costieri o di collina in Sicilia, non è immune agli effetti dei cambiamenti climatici: mareggiate, erosione, fasi meteorologiche estreme.

Cappotto richiama la necessità che dati questi fenomeni l’arte intervenga anche per sensibilizzare, far emergere fragilità del territorio, guidare pratiche resilienti: uso del verde, adattamento degli spazi pubblici, rispetto del paesaggio.

Visione per il futuro: sostenibilità + qualità della vita

Alla fine, Cappotto ritorna sul concetto di “borgo creativo”: Ficarra può diventare modello di borghi in rigenerazione, se sa investire in cultura come infrastruttura sociale, se sa fare della qualità della vita – servizi, bellezza, ambiente, relazione – parte integrante del suo appeal, non solo per turisti ma per chi ci vive ogni giorno.

Questo tipo di festival-residenza non è un caso isolato in Sicilia: esempi come Situ Festival a Ficarra si inseriscono in un filone che punta ad arte contemporanea fortemente legata al luogo (site-specific), rigenerazione urbana, residenze condivise.

La open call pubblicata da Zona Blu per la VI edizione conferma la volontà di far dialogare artisti nazionali/internazionali con comunità locali, usando luoghi storici e religiosi come richiami forti.

Il focus su residenze d’artista in luoghi rurali o piccoli borghi (come avviene anche in altri festival/residenze in Sicilia) fa emergere come modello di sviluppo culturale alternativo e spesso più sostenibile rispetto allo spettacolo puro.

Punti di partenza per andare avanti per un progetto sempre più migliorabile. Lo stesso Cappotto nè è consapevole.

Sostenibilità del progetto nel tempo: gli eventi concentrati su pochi giorni funzionano come stimolo, ma si rischia che i picchi non si traducano in trasformazioni permanenti se non c’è un seguito continuo.

Infrastrutture per l’arte: illuminazione, musealità diffusa, accessibilità, manutenzione dei monumenti e degli spazi storici sono essenziali per mantenere le opere visibili, fruibili, non degradate.

Parte economica e ritorno locale: quanto il festival contribuisce davvero al tessuto economico locale (ospitalità, artigianato, commercio)? Potenziare collaborazioni con imprese locali, promuovere merchandizing artistico, canali di distribuzione culturale può estendere l’impatto.

Partecipazione più ampia e prossimità: includere maggiormente scuole, centri di aggregazione, fasce della popolazione meno avvezze agli eventi culturali, per evitare che resti una nicchia.

Un invito aperto. L’appello di Mauro Cappotto

A margine di questa edizione, Mauro Cappotto rivolge un appello: “Se l’arte non si guarda ma vive, è perché è comunitaria: serve che ognuno faccia la sua parte.”

Se sei artista, curatore, cittadino, studente, insegnante, operatore culturale o semplicemente appassionato: porta la tua idea, la tua proposta.

Scrivi, proponi, confrontati. Ficarra (e la Sicilia) ha bisogno che ogni visione venga ascoltata per costruire insieme la prossima edizione, ma anche la prossima stagione culturale.

Situ Festival 2025 a Ficarra non è stato solo un evento: è stata una dichiarazione d’intenti.

Un modo di dire che l’arte può essere motore di vitalità, che il borgo non è solo memoria, ma spazio di futuro.

Mauro Cappotto lo sa: il successo numerico serve, ma il segno si misura nel tempo — nelle relazioni che restano, nei cittadini che si sentono parte, nei luoghi che ritornano vivi. Se questo percorso prosegue, Ficarra può davvero essere punto di riferimento di una Sicilia che sperimenta, rigenera, sogna.

qui tutti gli artisti del Festival

Redazione Scomunicando.it

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