Il valore di questo risultato va oltre lo stretto di Messina e diffonde il suo chiaro significato a tutti i territori a rischio devastazione: la sovranità su di essi appartiene alle persone che li attraversano e i progetti di espropriazione e sfruttamento vanno respinti con forza.
I referendum comunali di Pace del Mela, San Filippo del Mela e Gualtieri Sicaminò hanno confermato tutte le aspettative del comitato promotore: prima fra tutte la valanga di NO che ha sepolto la truffa dell’inceneritore propinata dalla multinazionale venuta dal Nord. Accanto ai risultati, l’effetto più importante è la strada percorsa per raggiungerli, ovvero la campagna referendaria. Essa ha aperto le porte di ogni casa dei tre piccoli centri, lasciando entrare degli argomenti potentissimi. È anche grazie ai referendum che un sapere sempre più diffuso tra la gente rende granitiche le ragioni del NO.
Finalmente la Valle del Mela non è più solo un ricettacolo di veleni e sporchi interessi, ma anche un luogo in cui le persone ascoltano la loro coscienza e sono pronte a lottare e difendere la vita, la terra e il futuro.
Solo la sollevazione collettiva delle coscienze può salvare i destini di coloro ancora piccoli e di quelli che verranno. La prossima domenica 13 marzo migliaia di cuori pulsanti riempiranno le strade di Milazzo, in occasione del corteo regionale contro tutti gli inceneritori. La fiaccola di speranza che pulsa ormai forte nella Valle del Mela disegna un destino funesto non solo per il proposto inceneritore di Archi-San Filippo ma per tutti gli i suoi simili.
Ora più che mai inceneritori #fuoridaipolmoni!
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