PATTI – Il solstizio di Anna Sidoti: meno trincee, più visione. La candidata che prova a cambiare il racconto della campagna elettorale
Non un attacco. Non una replica. Non una chiamata alle armi.
Il tono è quello della rinascita.
Nel giorno del solstizio d’estate, simbolicamente il passaggio verso una nuova stagione, Anna Sidoti, da tempo già dichiarata candidata a sindaco di Patti per il prossimo appuntamento elettorale, affida a un videomessaggio una scelta politica che sembra segnare una linea precisa e, forse, una correzione di rotta rispetto alle dinamiche che da mesi attraversano il dibattito cittadino.
Il tono è quello della rinascita. Il tema non è chi c’era prima. Non è chi governa oggi. Non è neppure chi ha governato ieri.
Il messaggio sembra essere un altro: Patti non si cambia inseguendo lo scontro, ma costruendo una prospettiva.
Una scelta non scontata in un contesto che appare sempre più segnato da quello che qualcuno, con una definizione brutale ma efficace, descrive come un “tritacarne politico”: esporsi contro l’attuale maggioranza significa spesso finire dentro una dinamica di logoramento continuo, sui social e nel personale prima ancora dello scontro amministrativo, vedi anche l’ultimo caso della lettera pro-Aquino.
Sidoti, almeno in questa fase, sembra voler stare fuori da questo schema.
Nessun riferimento a Gianluca Bonsignore. Nessuna rincorsa alle polemiche quotidiane. Nessun processo al passato.
Quasi un messaggio implicito: non vi racconto perché gli altri hanno sbagliato, provo a raccontarvi perché si può fare meglio.
E sarebbe bello vedere la “sua visione”.
Una strategia che potrebbe apparire morbida, ma che in realtà contiene una scelta precisa e forse anche rischiosa: spostare il confronto dai nomi ai programmi. Una sorta di “ora vi faccio sognare io”, senza pronunciarlo.
Naturalmente la partita politica resta tutta aperta.
Perché la candidatura di Anna Sidoti si muove dentro una scacchiera che ha ancora molti pezzi da collocare.
Il primo nodo riguarda Forza Italia: chiarire se il partito deciderà di costruire una propria candidatura autonoma, ed il candidato sindaco sembra già dal profilo deciso, mentre circola una sorta di lista di assessori da designare, anche se qualcuno dicne di non spaerne nulla. Quella di Forza Italia è l’incognita che oggi lascia perplessi in tanti: se rompere equilibri e alleanze tradizionali, effetturae un slato nel vuoto al buio, oppure se confluirà in uno schieramento più ampio sotto l’egida di Bonsignore.
E poi c’è il tema che nessuno può ignorare.
Quello di Mauro Aquino.
Al di là delle appartenenze e dei giudizi politici, un dato appare difficilmente contestabile: negli ultimi anni è stato, di fatto, l’unica voce strutturata di opposizione dentro il Consiglio comunale. Un lavoro svolto spesso in solitudine. Con qualche defezione non dichiarata ma palpabile ma anche con un consenso popolare in crescita ma non contingetabile, tra scontenti e disillusi. E poi da valutare , già sotto l’ombrellone, il ruolo di quelli che oggi possono considerasi gli outsider con la voglia di essere protagonisti della competizione elettorale.
Ed è qui che si apre il vero interrogativo della prossima competizione.
Esiste uno spazio per costruire una sintesi? Perché la matematica elettorale, qualche volta, è più forte delle dichiarazioni. E bisogna anche far i conti e puntare sul candidato credibile vincente, aggregante che possa nadare bene anche per un “transito” purchè abbia didee, visioni, concretezza, e sappia far squadra.
Con tre candidature forti in campo il rischio di una frammentazione dell’area alternativa potrebbe finire per rendere molto più semplice una riconferma dell’attuale amministrazione. A meno che non sia proprio questo il gioco che qualcuno immagina.
Nel frattempo Anna Sidoti sembra aver scelto il suo terreno.
Non quello dello scontro. Quello del racconto. E nelle elezioni moderne, qualche volta, è da lì che iniziano le partite vere.
Ultima nota: giusto per dire sembra che Cateno De Luca non dispera di essere della partita.
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