La storia di “Checco” Rovella che diventa quella di una generazione
L’incontro di Messina — divagando da Pasolini alla Contestazione, passando per numeri inquietanti come i circa 30.000 giovani finiti dietro le sbarre in quel decennio, di destra e di sinistra — ha rappresentato anche un momento di riflessione capace di rileggere, tra pandemia e nuovi scenari sociali, stagioni politiche lontane ma ancora interroganti. Perché esiste sempre un tempo per intonare, in nuove primavere, un ideale “in alto i cuori”.
Venerdì sera, a Messina, ospiti del club Città Plurale, in tanti si sono ritrovati alla presentazione del libro “Più forte del fuoco. Diario extraparlamentare nella Catania degli anni Settanta”, scritto da Francesco “Checco” Rovella.
Lo stesso autore — oggi affermato gallerista etneo e uomo di raffinata cultura — che quegli anni li ha vissuti pienamente, pagando sulla propria pelle un prezzo altissimo, ha definito l’incontro «un evento politico e culturale di alto livello, riuscito grazie all’impeccabile organizzazione e all’impegno dell’associazione Città Plurale».
L’applauso per Giovanni Sturniolo
Un pubblico numeroso e attento — oltre sessanta persone in sala — ha seguito gli interventi dei relatori Melino Cortese, Fulvia Toscano e Mauro Federico, oltre alle numerose testimonianze provenienti dal pubblico.
Tra gli assenti giustificati, Giovanni Sturniolo, punto di riferimento per intere generazioni e anima della storica libreria La Piramide, luogo di incontro e formazione culturale. A lui è stato dedicato un lungo applauso collettivo, quasi un abbraccio simbolico.
Nessuna nostalgia sterile, ma molte analisi politiche e diversi punti di contatto tra esperienze differenti. È emersa la convinzione che quelle scelte — anche nel significato stesso di “extraparlamentare” — rappresentassero, per molti aspetti, un’anticipazione dei tempi: una visione politica fuori dagli schemi e dai confini tradizionali, perfino di un’Europa diversa.
Un’idea, appunto, più forte del fuoco, custodita da giovani che successivamente hanno dovuto confrontarsi con la storia, con le inchieste, con arresti e marginalizzazione politica. Oggi, anche grazie al libro, quel vissuto torna terreno di confronto e analisi.
Un racconto autentico tra trasgressione, coraggio e rock
«Spero di essere stato all’altezza con le mie parole e con le risposte date alle domande sulle atmosfere degli anni Settanta», ha dichiarato Rovella, visibilmente soddisfatto per l’affetto ricevuto dal pubblico messinese.
Il giudizio della platea è stato unanime: il merito dell’autore è quello di aver restituito ordine e complessità a una tipologia umana spesso semplificata, quella dei cosiddetti fascisti di sinistra. Giovani animati dal desiderio di cambiare il proprio tempo, lontani tanto dalle nostalgie quanto dalle liturgie di partito, ma senza rinnegare un sentimento identitario e patriottico vissuto più come comunità ideale che territoriale.
In mezzo, musica rock, capelli lunghi, provocazioni, violenza politica e il senso intenso di una giovinezza vissuta senza riserve.
Anni da vivere intensamente
Il libro si legge senza distogliere lo sguardo dalle pagine. Un racconto serrato che attraversa anche la durissima esperienza carceraria: anni segnati da scontri, sopravvivenza e tensioni ideologiche dentro le carceri italiane.
Rovella ricorda come, tra il 1968 e il 1984, circa 30.000 giovani finirono in carcere per vicende legate alla conflittualità politica, con oltre 7.000 detenuti in un solo anno. Numeri che, secondo l’autore, raccontano un volto meno indagato degli anni di piombo: quello della repressione.
Gli anni Settanta vengono infatti ricordati soprattutto per le stragi e le vittime, molto meno per il clima sociale e giudiziario che accompagnò quella stagione.
Ordine Nuovo e la Catania politica degli anni Settanta
Durante l’incontro messinese, Rovella ha rievocato anche la prima uscita pubblica del gruppo di Ordine Nuovo a Catania, in occasione di un comizio di Giorgio Almirante, episodio simbolico di una destra giovanile in fermento e spesso critica verso lo stesso Movimento Sociale Italiano.
Una Catania fatta di scuole occupate, scontri politici, amicizie, letture e militanza quotidiana.
Il racconto affronta anche la stagione delle bombe e delle grandi stragi italiane, analizzate dall’autore attraverso documenti, memoria personale e studi successivi. Rovella espone la propria interpretazione storica, maturata negli anni di ricerca e nei numerosi convegni dedicati al tema.
La giacca verde
Dietro il tavolo dei relatori, appesa al muro, una giacca verde.
Non un semplice oggetto, ma un simbolo di appartenenza. Una divisa informale, indossata come dichiarazione politica e identitaria. Come gli eskimo di altre stagioni politiche, rappresentava inquietudini, passioni e scelte radicali con cui molti militanti — non solo di destra — hanno dovuto confrontarsi per tutta la vita.
Il libro
Più forte del fuoco. Diario extraparlamentare nella Catania degli anni Settanta
di Francesco Rovella
Settimo Sigillo – Europa Lib. Ed., 2021
Autobiografia di un militante di Ordine Nuovo ambientata nella Catania definita “città nera” dopo il successo elettorale del MSI nel 1971. Il percorso di un giovane militante tra battaglie studentesche, scontri politici, passioni musicali e la dura esperienza del carcere, sullo sfondo di una stagione che ha segnato profondamente la storia italiana.
di Francesco Rovella (Autore)