Venerdì 16 ottobre, all’Istituto Cristo Re, un convegno promosso dall’Ordine dei Biologi della Sicilia.
Medici, biologi, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni a confronto sull’innovazione diagnostica, le terapie personalizzate e il ruolo sociale dei laboratori.
La medicina di laboratorio è uno dei pilastri della sanità moderna. Dalla prevenzione alla diagnosi precoce, dal monitoraggio delle malattie oncologiche alle nuove frontiere della genetica e dell’intelligenza artificiale, il suo ruolo è sempre più determinante nella tutela della salute. Ma quale futuro attende questo settore, stretto tra innovazione tecnologica, sostenibilità del sistema sanitario e necessità di garantire ai cittadini servizi diagnostici efficienti e accessibili? A questi interrogativi intende rispondere il convegno “Sanità pubblica e privata, quale futuro per la medicina di laboratorio in ambito sociale e di sviluppo diagnostico”, in programma venerdì 16 ottobre 2026, a Messina, nella sala multimediale dell’Istituto Cristo Re, in viale Principe Umberto 89.
L’iniziativa, promossa dall’Ordine dei Biologi della Sicilia, riunirà rappresentanti delle istituzioni, del mondo universitario, della ricerca e delle professioni sanitarie, con l’obiettivo di approfondire le trasformazioni della diagnostica e il rapporto tra strutture pubbliche e private. Il tema non riguarda soltanto l’evoluzione delle tecniche di laboratorio. Coinvolge direttamente l’organizzazione dell’assistenza sanitaria, la capacità di individuare tempestivamente le patologie, l’accesso alle prestazioni e la possibilità di costruire percorsi terapeutici sempre più mirati alle caratteristiche del singolo paziente.
Un confronto tra istituzioni, università e professioni sanitarie
I lavori prenderanno il via alle 8.30 con la registrazione dei partecipanti, seguita alle 9.00 dai saluti istituzionali. Sono previsti gli interventi di Marcello Caruso, indicato nel programma come assessore regionale alla Salute, del sindaco della Città metropolitana di Messina Federico Basile, della direttrice del Dipartimento ChiBioFarAm dell’Università di Messina Nunziacarla Spanò e di Elvira Amata, direttrice generale facente funzioni dell’Azienda ospedaliera universitaria “G. Martino”.
Interverranno inoltre Giacomo Caudo, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Messina, e Alessandro Pitruzzella, presidente dell’Ordine dei Biologi della Sicilia.
Alle 9.30 l’introduzione al corso sarà affidata a Pasquale Spataro, consigliere dell’Ordine dei Biologi della Sicilia e già professore aggregato di Igiene generale e applicata all’Università di Messina.
Pietro Miraglia: l’evoluzione della medicina di laboratorio dalla nascita del Servizio sanitario nazionale
La prima sessione scientifica, moderata da Giovanni Squadrito e Monica Mondello, si aprirà alle 9.40 con l’intervento di Pietro Miraglia, consigliere dell’Ordine dei Biologi della Sicilia e presidente di Federbiologi Sicilia. La sua relazione, dal titolo “La medicina di laboratorio dalla nascita del SSN ad oggi”, ripercorrerà l’evoluzione di una disciplina che ha accompagnato lo sviluppo della sanità italiana, assumendo un ruolo sempre più centrale nei processi diagnostici e terapeutici.
Un percorso che permette anche di riflettere sul rapporto tra sistema pubblico e strutture private, sulle trasformazioni organizzative del settore e sulla necessità di valorizzare competenze professionali e innovazione tecnologica.
Alle 10.10 sarà la volta di Donato Mannina, direttore del Dipartimento di Oncoematologia e dell’Unità operativa complessa di Ematologia dell’Azienda ospedaliera Papardo di Messina, con una relazione dedicata al ruolo del laboratorio nella diagnosi e nel monitoraggio delle oncoematopatie.
Un ambito particolarmente delicato, nel quale la tempestività degli accertamenti e la precisione delle analisi rappresentano strumenti fondamentali per seguire l’evoluzione della malattia e orientare le decisioni cliniche.
Terapie personalizzate e intelligenza artificiale: le nuove frontiere della diagnostica
Dopo la pausa delle 10.40, i lavori riprenderanno alle 11.10, con la moderazione di Monica Mondello e Donato Mannina. Andrea Squeri, specialista in Oncologia medica e dirigente medico dell’Unità operativa complessa di Oncologia dell’ospedale Papardo, approfondirà lo stato dell’arte delle terapie personalizzate. Si tratta di uno dei settori più significativi della medicina contemporanea, orientato a individuare trattamenti che tengano conto delle caratteristiche biologiche e molecolari delle patologie, superando progressivamente un approccio terapeutico uniforme.
Alle 11.30 Andrea Bonomo, dottorando in Computational Mathematics, Learning and Data Science presso il Dipartimento di Matematica dell’Università di Pavia, affronterà il tema “I.A. nella clinica di laboratorio, quale futuro?”. L’intelligenza artificiale sta infatti aprendo nuove prospettive nell’elaborazione dei dati diagnostici, nell’individuazione di correlazioni complesse e nel supporto alle valutazioni cliniche. Opportunità che richiedono, tuttavia, un continuo aggiornamento professionale e un’attenta integrazione tra strumenti tecnologici e competenze umane.
Il microbiota intestinale e il collegamento tra ricerca e pratica clinica
Alle 12.00 l’attenzione si sposterà sul microbiota intestinale, con la relazione di Maria Teresa Paparo, direttrice del Laboratorio del Centro di Genetica Medica Rosalind Franklin di Catanzaro. L’intervento, intitolato “Microbiota intestinale: dal laboratorio alla pratica clinica”, approfondirà un settore di ricerca che negli ultimi anni ha acquisito crescente importanza nello studio delle relazioni tra microrganismi intestinali e salute. Il tema evidenzia la necessità di trasferire le conoscenze scientifiche nella pratica assistenziale, attraverso metodiche validate e un confronto costante tra laboratorio e clinica.
Alle 12.30 è prevista la pausa pranzo.
Diagnostica molecolare, tumori e malattie genetiche nella sessione pomeridiana
La seconda parte del programma, moderata da Donato Mannina e Pasquale Spataro, inizierà alle 13.30. Petronilla Daniela Romeo, specialista in Genetica medica e dirigente biologa dell’Unità operativa di Anatomia patologica dell’Azienda ospedaliera Papardo, presenterà una relazione sulle metodiche di indagine molecolare nella diagnosi, nel monitoraggio e nelle terapie personalizzate delle neoplasie.
L’approfondimento riguarderà strumenti diagnostici sempre più importanti nell’identificazione delle caratteristiche dei tumori e nella definizione dei percorsi di cura. Alle 13.50 sarà invece Mhammed Aguennouz, direttore dell’UOSD VEQ Aziendale, Immunometria e Servizi per la Diagnosi di Laboratorio dell’AOU “G. Martino” di Messina, ad affrontare il tema dell’impiego dell’intelligenza artificiale nell’ambito delle malattie genetiche.
Un ulteriore approfondimento sulle potenzialità delle tecnologie computazionali nell’analisi delle informazioni biologiche e genetiche, in un campo nel quale la precisione diagnostica può assumere un’importanza decisiva. Alle 14.20 è prevista una sessione di domande e risposte, che consentirà ai partecipanti di confrontarsi con i relatori. Seguirà, alle 14.40, il test di valutazione. La conclusione dei lavori è fissata per le 15.40.
Responsabili scientifici, moderatori e organizzazione
La responsabilità scientifica del convegno è affidata a Pasquale Spataro e Pietro Miraglia, mentre il coordinamento del corso è curato dallo stesso Spataro. Il gruppo dei moderatori comprende Giovanni Squadrito, professore ordinario di Medicina interna, direttore di Unità operativa complessa e del Dipartimento assistenziale integrato di Scienze mediche dell’AOU “G. Martino” di Messina, nonché direttore della Scuola di specializzazione in Medicina interna dell’Università di Messina. Con lui Monica Mondello, vicepresidente dell’Ordine dei Biologi della Sicilia, dirigente biologa dell’ospedale Papardo e specialista in Microbiologia e Virologia, Donato Mannina e Pasquale Spataro.
Il programma prevede un percorso formativo articolato in relazioni scientifiche, approfondimenti interdisciplinari e momenti di confronto. La locandina segnala inoltre l’accreditamento ECM dell’evento, con le relative informazioni organizzative e le modalità di iscrizione accessibili attraverso un codice QR.
La medicina di laboratorio come presidio sociale e strumento di sviluppo sanitario
Il valore dell’iniziativa, spiega Pietro Miraflia, risiede anche nella volontà di riportare al centro del dibattito il significato sociale della diagnostica. Un laboratorio non è soltanto un luogo nel quale vengono analizzati campioni biologici. È parte di una rete assistenziale che contribuisce alla prevenzione, all’individuazione delle malattie, alla valutazione dell’efficacia delle terapie e alla continuità delle cure. In un sistema sanitario chiamato a confrontarsi con l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche e la crescente domanda di prestazioni specialistiche, la medicina di laboratorio rappresenta una risorsa strategica. Il rapporto tra sanità pubblica e privata diventa così una questione che riguarda la qualità dell’assistenza, l’organizzazione dei servizi e la possibilità di assicurare risposte adeguate anche nei territori più periferici, dove la prossimità delle strutture diagnostiche può incidere concretamente sulla vita delle persone.
La sfida – conclude il dottor Miraglia – è coniugare innovazione e accessibilità, investimenti tecnologici e valorizzazione delle professionalità, ricerca scientifica e bisogni quotidiani dei cittadini.
È in questa prospettiva che il convegno messinese propone un confronto tra discipline e istituzioni, nella consapevolezza che il futuro della diagnostica non possa essere separato da quello dell’intero sistema sanitario. Il messaggio che accompagna l’iniziativa ne sintetizza efficacemente la finalità: “La diagnosi di laboratorio al servizio della salute, per una medicina più vicina alle persone”.
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