Categories: Cronaca Regionale

Trapani sfila per un poliziotto, ma la politica non c’e’

di Sandra Amurri

fronte a certi fatti, relegati, e con moderazione, alle cronache locali, la domanda: ma da che parte sta la politica, al di là delle parole? È obbligatoria.
A Trapani, donne, uomini, ragazzi, ragazze, cittadini, la Cgil, sindacalisti della Cisl e della Uil, i sindacati di polizia, il Presidente di Confindustria, Davide Durante, l’Api, per la prima volta, nella storia della città, densa di omertà, hanno sfilato, per esprimere solidarietà ad un servitore dello Stato, vivo, il Capo della Squadra Mobile Giuseppe Linares, il solo dirigente di Polizia, in Italia e non solo, a vivere scortato, oggetto di gravi minacce mafiose.
L’ultima manifestazione contro la mafia a Trapani risale all’indomani dell’omicidio dell’agente penitenziario, Giusepe Montalto, era il 1995. “Io sto con Linares”, ma anche “Io non ho paura della mafia” e la combatto a viso aperto. Un’affermazione densa di coraggio in una terra dove il coraggio è quasi sempre in ferie, mentre quotidianamente, forse, più che altrove, Cosa Nostra, guidata dal suo capo Matteo Messina Denaro, fa affari tessendo la tela con la politica. Un segno importante, dunque, perché “rivoluzionario”. I cittadini stanno imparando a ribellarsi. Mentre la politica continua, muta, a guardarli. Al corteo non ha partecipato il sindaco di Trapani, Fazio del Pdl che, si era limitato ad inviare al dottor Linares una lettera di solidarietà privata, e neppure il Presidente della provincia Turano dell’Udc, neppure il senatore trapanese della commissione ambiente, Antonio D’Alì, ex sottosegretario all’Interno del Pdl. Il solo Gonfalone era quello del comune di Erice, sorretto dal sindaco, che camminava accanto ai sindaci di Campobello di Mazara, di Tranchida, di Caravà e del presidente del Consiglio provinciale, Poma.

Amministrazioni di centro-sinistra. Un fatto grave, ma non sorprendente. Le parole del sindaco di Trapani: “La mafia esiste perché esiste l´antimafia”, ancora risuonano nella memoria. Come l’ordine di trasferimento dell’ex Prefetto di Trapani, Sodano, colpevole di far rispettare la legge, senza quella necessaria moderazione per non risultare scomodo, impartito dal capomafia di Trapani, Francesco Pace in un salotto della città, come svelato da intercettazione. Nel 2003, infatti, Sodano fu trasferito ad Agrigento, la richiesta di cittadinanza onoraria votata all’unanimità dal Consiglio Comunale è da sei anni in attesa di essere conferita, mentre la Procura di Palermo indaga sul suo trasferimento. Insomma, i cittadini di Trapani hanno sfondato la porta dell’omertà e hanno iniziato il cammino della civiltà.Mentre la politica, con il suo silenzio complice, stà, ancora, al di là di quella porta, senza restare con le mani in mano, vedasi il ddl sulle intercettazioni, che distruggerà un prezioso strumento per cancellare la mafia e i suoi rapporti con la politica.

Fonte: www.antimafiaduemila.com

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