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TRASPORTO FERROVIARIO – Sindacati: la Politica pretenda dal Governo nazionale “amico” investimenti per Messina e la Sicilia

Domani a piazza Municipio sit in dei Sindacati e gazebo per la raccolta delle firme
Una firma contro la dismissione. La chiedono Cgil, Cisl, Uil, OrSA, Ugl e Fast Ferrovie alla Politica messinese, chiamata a un impegno serio e concreto, al di là delle sterili passerelle a cui hanno abituato la città e i cittadini messinesi.

Il gazebo per la raccolta delle firme, che nei giorni scorsi ha riscosso notevole partecipazione a piazza Stazione, domani in occasione dell’incontro convocato dal sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca con la deputazione nazionale messinese, dalle ore 10 sarà trasferito a piazza Municipio dove i sindacati, presenti in sit in con una delegazione, chiederanno ai politici la sottoscrizione della petizione.
Un atto dovuto che deve responsabilizzare tutti i rappresentanti messinesi a un’opera più incisiva per salvaguardare la realtà ferroviaria e il diritto alla mobilità. Le firme sin qui raccolte saranno poi consegnate al sindaco di Messina Buzzanca affinché si faccia portatore delle istanze della città.
Infatti, il contratto di servizio per il trasporto locale che la Regione è pronta a firmare con Trenitalia non rappresenta la soluzione alle problematiche occupazionali e di mobilità della Sicilia e della provincia di Messina in particolare. La regionalizzazione del trasporto che ne scaturirebbe porterebbe all’isolamento della Sicilia dal resto del sistema ferroviario italiano. La dismissione di una nave per il trasporto nello stretto dei treni prevista per lunedì 15 giugno è la triste conferma dell’abbandono da parte di Trenitalia del servizio di lunga percorrenza in Sicilia, sia nel settore passeggeri che in quello riservato alle merci con notevoli disagi per i cittadini e aggravi di costi per le aziende della regione.
La Politica, in questo contesto, deve prendere atto delle proprie responsabilità e battere i pugni sul tavolo di un Governo Nazionale “AMICO”, l’unico che può sbloccare l’attuale situazione di dismissione ma che si sta caratterizzando per la lontananza dalle necessità del Sud e della Sicilia, prediligendo investimenti orientati unicamente al Nord. Segnale, questo, che fa capire come la rappresentanza politica siciliana o sia colpevolmente complice o non tenuta in giusta e debita considerazione nelle stanze romane.

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