Il punto sugli obiettivi del PDTA (percorso diagnostico terapeutico assistenziale) della Regione Siciliana
Il terzo incontro multidisciplinare ad Enna per fare il punto sugli obiettivi del PDTA (percorso diagnostico terapeutico assistenziale)
Non funziona l’integrazione tra ospedale e territorio nel nostro sistema sanitario specialmente per quanto riguarda il tumore alla prostata che ogni anno, solo in Sicilia, conta 2230 casi ed è il cancro più diffuso negli uomini. Spesso si perde tempo e si devono affrontare liste d’attesa e superare iter amministrativi tra Asp, ospedali, cliniche o centri convenzionati e medici di medicina generale sempre più “burocratizzati”: i pazienti diagnosticati devono ricominciare il percorso di cura una volta indirizzati dal chirurgo o dallo specialista per una determinata terapia.
Oncologi, urologi, radioncologi, patologi, genetisti, medici nucleari, biologi molecolari, psiconcologi si sono riuniti all’Hotel Federico II di Enna in occasione del terzo appuntamento “Il Carcinoma della prostata oggi… tra percorsi diagnostico-terapeutici corretti e innovatività” promosso dal coordinatore della Rete oncologica siciliana (REOS)
Si è fatto il punto anche sul Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale voluto dalla Regione Siciliana per offrire un iter multidisciplinare e di alto livello clinico ai pazienti: “Nella nostra Regione la recente approvazione del Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale – ha evidenziato Borsellino –
All’incontro hanno preso parte numerosi esperti e illustri relatori: il presidente Ordine Medici Caltanissetta Giovanni D’Ippolito, il presidente Ordine Medici Enna Renato Mancuso, il presidente Ordine Medici Ragusa Carlo Vitali; gli oncologi Domenico Santangelo, Carlo Carnaghi, Stefano Cordio, Stefano Vitello, Gaetano Facchini, Amedeo Cappello, Laura Noto, Daniela Sambataro, Giuseppe Cicero, Carmelo Giorgio Giannitto, Roberto Valenza e Rosalba Morreale;
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