Cronaca

UN FARMACO PER CUBA – Dai Nebrodi parte una rete di solidarietà tra arte, memoria e aiuti umanitari

C’è un filo invisibile che unisce il Mediterraneo ai Caraibi.

È fatto di solidarietà, memoria e umanità.

Parte proprio dai Nebrodi il progetto “Un farmaco per Cuba – Dai Caraibi al Mediterraneo: Sicilia-Cuba”, un’iniziativa che mette insieme associazioni, sindacati, artisti e cittadini con un obiettivo semplice quanto concreto: raccogliere fondi per acquistare farmaci, attrezzature sanitarie e beni di prima necessità destinati alla popolazione cubana, alle prese con una delle crisi più gravi della sua storia recente. L’iniziativa, promossa da un comitato coordinato da Giuseppina Genovese, Donatella Ingrillì e Saro Frisenda, gode del patrocinio del Cross Road Club, di Libera-Mente Auser Unipop Orlandine, della CGIL e della Flai CGIL provinciale, coinvolgendo numerose realtà del comprensorio nebroideo.

La prima tappa ha preso il via dal 1° al 4 luglio al Circolo Dante Alighieri di Sant’Agata di Militello, dove è stata inaugurata la mostra itinerante che accompagnerà la raccolta fondi. Successivamente il percorso farà tappa in altri comuni dei Nebrodi, arrivando anche a Capo d’Orlando il 25 e 26 luglio, in occasione del Festival Blues.

Una crisi umanitaria che dura da anni

Gli organizzatori spiegano come Cuba stia attraversando una fase estremamente difficile, caratterizzata da una pesante crisi economica, sanitaria ed energetica. Alla base della situazione vi sono molteplici fattori, ma il comitato promotore individua nell’inasprimento dell’embargo statunitense – in vigore dal 1962 e ulteriormente irrigidito negli ultimi anni – uno degli elementi che hanno aggravato le difficoltà della popolazione, limitando l’accesso a medicinali, tecnologie, carburanti e numerosi beni essenziali. Una condizione che si traduce quotidianamente in carenze di farmaci, blackout elettrici, difficoltà negli approvvigionamenti alimentari e un sistema sanitario costretto a operare con mezzi sempre più limitati.

Tra le motivazioni che hanno spinto il comitato ad avviare questa raccolta c’è anche il desiderio di restituire un gesto di solidarietà ricevuto dall’Italia negli anni della pandemia. Molti ricordano infatti l’arrivo nel nostro Paese delle brigate mediche cubane “Henry Reeve”, che durante l’emergenza Covid operarono negli ospedali italiani, contribuendo ad affrontare uno dei momenti più drammatici della storia recente. Un contributo che lasciò un segno profondo e che oggi viene ricordato come esempio di cooperazione internazionale.

La raccolta fondi sarà accompagnata da una mostra di grande valore artistico e simbolico.

Il percorso espositivo, intitolato “Dai Caraibi al Mediterraneo: Sicilia-Cuba”, propone un dialogo tra due isole accomunate dal mare, dalla cultura e dall’identità popolare. Cuore della mostra sono le undici pittografie realizzate dal maestro Toti Librizzi, custodite presso il Museo della Memoria “Vincenzo Consolo” di Mirto, opere capaci di fondere paesaggi, simboli e atmosfere siciliane con quelle cubane. Accanto alle pittografie trovano spazio le fotografie di Marcello Clausi, dedicate a Cuba, quelle del fotografo Melo Minnella, dedicate alla Sicilia, le opere di Maurizio De Simone e alcuni oggetti appartenuti al grande musicista cubano Compay Segundo, autentica icona della musica dell’Avana.

Ne nasce un percorso culturale che racconta due mondi apparentemente lontani ma accomunati da un’identica capacità di trasformare difficoltà e sofferenza in arte, musica e speranza.

I promotori sottolineano che ogni contributo raccolto sarà destinato esclusivamente agli aiuti umanitari.

Le somme serviranno ad acquistare:

  • farmaci;
  • attrezzature sanitarie;
  • beni di prima necessità;
  • pannelli solari;
  • batterie;
  • sistemi di illuminazione ed energia.

L’intera gestione economica sarà rendicontata pubblicamente, affinché ogni donazione possa essere tracciata e verificata.

Gli organizzatori tengono a precisare che l’iniziativa nasce esclusivamente da motivazioni umanitarie.

Non si tratta di una presa di posizione politica, ma della volontà di aiutare una popolazione che vive quotidianamente difficoltà enormi, riaffermando il valore universale della solidarietà. L’arte, la cultura e la memoria diventano così strumenti per sensibilizzare il pubblico e costruire un ponte ideale tra Sicilia e Cuba. Un ponte che non trasporta merci, ma attenzione, vicinanza e speranza. Perché, come ricordano i promotori, quando mancano medicinali, energia e beni essenziali, anche un piccolo gesto può fare la differenza.

E dai Nebrodi, ancora una volta, parte un messaggio che supera i confini geografici: quello di una comunità che sceglie di non voltarsi dall’altra parte e di trasformare la solidarietà in un’azione concreta.

Redazione Scomunicando.it

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