A Tortona 5.403 alberi vengono censiti, georeferenziati e studiati per capire quanta CO₂ assorbono. A Brolo, invece, il dibattito è molto più essenziale: l’albero c’è, il marciapiede si alza, l’albero va. Poi, assicurano dal Comune, ne arriveranno altri. Prima però bisogna avere fede e aspettare la fine dei lavori.
C’è un gemellaggio che nessuno ha ancora proposto: Tortona-Brolo. Sarebbe interessante, soprattutto per organizzare uno scambio culturale sul verde urbano. A Tortona hanno appena completato il censimento del patrimonio arboreo: 5.403 alberi, 144 aree verdi e 234 mila metri quadrati di verde pubblico. Ogni pianta ha praticamente una cartella clinica: dati biometrici, condizioni vegetative, stato sanitario e stabilità. Tutto inserito in un sistema GIS georeferenziato che servirà a programmare manutenzioni, nuove piantumazioni e interventi contro le isole di calore. A Brolo Due il GIS appare meno indispensabile.
Per sapere dove sono gli alberi basta guardare dove non ci sono più.
Gli alberi censiti a Tortona, secondo le stime presentate in Consiglio comunale, hanno accumulato oltre 12.497 tonnellate di CO₂ e ne assimilano ogni anno più di 1.232 tonnellate. Filtrano inoltre PM10, ozono e biossidi. E il Comune pensa già ad altre migliaia di alberi e arbusti, compresi 1.300 esemplari previsti per la Cittadella dello Sport. A Brolo, prendi esempio gli ulmi “tagli” a Brolo Due la discussione è un’altra. Le radici hanno danneggiato marciapiedi e, in alcuni casi, sede stradale. Alcuni alberi sono stati eliminati. Altri, racconta Melo Virecci Fano tra i tanti che hanno sollevato il problema sui social, sembrerebbero destinati alla stessa sorte.
Lui, che sui social ha seguito la vicenda fino all’ultimo con una certa speranza arboricola, descrive oggi un curioso «paesaggio a puà»: un po’ alberato, un po’ no. Uno c’è, uno non c’è, uno aspetta di sapere cosa farà da grande. Una sorta di verde urbano intermittente.
Alla fine è arrivata anche la risposta dell’assessore comunale Linda Piscioneri, che assicura un punto importante: gli alberi eliminati saranno sostituiti. E invita a non giudicare prima della conclusione dell’intervento. In sostanza: abbiate pazienza. Il Comune, spiega l’assessore, sa come sarà l’area una volta completata, anche se quel risultato finale oggi non è ancora rappresentato pubblicamente da un rendering che consentirebbe ai cittadini di capire subito il progetto. Invece di replicare sulla pagina del cittadino “protestante” sarebbe stato opportuno sulla pagina istituzione. Il problema dal tenore dei post sui social è avvertito da tanti.
Ed è proprio qui che la satira rischia di diventare amministrazione partecipata. Perché forse mostrare prima come diventerà Brolo Due avrebbe evitato metà delle polemiche. Magari avrebbe persino salvato qualche discussione su Facebook, specie botanica diffusissima e notoriamente impossibile da estirpare.
Naturalmente il problema dei marciapiedi esiste. Le radici possono sollevare pavimentazioni e creare problemi di accessibilità e sicurezza. Nessuno pretende che una carrozzina debba affrontare un percorso a ostacoli per salvare un ficus. Ma la domanda posta da Virecci Fano resta sensata: prima di tagliare, qualcuno con competenze specifiche ha valutato tutte le alternative? Perché un albero adulto possiede un difetto difficilmente correggibile: ha le radici … E dopo qualche decennio tende persino a crescere. Una pessima abitudine.
Per questo la gestione moderna del verde urbano cerca, quando possibile, di progettare marciapiedi, aiuole e pavimentazioni tenendo conto anche dell’apparato radicale, intervenendo sull’albero soltanto quando sicurezza e condizioni vegetative lo richiedono. E quando l’abbattimento è inevitabile, la sostituzione promessa dall’Amministrazione diventa fondamentale.
Dunque niente processo anticipato. Prendiamo sul serio l’invito dell’assessore: aspettiamo la fine dei lavori. E prendiamo sul serio anche la promessa: gli alberi torneranno. Sarebbe bello, una volta terminato tutto, conoscere anche specie, numero e collocazione delle nuove piante. Magari con un piccolo piano del verde. Non occorre arrivare immediatamente ai livelli di Tortona, dove ormai probabilmente ogni albero possiede più dati anagrafici di un cittadino.
Ma almeno sapere quanti ne avevamo, quanti ne abbiamo tolti e quanti ne pianteremo non sarebbe male. Perché tra Tortona e Brolo esistono quasi mille chilometri di distanza. Ma la fotosintesi, fortunatamente, funziona allo stesso modo.
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